L’abbraccio di Pietro ai Greco Melkiti perseguitati

Questa mattina a Santa Marta il Papa ha concelebrato con il Patriarca della Chiesa di Antiochia dei Greco-Melkiti Youssef Absi: un gesto di vicinanza nella prova che oggi vivono quei cattolici come tutti i cristiani del Medio Oriente. Su invito di Francesco il Patriarca ha dato con lui la benedizione finale. Nei commenti le parole del Papa e il ringraziamento del Patriarca.

5 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    13 febbraio 2018 @ 14:13

    Papa Jorge Mario Bergoglio: Questa Messa con il nostro fratello, patriarca Youssef, farà la apostolica communio: lui è padre di una Chiesa, di una Chiesa antichissima e viene ad abbracciare Pietro, a dire “io sono in comunione con Pietro”. Questo è quello che significa la cerimonia di oggi: l’abbraccio del padre di una Chiesa con Pietro. Una Chiesa ricca, con la propria teologia dentro la teologia cattolica, con la propria liturgia meravigliosa e con un popolo, in questo momento gran parte di questo popolo è crocifisso, come Gesù. Offriamo questa Messa per il popolo, per il popolo che soffre, per i cristiani perseguitati in Medio Oriente, che danno la vita, danno i beni, le proprietà perché sono cacciati via. E offriamo anche la Messa per il ministero del nostro fratello Youssef.

  2. Luigi Accattoli scrive,

    13 febbraio 2018 @ 14:13

    Patriarca Youssef Absi: Santità, vorrei ringraziarLa per questa bella Messa di comunione, a nome di tutto il Sinodo della nostra Chiesa greco-melkita cattolica. Personalmente, sono veramente commosso dalla Sua carità fraterna, dai gesti di fraternità, di solidarietà che ha dimostrato alla nostra Chiesa, nel corso di questa Messa. Le promettiamo di tenerLa sempre nei nostri cuori, nel cuore di noi tutti, clero e fedeli, e ricorderemo sempre questo evento, questi istanti storici, questo momento che non riesco a descrivere per quanto è bello: questa fraternità, questa comunione che lega tutti i discepoli di Cristo. Grazie, Santità.

  3. Enrico Usvelli scrive,

    13 febbraio 2018 @ 17:06

    Molto bello.
    Ricordo che il 5 febbraio il Papa ha incontrato i vescovi caldei, guidati dal loro patriarca Louis Raphael Sako. La cosa è passata un po’ sotto silenzio perché Francesco aveva appena incontrato Erdogan.
    Francesco si sta dando molto da fare per la riunificazione dei cristiani, penso che non lo si possa negare. Ed è attento anche ai cristiani di Palestina che, se si continua a lasciare mano libera ad Israele, scompariranno.

  4. Victoria Boe scrive,

    13 febbraio 2018 @ 19:42

    Israele sta spadroneggiando perché ha l’ appoggio di Trump.
    L’ irresponsabile presidente degli USA, dallo sguardo inutilmente imperioso, sta rendendo quell’ area una polveriera pronta ad esplodere.
    Questa gente ha vista corta e bada solo ai propri interessi di parte. La pace per loro è la sottomissione degli altri. La Storia con loro va indietro.

  5. Luigi Mortari scrive,

    13 febbraio 2018 @ 20:12

    Il Seme è la riconciliazione e l’unità.
    Il frutto è la gioia.

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