Sulla guerra di Libia sto con la Lega

Con Berlusconi non voglio che l’Italia bombardi la Libia ma sono contro il premier quando propone un taglio all’impegno dell’Italia nelle missioni di pace”: avevo scritto così in un post del 17 aprile e oggi dico che sto con la Lega nella sua protesta per l’impegno di Berlusconi a bombardare. L’errore del premier fu all’inizio, quando sostenne che la responsabilità delle operazioni doveva passare alla Nato: essendo noi nella Nato, si è imbottigliato da solo. – Insisto nel sostenere, come già nel citato post del 17 aprile, che ogni questione politica va affrontata per quello che è, senza cedere alla tentazione che “non serve discutere tanto è tutto sbagliato”. Non ci fosse questo governo, che io vorrei sostituito stanotte, ci sarebbe comunque la questione se sparare o no nella guerra di Libia. Dunque sto con la Lega. Si votasse domani, voterei per il Pd come già alle ultime elezioni. Ma sulla Libia condivido Bossi e Maroni e lo dico per aiutarmi e aiutare a ragionare. Si fa politica quando si sottopone a critica l’avversario ma si fa politica due volte quando si aiuta la propria parte a vedere la posta in gioco.

47 Comments

  1. Persino Giovanardi
    stamani alla RV rappresentava la sua contrarietà al bombardamento,
    ma
    poi come si fanno a capire sti politici che di giorno sono contro l’Ikea
    e di sera la mano sinistra dimentica quello che fa la mano destra.

    Satira e perplessità a parte.

    La pace ha a disposizione le armi della vita e non dei bombardieri
    e il buon Tonino Bello lo ha dimostrato
    coinvolgendo e muovendosi pur già portando nella carne il corpo morente,
    tra le strade della guerra….

    All’inizio del III millennio
    l’egoismo economico e del profitto
    ha la meglio
    negando ogni altro strumento di imposizione
    che non sia la guerra.

    Buon Luigi,
    sai bene che bossi e maroni non hanno a cuore la pace,
    ma soltanto la pancia altrui: la paura degli emigranti libici…..
    e gli scranni che occupano….
    oltre al futuro dei loro figlioli.

    Nessuno si sta mostrando migliore,
    ognuno fa la sua parte in commedia….

    Nemmeno le parole del Vescovo di Tripoli si riescono ad interpretare…..
    appaiono estremamente chiare,
    sono state ripetute anche dalla RV diverse volte,
    eppure!

    Stamani non nego di aver pensato anche io all’ipotesi di una guerra montata da immagini televisive…..
    pur non avendo la globalità delle informazioni
    il sospetto si rafforza sempre più,
    pensando alla Siria…..

    Come forse nei vecchi tempi di guerra,
    le notizie che apprendo dalla radio,
    mi permettono di riflettere….. per quel che mi riesce….

    27 Aprile, 2011 - 23:03
  2. Leonardo

    Penso che tu abbia ragione, Luigi, però se ci fosse al governo il PD, che per questa guerra è addirittura infoiato, avremmo già bombardato a manetta e forse smanieremmo per mandare i soldati.
    In questo caso, come ti saresti regolato? Avresti considerato la guerra un elemento fra i tanti su cui giudicare un partito (sì, fanno la guerra, però sull’economia, la giustizia, sanità ecc. ecc.) o le avresti attribuito un valore primario, discriminante (tipo: mai con chi fa la guerra)?

    28 Aprile, 2011 - 6:45
  3. Come cristiano ripudio la guerra.

    Come cittadino italiano rispetto (e difendo!) l’art.11 della Costituzione che recita:
    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

    Poi i furbini vorrebbero chiamarla missione internazionale, MA SEMPRE GUERRA E’, e come tale va ripudiata.

    28 Aprile, 2011 - 7:00
  4. raffaele.savigni

    Stavolta non condivido, Luigi. Sto con Napolitano.Credo che un tiranno come Gheddafi vada tolto di mezzo: è l’unico modo per dare pace e libertà al popolo libico.Le truppe di Gheddafi hanno massacrato civili e giornalisti.
    Le missioni internazionali non possono essere equiparate alle guerre offensive. E l’art. 11 della Costituzione, impropriamente richiamato, non le vieta. La missione di pace in Libano ha frenato lwe violenze sangunose che c’erano state; e l’intervento umanitario nei Balcani ha impedito ai serbi di continuare a massacrare le popolazioni, come avevano iniziato a fare. L’abbiamo dimenticato? Anche Giovanni Paolo II, giustamente contrario all’intervento americano in Irak, giustificò l'”ingerenza umanitaria”. E la difendo anch’io, con buona pace di Gino Strada e Danilo Zolo.

    28 Aprile, 2011 - 7:08
  5. Leonardo

    In effetti la Costituzione su questo punto parla chiarissimo e non avrebbe consentito la partecipazione dell’Italia a nessuna (o quasi) delle missioni internazionali “di pace” a cui invece ha preso parte in questi anni. Perché delle due l’una: o i fatti su cui si è intervenuti erano fatti interni di uno stato sovrano (e allora siamo nella «offesa alla libertà degli altri popoli», posto che il principio della c.d. “ingerenza umanitaria” non è codificato da nessuna parte del nostro ordinamento costituzionale), oppure erano fatti che attenevano ai rapporti internazionali e noi, per l’appunto, utopisticamente abbiamo deciso di ripudiare la guerra anche come «mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

    Però sarebbe anche bello uscire dall’ipocrisia e smettere di bruciare incenso all’idolo della Carta Costituionale. La Costituzione è come la pelle della maletta (si direbbe dalle mie parti) e la si è sempre tirata da una parte o dall’altra come hanno voluto lorsiignori.

    28 Aprile, 2011 - 7:13
  6. Savigni, come dire:
    fatta la legge trovato l’inganno…

    verrà in giorno Savigni, oh se verrà, in cui tutti gli inganni saranno svelati e saranno augelli per diabetici…

    28 Aprile, 2011 - 7:14
  7. Tenendo conto che “La guerra è la madre di tutte le miserie”, vorrei sottolineare che sono 40 anni che Gheddafi sta al potere ed ora c’è tutta questa urgenza a farlo fuori…
    Sono 40 anni che, noi per primi, ce ne siamo altamente fregati di quel che succedeva per i nostri interessi ed ora invece…

    Ormai il motto della vita è “Va dove ti porta il tuo interesse”

    28 Aprile, 2011 - 7:15
  8. E cmq la Costituzione è per me fonte di diritto secondaria…
    La fonte primaria, per me, è la legge di Dio.
    E come cristiano ripudio le guerre d’offesa, specialmente quelle fatte per il petrolio, visto che nessunoi lo dice ma usa parole imbellettate con la cipria…

    28 Aprile, 2011 - 7:17
  9. Domenica il Santo Padre Benedetto XVI (Vescovo di Roma e successore di san Pietro, perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità della Chiesa, vicario di Cristo, capo del collegio dei Vescovi e pastore di tutta la Chiesa, sulla quale ha, per divina istituzione, potestà piena, suprema, immediata e universale) al Messaggio Urbi et Orbi cosi si esprimeva:

    “In Libia la diplomazia ed il dialogo prendano il posto delle armi e si favorisca, nell’attuale situazione conflittuale, l’accesso dei soccorsi umanitari a quanti soffrono le conseguenze dello scontro.”

    Lor signori ora si affrettino a “contestualizzare”.

    28 Aprile, 2011 - 7:25
  10. Domanda a Savigni:
    quando utsi e tutu si scannavano a colpi di machete, quando i russi trucidavano i ceceni, i somali si scannavano tra loro, lei dove era?
    Do sempre una occhiata ai giornali [a scrocco ovviamente, poichè esiste il finanziamento pubblico e quindi si drovrebbero leggere aggratis nelle bacheche come i sovietici leggevano la “Pravda” sulla piazza rossa (e tra i giornali di oggi e la “Pravda”, io non noto differenza, ma questa è un’altra storia…)], ma mai lessi di un prof. che si batteva come un leone su tutti i fronti per “l’ingerenza umanitaria”…

    28 Aprile, 2011 - 7:44
  11. Saluto tutti con un aforisma di mio fresco conio:

    L’ingerenza è sempre umanitaria, sempre che non riguardi la mia pelle il mio petrolio o la mia posizione geografica strategica…

    28 Aprile, 2011 - 7:48
  12. Marco

    Utsi e tutu?
    Chi sono?
    Io conosco i Tutsi e gli Hutu.
    Eh, quando si risponde per slogan…

    Concordo con il sig. Raffaele Savigni.
    Bravo!

    28 Aprile, 2011 - 9:23
  13. @Marco
    Se concorda con Savigni allora perchè nessuno ha mai fatto niente per i migliai di altri focolari che purtroppo ci sono nel mondo?? La domanda è lecita e non sono slogan!!
    Io ci vedo puzza di petrolio e basta…

    28 Aprile, 2011 - 9:33
  14. Marco

    @spuntocattolico
    Il petrolio in ogni caso va pagato sia a Gheddafi, sia a chi gli succederà. Non è che andiamo e ce lo prendiamo.
    Quindi la dietrologia sul petrolio è fallace, secondo me.
    Più giusta mi sembra l’altra obiezione. Perché in Libia sì e in altri Paesi no?
    L’improvvisa rivolta che ha travolto i governi di alcuni Paesi arabi mediterranei (Egitto, Tunisia, Libia, Siria) ha colto tutti di sorpresa.
    Questi Paesi hanno collaborato politicamente ed economicamente con Paesi europei, pertanto vi è un legame politico-economico e talvolta anche storico-culturale tra l’Europa mediterranea e i Paesi nordafricani.
    Mentre in Egitto e Tunisia il popolo è riuscito autonomamente a rovesciare i governi autoritari di Mubarak e Ben Alì, in Libia gli eventi hanno preso una piega diversa.
    Nelle tesissime ore che hanno preceduto la decisione di redigere la risoluzione ONU 1973/2011, Bengasi, ultima città rimasta ai ribelli, era accerchiata dalle truppe lealiste e si prefigurava un bagno di sangue imminente.
    Dinanzi ad un tiranno sanguinario, che non esita a:
    – bombardare il suo popolo,
    – assoldare mercenari che sparino a caso sul suo popolo,
    – utilizzare civili come scudi umani e deterrente ai bombardamenti,
    e dinanzi al reiterato rifiuto di lasciare il potere nonché alla netta sproporzione di forze tra truppe lealiste e gruppi rivoltosi; considerando gli ideali laici e democratici che ispirano la rivolta, le forze europee hanno deciso di aiutare i ribelli.
    Tutto qui.
    L’unica critica che mi sento di rivolgere è sulla tempistica. C’è stato un eccesso di interventismo francese e poca unità europea, scarsissima organizzazione strategica.
    Sogno un Europa con una propria politica estera, un proprio esercito e una configurazione a Stati federali.

    28 Aprile, 2011 - 9:56
  15. @Marco
    “Non è che andiamo e ce lo prendiamo”: sei sicuro di ciò che dici??
    Si scatenato guerre nel mondo per questo.. guarda ad esempio l’Iraq dove ogni paese partecipante ha “guadagnato” pozzi… noi compresi e guarda caso proprio a Nassirya dove l’ENI stava per perdere la commessa del territorio…
    Quindi secondo te le nazioni decidono di entrare in questi conflitti per puro spirito cristiano, con occhi pieni di lacrime di commozione per i paesi martoriati dai propri dittatori?? Mi piacerebbe, ma non è così.
    Sogno anch’io un’Europa veramente unita non solo in politica estera… ma per ora è un miraggio.
    E’ rimasta inevasa la risposta alla domanda: “Perché in Libia sì e in altri Paesi no?”. Che ne pensi??

    28 Aprile, 2011 - 10:08
  16. Marcello

    L’uso della forza per fermare la violenza mi sembra doveroso.

    Non mi scandalizzano gli interventi militari in questo senso e non mi sembrano andare contro la Costituzione (che su questo tema non parla affatto chiaro, anzi è giustamente vaga).

    Detto questo, i grandi partiti italiani -in questi casi- si schierano sempre secondo convenienza di parte e mai ragioni alte. Questo vale per centrodestra e centrosinistra (Lega compresa: la Libia sta a cuore a imprenditori amici).

    28 Aprile, 2011 - 10:16
  17. “Dinanzi ad un tiranno sanguinari”

    E dai nostri tiranni chi ci libererà?
    Da quelli che in Usa ti fanno morire perchè non hai l’assicurazione sanitaria?
    E tante altre cosine del mondo “occidentale” che non sto a fare l’elenco?
    Dalla dittatura del relativismo chi mi libererà?
    Dal quel cesso immondo che è la televisione chi mi libererà?

    Marco, non ti ci mando a quel paese perchè non è il periodo adatto…
    a slogan stai messo bene pure tu!

    Il Signore tornerà nella Gloria e la sua bomba si chiama “Amore”.

    28 Aprile, 2011 - 10:18
  18. Marco

    @spuntocattolico
    L’ho spiegato il perché in Libia si e in altri Paesi no:
    1) estrema vicinanza geografica;
    2) legame storico-economico-politico con la Libia;
    3) condivisione delle istanze laiche e democratiche che ispirano la rivolta;
    4) crimini contro il suo stesso popolo commessi da Gheddafi che si è rivelato molto diverso ed estremamente pù spietato di Mubarak e Ben Alì.
    E’ ovvio che ci siano interessi in gioco ma non si tratta di un neocolonialismo almeno per quanto riguarda il nord-Africa.

    Sull’Iraq non ho molte informazioni. Quello che so è che la seconda guerra, quella che ha rovesciato definitivamente Saddam Hussein, è stata dichiarata sulla base di prove false riguardanti presunte fabbriche di ordigni nucleari presenti sul territorio iracheno.
    Credo che sia stata una guerra ingiusta e strategicamente sbagliata.
    C’è però anche da dire che Al-Queda opera proprio in Iraq, Iran, Pakistan, Afganistan, Palestina. Dunque un monitoraggio di quei Paesi da parte occidentale è necessario per la nostra sicurezza.
    Non penso sia solo una questione di petrolio, è una questione di equilibri internazionali e di sicurezza.

    28 Aprile, 2011 - 10:25
  19. A Marco
    la differenza di opinione
    è il sublime condimento del dialogo e della democrazia.

    Pensi di partire militare?
    Penso che abbiano bisogno di personale visto i vari teatri di guerra e pace in cui il nostro paese è impegnato.

    Nella prima guerra del Golfo,
    coerentemente con i miei ideali,
    ero contro.

    All’ Alfonsianum (Roma) ci fu un dibattito con qualche giornalista televisivo,
    il salone era pieno,
    io fui l’unico tra tutti i cattolici presenti
    ad alzarmi intimidito
    andare al microfono e manifestare la contrarietà e l’ipocrisia di que’ giornalisti cattolici usando persino le parole che aveva usato Wojty?a contrario alla guerra.

    Pagai a caro prezzo anche sul lavoro la coerenza ai miei ideali di giovane entusiasta
    e mi sentivo forte nella mia giovinezza,
    ero pronto a perdere tutto,
    e stava quasi per accadere…..

    Napolitano
    non può essere il papa laico,
    non si può passare da un eccesso all’altro.

    Il mio riferimento di cristiano è il Vangelo,
    il mio riferimento di laico è la Costituzione,
    verso la quale gli italiani fino ad alcuni anni fa prestavano giuramento.

    La Costituzione, sintesi delle diverse correnti di pensiero politico, sociale, laico, cristiano,
    è la Magna Carta di questo paese,
    senza di essa è in balia di dittatori, imbonitgori televisivi, che siano essi fascisti, comunisti, nazisti, o di varia natura.

    Napolitano
    è sotto la Costituzione,

    egli NON è l’interprete della Costituzione,

    la deve garantire.

    28 Aprile, 2011 - 10:42
  20. @Marco
    -“estrema vicinanza geografica”: hai ragione, ma non per amore dei nostri vicini quanto piuttosto per la “rogna” dell’aumento dei clandestini;
    – “condivisione delle istanze laiche e democratiche che ispirano la rivolta”. Volevo rammentarti che Gheddafi è da quarantanni che opprime il suo paese ma di questo noi ce ne siamo fregati altamente ed anzi abbiamo sempre riservato, fino ad un mese fa, i migliori onori a lui… o no?

    Per quanto riguarda invece la guerra in Iraq ti consiglio di leggere qua: http://it.peacereporter.net/articolo/17913/Iraq,+l'Eni+perde+lo+sfruttamento+dei+giacimenti+di+Nassirya
    poi mi sai dire..

    28 Aprile, 2011 - 10:48
  21. “Nati dallo Spirito” il più bel blog di spiritualità dell’universo blog che io conosca propone tutta una serie (bellissima ed edificante!) su ciò che dicevano i Santi Padri sulla Guerra:

    http://www.natidallospirito.com/category/pacifismo/

    Leggeteli tutti, mi limio a riportarne alcuni…

    La questione è ora se è un fedele può divenire soldato e se un soldato può essere ammesso alla Fede … come può un cristiano far ciò? … Il Signore, togliendo la spada a Pietro, ha disarmato ogni altro soldato di lì in avanti. … Noi [cristiani] siamo cominciati ieri e già abbiamo riempito il mondo e tutto ciò che appartiene a voi lasciandovi solo i templi. C’è un gran numero di cristiani in ogni singola provincia. Quale tipo di guerra noi, che ci sottomettiamo spontaneamente alla spada, non saremmo pronti o bramosi di fare? … se non fosse per il fatto che, secondo la nostra dottrina, è più permissibile essere uccisi che uccidere.
    Tertulliano

    “Il mondo è intriso di sangue. Quando le persone commettono omicidi è un crimine ma ciò è chiamato virtù quando è fatto in nome dello Stato … L’uomo viene ucciso per il piacere dell’uomo, ed essere in grado di uccidere è una competenza, è un lavoro, è un arte. Questo crimine non è solo commesso, ma insegnato. Cosa può essere chiamato più inumano, cosa più ripugnante? Si viene formati per essere in grado di uccidere, e la vittima è considerato un trofeo … di cui adornarsi. Miserabili, si gloriano perfino delle loro azioni malvagie.”
    Tascio Cecilio Cipriano, Vescovo di Cartagine

    La tromba viene suonata fragorosamente per radunare i soldati e proclamare guerra. Forse che Cristo, infondendo pace ai confini della terra, non radunerà insieme i Suoi propri soldati, i soldati di pace? […] Egli ha radunato la schiera incruenta della pace. […] La tromba di Cristo è i Suo Vangelo. Egli vi ha soffiato, e noi abbiamo udito. “State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo i piedi calzati con la prontezza dell’evangelo della pace, soprattutto prendendo lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio”. Così l’Apostolo nello spirito della pace comanda. Queste sono le nostre armi invulnerabili: armati di queste, affrontiamo il Maligno […] Se tu ti arruoli come uno del popolo di Dio, il Cielo è la tua patria e Dio il tuo legislatore. Quali sono le Sue leggi? Non uccidere, amerai il prossimo tuo come te stesso. A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra […] La Chiesa è un esercito che non sparge sangue.
    Clemente alessandrino

    28 Aprile, 2011 - 10:53
  22. Marco

    Io rispetto i pacifisti integrali e coerenti come matteo e tanti altri.
    Ci ricordano che le vittime delle guerre siamo noi, che i tanti Piero che sparano ad un uomo perché ha la divisa di un altro colore siamo noi, che i morti sono tutti uguali, tutti figli del genere umano.
    Partirei come volontario? No, di certo.
    Partirei se lo Stato me lo chiedesse? Si.
    Perché? Per le ragioni che ho esposto.

    Quanto al link di spuntocattolico.
    Come vedi si parla di accordi. Ossia c’è un governo, un ministro addirittura del petrolio. C’è un do ut des. Non c’è schiavizzazione.

    L’uscita degli USA ha reso necessario un coinvolgimento diretto delle nostre forze.
    Una volta liberatici di Gheddafi sono certo che come Italia saremo in prima linea nell’opera di ricostruzione.
    Nei recenti 40 anni Gheddafi si è comportato più o meno come Mubarak e Ben Alì, ha certamente oppresso il popolo ma non a livelli tali da suscitare una rivolta. Adesso c’è stata la rivolta e Gheddafi non ha esitato a bombardare il suo popolo pur di conservare il potere.
    Per me sarebbe più grave moralmente chiudere gli occhi e lasciare che questo tiranno soffochi nel sangue la rivolta e i suoi ideali.

    28 Aprile, 2011 - 12:45
  23. “Una volta liberatici di Gheddafi sono certo che come Italia saremo in prima linea nell’opera di ricostruzione.”

    Tradotto in lingua cattolica: “Una volta servito il maligno padre d’ogni menzogna nella sua opera omicida ne raccoglieremo il suo sterco, il denaro, nostro dio maggiore”

    28 Aprile, 2011 - 12:51
  24. “C’è un do ut des. Non c’è schiavizzazione.”

    Il concetto più beota e anticristiano che abbia mai sentito!

    Secondo questo assurdo concetto quindi, se si va a prostitute e si paga… do ut des… non c’è schiavizzazione.

    Come siamo messi male… ma a scuola la logica non la insegnano più?

    28 Aprile, 2011 - 12:56
  25. Marco

    Una donna e un uomo sono liberi di prostituirsi. In tal caso non c’è schiavizzazione.
    La schiavizzazione c’è se un uomo o una donna sono costretti a prostituirsi.
    In ogni caso è da dimostrare che l’Iraq si prostituisse.
    Inoltre il petrolio è un bene commerciale e commerciabile. C’è chi lo vende e chi lo compra. C’è chi lo possiede e chi lo sa estrarre e raffinare e trasportare.
    Si tratta di accordi commerciali tra governi e aziende nazionali. Non c’è espropriazione forzata di un bene posseduto da un altro Stato.

    28 Aprile, 2011 - 13:07
  26. “Si tratta di accordi commerciali tra governi e aziende nazionali.”

    Ovviamente a Marco importa poco della pelle e del sangue versato e da versare per rendere possibili i famosi “accordi”…

    Salutandovi indistintamente io vado al lavoro.

    Ps. In mia assenza dite qualcosa di buono, bello, edificante, cristiano, così a mezzanotte, quando vi leggerò, io ne resti edificato.

    28 Aprile, 2011 - 13:23
  27. Prendo l’invito di Ubi per ripetere ciò che ho scritto sul mio primo commento:
    “LA GUERRA (fatta anche per gli aspetti più nobili ndr) E’ LA MADRE DI TUTTE LE POVERTA'”.
    Continuo a ritenere più immorale aver lasciato al proprio destino la situazione del Darfur.. (ove guarda caso non c’era petrolio)

    28 Aprile, 2011 - 13:34
  28. “Il concetto più beota e anticristiano che abbia mai sentito!”
    ———————————-

    Io credo che se non si è d’accordo
    lo si possa dire.

    Io non sono d’accordo con le esposizioni sulla guerra fatte da Marco.

    In questo Marco è razionalista e gliene riconosco il merito,
    io invece sono inquinato dall’idealismo,
    posso ricordare la rivoluzione dei garofani del portogallo,

    mettete dei fiori nei vostri cannoni……

    Marco senza dubbio sta facendo i conti con l’essere figlio di questo tempo,
    e forse non ha avuto la fortuna o sfortuna
    delle epoche in cui qualcuno credeva che la parola fosse l’arma per eccellenza,

    era l’epoca della guerra fredda,
    giovannea o paolina che fosse,
    l’epoca della guerra del Vietnam

    che riuscì a scuotere tante coscienze
    per la conoscenza del tanto orrore che venne usato
    dai francesi, dagli Usa e dai comunisti,

    l’epoca che faceva gridare no! all’atomica
    perchè ancora giravano sulla stampa
    e tra i banchi di scuola
    le immagini scheletriche e gli zombi dei civili giapponesi colpiti
    che per decenni continueranno a morire per le radiazioni.

    C’era dunque bisogno di giudicare con beota e anticristiano
    quanto semplicemente mostrare le ragioni?

    Poi
    se è per la prostituzione,
    a cui si sono prestatii così in tanti
    fratelli, amici, nonni, papà, vescovi, padri fondatori nella fede di Gesù,
    in quel “tu dare foca, io dare soldi”,

    Prostituzione e schiavitù possono purtroppo incontrarsi,
    ma non si equivalgono in alcun modo,

    chi sei tu per giudicare?

    Si argomenta,

    28 Aprile, 2011 - 13:45
  29. Dal dizionario italiano: Prostituire – Vendere ciò che non è ammesso dai valori morali perché strettamente legato alla libertà e alla dignità umana.
    Alias vendere la propria libertà e dignità -> (auto)rendersi schiavi

    non è un giudizio ma un dato di fatto…

    28 Aprile, 2011 - 14:29
  30. caro spunto,
    con i dizionari non faccio la storia, vero?

    “vulgato corpore quaestum facere”

    è puramente un dato di fatto
    soprattutto se non si strumentalizzano le parole
    ma si va alla fonte.

    28 Aprile, 2011 - 15:22
  31. era su uno dei miei libri, non so darti link
    ciao

    28 Aprile, 2011 - 15:24
  32. elsa.F

    Se dovessimo far la guerra a tutti i despoti e tiranni di questo mondo chi la scamperebbe?

    Perché non parliamo anche della tirannia e del dispotismo del sistema economico e finanziario globale che con la logica del miglior profitto stritola aziende, posti di lavoro, mette alla fame famiglie e intere comunità?
    Dovremo forse fare la guerra contro tutti?

    In Libia, chi ci assicura che i ribelli siano espressione di una vasta volontà popolare e che una volta dato loro il potere saranno meno despoti di quanto lo sia stato Gheddafi?

    Gli Stati Uniti ci hanno indubbiamente contagiato con il loro concetto di essere i paladini dei diritti umani nel mondo; oggi sempre più alla guerra come una delle soluzioni possibili; impensabile per noi qualche decennio fa quando ancora portavamo i lutti di due terribili e immense sciagure.

    Con una classe politica incapace di trovare punti in comune anche sulle istanze più ovvie; che passa il tempo a coltivare il disprezzo se non addirittura l’odio per l’avversario politico, ci copriamo di ridicolo quanto indossiamo i paramenti ei crociati della democrazia. Medice, cura te ipsum!

    Dal poco che ne capisco io, le situazioni politiche nei paesi del Maghreb e in tutta l’area mediorientale sono più complesse e non facilmente assoggettabili allo schema: il buono e il cattivo.

    Poi le guerre, sono guerre. Posso anche nascere su un letto di buoni e sani principi, salvo poi divenire, quando il gioco si fa duro e la paura prende il sopravvento, situazioni sporche e immorali del tipo prima ti sparo e poi ti chiedo chi sei; il mito del buon soldato va così rapidamente a farsi friggere.

    Poi capita casualmente che qualche bomba non così intelligente come si credeva colpisca una scuola o un ospedale invece di un obiettivo militare, con tante, ma tante scuse!

    Preferisco il concetto della non ingerenza e quello del cercare fino al limite del possibile strade diplomatiche, usando i tanti soldi buttati in missili e missioni per curare affamati e bisognosi di casa nostra oltre che del terzo mondo. Questo sarebbe certamente voler dire lavorare per il bene comune.

    28 Aprile, 2011 - 15:31
  33. Gioab

    ”si fa politica due volte quando si aiuta la propria parte a vedere la posta in gioco.” – Ma si dovrebbe fare politica ?

    La politica, secondo un’antica definizione scolastica, è l’Arte di governare le società. Ma i cristiani non hanno già un Regno che governa ?

    (1Corinti 15.25) “Poiché egli deve regnare finché [Dio] non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.”

    28 Aprile, 2011 - 15:38
  34. Marco

    Il principio di non-ingerenza negli affari interni di uno Stato è sacro.
    E’ vero anche che il concetto di “guerra preventiva” è altamente rischioso.
    Tuttavia in Libia non c’è stata guerra preventiva.
    I rivoltosi chiedono libertà, democrazia, laicità, riforme.
    Insomma, che si doveva fare il 17 Marzo 2011?
    Lasciare che Bengasi cadesse nelle mani delle truppe lealiste e che ci fosse il ripristino del regime dittatoriale di Gheddafi, con conseguente eliminazione dei ribelli?

    28 Aprile, 2011 - 15:58
  35. Leopoldo

    Non so, considerato che per ogni aeroplano che parte muoiono un po’ di persone (giuro che non invidio gli scintillanti ufficialetti che bruciano 2.500.000,00 euro ogni volta che lanciano un missile ARM per uccidere: dormono bene?), e che noi ci riempiamo la bocca di parole per esprimere la nostra opinione sull’opportunità o la non convenienza di assassinare nostri simili, prefersico il pianerottolo quando disquisisce di dogmi religiosi, di celibato dei preti e di anticoncezionali. Non è per offendervi, ci sono anche io in mezzo, ma se non hanno lo scopo di cambiare qualcosa, le parole a chiosa del sangue e del lutto sono insopportabili.

    28 Aprile, 2011 - 16:06
  36. Marco

    Bisogna purtroppo anche tener presente quanti ne muoiono per ogni aeroplano che non parte.
    Certo che è una vera schifezza questo tipo di conteggio.
    Ci ricorda la nostra meschinità, il nostro egoismo e quanto sia radicato il peccato nei nostri cuori.

    28 Aprile, 2011 - 16:12
  37. A Elsa
    nell’ultimo tuo commento mi ci ritrovo appieno come avrai modo di vedere nel primo commento di questo post.

    A Marco
    mentre continuo ad essere molto perplesso sulla guerra di Libia
    per i motivi esposti nel primo commento

    per noi cristiani la guerra rimane uno smacco irrecuperabile.

    Se il mio Maestro nel giardino prima dell’assassinio di Stato ha chiesto a Pietro di mettere via la spada,
    perchè se voleva il Padre suo avrebbe potuto evitargli la morte difendendolo con legioni di angeli,

    ancora oggi io e i miei fratelli cristiani non abbiamo inventiva per far smettere una guerra senza uccidere nessuno……

    Ti prego,
    no al cinico conteggio….

    28 Aprile, 2011 - 16:40
  38. Scrivevo: In mia assenza dite qualcosa di buono, bello, edificante, cristiano, così a mezzanotte, quando vi leggerò, io ne resti edificato.

    Che bello terminato il turno di servizio rientrare nel mio alloggio e, poter leggere Spuntocattolico reiterare la sua bella testimonianza che, in poche parole dice tanto.
    Molto bello e solido il commento di Elsa F. che con eloquente argomentazione spiega i suoi validi concetti, da me pienamente condivisi.
    Questo mi da gioia, speranza. Sapere che ci sono ancora le persone solide, valide, che fanno buon uso della propria fede e della propria ragione.

    28 Aprile, 2011 - 20:35
  39. Mabuhay

    “… Il fenomeno bellico è proprio un’uscita dalla razionalità (“alienum a ratione” diceva Giovanni XXIII) che fa impazzire tutti (Gheddafi, ribelli, potenze europee, Italia, forze internazionali). Si invocano armi da una parte e
    dall’altra in una spirale senza fine. Nel momento in cui si pensa alle armi come strumento principale di intervento, la politica celebra il suo vuoto totale,
    esalta la sua nullità. Anche la guerra in Libia “non può essere svenduta come
    guerra per i diritti umani, è diventata una guerra come le altre, un crimine
    contro l’umanità, una guerra d’aggressione” (mons. Giovanni Giudici, “L’Eco di
    Bergamo”, 3 aprile). Anzi la guerra sta sparendo dalle nostre preoccupazioni.
    Sembra che temiamo solo i profughi perché potrebbero raggiungere le nostre
    coste.
    E’ per questo che, all’annuncio dei bombardamenti italiani, il vicario di
    Tripoli, che guarda la guerra dal di dentro, con gli occhi delle vittime, grida
    “Rinsavite!” rivolgendosi al nostro governo, riprendendo le parole del papa a
    favore del cessate il fuoco e di un’azione diplomatica e umanitaria risolutiva. …”

    Consiglio Nazionale di Pax Christi
    26 aprile 2011

    29 Aprile, 2011 - 2:15
  40. Leonardo

    È una mia impressione o in tutte queste drammatiche vicende del mondo arabo, da Saddam compreso in poi, il punto di vista dei cristiani locali è sempre stato piuttosto cauto nei riguardi dei movimenti “democratici” che tanto entusiasmano i progressisti occidentali e piuttosto preoccupato che la situazione della chiesa peggiori con i nuovi regimi? Non sono un esperto di queste cose, ma sento dire che in Iraq questo è avvenuto e c’è il fondato timore che avvenga anche negli altri paesi attualmente interessati al cambio di regime.
    Domanda: ma dal punto di vista cristiano la libertà della chiesa non dovrebbe essere il primo criterio con cui valutare un regime politico? Io penserei di sì.
    E da questo non dovrebbe conseguire la preferenza (scandalosa per i benpensanti, ma noi siamo cristiani, non benpensanti) per un regime che almeno lascia vivere la chiesa rispetto ad un altro che la soffoca, anche se il secondo, poniamo, facesse una migliore politica economica o fosse formalmente più democratico?

    NB: il primato della libertas ecclesiae non è per difendere un privilegio, ma perché senza sopravvivenza della chiesa è impedita la sua missione di salvezza nei riguardi di tutti gli uomini. E che cosa c’è di più importante della salvezza?

    29 Aprile, 2011 - 7:37
  41. Mabuhay

    Acuto commento il tuo, Leonardo.
    Lasciamo stare le grandi code di paglia che si…stravedono dietro moltissimi interventi piu’ o meno umanitari… Continuando nella tua linea, i cristiani locali difendono “se stessi”, la loro comunita’, ma anche il loro paese, la loro identita’ culturale…pur con tutti i limiti presenti. Anche perche’ tutti i cambi verso la cosidetta democrazia (che non vuol dire la stessa cosa in tutto il mondo e non e’ praticata nello stesso modo) e la liberta’ devono essere fatti dai locali, da chi ci vive dentro con tempi e modi che rispondano anche a un sistema culturale. E la Chiesa che e’ li’, continua la sua missione di salvezza (che molte volte vuol dire anche diritti e dignita’ umani, liberta’ e rispetto religioso, promozione e sviluppo, etc) nel contesto in cui si trova, pazientemente seminando, con le categorie culturali del posto…!

    Ditemi voi se si deve presentare l’Italia odierna come modello di liberta’, di democrazia; o se devo esportare l’americana way-of-life come modello da assumere per tutti! Altro che crociate e conquistadores, mi sembra che siamo messi molto peggio qui.

    29 Aprile, 2011 - 8:03
  42. 1. la costituzionalità è pacifica perché la seconda parte dell’unico comma (volutamente unico) dell’articolo 11 apre alla copertura Onu per intervenire in una guerra che c’era già;
    2. si può certo essere nel merito favorevoli o non favorevoli; basta però avere chiara la conseguenza, la contrarietà/neutralità di un paese posto in mezzo al mediterraneo significa di fatto sostenere Gheddafi, compresa la repressione dei civili;
    3. che si sia favorevoli o contrari, caro Luigi, non si può però essere incinti a metà come chiede la Lega, su cui valgono le consideraizoni di parsi su Avvenire, ribadite oggi da Tarquinio. Non si può dire l’intervento va bene, ma non paghiamo per esso, proteggere i civili va bene ma solo fino a una certa data che noi predetrminiamo. Suvvia, questa non è una cosa seria

    3 Maggio, 2011 - 8:19
  43. Luigi Accattoli

    Stefano un bel saluto di primavera.
    Al momento non si può fare diversamente, ma all’inizio si poteva sì. L’iniziativa era stata con tutta evidenza della Francia a gara con la Gran Bretagna e gli Usa. Andava lasciata a loro, con quel di più che essa aveva rispetto al testo del Consiglio di sicurezza. Rivendicando il ruolo della Nato ci siamo inseriti in essa e siamo diventati corresponsabili di quel di più. Riconosco l’attuale stato di necessità, ma riaffermo che a mio parere era meglio che l’Italia non partecipasse alle operazioni belliche. La mia posizione dunque non è “l’intervento va bene ma non paghiamo per esso”, bensì: “L’intervento così condotto non mi va bene e dunque non vi partecipo”.

    3 Maggio, 2011 - 8:54
  44. Carissimo, ti ringrazio molto, ma non condivido e mi sento in dovere di spiegare meglio il mio percorso logico e politico come è giusto perché il mondo post-1989 ci porta sempre di più a dover scegliere volta per volta argomentando con i pro e contro, cosa che non eravamo abituati a fare.
    La domanda 1 è: l’Onu ha ragione o no? Se sì scatta la domanda 2: se ci sono civili da proteggere (perché l’alternativa è lasciarli massacrare) chi deve intervenire, dato che l’Onu non ha risorse proprie: una coalizione di volenterosi o la Nato? Meglio la Nato con cui, come l’Onu, siamo dentro a trattati multilaterali e non dentro intese più sprecifice e labili. Non c’è un di più: la Nato è l’intervento Onu.
    Domanda 3 (più impegnativa in caso nato, ma ci sarebbe stata comunque con la Cdv) con che criteri si aderisce o meno? La scelta di partecipare o meno è connessa al tuo ruolo geopolitico. Se sei in mezzo al Mediterraneo non sei la Germania, sei un’altra cosa. Non puoi dire che bisogna intervenire ma poi lasciar fare ad altri, che peraltro avrebero bisogno delle tue basi.
    Trovate comunque qui mie riflessioni più strutturate sul tema:
    http://www.landino.it/2011/02/luso-della-forza-nel-diritto-internazionale/

    3 Maggio, 2011 - 12:20

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