A Efeso con Paolo nel tumulto degli orefici

Seconda puntata della rubrica che dedico alla lettura della Bibbia che si tiene a casa mia all’incirca ogni quindici giorni: stasera leggiamo l’episodio del tumulto degli orefici che è la causa immediata della partenza di Paolo da Efeso dopo un soggiorno di tre anni (52-55 dopo Cristo): Atti 19, 23-40. Nei commenti la scheda che ho inviato ai partecipanti e il testo che leggeremo. Chi è a Roma e volesse venire mi mandi un’e-mail.

14 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    5 febbraio 2018 @ 12:43

    Tutti gridano nel teatro. Eccoci a una delle narrazioni più efficaci degli Atti, forse la più godibile per noi oggi insieme alla descrizione della tempesta nel viaggio di Paolo verso Roma che troveremo al capitolo 27. La predicazione dell’apostolo e dei suoi aiutanti crea problemi agli argentieri di Efeso che fabbricavano i “tempietti di Artemide” in argento, che i devoti della Dea acquistavano come ricordo del loro pellegrinaggio al grande santuario che costituiva la gloria della città ed era una delle “sette meraviglie” del mondo antico: nella zona archeologica di Efeso se ne vedono le rovine. Nel tumulto i cristiani vengono confusi con gli ebrei, un ebreo prova a spiegare la situazione ma le sue parole accendono ancora di più la folla. Il tumulto agita l’intera città ma ha il suo fuoco nel grande teatro, che è visibile anche oggi. Interviene l’autorità romana – Efeso era la capitale della provincia romana dell’Asia – che seda il tumulto.

  2. Luigi Accattoli scrive,

    5 febbraio 2018 @ 12:44

    Conflitti di ieri e di oggi. Ci fermeremo sui rischi dell’evangelizzazione e sull’impossibilità – oggi come allora – di tenere la testimonianza cristiana fuori dai conflitti del mondo. Essa anzi nativamente confligge con il mondo. Nei testi del Nuovo Testamento è costante il conflitto con la comunità ebraica di provenienza e con gli ambienti pagani con i quali il piccolo gregge di Cristo viene in contatto. Poi viene la lunga stagione delle persecuzioni da parte dell’Impero Romano e – a seguire – tutti i conflitti che si riproporranno nei secoli a ogni incrocio della storia e della geografia. Faremo esempi che arriveranno ai nostri giorni. La vocazione cristiana confliggeva con il mondo quando – in campo cattolico – veniva proposta secondo la pedagogia dei valori non negoziabili dei Papi Wojtyla e Benedetto, e confligge oggi che ha il suo motto nella scelta dei poveri di Papa Francesco. Confligge anche di più quando comunità e singoli tengono fede congiuntamente, come sarebbe giusto, sia ai valori non negoziabili, sia alla scelta dei poveri.

  3. Luigi Accattoli scrive,

    5 febbraio 2018 @ 12:46

    ATTI CAPITOLO 19, 23-40. Fu verso quel tempo che scoppiò un grande tumulto riguardo a questa Via. 24Un tale, di nome Demetrio, che era òrafo e fabbricava tempietti di Artèmide in argento, procurando in tal modo non poco guadagno agli artigiani, 25li radunò insieme a quanti lavoravano a questo genere di oggetti e disse: “Uomini, voi sapete che da questa attività proviene il nostro benessere; 26ora, potete osservare e sentire come questo Paolo abbia convinto e fuorviato molta gente, non solo di Èfeso, ma si può dire di tutta l’Asia, affermando che non sono dèi quelli fabbricati da mani d’uomo. 27Non soltanto c’è il pericolo che la nostra categoria cada in discredito, ma anche che il santuario della grande dea Artèmide non sia stimato più nulla e venga distrutta la grandezza di colei che tutta l’Asia e il mondo intero venerano”.
    28All’udire ciò, furono pieni di collera e si misero a gridare: “Grande è l’Artèmide degli Efesini!”. 29La città fu tutta in agitazione e si precipitarono in massa nel teatro, trascinando con sé i Macèdoni Gaio e Aristarco, compagni di viaggio di Paolo. 30Paolo voleva presentarsi alla folla, ma i discepoli non glielo permisero. 31Anche alcuni dei funzionari imperiali, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro. 32Intanto, chi gridava una cosa, chi un’altra; l’assemblea era agitata e i più non sapevano il motivo per cui erano accorsi.
    33Alcuni della folla fecero intervenire un certo Alessandro, che i Giudei avevano spinto avanti, e Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva tenere un discorso di difesa davanti all’assemblea. 34Appena s’accorsero che era giudeo, si misero tutti a gridare in coro per quasi due ore: “Grande è l’Artèmide degli Efesini!”. 35Ma il cancelliere della città calmò la folla e disse: “Abitanti di Èfeso, chi fra gli uomini non sa che la città di Èfeso è custode del tempio della grande Artèmide e della sua statua caduta dal cielo? 36Poiché questi fatti sono incontestabili, è necessario che stiate calmi e non compiate gesti inconsulti. 37Voi avete condotto qui questi uomini, che non hanno profanato il tempio né hanno bestemmiato la nostra dea. 38Perciò, se Demetrio e gli artigiani che sono con lui hanno delle ragioni da far valere contro qualcuno, esistono per questo i tribunali e vi sono i proconsoli: si citino in giudizio l’un l’altro. 39Se poi desiderate qualche altra cosa, si deciderà nell’assemblea legittima. 40C’è infatti il rischio di essere accusati di sedizione per l’accaduto di oggi, non essendoci alcun motivo con cui possiamo giustificare questo assembramento”. Detto questo, sciolse l’assemblea.

  4. maria cristina venturi scrive,

    5 febbraio 2018 @ 15:59

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_febbraio_05/erdogan-roma-sit-in-protesta-tafferugli-castel-sant-angelo-7395c5fa-0a65-11e8-aeb9-f008c9e7034a.shtml

    non è OT se si parla di “conflitti di ieri e di oggi”

  5. maria cristina venturi scrive,

    5 febbraio 2018 @ 19:49

    Papa Francesco ha donato ad Erdogan un medaglione rappresentante L’ Angelo della Pace che strangola il Demone della Guerra.
    Uno scherzo da prete?

  6. Clodine-Claudia Leo scrive,

    5 febbraio 2018 @ 19:59

    Penso di si! Ma il Papa Francesco si è sempre distinto per l’originalità

  7. Leopoldo Calò scrive,

    6 febbraio 2018 @ 8:02

    Gli orafi di Efeso mi stanno simpatici, trovo Paolo indisponente nella sua ansia di fondare la Chiesa senza prendersene il merito, capisco che qua sopra, l’apostolo delle genti, nessuno se lo fili.

  8. Luigi Accattoli scrive,

    6 febbraio 2018 @ 8:54

    Però anche gli orafi mi danno l’ansia. Una volta sono capitato nel teatro di Efeso e mi sono messo nella parte di quelli che “non sapevano il motivo per cui erano accorsi”. Ci stavo bene.

  9. Beppe Zezza scrive,

    6 febbraio 2018 @ 12:49

    Per la verità “i valori non negoziabili” sono un po’ scomparsi dall’orizzonte ecclesiastico.
    Mentre il discorso dell’aiuto ai poveri trova il sostegno di una certa intellettualità progressista , quello dei “valori non negoziabili” è estraneo sia alla intellettualità liberal che a quella (poca) conservatrice – di qui il silenzio calato sull’argomento.

  10. Clodine-Claudia Leo scrive,

    7 febbraio 2018 @ 8:50

    E’ vero come dice Zezza che i “principi non negoziabili” sono spariti dall’orizzonte della Chiesa. E sono spariti perché la stessa percezione del significato attribuito ai concetti fondamentali di natura e coscienza è andata lentamente scomparendo assieme alla parola “Legge di Dio” e alla relazione strettamente connessa di questa alla “coscienza” dal momento che una sta all’altra come il pane e il vino all’Eucaristia . La “coscienza” non è altro che il “cuore docile” di Salomone”, Legge e Coscienza sono un binomio imprescindibile (Lettera ai Romani 2,12-16).

    Tra i valori non negoziabili poi dovrebbe aver voce anche la capacità di distinguere, all’interno della laicità il sacro dal profano il regno di Dio da quello di Cesare” perché su questo si fonda la laicità. non su altro; Idem “l’uguaglianza giuridica fra gli individui a prescindere da sesso, religione piuttosto che “il principio della libertà individuale” fondanti l’anima stessa della cultura occidentale Europea che andrebbero difesi ad oltranza.

    Ora mi chiedo: è non non è dovere della Chiesa difendere quei principi “non negoziabili” i quali, rispetto al potere delle masse o della “maggioranza rappresentativa cui fonda gli asserti, si pongono in tensione e in frizione? Può bastare il principio maggioritario per cui alla grande massa di musulmani che premono da tutte le parti la voce esigua del cristianesimo che non ha mai imposto allo Stato e alla società alcun diritto o ordinamento giuridico derivante da una rivelazione -al contrario tutto rimanda alla natura e alla ragione quali vere fonti del diritto- trovare un suo anelito, un suo spazio in quanto tra la ragione oggettiva e soggettiva si presuppone la presenza armonica della Legge di Dio impressa nel cuore, o deve soccombere inghiottita dal tutto? Io ricevo l’impressione che, forse a causa della sua formazione la stessa espressione “principi non negoziabili” gli è incomprensibile e perciò il rischio che corre l’Europa di vendere la propria anima le stia sfuggendo totalmente…

    “I poveri li avete sempre con voi, ma non sempre avrete me'(Gv 12,8-9)

  11. Clodine-Claudia Leo scrive,

    7 febbraio 2018 @ 8:54

    @ Io ricevo l’impressione che a Bergoglio (scusate mi era sfuggito il soggetto, anche se era sottinteso) forse a causa della sua formazione la stessa espressione “principi non negoziabili” gli sia incomprensibile e perciò il rischio che corre l’Europa di vendere la propria anima le stia sfuggendo totalmente…

  12. Clodine-Claudia Leo scrive,

    7 febbraio 2018 @ 9:03

    Anche la misericordia, cui tutti tendiamo ha le sue regole perché possa venirci accreditata, la prima delle quali è l’obbedienza alla Parola: si ascolta, si crede, si vive secondo la Parola e solo dopo la misericordia di Dio ci verrà accreditata come giustizia. Non si crede nella Parola, ci poniamo fuori della misericordia del Signore. Questa verità è Legge eterna della misericordia. Oggi invece abbiamo sovvertito questa Legge eterna. Si vuole la misericordia di Dio senza la fedeltà alla Parola del Vangelo o Parola della fede. Nulla è più falso e nulla più deleterio. O nella Parola o esclusi in eterno dalla misericordia. O di misericordia in misericordia, facendoci veri strumenti della misericordia di Dio, o per noi non vi sarà alcun beneficio di vita eterna.

  13. Beppe Zezza scrive,

    7 febbraio 2018 @ 10:40

    Sono d’accordo con Clodine con solo una osservazione.
    La Misericordia di Dio si esercita non per una integrale Fedeltà alla Parola , che è assai difficile, quanto per un anelito di Fedeltà alla Parola. È questo “anelito” , a mio parere, l’elemento essenziale.
    La mia osservazione iniziale, tuttavia, era un po’ diversa. Sottindeva che in questo momento si trascurano i temi che confliggono radicalmente con il “mondo” mentre si mettono in evidenza quelli che hanno approvazione da almeno una parte del “mondo” Questo risponde al principio : cerchiamo le cose che ci uniscono per procedere insieme mettendo la sordina su quelle che dividono. ” Collaboriamo con quello che c’è di buono per edificare un mondo migliore ” . Cerchiamo il “bene possibile” .
    Tutte cose lodevoli ma se non è la Chiesa a mettere in evidenza che il Regno di Dio non è di “questo mondo” e che gli uomini sono creati per un destino eterno , non ci sarà nessun altro a farlo ( se non gli islamici con la loro visione distorta del mondo )

  14. Clodine-Claudia Leo scrive,

    7 febbraio 2018 @ 11:49

    Esatto, Beppe, hai racchiuso il mio pensiero in una sintesi perfetta nella quale mi trovo pienamente d’accordo.

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