Se nel Benin una donna rimprovera un uomo

«Qui in Benin è un grande scandalo se una donna rimprovera un uomo come capita quando io mi faccio sentire con certi papà che trascurano la famiglia e non si prendono cura dei figli»: parlava così Carla Baraldi, missionaria laica, nella trasmissione “Mentre” di TV2000 andata in onda il pomeriggio del Giovedì Santo. Io ero ospite della trasmissione (vedi il post del 21 aprile sulla Lavanda dei piedi) e dedico a Carla un bicchiere di Vino Nuovo.

25 Comments

  1. Qui nel quartiere le donne si vedono solo la mattina,
    alcune velate con il solo spazio visivo
    accompagnano i figli a scuola qui’ vicino,
    fanno la spesa
    e scompaiono per l’intero resto del giorno.

    Rispetto le loro tradizioni,
    ma è come per tante donne italiane degli anni 60
    della nostra provincia,
    la tradizione del nero alla morte del babbo o marito da indossare per tutta la vita,
    obbedienza cieca al marito, e il resto non ho voglia di ricordare….

    L’Africa è un continente costellato da paesi complessi,
    da islamismi diversi,
    e nela stragrande maggioranza dei casi quelli che portano servizi, assistenza, ospedali,
    sono i nostri missionari
    laici, religiosi, sacerdoti a cui molto spesso si aggiungono cattolici non più credenti o per lo meno non credenti nella Chiesa, ma desiderosi di dare quello che hanno, capacità mediche e altro.

    Sono missionari senza ideologie,
    non chiedono conversioni,
    celebrano, lavorano, servono.

    Di questi missionari
    ne è costellata la terra,
    e grazie anche al web,
    ci tengono informati su quel che accade in diretta e dei bisogni che hanno
    soprattutto nelle reti di amicizie.

    28 Aprile, 2011 - 17:19
  2. Marilisa

    Le parole di Carla Baraldi parlano di arretratezza sociale e civile,quella stessa in cui anche noi ci siamo trovati fino a buona parte del sec.scorso:la donna subalterna,in tutto,all’uomo considerato superiore.La donna,salvo in rari casi,non doveva lavorare fuori casa,doveva fare figli,doveva badare ai lavori domestici e accudire marito e figli(e animali); insomma,una sorta di schiavetta.E guai a brontolare o cercare di svincolarsi dalla soggezione al compagno.Per la verità ne era totalmente dipendente per il fattore economico e,suo malgrado,doveva spesso tollerare anche inqualificabili soprusi per non perdere,appunto,il sostegno economico.Quante tristi realtà nascoste in certi matrimoni non riusciti e abilmente nascosti per non finire nello scandalo e nel calderone dei pettegolezzi.Del resto,credo che non sfugga a nessuno il fatto che il più delle volte gli studi fossero preclusi alle donne in vista di un matrimonio,magari combinato,che le avrebbe sottratte ad un destino di indigenza.Poverette le cosiddette “zitelle”(parola pronunciata in senso dispregiativo)lasciate a sé stesse e ad un futuro incerto! È una cultura che risale a molti secoli fa.In Occidente c’è stato un cambiamento rapido,come in altri campi,nel corso di pochi decenni,ma ancora oggi molti uomini già avanti negli anni se ne lamentano per ignoranza.E non poche persone,anche donne “cattolicissime”,sono quasi nostalgiche-non esagero-di quei tempi,ascrivendo alla modernità che ha riguardato anche l’ambito familiare il decadimento morale che senza dubbio nella società moderna c’è,ma che,a ben rifletterci,ha molteplici sfaccettature.In realtà il grado di civiltà di un Paese si misura anche dal modo in cui la donna viene considerata e dalla sua emancipazione.È del tutto ragionevole che la donna,naturale complemento dell’uomo,sia sullo stesso piano(nonostante l’assunto di S.Paolo che recita più o meno:”la moglie stia sottomessa al marito”…) e abbia gli stessi diritti anche nel campo del lavoro,ma sappiamo che non è sempre così,che ancora non si è avverata una completa equiparazione.Il tempo,anche se lentamente,giocherà le sue carte a loro favore.
    Nei Paesi del terzo mondo,quando si realizzerà una evoluzione sociale ancora-credo- lontana,la donna si accorgerà dell’importanza del suo ruolo e della sua dignità,e potrà allora legittimamente “rimproverare l’uomo che trascura la famiglia e non si prende cura dei figli”.Sarà l’inizio della sua emancipazione.
    La famiglia è patrimonio comune dell’uomo e della donna.È perfino banale dirlo:spetta ad entrambi curarsene e proteggerla,per quanto è possibile,con ogni mezzo.Ma è necessario che ciascuno senta come un dovere la corresponsabilità in un impegno di tale importanza.
    Tengo a precisare che tutto ciò che ho espresso esula dalla cultura “femminista” che non mi ha visto né partecipe né consenziente.
    Mi scuso per la lunghezza del messaggio.Spero che almeno il dott. Luigi abbia la pazienza di leggerlo.

    28 Aprile, 2011 - 18:04
  3. Marco

    Afferma l’amato Santo Padre Benedetto XVI a pagg. 86 di “Luce nel mondo”:
    “Per quanto riguarda il burqa, non vedo ragione di una proibizione generalizzata.
    […]
    Se (le donne) volessero indossarlo volontariamente, non vedo perché glielo si debba impedire”.

    Il burqa non è un simbolo religioso. Il burqa è un simbolo d’intolleranza mascherato da simbolo religioso.
    E’ un simbolo che criminalizza la donna, il suo corpo, la sua sessualità. Infatti è adottato da Paesi nei quali la donna non ha la libertà di istruirsi, di muoversi autonomamente e si consente al marito lo stupro nel caso la moglie opponesse un rifiuto.
    Non per niente nel post di Luigi la sig.ra Baraldi spiega che una delle sue iniziative è quella di istruire le donne del Benin.
    Solo una donna indipendente economicamente e istruita è davvero libera.
    Una donna libera non mette il burqa e le poche donne libere di quei Paesi lo dimostrano.
    Questo il Papa non lo sa o finge di non saperlo.

    28 Aprile, 2011 - 18:25
  4. nico

    Perchè, il fatto che un uomo proibisca il burqa non ti sembra grave quasi quanto il fatto che un uomo lo imponga?
    Il soggetto della decisione, colui che esercita il potere in un senso o nell’altro, rimane sempre l’uomo.

    Molto più femminista, invece, la posizione del papa che lascia ALLA DONNA la libertà di scegliere. E che non esclude che una donna possa decidere anche contro quello che a un uomo pare più opportuno.

    28 Aprile, 2011 - 18:56
  5. Accidenti Marco,
    mi fai venire l’acquolina alla bocca,
    sono riuscito a scaricarmi il Gesù di Nazareth parte II
    che mi sto leggendo con calma,

    ogni tanto provo a vedere la disponibilità in rete
    di “Luce nel mondo”.

    Comunque, o sei un poco masochista o non ti ricordavi chi è Ratzinger 🙂
    insomma che pretendi da un uomo che ha superato gli 80, vita da herr professor, zitello, in fondo un simpatico vecchietto bavarese con micetto.

    Se fossi vissuto a Roma, passeggiando a Borgo, chissà quante volte ti sarebbe capitato di incontrarlo, senza sapere, avresti provato inspiegabile simpatia.

    Ma tu riesci a capire che ci ha in testa il Padreterno,
    un vecchietto vuole tornare nella sua terra di Baviera e invece la maggioranza dei cardinali (fatti dal duo Woitila-Ratzinger) lo vole papa,

    come quanno arriva lo tsunami in Giappone,

    Che fai?

    Si continua ad aiutare le persone,
    si fa quello che si può.

    In fondo er Padreterno quarche disegno covrà tenerlo,
    pensa se te faceva a suo tempo cardinale della CDF invece che Ratzinger,
    magari uno che avevano promosso al cardinalato come Lefebvre, brav’omo ma stranetto assai,
    adesso te toccava biastemà in francese
    co’ tanto de papa francese della CSSPX.

    Insomma tocca guardà il lato positivo,
    lasciar vivere in pace gli 80enni nostalgici con le loro encicliche
    perchè

    aho!
    lui ci ha 84 anni e fa il monarca vaticano,

    ma noi i politici italiani li scegliamo con il lanternino,
    e se ritrovamo co’ Giovanardi, Binetti, Buttiglione, Arfano, La Russa perchè il 30% degli italiani ha scelto democraticamente B. come capo del governo ora in corsa per il Quirinale e quel 30% ce lo rivuole…….

    Ora alla Curia vaticana farà pure comodo,
    ma so’ sempre l’italiani che voteno…..

    28 Aprile, 2011 - 19:07
  6. Nico
    scusami,
    ma tu hai mai visto nella tua vita
    una donna italiana che abbia libertà che non sia una “clarissa” volontariamente votata alla clausura,
    che si copre il viso a vita per non farsi vedere ? 🙂
    (a prescindere che nella clausura non hanno il velo ma solo in casi straordinari di contatto con il pubblico e nei loro monasteri)

    28 Aprile, 2011 - 19:13
  7. Marco

    L’utevo è zuo ma lo zestisco IO, ja?

    28 Aprile, 2011 - 19:29
  8. Gioab

    «Qui in Benin è un grande scandalo se una donna rimprovera un uomo come capita quando io mi faccio sentire con certi papà che trascurano la famiglia e non si prendono cura dei figli»

    Beh, Caro Luigi, non solo in Benin, ma dovrebbe esserlo per tutti i cristiani ! – “La donna impari in silenzio con piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di esercitare autorità sull’uomo, ma stia in silenzio.” Vedi ? Dice non permetto di esercitare autorità sull’uomo ! Facile da capire no ?

    Il Fatto è che le donne parlano troppo e troppo spesso con estranei e senza avere la spina collegata. Infatti lo dice anche la Bibbia, “Adamo non fu ingannato, ma la donna fu completamente ingannata e si trovò in trasgressione.” ( 1 Timoteo 2.14) I cristiani dovrebbero dare l’esempio !

    Ah, a proposito di “vino nuovo” non è novello, è proprio aceto ! Sono permalosi e anche viziati, non hanno il pelo sullo stomaco, non sanno accettare pareri diversi, la Verità fa loro male, hanno paura che le pecore escano dal recinto. Sono come quelli di (Atti 7.57) ”“gridarono a gran voce e con le mani si coprirono gli orecchi e si scagliarono contro di lui di comune accordo..

    La Verità fa loro male. Come la canzone, non hanno orecchi per ascoltare una musica diversa dalla loro e hanno perfino le scaglie sugli occhi che non sanno come fare o togliersele. Come troveranno il sentiero stretto e angusto senza lampada ?
    Altro che vino nuovo, è peggio di quell’aceto che sputò Gesù quando glielo hanno offerto. Imbevibile.
    “E per la mia sete cercarono di farmi bere aceto.” ( Salmi 69.21)

    p.s. In fatto di vino acido, caro Luigi, tu che ne pensi, dice : “Quando ebbe dunque ricevuto il vino acido, Gesù disse: “È compiuto!” e, chinando la testa, rese lo spirito” ( Giovanni 19.30)

    Secondo te, forse fra i fatti di vangelo, puoi aiutarmi a capire: perché non dice “anima” ? ma dice spirito ? e a chi lo rese ? a Dio ? – “Quindi la polvere torna alla terra proprio come era e lo spirito stesso torna al [vero] Dio che l’ha dato”. ( Ecclesiaste 12.7)

    Ma allora l’anima dove va ? “Torna al tuo luogo di riposo, o anima mia, ( Salmi 116.7) E qual è questo luogo di riposo ?

    28 Aprile, 2011 - 19:44
  9. Parafrasando il mitico Totò: Io questi “cervelli” me li vorrei, come dire, interrogare!

    Chissà se riuscirei a scoprire il nesso che li porta ad associare il rimprovero e la mancata cura dei figli, col burqua e con il Papa.
    Forse però è meglio desistere, dinanzi a certi casi si rischia…
    Rimarrà un mistero profondo, misteri che il buon Totò definiva cosi: ameba!

    28 Aprile, 2011 - 21:39
  10. Marco

    Il nesso è nel commento di Marilisa.
    Ciao bello.

    28 Aprile, 2011 - 21:46
  11. Marilisa

    “La donna impari in silenzio con piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di esercitare autorità sull’uomo, ma stia in silenzio.” Vedi ? Dice non permetto di esercitare autorità sull’uomo ! Facile da capire no?
    ********************************************************

    Ma per favore!Per l’amor del Cielo!
    Facile da capire? Per i trogloditi forse,non per chi ha un’intelligenza sviluppata.
    Smettiamola con certe panzane che non fanno onore al buon senso comune.
    C’è da inorridire di fronte a queste prese di posizione chine,senza senso critico,davanti ad affermazioni che condannano sé stesse,avulse come sono da un contesto più ampio.
    Non tutti,per fortuna,siamo dei cavernicoli.
    Ciò che più mi disturba è il gusto sadico di intralciare la strada,obiettando a tutto e a tutti con pillole di citazioni,estrapolate qua e là da non so dove.Senza costrutto.

    28 Aprile, 2011 - 22:20
  12. Luigi Accattoli

    Marilisa ho letto di rientro da un incontro in una parrocchia e condivido e ti ringrazio.

    28 Aprile, 2011 - 22:24
  13. Marco

    Ma sapete,
    io porto argomenti molto precisi e forse essere messi dinanzi a certe cose vi fa male e reagite così.
    Il trucchetto è questo: dire tutto e il contrario di tutto. Quindi san Paolo è femminista anche lui perché ha detto: “Non c’è più uomo né donna”. Giusto?
    Intanto i fatti parlano chiaro:
    – i Paesi dove c’è il burqa sono quelli in cui la donna sta a 0 come libertà,
    – oggi in Italia, a causa della gerarchia cattolica e di una classe politica indegna, l’autoderminazione della persona è messa in discussione in ogni campo (dalla sessualità alla morte) e solo qui c’è un clima di questo genere.

    In tanti siamo profondamente irritati e stanchi.
    Non ci bastano le parole dolci. Vogliamo fatti.

    28 Aprile, 2011 - 22:52
  14. raffaele.savigni

    Non credo che sia giusto proibire sempre il burqa: è giusto proibirlo solo se rappresenta un’imposizione della famiglia, o se impedisce alle forze dell’ordine di verificare l’identità di una persona. Non escluderei a priori che possano esserci donne che indossano il burqa per libera scelta, come segno di un’identità religiosa male intesa In un suo libro Fouad Allam parla di donne musulmane che studiano a Parigi e che iscelgono di indossare il velo come segno identitario per distinguersi dalla società occidentale permissiva e libertina di cui non condividono i “valori”.
    Non si può obbligare con la forza una persona ad “emanciparsi”: si possono, e si devono, come osserva Marilisa, creare (attraverso l’istruzione, il lavoro ecc.) le condizioni perché quella persona possa decidere liberamente.
    Altrimenti si ripeterebbe l’errore di quei politici “laici” e socialisti che non avrebbero voluto concedere alle donne il diritto di voto perché le consideravano “manipolate dai preti”: temevano che il voto delle donne avrebbe ritardato l’avvento di una società laica e socialista. Ma non è stato meglio fidarsi del giudizio delle donne?

    29 Aprile, 2011 - 6:50
  15. raffaele.savigni

    “La Verità fa loro male. Come la canzone, non hanno orecchi per ascoltare una musica diversa dalla loro e hanno perfino le scaglie sugli occhi che non sanno come fare o togliersele”.
    Gioab mi sembra unm classico esempio di queste persone…: pronto a discettare su “anima” e “spirito”, ma incapace di interpretare un testo biblico inquadrandolo nel suo contesto e al di là della “lettera che uccide” (mentre “lo Spirito vivifica”, dice san Paolo. Sono riusciti a tirar fuori, con una logica ben strabna,, il divieto di operare trasfusioni da una norma transitoria degli Atti degli Apostoli (“non mangiar sangue”), che rappresenta una concessione fatta ai cristiani giudaizzanti in campo alimentare!

    29 Aprile, 2011 - 6:55
  16. Marco

    Il discorso di Savigni non fa una grinza in teoria.
    E’ dunque condivisibile e così anche quello del Santo Padre, ma solo in teoria.
    In pratica infatti, come spiega meglio nel link a vino nuovo la stessa missionaria, nei Paesi dove si applicano alla lettera certe affermazioni di libri sacri, sempre letti ed interpretati esclusivamente da maschi, la donna ha paura persino ad esprimersi.
    Ci sarà pure un nesso, o no?

    In ogni caso onore al coraggio della sig.ra Baraldi. In certe situazioni politico-culturali insegnare dignità e libertà può essere molto rischioso.
    Si tratta di esempi di genuina umanità e fiducia in valori forti da cui si può attingere per rincuorarsi e rinforzarsi.

    29 Aprile, 2011 - 7:20
  17. Leonardo

    Ma quei simpatici signori del Benin che si scandalizzano se una donna rimprovera un uomo (in pubblico, suppongo, perché in privato immagino che si prendano i loro bei cazziatoni come dappertutto nel mondo) è più importante scandalizzarli o convertirli? Voglio dire che la signora Baraldi avrà le sue ragioni per agire così (e non sapendo nulla non mi posso certamente permettere di giudicare), però capirei altrettanto bene una missionaria che agisse in modo opposto. Come diceva Geppetto, i casi son tanti.
    La bussola però dovrebbe essere una: convertire gli uomini a Cristo.

    29 Aprile, 2011 - 7:43
  18. Leopoldo

    La subordinazione della donna all’uomo penso sia un fatto legato alla forza fisica, che prima faceva la differenza. Oggi non è più così ma resta un retaggio culturale duro a morire. Quanto al burqa, è sulla cultura che bisogna lavorare, non tanto sui segni che la esprimono. Il resto verrà da sè. Infine, penso che la Chiesa, considerata la sua influenza, non aiuti molto le donne nel loro percorso di riscatto, che non è ancora concluso, come si evince da alcuni interventi sul blog: diciamo che è un po’ più lenta, anche se magari si muove.

    29 Aprile, 2011 - 7:59
  19. elsa.F

    @Leonardo

    Quanto al burqa, è sulla cultura che bisogna lavorare, non tanto sui segni che la esprimono

    Centratissimo!
    Ma il processo di inculturazione non può avvenire senza una riflessione su quello che noi siamo. La cultura emergente in Italia è quella del sedere che esce dalle brache calate, delle tette rifatte come regalo di compleanno e così via.

    29 Aprile, 2011 - 8:22
  20. Mabuhay

    Amen!

    29 Aprile, 2011 - 8:34
  21. Gioab

    @ Marilisa @ Luigi

    “La donna impari in silenzio ….” – Ma per favore ? trogloditi ! smettiamola, panzanate, mancanza di senso critico, contesto più ampio, cavernicoli, estrapolate….

    Vedi perché cattolico è diverso da cristiano ?

    ( Romani 10.23) “ rendo loro testimonianza che hanno zelo verso Dio; ma non secondo accurata conoscenza; poiché, siccome non conoscevano la giustizia di Dio ma cercavano di stabilire la propria, non si sono sottoposti alla giustizia di Dio.”

    (Galati 1.8-11) “Comunque, anche se noi o un angelo dal cielo vi dichiarasse come buona notizia qualcosa oltre ciò che vi abbiamo dichiarato come buona notizia, sia maledetto….. Poiché vi rendo noto, fratelli, che la buona notizia da me dichiarata come buona notizia non è qualcosa di umano; poiché non l’ho ricevuta dall’uomo, né mi è stata insegnata, se non mediante rivelazione da parte di Gesù Cristo.”

    Se non piace, perché dirsi cristiani ? Non è obbligatorio. Il cristianesimo è questo ! La strada è stretta e angusta mica perché è popolare, perché a è avulsa da un contesto più ampio !

    Ma dai Luigi, che cristiano sei ? “Condivido !” Cerchi fatti di vangelo per adattarteli a piacimento ? Vedi perché Gesù parla sempre di ipocrisia ?

    “Deviando da queste cose certuni sono stati sviati in parlare ozioso, volendo essere maestri della legge, ma non comprendendo né le cose che dicono né le cose circa le quali fanno forti asserzioni.” ( 1 Timoteo 1.6-7)

    “Chi è fedele nel minimo è anche fedele nel molto, e chi è ingiusto nel minimo è anche ingiusto nel molto (Luca 16.10)

    “cerco ora di piacere agli uomini? Se ancora piacessi agli uomini, non sarei schiavo di Cristo”( Galati 1.10)

    Capisci ora qual è la differenza tra buoni e giusti ? E’ venuto a chiamare i giusti, non i buoni !

    29 Aprile, 2011 - 8:58
  22. Gioab

    @ Leonardo
    Ringrazio Leonardo per la segnalazione del pregevole artico di “La Bussola”, perché risponde, almeno in parte, alle ragioni che hanno modificato così profondamente il modo di ragionare, prendendo in considerazione solo il mondo dei diritti che non ci sono avendo dimenticato quello dei doveri.

    E’ utile a far uscire da un mondo che non corrisponde alle Scritture perché Il primo dovere del cristiano è di conoscerne i principi contenuti e gli obblighi che da Essa derivano. In quanto ai diritti non ce ne sono, essendo tutti schiavi di un unico padrone il quale dice: ““Chi di voi, avendo uno schiavo ad arare o a pascere il gregge, quando torna dal campo gli dice: ‘Vieni subito qui e giaci a tavola’? Piuttosto, non gli dirà: ‘Preparami qualcosa perché abbia il mio pasto serale, e mettiti un grembiule e servimi finché io mangi e beva, e poi tu potrai mangiare e bere’? Non proverà gratitudine verso lo schiavo perché ha fatto le cose assegnate, vero? 0 Così anche voi, quando avete fatto tutte le cose assegnatevi, dite: ‘Siamo schiavi buoni a nulla. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare’”. ( Luca 17.7-10)

    Dice La Bussola:
    ”Se, ad esempio, per decenni si abolisce la categoria teologia del “castigo di Dio”, quando poi un buon cattolico la rispolvera, subisce il linciaggio mediatico. Se si ripete per decenni che l’inferno è vuoto, quando poi qualcuno torna a parlare della salvezza delle anime viene chiesta la sua perizia psichiatrica… Man mano che la Chiesa rinuncia a ribadire opportune et importune soprattutto le verità più scomode, il mondo moderno erode il territorio della libertas Ecclesiae e la riduce al silenzio.” ”

    “lo stato confusionale interno al mondo cattolico, incarnato da quei cattolici che hanno pensato fosse buona cosa sostituire – metaforicamente – i tarallucci al pane azimo delle ostie. Come se la Chiesa fosse stata fondata da Cristo perché tutto finisse, appunto, a tarallucci e vino. Come se i cristiani fossero stati chiamati a portare nel mondo zucchero piuttosto che sale. Una religione dell’amore, ma senza il sacrificio. Un cattolicesimo rappresentato, più che da Roma, da Woodstock, dove i confessori assolvono tutti, a prescindere. E dove Gesù perdona la peccatrice, ma le raccomanda di tornarsene a peccare come e più di prima. Per fare contento [ Luigi ]”

    Ti ringrazio !

    29 Aprile, 2011 - 9:22
  23. Gioab

    @ raffalele savigni
    Capisco che le venga facile contestare lo scrivente che non può vantare alcun merito. Nella differenza di opinioni ciascuna è rispettabile anche la sua anche se è troppo ingenua, ma sarebbe opportuno che obiettasse a Tertulliano, (ca. 160-230 aev.) gliene verrebbe grande merito ed una maggiore credibilità.

    Tertulliano (ca. 160-230 E.V.) Apologetico (IX, 13, 14): “Siete in errore verso i cristiani; e dovreste arrossirne. Noi non abbiamo tra i nostri alimenti neppure il sangue degli animali e per questo ci asteniamo anche dalla carne d’animali soffocati o morti da sé, per non essere in nessun modo contaminati dal sangue anche sepolto dentro le viscere. Tanto è vero che per torturare i cristiani porgete loro anche dei sanguinacci, perché siete ben certi che sono un cibo a loro proibito e per suo mezzo voi volete traviarli”. Minucio Felice, avvocato romano vissuto fin verso il 250 E.V., rimarcò lo stesso fatto scrivendo: “A noi non è lecito né di assistere né di venir a conoscenza di un omicidio, e tale è il nostro orrore del sangue umano, che neppure vorremmo assaggiare il sangue nei cibi degli animali commestibili”. — Ottavio, XXX, 6.

    Come ha detto ? “Giudeizzanti ? Norma transitoria ? In campo alimentare ?“ Ahh… ecco perché; anche lei fa parte dei “parabolani ? “ – “si dedicavano alla cura dei malati, specie degli appestati, e alla sepoltura dei morti, e costituivano la guardia del corpo del vescovo” – Wikipedia

    Chissà se aveva anche la papa mobile blindata !

    29 Aprile, 2011 - 9:40
  24. Leonardo

    Gradirei che l’innominabile, per reciprocità, non mi rivolgesse la parola

    29 Aprile, 2011 - 9:49

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