Sud Sudan: maestre coraggio e risse tribali di bambini

In un campo profughi del Sud Sudan un bimbo e una bimba, finiti nella stessa classe, litigano sempre. La maestra indaga e scopre che il padre del piccolo, un dinka, aveva partecipato all’uccisione del papà della bambina, di un’etnia rivale, ed era poi stato ammazzato a sua volta: nei commenti la storia e la sua fonte, qui la morale che ne traggo: capire l’Africa.

22 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    14 febbraio 2018 @ 14:29

    Scontri a scuola divisi per tribù. «In classe avevo un bambino e una bimba sudsudanesi che litigavano sempre» ricorda la maestra Stella Aloya Oryang in un’aula vuota a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni. «Una mattina sono riuscita a farli parlare e ho scoperto che tutto partiva da casa. Il padre del piccolo, un dinka, aveva partecipato all’uccisione del papà della bambina, di un’etnia rivale, ed era poi stato ammazzato a sua volta. Sfollati qui, i due bambini sono capitati nella stessa classe. Ho convocato le madri, le ho invitate a non coinvolgere i piccoli, a non portare la guerra anche a scuola. In tre mesi ho visto tanti cambiamenti, è per questo che sono venuta», dice Stella che ha lasciato in città i suoi quattro figli — hanno da 4 a 14 anni — e un posto meglio retribuito, per lavorare qui. «Mi sento molto coinvolta quando riesco a portare un po’ di speranza a qualcuno che l’ha persa» spiega. “Restano bambini molto reattivi, basta un niente per innescare una rissa e vederli scontrarsi divisi per tribù”. Capire l’Africa, dicevo sopra.

  2. Luigi Accattoli scrive,

    14 febbraio 2018 @ 14:30

    Le maestre del campo profughi di Palabek [http://www.corriere.it/reportages/esteri/2018/maestre-campo-profughi-uganda/?refresh_ce-cp] è il reportage del “Corsera” dal quale ho preso il testo riportato nel primo commento. Storie che possono dare un’idea della lontananza nostra dall’Africa. Più o meno la stessa idea che ci era venuta leggendo le ipotesi sul rito tribale che potrebbe aver guidato lo scempio fatto da quel o quei nigeriani sul corpo di Pamela a Macerata. Pamela era di Roma, la mia città. Macerata è la contea da dove vengo.

  3. maria cristina venturi scrive,

    14 febbraio 2018 @ 18:30

    Quello che e’successo a Macerata e’un problema italiano non africano. Non c’e’bisognoin questo specifico caso di “capire l’Af r ica”ma dovremmo cercare di capire l’Italia, o almeno di capire quale Italia futura vogliamo. Quello che e’successo ad una ragazza ITALIANA non e’successo certo per odio tribale. E’successo come evento finale di una serie di “cause”tutte italiane e tutte legate alla cialtroneria, al menefreghismo e al “laissez faire”
    1) l a ragazza e potuta allontanarsi dal centro di recupero e senza che nessuno nel giro di poche ore avvertisse.I parenti ele forze dell’ ordine e si mettesse alla sua ricerca
    2) I nigeriani spacciatori gia’ noti come delinquenti gia’ espulsi per spaccio di droga non erano ne’in galera ne’espulsi ma a piede libero, non sorvegliati da nessuno. Uno di questi stava addirittura in un hotel 4’stelle a spese del contribuente italiano.
    3) la Ong che “accoglie”i migranti a Macerata e’diventata in pochi anni multimilionaria facendo un fatturato stratosferico e a quanto pare senza dare in cambio ne’integrazione dei migranti ne’ controllo.
    Tutta questa brutta storia e’potuta succedere per responsabilita ben precise ed e’successa in Italia non in Africa.Dunque bisognerebbe “capire l’Italia”la sua disonesta , cialtronesca e dissennata politica sui migranti, accolti tutti per fare lauti affari ma non integrati ne’controllati, l asciati a se stessi.
    Neppure nel peggior stato Africano si lascia cosi liberi di delinquere le persone e si rinuncia al primo dovere dello Stato che e’quello di difendere I propri cittadini.

  4. maria cristina venturi scrive,

    14 febbraio 2018 @ 19:14

    Ricordate quando successe lo scandalo ” Mafia Capitale” le intercettazioni del crimilnale Buzzi ammanicato con coop rosse e bianche , e persino con la Caritas misero in luce che il business dei migranti ormai rendeva piu’ della droga?
    Ebbene nonostante gli scandali il business va avanti e sara’ molto difficile fermarlo: ormai troppe persone sono coinvolte, solo la ONG di Macerata da’ lavoro a 400 persone ( retribuite, non lo fanno certo per carita’ cristiana) .
    L’ Italia dei furbetti ed ipocriti ha cercato di ammantare con ideali umanitari quello che e’ un turpe guadagno: turpe sia perche’ fatto sulla pelle dei veri migranti che hanno diritto all’ asilo, meritevoli di tutt’ altro trattamento che essere parcheggiati come pacchi nei centri d’ accoglienza a non fare nulla, neppure corsi di italiano, sia delle fasce piu’ deboli degli italiani, esposti a un sovrappiu’ di episodi criminali ( come se quelli compiuti da italiani DOC gia’ non bastassero).
    Leggetevi sul Corriere di oggi o di ieri L’ articolo di Milena Gabbanella su un progetto sensato, civile, razionale di accoglienza migranti che farebbe risparmiare e sarebbe piu’ efficiente: progetto che ovviamente nessun politico ha minimamente preso in considerazione. Perche’ nessuno ci guadagnerebbe, se non la civilta’ e la legalita’ .

  5. Leopoldo Calò scrive,

    14 febbraio 2018 @ 19:15

    Neppure nel peggior stato africano: in cinque parole la chiave di lettura di una visione della realtà.

  6. maria cristina venturi scrive,

    14 febbraio 2018 @ 19:32

    http://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/migranti-politica-non-fare/58eac1a6-102d-11e8-a9ce-f6fed5e23abc-va.shtml

  7. Victoria Boe scrive,

    14 febbraio 2018 @ 19:39

    Una serie di cause per il terribile fatto di Macerata culmina in unico messaggio che è quello solito, “razzista”, anti-immigrazione dei neri nel nostro paese.
    Neanche una parola di stigmatizzazione per il gesto pluriomicida di quel pazzo neofascista, iscritto nel partito salviniano, che ha falciato come se niente fosse molti uomini di colore, per vendetta di stampo nazi-fascista.
    Questa ideologia della peggiore destra, che la signora Venturi non riesce a nascondere, a me fa SCHIFO.

  8. Victoria Boe scrive,

    14 febbraio 2018 @ 22:54

    Certo che l’Africa va capita. I suoi abitanti sono sempre stati visti dai bianchi come esseri “particolari” con quel colore di pelle tanto diverso dal nostro. Questa è stata da sempre la loro “colpa” maggiore. Neri, quindi esseri umani a metà strada fra gli uomini e gli animali. Persone inferiori, da schiavizzare e da tenere lontane.
    Senza civiltà; per questo, portati nell’America del nord e in altri Paesi per fare i servizi più umili piuttosto che per civilizzarli. Oppure, lasciati in Africa a coltivare, per pochi soldi, le piantagioni in mano ai ricchi paesi occidentali, che si erano spartiti, a tavolino, le terre africane abbondanti di prodotti agricoli ma anche, anzi soprattutto, minerari. Nessuna educazione di tipo sociale e politico per loro, sicché, terminata l’occupazione coloniale e lasciati a sé stessi, non erano in grado di governarsi né, tantomeno, di comporre le rivalità etniche.
    Dittatori quasi sempre sanguinari li hanno governati senza conoscere, neanche approssimativamente, regole di guida democratica.

  9. Victoria Boe scrive,

    14 febbraio 2018 @ 22:57

    E oggi i “civilissimi” Stati occidentali, fra cui anche il nostro, alimentano le proprie fabbriche di armi inviando in quei paesi tormentati da guerre fratricide gli strumenti bellici con cui versare molto sangue.
    Il sangue di chi muore non porta via l’odio né lava la coscienza di noi occidentali, che appunto non capiamo.
    Il nostro motto, cioè il nostro peccato vero, è l’INDIFFERENZA. A cui si aggiunge il malanimo di molti italiani, ignorantissimi da tutti i punti di vista, nei confronti di quelle persone ( PERSONE!!) africane che arrivano da noi, rischiando la pelle, non per toglierci l’aria né il pane né altro ma con la speranza di trovare migliori condizioni di vita e libertà.
    Anche qui, peraltro, molti vengono sfruttati.
    E, per favore, non si cerchi l’alibi, che è solo un ipocrita pretesto, della difficile integrazione o della accoglienza in strutture non idonee per tentare di nascondere l’avversione che si prova per loro.
    Vengono considerati “diversi”; questa è la reale motivazione che sta alla base del respingimento.
    Fra loro ci sono dei delinquenti? Certamente sì, ma questa ( la delinquenza) è una categoria che è sempre esistita e sempre ci sarà presso tutti i popoli di ogni tempo; di certo non è legata al colore della pelle.

  10. Clodine-Claudia Leo scrive,

    15 febbraio 2018 @ 7:58

    “Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto è promesso e mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete”.

    Questo fu l’ appello del Generale Alphonse Juin ai Marocchini del CEF.

    E così i marocchini, dopo aver stuprato 60.000 mila donne alle porte di Roma in età compresa tra i 5 anni e gli 80 e contagiate di sifilide ed altre malattie veneree le restanti, non solo alcun risarcimento né punizione per i responsabili dello scempio, ma per quanto la storia elenchi le atrocità compiute è accertato che la storiografia di sinistra attuò un colpevole profilo di silenzio principalmente per non favorire, si ritenne, una presunta forma di pregiudizio razziale: l’argomento fu così, per molti anni almeno, considerato a sinistra politicamente scorretto, quasi un tabù.

    Eccolo il vero razzismo, il politicamente corretto è il vero razzismo!

  11. Clodine-Claudia Leo scrive,

    15 febbraio 2018 @ 8:19

    Cara Signora Boe, la sua ridicola prosopopea non solo non fa neppure ridere, ma è pietosa. Cosa vuole insinuare, ci faccia capire: forse perché abbiamo le nostre “fecce” nostrane dobbiamo sorbirci anche quelle importate? Forse perché abbiamo le nostre mafie schifose dobbiamo avallare anche quelle nere, gialle, verdi?
    Faccia una cosa, visto che lei è una così buona suffragetta e ci tiene così tanto: si porti tutti i cani sciolti nel recinto del suo giardinetto e se li tenga stretti. Ma eviti di urtare con discorsi che non stanno nel cielo né in terra, perché il clima non lo consente, specie dopo il fatto di Macerata.
    Non so lei, ma io sono Pamela!

  12. maria cristina venturi scrive,

    15 febbraio 2018 @ 9:01

    Leopoldo Calo’
    Non hai capito quello che ho scritto: in Africa ci sono stata e ti assicuro che Milano o Roma. , ormai quanto a degrado sporcizia e illegalita’ sono cento volte peggio. Davanti alla Stazione di Dakar in Senegal non ho visto le scene di degrado che si vedono ogni giorno davanti alla Stazione Centrale di Milano , barboni pestati,viaggiatori derubati, risse fra bande, accoltellamenti, spaccio.
    Per questo dico che e’ piu’ difficile capire l’ Italia che L’ Africa: in Africa si sforzano nonostante la poverta’ e le difficoltà , di vivere con un minimo di ordine sociale’ , in Italia sembra che ci abbiamo rinunciato e nonostante la nostra ricchezza pare che ci vada bene vedere nelle nostre città’ scene bestiali e ferine a cui non facciamo neppure piu’ caso. Vedi la clochard stuprata in pieno centro di Roma nel quartiere Esquilino.
    Ma nessuna societa’ puo’ sopravvivere se rinuncia alla legalita’ . Quello a cui stiamo assistendo e’ un ” suicidio collettivo” della nostra società’ .

    Se poi secondo Victoria Boe la richiesta di legalita’ verso i migranti ,, se proteggere i cittadini e impedire che le nostre città’ diventino un inferno da vivere , e’ sinonimo di ” razzismo” non so che rispondere se non che certa retorica di sinistra che si ammanta di moralismo umanitario e crede nella propria superiorità’ antropologica continua a dare del fascista a destra e a manca, persino al ministro Minniti .
    Come diceva Ennio Flaiano in Italia esistono due tipi di fascisti: i fascisti e gli antifascisti.

  13. Luigi Accattoli scrive,

    15 febbraio 2018 @ 9:14

    Claudia Leo delle 8.19: “la sua ridicola prosopopea” è un insulto: lo pubblico perché sia chiara la ragione per cui i suoi rilanci, da parte dell’autrice o dei suoi antagonisti, non li pubblicherò.

  14. Leopoldo Calò scrive,

    15 febbraio 2018 @ 9:29

    Venturi, lo so che in Africa ci sei stata, e questo per me è motivo di stima nei tuoi confronti, per quel che può valere. Non condivido, tuttavia, la maggior parte dei pensieri che esprimi, in ultimo l’idea che in Italia stiamo rinunziando alla legalità. I problemi di cui parli non si risolvono con la repressione, che purtroppo arriva sempre dopo la violazione della legge, ma con la prevenzione.

  15. Victoria Boe scrive,

    15 febbraio 2018 @ 13:06

    L’ Italia non sarà più “pulita ” se ci libereremo degli odiosi migranti che tanto disturbano i nostri occhi e più ancora la nostra mente impregnata di ignoranti pregiudizi. E su cui è facile scaricare tutte le colpe del mondo. Sarà solo più povera di umanità e di carità cristiana.
    Da nessuna parte sta scritto che i confini della terra siano dei muri invalicabili. Lo sono invece quelli mentali di chi fa del proprio paese un eden ben recintato, da non contaminare con presunte “razze” inferiori.

  16. maria cristina venturi scrive,

    15 febbraio 2018 @ 14:08

    Va bene Leopoldo Calo’ , sono d’ accordo , risolviamo i problemi con la prevenzione non con la repressione. Per esempio non lasciamo gli spacciatori di droga liberi di spacciare nei giardinetti, quasi sempre davanti a scuole medie e licei, liberi di vendere corruzione e morte a tanti ragazzini ingenui e facilmente influenzabili. Che ci vuole a cacciare gli spacciatori dai giardinetti? Non molto credo, basta la volonta’ e non la mentalita’ imperante in Italia : chissenefrega .
    Per esempio se sappiamo che una persona ( italiana o straniera non fa differenza) e’ recidiva nel comportamento criminale non lasciamola a piede libero a far quel che vuole , se e’ straniera irregolare dandole semplicemente un foglio di espulsione col quale la persona in questione ci si pulisce il sedere. E continua fare quel che gli pare. Non pensiamo : chissenefrega.
    Per esempio non lasciamo che bande di teppisti si impadroniscano del ” territorio” facendo il bello e cattivo tempo e terrorizzando la popolazione, accoltellando le bande rivali. Io stessa sono stata testimone sotto casa mia dell’ accoltellamento di un povero diciottenne albanese da parte di una banda di minorenni latinos . Non pensiamo : ma chissenefrega.
    Tutto questo e’ ” prevenzione” . E’ vero che la repressione e’ considerata di destra: ma di fronte a certi crimini se la prevenzione non ha funzionato non si dovrebbe ” reprimere” o bisogna ” lasciar fare” ? Lasciar fare ? chissenefrega?
    bisogna fare come la Chiesa cattolica ha fatto per anni coi preti pedofili, girarsi dall’altra altra parte? Mettere il marciume sotto il tappeto cosi’ non si vede? Chissenefrega?
    Reprimere la criminalita’ e’ di destra! E allora per non essere di destra siamo rassegnati alla delinquenza? Non posso credere che tu la pensi così’ Leopoldo Calo’ . Le categorie destra – sinistra hanno fatto il loro tempo.
    E dunque che c’ entra destra e sinistra dove c’ entra solo il BUONSENSO e il senso della realtà’ ? Semplice buonsenso che un ministro del PD , Minniti , ha osato evocare attirandosi gli strali e gli insulti delle anime belle che vagheggiano un mondo irreale e non si rendono conto della realtà’. Perche’ della realta’ se ne fregano le anime belle della sinistra: perse nella loro ideologia.

  17. Victoria Boe scrive,

    15 febbraio 2018 @ 16:07

    Quanto mi piacciono gli idealisti! Di destra o di sinistra o di centro queste persone mi fanno perfino tenerezza.
    Ma sì, gran bella cosa la prevenzione. Se uno Stato riuscisse a prevenire tutto il male che insozza il Paese, si realizzerebbe quell’ eden meraviglioso che tutti sognano nel mondo dell’ utopia, che però non esiste nella realtà.
    A meno che non si sia convinti che un governo di destra, magari salviniano o altro, porterebbe l’ ordine nel Paese con una sorta di bacchetta magica mai esistita, in verità.
    Sì, davvero illusi questi idealisti a buon mercato che credono nelle favole senza avere un minimo senso della realtà.

  18. Clodine-Claudia Leo scrive,

    15 febbraio 2018 @ 21:40

    Invece lei Boa in quanto a senso della realtà la sa lunga.
    Sicché a parer suo uno Stato non deve difendere i propri cittadini anzi, ritiene addirittura demagogico il principio della prevenzione. Ma dove vive lei mi scusi, conosce almeno i principi, gli elementi costitutivi che regolano la vita di un Popolo, di uno Stato, di una Nazione? A sentirla parlare non si direbbe visto che alloca popolo e popolazione tutti sullo stesso trespolo,. Ma vede, gli esseri umani non sono pappagalli liberi di volare e nidificare dove ritengono opportuno, in totale anarchia, ma devono obbedire a delle leggi, a delle regole, hanno diritti e doveri ben precisi dal momento che ogni Stato è un ente territoriale sovrano che esercita il proprio potere dentro un determinato perimetro (territorio) all’interno del quale, avvalendosi di organi preposti (governi) e competenti (parlamento) vengano emanate leggi affinchè siano rispettate con le buone o con le cattive.

    Il popolo, poi, vede, signora Boe, non è “la popolazione”, non sono i “cittadini” in senso lato ma un è “organismo” ben preciso formato da persone appartenenti a “quello” stesso Stato che a sua volta forma LA NAZIONE in cui “quel” popolo preciso, legato da una comunanza di razza – si ha capito bene: razza- di sangue, lingua, religione, tradizione e costumi ecc ecc ecc è sovrano.
    Secondo lei, dunque, è ideologico, è un “credere nelle favole”, se non addirittura demagogico pensare che uno Stato abbia il dovere di difendere la propria Nazione, il dovere di difendere i confini. Io invece, al contrario di lei, credo che quando uno stato perde il suo potenziale, la difesa del potere legale, e degrada fino a non consentire ai propri cittadini la libertà di vivere in pace il territorio siamo già al fallimento, alla tragedia finale.

  19. Victoria Boe scrive,

    16 febbraio 2018 @ 2:33

    Cara signora, lei è libera di pensare quel che vuole ma non di mistificare il mio pensiero. Se ne guardi bene. Io non ho detto niente di quel che lei ha affermato con incredibile disinvoltura. Ricamare a proprio piacimento sulle parole altrui è un giochetto maldestro cui di solito ricorrono coloro che non hanno argomentazioni valide da opporre a chi viene visto come un avversario da mettere all’angolo. Questo è da sempre l’impianto, ben sedimentato, delle sue debolissime controargomentazioni nei confronti di chi non si accoda al suo carro.
    Io vivo come lei qui, nella stessa sua terra, e lei di certo non mi deve dare lezioni su niente. Ma, in ogni caso, è la prospettiva a dividerci nettamente. La sua è limitata e di chiuse vedute; la mia è aperta verso l’intera umanità. La sua è escludente, la mia include.
    Che lo Stato debba difendere il popolo di un Paese contro violenze e aggressioni di vario genere è una verità conosciuta perfino dalle pietre.
    Tutti sanno che le leggi emanate a tal fine in ambito parlamentare e legislativo hanno valenza per chiunque si trovi a vivere nel paese in questione, quindi anche per gli stranieri.
    Quindi, perché mai lo fa presente a me, che forse conosco più di lei le normative costituzionali?
    Lei, ed altri della sua indole sempre volta a discriminare, continuate ad invocare le leggi nei confronti degli stranieri ma le ignorate totalmente quando si tratta di parlare di italiani forse anche peggiori degli stranieri e dei migranti. Signora cara, non esiste “razza” nella specie umana; il termine “razza” è superato scientificamente e resta un residuato di antiche credenze oggi fatte proprie dai “razzisti”, appunto. Solo in questo caso si fa riferimento ad esso come ad una pecca vergognosa di certi individui che sprofondano in una ignoranza abissale.

  20. Victoria Boe scrive,

    16 febbraio 2018 @ 2:38

    A parte questo, tutti gli esseri umani sono cittadini del mondo.
    Solo gli insipienti, nel senso peggiore del termine, vogliono costruire recinti per i bianchi, per i neri, per i gialli e via blaterando.
    La informo, in ogni caso, che le leggi italiane sono messe in atto SEMPRE, per cui quel “fallimento” cui lei accenna del tutto impropriamente esiste solo nella sua fantasia. Altrettanto dicasi per la “tragedia finale”.
    La informo anche che, qualunque cosa si voglia far credere, sono diminuiti i reati rispetto all’anno passato e a due anni fa. E anche le migrazioni sono diminuite, ma molti non lo sanno o non vogliono saperlo.
    Bisogna informarsi bene prima di parlare a vanvera.
    Comunque sia, è troppo facile prendere gli stranieri come capri espiatori su cui addossare ogni colpa. È facile ed è pure disonesto e vergognoso. Almeno per il mio modo di vedere le cose di questo mondo.
    Ribadisco con convinzione che la prevenzione sempre invocata dalle “anime belle” in ogni campo del vivere umano, e di certo auspicabile anche da me, non è frutto né di opere miracolistiche né di bacchette magiche, ma richiede molto impegno, molto tempo e capacità organizzative. E poiché io vivo con i piedi per terra e non nella repubblica dell’Utopia, mi sento di dire che, anche nel migliore dei casi, la prevenzione non risolverà mai del tutto il problema dei mali con cui gli uomini hanno a che fare nella vita di ogni giorno.
    Fare poi discorsi politici su queste tematiche, come certe persone amano fare con superficialità, significa imboccare la brutta strada dell’ideologia, che è fuorviante e può provocare parecchie delusioni.

  21. Clodine-Claudia Leo scrive,

    17 febbraio 2018 @ 19:53

    Lei parla troppo!

  22. Clodine-Claudia Leo scrive,

    17 febbraio 2018 @ 20:52

    senza dire nulla!

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