Archivi per giugno 2012

Borghezio: Balotelli è un padano con la pelle scura

Balotelli è un padano con la pelle scura” è il commento di Mario Borghezio alla vittoria dell’Italia sulla Germania. E’ la prima volta che condivido otto parole di Borghezio tra loro imparentate. Mi stupisco della mia e della sua elasticità mentale. Sarà il caldo.

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Siamo andati a costruire escolinhas in Amazzonia

Avere un’età matura non è un impedimento ma una condizione positiva per realizzare qualcosa di bello“: parole di Alberto Pistoni, di Pesaro, che da quando è in pensione passa con la moglie Carmen una parte dell’anno in Amazzonia dove costruisce e gestisce piccole scuole per i bambini abbandonati. Gli dedico un bicchiere di Vino Nuovo.

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Parabola della prima e dell’ultima unzione

Domenica 24 giugno, festa di San Giovanni Battista. Sono nella sacrestia della cappella dell’ospedale romano di Sant’Andrea, in largo anticipo sull’orario della messa che si celebrerà come ogni giorno alle 9,30 e al termine della quale i volontari andranno in visita ai malati. Si presenta un signore, chiede l’olio santo per la moglie in fin di vita. Precisa che non è battezzata, ma che da qualche tempo ha manifestato più volte il desiderio di voler ricevere il sacramento. Lo tranquillizzo dicendogli che ne riferirò ai due cappellani al loro arrivo prima della Messa. Più tardi i due sacerdoti andranno in visita alla malata che su sua esplicita richiesta riceverà il battesimo. Stamani alle 11 si sono svolti i funerali della giovane signora (Tania è il suo nome) che lascia il marito e una figlia di 25 anni. La chiesa della sua parrocchia territoriale è intitolata a san Giovanni Battista. Segni dello Spirito Santo, dentro un quadro a mio avviso evangelico.

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“Non ti azzardare” minaccia la gattara

Non ti azzardare a far sparire anche questa cassetta, la strada non è la tua e la cassetta non dà fastidio a nessuno. Non è davanti a nessun portone e il marciapiede è poco trafficato. – Scritto su un cartone appoggiato al muro vicino a una cassetta di legno con dentro una ciotola d’acqua per i gatti, in via Guglielmo Saliceto, a Roma, nella zona di Porta Pia. Debbo la segnalazione a un amico di nome Ciro Fusco, che commenta: “Anche le gattare, se occorre, tirano fuori le unghie”.

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Ognuno a suo modo

“Ognuno a suo modo”: la scritta, in caratteri tutti maiuscoli, è scolpita sul campanile antico di una chiesa antica (dedicata alla Vergine “Sidera Scandenti”), tuttora visibile e visitabile a Coazze, paese della Val Sangone non lontano da Torino. Relativismo ante litteram? O, invece, sana e tollerante accettazione di tutte le diversità che fioriscono all’ombra della croce? – Così scrive e domanda un visitatore che mi segnala la scritta ma non vuole comparire. A me quelle parole piacciono molto e mi fanno pensare con affetto all’irriducibile combattività identitaria, piromane e pirlica, dei miei visitatori. Ai quali la dedico ringraziando il mittente e postando al primo commento le sue dotte divagazioni. Metto anche – qui – il link a una foto che riproduce la scritta.

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Un bel saluto al cardinale Martini

Ora viene il tempo in cui l’età e la malattia mi danno un chiaro segnale che è il momento di ritirarsi maggiormente dalle cose della terra per prepararsi al prossimo avvento del Regno. Assicuro della mia preghiera per tutte le domande rimaste inevase. Possa essere Gesù a rispondere ai quesiti più profondi del cuore di ciascuno”: è la conclusione del saluto del cardinale Carlo Maria Martini ai lettori del “Corriere della Sera”, pubblicato oggi a pagina 19 con il titolo I MIEI TRE ANNI (FELICI) DA GIORNALISTA DEL CORRIERE. UN ABBRACCIO AI LETTORI, DIALOGHERO’ CON IL CUORE. Nel primo commento riporto il resto del testo e saluto anch’io con affetto il caro Martini, che lavorando per un trentennio al Corsera ho avuto come costante interlocutore. Non è un saluto triste ma sereno, aiutato dalla serenità a cui chiamano le sue parole cristiane.

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Chiara Corbella: “Siamo nati e non moriremo mai più”

“Siamo nati e non moriremo mai più”: parole di Chiara Corbella, mamma romana morta il 13 giugno a 28 anni dando una forte attestazione di fede nella risurrezione e lasciando una lettera per il figlio di un anno che il marito Enrico Petrillo ha letto durante la messa di addio. Le mando un bacio e le dedico un bicchiere di Vino Nuovo.

Aggiunta del 29 giugno: è nato un sito intitolato a Chiara Corbello Petrillo.

Aggiornamento al 30 ottobre 2016. Simone Troisi e Cristiana Piccini, “Siamo nati e non moriremo mai più. Storia di chiama Corbella Petrillo”, Porziuncola 2013, pp.155, euro 12.00

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A Lucca una mucca

Da lunedì a mercoledì ero a Lucca, dove sono spesso felicemente tra amici e pietre splendenti. Per eccesso di fiducia dell’arcivescovo Italo Castellani ero là a seguire e a concludere un convegno che si teneva in San Frediano dov’è Santa Zita che era una colf ed è ricordata da Dante suo contemporaneo. Mio doppio entusiasmo per la colf e per Dante che tutto vedeva ciò che conta. Sul presbiterio c’è “Il Sasso di San Frediano” con le due giovenche che lo portarono per quattro miglia dalle Cave di Vaccoli fin lì. E c’è la Fontana di Maestro Roberto con un Aronne noncurante che tiene per la coda un drago inarcato: “Gettò il suo bastone davanti al Faraone ed esso divenne un serpente”. Mi hanno regalato un volume di Romano Silva intitolato La Basilica di San Frediano a Lucca e nella notte ho trovato a pagina 34 il capitello di una “monofora del cleristorio sul fianco meridionale” che rappresenta un vitello che gioca con una mucca: le prende a bocca spalancata l’orecchio e quella lascia fare. Mi sono alzato presto e sono tornato in San Frediano per interrogare don Michelangelo su che fosse il “cleristorio” e dove fossero la mucca e il suo vitello. “Sta in alto e si vede poco” ma andando quaranta passi in là per via Anguillara li ho visti e sono corso alla stazione giocando tra me come quel vitello.

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Lusi in carcere: trovo giusta la conclusione

Mi pare un buon voto quello del Senato che ha autorizzato la Procura di Roma all’arresto di Luigi Lusi accusato di un enorme furto – oltre venti milioni di euro – dalle casse della Margherita di cui era amministratore e di averlo attuato con una macchinosa “associazione a delinquere” nella quale aveva tirato la moglie, due commercialisti della Margherita e due amministratori di società di cui egli è titolare. L’arresto è previsto per l’associazione a delinquere e non per il furto e la richiesta era motivata con il pericolo dall’inquinamento delle prove, che mi pare evidente: chi ha montato una macchina può smontarla. I senatori che hanno visto le carte – Giunta per le autorizzazioni – hanno votato a grande maggioranza per l’autorizzazione: 13 a favore e 4 contro. Come cittadino approvo il voto del Senato nel quale non vedo segni di persecuzione politica. La via maestra per una giusta idea della questione credo sia nella risposta a questa domanda: per un comune cittadino ci sarebbe stato l’arresto? Gli esperti non hanno dubbi che sarebbe stato disposto e dunque è bene che esso vi sia anche per un parlamentare. Il reato di cui Lusi è accusato non è infatti riconducibile alle sue responsabilità, o funzioni, o attività di parlamentare.

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Siamo tutti sfollati e ci facciamo compagnia

Siamo sfollati anche noi ed è stato spontaneo accogliere nel nostro giardino gli altri sfollati: ora siamo in tanti e ci facciamo compagnia“: parole di Carla ed Enzo Belli, farmacisti di San Giovanni Concordia sulla Secchia, nel modenese colpito dal terremoto. Hanno perduto un figlio di trent’anni, hanno la casa inagibile e hanno aperto i cancelli del parco di famiglia ai concittadini travolti dal terremoto. In loro onore un bicchiere di Vino Nuovo.

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