Voi pensate che quanti siamo qua siamo tutti colpevoli?

Ieri per la quinta volta ho passato una giornata in carcere come presidente della Giuria del Premio Castelli [vedi ai due post precedenti]. Una giornata, quest’ultima, diversa da tutte e più ricca per il rapporto con i detenuti: più numerosi che in ogni precedente quelli ammessi alla “premiazione” del mattino, in tanti hanno partecipato anche al convegno del pomeriggio e non era mai avvenuto, sono stati autorizzati a parlare nel convegno e anche questo era senza precedenti. Nei commenti riporto le domande che hanno fatto ai relatori, tra i quali io. Spiego il come, l’imbarazzo, l’acquisto. A titolo metto la domanda più che ci hanno fatto.

14 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Anche latitanti? Primo detenuto. Si rivolge ai quattro parenti di persone uccise che partecipano al convegno [sono nominati nel titolo del post precedente]: “Se gli uccisori dei vostri familiari chiedessero oggi, a voi, il perdono, lo dareste? Lo dareste anche se lo chiedessero non essendo in carcere ma latitanti?” Le risposte a questa domanda le riportavo nei primi commenti del post di ieri.

    8 Ottobre, 2016 - 23:26
  2. Luigi Accattoli

    Contro l’ergastolo. Secondo detenuto. Si rivolge a Caterina Chinnici che è membro del Parlamento Europeo: “Che si sta facendo in Europa per l’abrogazione dell’ergastolo?”

    8 Ottobre, 2016 - 23:26
  3. Luigi Accattoli

    Mai avuto risposta. Terzo detenuto. Si rivolge a tutti: “Che dite che io debba fare ancora, avendo scritto più volte per chiedere perdono alle persone che ho offeso e non avendo mai avuto risposta?” Gli abbiamo detto: “Non si scoraggi, continui a bussare”.

    8 Ottobre, 2016 - 23:27
  4. Luigi Accattoli

    Rivedere il processo. Quarto detenuto. Chiede a tutti: “Sono trent’anni che cerco di farmi rivedere il processo e non ci riesco: che mi consigliate?” Anche qui abbiamo detto che si deve coltivare la speranza anche quando non sembra che questa frequenti i nostri paraggi.

    8 Ottobre, 2016 - 23:27
  5. Luigi Accattoli

    Accontentarsi di niente. Quinto detenuto: ci butta addosso la domanda che ho posto nel titolo. Abbiamo abbozzato varie risposte. Sappiamo che sempre e dappertutto ci sono errori giudiziari. Di sicuro ci sono innocenti nelle carceri. Forse anche in questa sala. Non abbiamo nessun elemento per giudicare. Non possiamo che rimetterci ai tre gradi di giudizio. Ma il fatto che siamo qui, volendo essere qui, sta a dire che non ci accontentiamo dei tre gradi e di niente. Vogliamo che resti un rapporto tra chi è dentro e chi è fuori.

    8 Ottobre, 2016 - 23:28
  6. Luigi Accattoli

    Antonio Gelardi. Come si può vedere nell’archivio del blog, ogni anno in ottobre torna questo mio appuntamento con il carcere, sempre in un luogo diverso: nel 2012 Forlì, nel 2013 Mantova, nel 2014 Bari, nel 2015 Bollate, quest’anno Augusta. Il di più di quest’anno che ho detto nel post credo di poterlo attribuire al direttore di questo carcere, Antonio Gelardi. “Vorremmo fare del carcere – ha detto Gelardi ad apertura del convegno – un luogo non grigio, dove il tempo non rimane sospeso, dove sia possibile coltivare interessi, crearne di nuovi; vorremmo farne un luogo della città dove i rapporti sociali non siano interrotti o siano ripristinati”.

    http://www.leduecitta.it/index.php/7-rivista/3057-diario-minimo-semi-serio-di-un-direttore-di-carcere

    8 Ottobre, 2016 - 23:28
  7. Luigi Accattoli

    La San Vincenzo. Il settore Carceri della San Vincenzo de Paoli, che organizza il Premio Castelli, ha una viva esperienza di volontariato carcerario. Ringrazio di poter dare una mano.

    8 Ottobre, 2016 - 23:28
  8. roberto 55

    Grazie, Luigi, per questa tua stimolante testimonianza.
    Aggiungo solo due mini-pensieri: la situazione delle carceri italiane è indegna di un paese civile, e di tanto portano la responsabilità i governi (nessuno escluso) che non hanno mai mostrato di impegnarsi seriamente sul tema (che, evidentemente, non porta voti …….), i partiti politici (che, con rare e singole eccezioni, non hanno mai voluto aprire un confronto sul problema), e l’opinione pubblica italiana, ovverossia noi cittadini che, in generale, non abbiamo mai espresso sensibilità sull’argomento; circa l’abolizione della pena dell’ergastolo, essa – ricordo – fu oggetto d’un referendum abrogativo nel 1981, cui io fui tra i pochi che votarono “SI”, e la proposta di abrogarla venne, così, respinta.

    Buona domenica a tutti.

    Roberto Caligaris

    9 Ottobre, 2016 - 9:39
  9. Lorenzo Cuffini

    Infatti, Robert.
    Potremmo ricordare il ticket GPII e Pannella, che furono certamente coloro che credettero e si spesero maggiormente per una soluzione- o perlomeno un approccio risolutivo . alla questione della situazioni delle carceri, che non ottenne nulla, se non una vagonata di fuffa parolaia ( e il risentimento piccato di una frangia di cattolici che ancora non l’hanno perdonata a Wojtyla, insieme ad altre due/tre cosette come lo spirito di Assisi, le richieste di perdono e le aperture ecumeniche ad oltranza).Pessima l’immagine del povero papa già minatissimo dalla malattia e giunto a parlarne ( tra tutto il resto ) in parlamento, con il codazzo di eletti pronti al saluto devoto e filiale e altrettanto pronti ad ignorarne d’amblé le parole.
    Tuttavia, hai ragione da vendere. Inutile prendersela come sempre solo con la politica e i governi. Il disinteresse è totale tra di noi cittadini: a noi “ggente” non gliene frega nulla dei detenuti, e , diciamocelo, assai spesso, se gliene frega qualcosa è per uno sbocco di astio & bile. L’idea è:se la sono voluta? Ci restino. Ed è già tanto.
    Attenzione: la cosa è assolutamente trasversale, tra cattolici e laici.
    Personalmente credo che dipenda dalla ignoranza assoluta delle cose: sono convinto che se facessimo tutti una esperienza diretta, guarderemmo al problema con un altro sguardo.

    9 Ottobre, 2016 - 12:32
  10. Lorenzo Cuffini

    ….cosa che sembra una banalità colossale, ma credo invece che sia una verità concreta.
    Bisogna ritrovarsi ammalati, anziani, tossicodipendenti, disabili, disoccupati, colpiti da un lutto, ecc per capire fino a che punto non abbiamo mai capito nulla di queste situazioni e per capire la ” crudeltà ( oh sì, crudeltà autentica) inconsapevole” di molte cose che abbiamo detto – in buona fede- su quegli stessi argomenti e, cosa assai più grave- magari a persone che ci stavano annegando dentro.

    9 Ottobre, 2016 - 12:50
  11. roberto 55

    D’accordo, come al solito, con te, Lorenzo, su tutto e per tutto.
    Buona domenica pomeriggio al “pianerottolo”.

    Roberto Caligaris

    P.s.: no, “come al solito”, forse no, perché sul prossimo referendum, Lorenzo, non siamo d’accordo; ma tra amici succede …………………-)))))))))))).

    9 Ottobre, 2016 - 13:41
  12. Lorenzo Cuffini

    🙂 🙂 🙂

    9 Ottobre, 2016 - 13:43
  13. Fabrizio Scarpino

    Il carcere, il sistema penitenziario è tema delicatissimo.

    Mi piace ricordare l’attenzione che tutti i nostri vescovi hanno per le carceri delle proprie diocesi.

    Un caro saluto e una buona giornata.

    F.

    9 Ottobre, 2016 - 16:47

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