Dalla calle dei Cristi al ponte delle Tette

Seguendo i consigli di Baltassar e Roberto 55 abbiamo vagato in libertà per i sestieri di Castello e Cannaregio, Santa Croce e San Polo. Ci siamo goduti Venezia senza romperci la testa nei musei, restando per un giorno intero all’aria aperta. Chiedevamo ai veneziani che significassero le parole “fondamenta” e “salizada”. Abbiamo così scoperto che San Stae sta per Sant’Eustachio e che a Venezia si venerano più che altrove i santi dell’Antico Testamento: ci sono chiese intitolate a San Geremia, San Giobe, San Moisè, San Samuele, San Simeon Profeta, San Zaccaria. Abbiamo visto che la chiesa di San Simeon Piccolo è più vasta di San Simeon Grande. Siamo passati per il sottoportego della siora Bettina e per la Calle del Cristo, ma anche per quella dei Cristi. Attraverso le fondamenta della Stua siamo sboccati nella calle delle Carampane e abbiamo attraversato il ponte delle Tette. Abbiamo preso un gelato e fatto foto nel Campo dei santi Zanipolo (Giovanni e Paolo) e poi dalle Fondamenta Nuove con il vaporetto 51 siamo andati al Lido, ma non c’è piaciuto: “Qui ci sono le automobili e non ci sono i canali” ha detto la figlia sollecitandoci a tornare indietro. Siamo passati almeno quattro volte sotto l’avveniristico ponte di vetro dell’architetto Santiago Calatrava, il quarto sul Canal Grande, che sarà inaugurato a metà settembre. Col DM – Diretto Murano – abbiamo raggiunto Murano, l’abbiamo goduta quanto Venezia, abbiamo abbracciato stretta la Vergine orante dell’abside della chiesa dei Santi Maria e Donato, dritta e sola e a mani aperte nel catino d’oro. Da Murano siamo tornati con il vaporetto 41 che ha rallentato ma non si è fermato davanti all’isola di San Michele, che è quella del cimitero: nessuno doveva scendere e nessuno doveva salire.

35 Comments

  1. Sara Bauducco

    Anch’io diversi anni fa sono stata a Venezia e anche a me aveva deluso il Lido, forse perchè esce dai canoni in cui l’immaginario collettivo dipinge i luoghi veneziani… Ma ricordo perfettamente e con piacere una gita sulla colorata isola di Burano e soprattutto una sull’isola San Lazzaro degli Armeni… Allora (ero appena adolescente), è stata l’occasione per avvicinarmi ad un popolo e ad una cultura che non conoscevo, il cui nome mi evocava un po’ di mistero dal profumo quasi esotico… Ed il mio pensiero è tornato proprio a quell’isola una settimana fa, quando ho incontrato a Mosca una ragazza armena che ha scelto di studiare psicologia a Pescara…

    26 Agosto, 2008 - 7:51
  2. Sumpontcura

    I “luoghi” di Venezia, così simpaticamente evocati da Luigi, mi hanno riportato alla memoria alcune strofette satiriche popolari diffuse in città fino agli anni sessanta del secolo scorso. Le dedico alle ragazze del pianerottolo per il motivo che capirà agevolmente chi vorrà leggere. Prego Iginio (nel caso che dovesse passare da queste parti) di non proseguire nella lettura: potrebbe restarne turbato.

    Le pute de San Lunardo
    g’ha le gambe de bombàso
    e quando che le camina
    le se ghe storse le se ghe inchina.

    E quéle de Rialto
    le va in giro col taco alto,
    le se volta par de drìo,
    vede quel béco de so marìo.

    E quéle de la Bràgola
    le g’ha l’oro che ghe bàgola,
    le g’ha i còtoli ricamài:
    i marineri ghe li g’ha pagài.

    E quéle de San Lìo
    le va in leto sensa marìo;
    le fa fiòi alegramente,
    so marìo no ghe dise niente.

    E quéle de San Marcuòra
    le g’ha l’abito che ghe svola,
    le g’ha el còtolo de saco,
    camisa al culo no ghe ne cato.

    E quéle de qua drìo,
    loro le porta la bustina
    larga abasso e streta in cima
    perché pèti no ghe ne g’ha.

    E feghe la nìo-nana:
    con quatro bachéte se bate la lana
    e con tre se bate la séa:
    viva le pute de Sant’Andrea!

    26 Agosto, 2008 - 10:41
  3. Sumpontcura

    Traduzione (per i non veneti) e qualche nota.
    “Le ragazze di San Leonardo hanno le gambe di bambagia e quando camminano gli si storcono e gli si piegano. E quelle di Rialto vanno in giro col tacco alto; si voltano indietro e vedono quel becco del marito. E quelle della Bràgola portano ori che tintinnano e indossano gonne ricamate: sono i marinai che gliele hanno pagate. Quelle di San Lio vanno a letto senza marito, poi fanno figli allegramente e il marito non gli dice niente. E quelle di San Marcuola hanno l’abito che svolazza, hanno gonne di tela di sacco e non portano neppure la biancheria intima. E quelle di qua dietro portano il busto largo in basso e stretto in cima perché non hanno seno. E fate la ninna nanna, con quattro bacchette si batte la lana, con tre si batte la seta: viva le ragazze di Sant’Andrea!”

    – “Bràgola”: sta per piazza del mercato; “bragolare” significa, di per sé, dedicarsi al mestiere di pescatore.
    – “San Marcuòra”: è il nome popolare della chiesa dei santi Ermagora e Fortunato, nel sestiere di Cannaregio.

    Una frizzante esecuzione di queste strofette è nel cd “Addio Venezia addio”, del Canzoniere Popolare Veneto (già Dischi del Sole, ora Bravo Records-Ala Bianca).

    26 Agosto, 2008 - 10:41
  4. adriano

    Per me il Lido è stata la casa di don Amedeo: era stato segretario di “don Albino”, il Patriarca, ed aveva aperto la propria casa all’accoglienza. Una villetta con giardino: il piano terra attrezzato di tutto punto, con cucina e camere pulitissime, e persino libertà di arrampicata sui susini giapponesi.
    Ci sono stato una settimana nell’agosto del 1979, con i cinque fratellini che una cara persona aveva in affido. Come unico “compenso” chiedeva, “per favore”, una fotografia, che lui stesso scattava con la Polaroid.
    La settimana successiva siamo andati a Rimini, ospiti di don Benzi.
    La settimana precedente ci avevano ospitato in montagna mio padre e mia madre.
    Vacanze che oggi si lasciano decifrare come pellegrinaggio.
    Adriano

    26 Agosto, 2008 - 11:49
  5. ignigo74

    Carissimo Sum: straordinario come sempre.
    A Venezia consiglio la chiesa dei gesuiti a fondamenta nuove: servono due ore per riprendersi dall’impatto estetico.

    Io ne vengo da quel di Santjago.
    Luoghi certamente stupendi ma che il turista può solo assaporare in modo evanescente: rimangono colori, luci, volti ma l’unico luogo che si conosce davvero – e che riserva sempre sorperese – è casa propria, la propria città, il proprio paese o quartiere.

    vi confido che non ho avvertito una temperatura spirituale molto interessante.
    La mia impressione è che il cammino di Santjago sia diventato una specie di capriccio a metà strada tra il fitness e il newage.

    Alla messa feriale di venerdì in cattedrale a santjago, ore 19, c’erano sì e no 30 persone mentre allo spettacolino tekno ginnico sotto la scalinata ce ne erano almeno 500: sempre pellegrini, si intende.

    In quella sera ho avuto modo di contare i confessori presenti: nove.
    tutti leggevano qualcosa perchè di penitenti nemmeno l’ombra, forse uno.

    In Cattedrale a Salamanca sono entrati due boh, satanisti, con sulla maglietta scritto “lottiamo insieme per la fine della cristianità”: ridevano sguaiatamente di fronte alle scritte di questo o quel santo poi sono usciti ma della loro come dire “estraneità” me ne sono accorto solo io.
    Tutti gli uomini – pellegrini e turisti – entrano nelle chiese e cattedrali con il cappello intesta e non mostrano la minima impressione di capire cosa significa “Cappella del Santissimo sacramento”.

    Io di gente pregare ne ho vista davvero poca… sì, qualcuno… qua e là, tra i flash dei fotografi – i turisti si credono tutti grandi fotografi – e schiamazzi e sciabattate varie.

    In un negozietto tutto conchiglie di santjago e libri sul cammino c’era un reparto che mi ha colpito: tutte le croci del mondo.
    tra queste – bellamente in vendita tra la croce latina e quella greca e quella di sant’andrea – anche la svastica, la croce uncinata, il segno della disumanità nazista.

    Ci sono rimasto male.

    E poi: qualcuno sa dirmi perchè in Spagna non si canta l’alleluja al vangelo? Nè alla messa feriale nè alla festiva: dopo la seconda lettura o dopo il salmo si passa al vangelo. Ma l’alleluja mica è facoltativo!!

    Ad una messa festiva, in un paesino vicino a Leon, allo scambio della pace una contadina mi ha abbracciato con vero affetto.

    Comunque, eccomi di ritorno.

    26 Agosto, 2008 - 11:51
  6. Sumpontcura

    Il tuo ritorno è una festa, per il pianerottolo, caro Ignigo. Ma il resoconto della tua vacanza/pellegrinaggio lascia l’amaro in bocca.
    Non sono mai stato a Santiago; e dopo il tuo racconto non mi sento stimolato a colmare il vuoto. L’anno scorso, a dire il vero, la “mia” classe quinta aveva pensato di spendere i cinquemila euro guadagnati vincendo un concorso regionale (per una tesina di argomento musicale; la classe aveva partecipato con una ricerca sul canto gregoriano ieri e oggi) in una “gita” a Santiago, per l’appunto; ma poi all’atto pratico aveva preferito, su mio consiglio, un itinerario di cinque giorni sulle tracce del Medioevo in Provenza e in Catalogna, chiudendo trionfalmente a Montserrat. Devo dirti che questa iniziativa, invece, mi era sembrata del tutto soddisfacente, anche per quanto riguarda l’evidente nuova sensibilità ai temi del sacro e della fede, sviluppatasi in molti studenti partecipanti, che l’ultimo giorno mi hanno chiesto di recitare il Rosario camminando sui sentieri di fianco al monastero. Ho ancora quasi un groppo alla gola, solo a pensarci. Poi siamo andati ad ascoltare il Coro di Voci Bianche, impegnato in un repertorio che conoscevamo già, dai dischi; ma così dal vivo, la commozione si avvertiva fortissima.

    26 Agosto, 2008 - 12:50
  7. ignigo74

    Caro Sum,
    le voci bianche le ho sentite anche io.
    Nello stupendo monastero dell’Escorial, per la festa dell’Assunta.
    Stupende voci, un solista da estasi, melodie di quelle belle ottocentesche come piacciono a me e che attraversano tutta la produzione liturgica cattolica dalla rinascita ceciliana al 1950 circa.
    Per Maria poi queste melodie non si contano.
    Il Comune era una messa di Mozart – fai te… – e altri pezzi tradizionali che ti ho detto.
    Coro voci bianche cappella reale dell’escorial: messa davvero indimenticabile e anche la omelia è stata di buona risonanza.

    Quello che – almeno a me – infastidisce è che in questi posti i cristiani vivono di fatto accerchiati dal turismo e all’ingresso della chiesa si deve dire “sono cattolico vado alla messa” e allora un poliziotto in divisa ti fa entrare altrimenti no. Se entri resti fino alla fine perchè sennò disturbi la messa… e in questo modo si scoraggiano i furbi… però… c’è qualcosa che non suona, qualcosa che non mi piace in un buttafuori all’ingresso della chiesa basilicale dell’Escorial, come altrove.

    Ma che fare?

    26 Agosto, 2008 - 12:59
  8. Clodine

    Bentornato Ignigo74, ci sei davvero mancato, ben tornato!

    Di Venezia, città marina davvero affascinante, mi colpsce anche il lato misterioso. Sembra che sul palazzo di Ca’ Dario , descritto da D’Annunzio come “una vecchia cortigiana decrepita piegata sotto la pompa dei suoi monili”, incomba una maledizione tanto da esser ricordato con l’inquietante appellativo di “casa che uccide”! Progettato da Giovanni Dario nel 1487, da una ricerca fatta appare chiaro che tutti i proprietari che durante i secoli l’anno vissuta siano periti di morte violenta, suicidio e simili, oppure, da ricchi sfondati qual’erano, siano caduti in miseria tanto da morire di stenti (accadde ai primi proprietari: la figlia di Giovani Dario e il marito).
    In seguito la “sinistra” abitazione passo nelle mani di un ricco commerciante di diamanti, poi di un italo americano tornato in patria arcimilionario: anch’essi fecero la fine del sorcio. Personaggi come Raul Gardini, Fabrizio Ferrari ..beh è storia recente, tutti sappiamo come finirono e da ultimo il tenore Mario del Monaco, il quale, interessato all’acquisto, morì in un tragico incidente prima di firmare il contratto! Insomma, si dice che in quel palazzo ci siano i fantasmi, come quelli di Campielli, nei pressi del Ponte di Rialto, e più precisamente in Campiello del Remer, affacciandosi sulla riva lungo il Canal Grande dove affiorarono dall’acqua il corpo di Fosco Loredan, e la testa di sua moglie Elena.
    Tra l’altro, nella stessa zona si materializza periodicamente la figura di un Garibaldino in divisa con tanto di camicia rossa. Al lato delle Fondamente Nove, poi, nella zona vicino alla Madonna dell’Orto in Palazzo Contarini dal Zaffo si danno appuntamento spiriti irrequieti e di notte si vedono luci ondeggianti di candele e si sentono suoni che si spandono nella laguna con un forte eco.

    26 Agosto, 2008 - 14:40
  9. Clodine

    Sicché ignigo sei stato a Leon !!??
    Ti sei fatto una bella passeggiata eh, Leon: perla dimenticata tra le asturie e la Cantabria assai distante da Madrid, verso il golfo di Biscaglia sull’Atlantico. Sei entrato nella cattedrale? Ti sono uscite le lacrime? Non si può entrare in una cattedrale gotica di quella fattura senza che la pelle del corpo non si accapponi e non formicolino le estremità..hai pianto per la bellezza incomparabile del gotico? di quegli archi rampanti perfetti!? Dimmi si…che hai pianto per la «Pulchra Leonina» e ti darò un bacio!
    Sei passato per Ponferrada? Misteriosa e bellissima con il suo borgo fondato dai re di Leon che nel 1178 la donarono all’ Ordine dei Templari: si ha l’impressione che da un momento all’altro escano fuori, armati di scudo e armatura i cavalieri crociati sui rombanti cavalli. Cos’è quell’antico inquietante castello!!! Fantastico : si erge possente greve, muto testimone di dispute furenti per il possesso tra i re cattolici che ne rivendicavano la proprietà!
    Sono passata per quei posti nel 1998 in occasione dell’ordinazione sacerdotale di un caro amico F. Saverio Yaver..e altro paio di cognomi ancora… Mi sono fermata per un po’, accolta tra gente straordinaria… ne conservo vivissimo il ricordo…ed ora che mi hai riportata in quei luoghi con la mente, mi sta tornando una certa nostalgia. Ottima scelta Ignigo74, bravo!

    26 Agosto, 2008 - 15:11
  10. Clodine

    Ma tu Ignigo hai fatto il cammino per Santiago? Sei stato in pellegrinaggio?

    26 Agosto, 2008 - 15:18
  11. ignigo74

    No, non ho fatto il pellegrino.
    Si, sono stato a Ponferrada e Leon e tutte le cattedrali.
    Mirabili.
    Ora vi saluto ho gli esercizi fino a domenica, vi ricordo tutti.

    26 Agosto, 2008 - 16:01
  12. Clodine

    Allora siccome sei stato a Leon ed hai amato le cattedrali gotiche ti do un bacio smak! Buoni esercizi e prega per noi…

    errata corrige : “una forte eco”..ecco è femmina..povera..ridotta ad una flebile vocina da quel vanitoso, zucca vuota di Narciso !

    26 Agosto, 2008 - 16:18
  13. FABRICIANUS

    Bentornato ad Ignigo74!!! Tra pochissimi giorni farò ritorno anch’io in Lombardia…
    Ormai siamo agli sgoccioli delle vacanze, scusate, sono un pò malinconico….

    Riguardo a Venezia, sono davvero molti, gli anni che non visito la città lagunare…Conservo però un bel ricordo delle sue bellezze!!!

    Ciao a tutti!! Ciao Clodine!!!!

    26 Agosto, 2008 - 16:21
  14. Clodine

    Ciao Fabricianus, amore mio!!!

    Dai, non essere malinconico..se lo sei tu..amico mio..che dovrei dire io ???

    ; ) sorridi..

    26 Agosto, 2008 - 16:24
  15. FABRICIANUS

    Ti voglio bene, carissima amica Clodine…cercherò di non essere malinconico…

    Un caloroso abbraccio, Gesù ci guidi sempre.

    F.

    26 Agosto, 2008 - 16:36
  16. principessa

    Buongiorno a tutti!!

    … e dopo Fay arriva Gustav, uragano di categoria 1 !! tanto per gradire e ricordarci che viviamo ai tropici che sono bellissimi da Ottobre a Maggio !! ma che d’estate ti presentano il conto!

    Un bentornato a Ignigo, un abbraccio a Fabricianus, baci e abbracci e lodi speciali a Sump e Clo sia per i commenti di questo post che per i tentativi di aiuto nel post precedente …Saluti affettuosi a tutti e specie al nostro Luigi

    26 Agosto, 2008 - 17:13
  17. roberto 55

    Buona sera a tutti, e ben tornato ad Ignigo74 !
    Certo, però, lgnigo74, che il tuo reportage da Santiago de Compostela (una delle mete che vorrei al più presto raggiungere) è a dir poco sconfortante: meglio saperlo.
    Grazie a Luigi per la considerazione che hai voluto riservare alle mie ben modeste indicazioni e grazie a Principessa per avermi fornito la lettura dell’articolo (molto interessante: ma, “a pelle”, non sarei così pessimista) del Corriere della Sera”: complimenti a Sump per la citazione della “canzonaccia” in vernacolo “venexian” (non hai riportato altre strofe, ancor più – come dire ? – “goliardiche”, forse per rispetto alle più delicate orecchie del “pianerottolo”: giusto ?) e complimenti a Clodine per la conoscenza mostrata a proposito della “leggenda maledetta” di Palazzo Dario.
    Principessa: c’è il rischio che Gustav passi dalle tue parti ? Tienici informati, ti prego.
    Infine, un ricordo ed un pensiero: il ricordo è per Papa Giovanni Paolo I°, al secolo Cardinale Albino Luciani, veneto di Canale d’Agordo (BL) e già Patriarca di Venezia, che 30 anni or sono venne eletto Pontefice; il pensiero è per i nostri fratelli di fede che si trovano, in queste ore, in India e che prego il Signore grande e buono di voler proteggere.

    Buona notte !

    Roberto 55

    26 Agosto, 2008 - 22:04
  18. fabrizio

    Un caro saluto a tutti.

    Due anni fa ho fatto gli ultimi cento km del cammino di Santiago, partendo da Sarria, e in parte mi ritrovo nelle considerazioni di Ignigo.

    Solo in parte, però.

    Accanto ai pellegrini che lui ha descritto ho trovato anche persone mosse da fede profondissima, soprattutto anziani che camminavano in condizioni di vera sofferenza e difficoltà.
    Io e mia moglie eravamo in cammino con i nostri due bimbi piccoli, per cui si avanzava a tappe brevi, superati quasi da tutti ma compagni di strada proprio degli “ultimi”, e questo ci ha permesso di fare incontri molto toccanti.

    Ricordo ancora un’australiana soprappeso, partita dai Pirenei, che procedeva tutta sciancata sotto il sole e avanzava solo per fede. Non le avresti pronosticato altri cento metri, eppure la ritrovammo a Santiago.
    Ricordo una scozzese di mezza età partita da Lourdes, incontrata l’ultimo giorno sulla salita a Monte do Gozo, veramente stremata. La lasciammo in cima al monte a 5 km da Santiago perché già a mezzogiorno non era in grado di proseguire ed aveva bisogno di una notte in più. Ricordo ancora la gioia quando, nella messa del pellegrino di due giorni dopo, annunciarono anche il suo arrivo.
    Ricordo una signora svizzera o tedesca con i pieghi piedi di vesciche, ogni passo una smorfia, che chiamava sorridendo la sua esperienza “la mia via dolorosa”.
    Ricordo che rimasi esterrefatto nello scoprire lungo il cammino una vecchina che sarebbe potuta essere mia nonna, ferma sotto un albero ad addentare un panino.
    Ricordo un vedovo italiano che stava facendo il cammino come intercessione per la moglie defunta.

    E soprattutto, nei giorni passati a Santiago successivi al nostro arrivo, ricordo la gioia di ritrovare poco a poco i volti incontrati lungo il cammino, gli abbracci per avercela fatta, ognuno con il proprio passo, quasi fosse un’anticipazione terrestre di quello che avverrà un giorno lassù..

    Il cammino è anche questo. E così mi piace ricordarlo.

    E’ vero che le messe nelle varie tappe sono poco frequentate, ma è anche vero che la messa del pellegrino a Santiago, ogni mattina alle 11, sé strapiena.
    E comunque anche chi fa il cammino per i motivi più svariati è lì a far fatica insieme a te, e sono sicuro che in qualche modo quell’esperienza lascerà dei segni, forse misteriosi, anche nei cuori che sembrano più chiusi alla fede.

    27 Agosto, 2008 - 11:53
  19. scusa Fabrizio
    visto che il cammino di santiago
    rimane il mio sogno, ancora nel cassetto,
    approfitto della tua esperienza,
    per sapere mediamente quali sono i tempi di percorrenza, quanti km e con il passo dell’ “ultimo” quanti giorni?
    grazie,

    A Ignigo74,
    altri miei amici che hanno fatto il “cammino di santiago”, mi hanno raccontato esperienze e incontri intrisi di profonda fede.
    Conviene riprogrammarlo con calma un cammino, …. classico… ? 🙂
    un saluto

    27 Agosto, 2008 - 12:09
  20. Clodine

    Matteo, mi farai sapere? Non ti dispiace se mi aggrego, eventualmente, a te vero?

    Clo’

    27 Agosto, 2008 - 15:31
  21. principessa

    caro Fabrizio, raramente mi succede di commuovermi leggendo qualcosa.Stamani (pomeriggio per te) sei riuscito a commuovermi con il racconto del tuo cammino verso Santiago e con la capacita’ di cogliere nei compagni di viaggio una particolare caratteristica che li ha resi unici e vivi e non soltanto descritti. Un abbraccio e un complimento per la tua sensibilita’ e la tua grande Fede…

    Buongiorno a tutti! l’uragano Gustav non dovrebbe ( ma il condizionale e’ d’obbligo) interessarci troppo anche se le bande esterne e un po’ di vento dovremmo prenderlo…..comunque ce ne sono altri tre in avvicinamento dall’Atlantico…vi tengo aggiornati

    Un abbraccio speciale a Clo e Sump

    27 Agosto, 2008 - 16:06
  22. Clodine

    Caro fabrizio, non posso non farti arrivare i miei più calorosi complimenti. Hai percorso il cammino per Santiago con i piccoli!
    Tu e tua moglie siete stati veramente straordinari, grandi, Dio vi benedica.
    E’ proprio vero che la fede smuove le montagne! E voi ne siete una prova vivente.

    Ti abbraccio, un bacio ai tuoi bambini e a tua moglie: donna coraggiosa e forte!

    27 Agosto, 2008 - 16:08
  23. Clodine

    Pri’, i nostri post non solo si sono sovrapposti, ma sono anche in sintonia (allora è vero che pensiamo con la stessa testa) quando si dice telepatia…
    Sto seguendo il percorso dell’uragano e della convention di Hillary pro Obama !

    Un abbraccio forte!

    27 Agosto, 2008 - 16:11
  24. Clodine

    Ti rendi conto Pri’ cosa ha fatto questo Fabrizio e consorte? Ma guarda che..è un’impresa il cammino per Santiago, immagina con i bambini. Ragazzi..

    Mi fa piangere sta’ cosa…ha ragione principessa: commuove, e smuove interiormente…ci interroga ! La fede è veramente il dono più grande, come altrettanto grandi saranno le grazie per chi ha fede.

    27 Agosto, 2008 - 16:16
  25. principessa

    Clo’, ho messo su i Canti Gregoriani che di solito mi aiutano a calmarmi e leggere cio’ he Fabrizio e famiglia hanno fatto fa bene al cuore… Avrei sempre voluto fare il cammino verso Santiago e spero di riuscirci prima che la salute e l’eta’ non lo consentano piu’…anche se, a leggere Fabrizio, non c’e’ nulla che tenga quando hai deciso!!…
    Clo’, sorellina, parlami della fede. Parlami di quanto la fede sa dare vocealle preghiere dei peccatori.Dimmi che nonostante i miei peccati, ogni mia preghiera viene ascoltata….
    Un bacio forte

    27 Agosto, 2008 - 16:24
  26. fabrizio

    Grazie, ma non mi merito tutte queste lodi, non è stato niente di eroico.
    Un’esperienza straordinaria per la mia famiglia, questo si.

    Ho linkato il racconto solo perchè Matteo mi ha chiesto qualche informazione in più.

    Vi assicuro che si tratta solo di buttarsi. Conosco storie di altre famiglie che l’hanno fatto, anzi in quello stesso sito in cui c’è il nostro racconto ci sono altre esperienze simili.

    Buen camino a tutti.

    27 Agosto, 2008 - 16:37
  27. Clodine

    Ohh, si che le meriti caro fabrizio, le meriti con tutto il cuore. Basta una sola persona come te per salvare una moltitudine di peccatori.

    Prinicipessa cara, è vero, la fede e le opere entrano nel dinamismo che suscita nel cuore di Dio quella misericordia e compassione straripante!. Iluminante a questo proposito era il grido, grande, di Sodoma e di Gomorra e il loro peccato, grave assai. Abrahamo, che ra lì, mandato da Dio a salvare il suo parente Lot, tormentato dal timore e dal sospetto che Dio possa far perire, assieme al peccatore, anche il giusto, prende ad interrogarLo:” se tra quei peccatori ci saranno 50 giusti perdonerai tu per amore dei 50?” , “Se ve ne trovo -dice il Signore- non distruggero”. E così Abramo si fa interprete dei giusti di Sodoma e di Gomorra, ma non se ne trovò neppure uno, e le città vennero rase al suolo! In quella depressione si trova il Mar Morto a 450 metri sotto il livello del mare…salato arrabbiato privo di vita a tutt’oggi!

    Questo per dire quanto la misericordia di Dio sia incommensurabile. Principessa, non temerai, spero, che il buon Dio non ascolta la tua preghiera perché peccatrice, allora, chi potrà salvarsi? Nessuno, perché tutti siamo imputabili di una moltitudine di peccatti, che partono dal pensiero che nessuno può arrestare, p dalle continue sollecitazioni che ci vengono dall’esterno, come pure dall’ingannatore che istiga senza posa, 24 ore su 24 tentandoci in mille modi Anche il giusto cade sette volte al giorno e … di’ a una donna che è bella, e il diavolo glielo ripeterà dieci volte fomentandone la vanità! Esiste anche il peccato reiterato del “70 volte 7″ per non parlare del processo all’intenzione:” se solo guarderai la donnalatrui con l’intento..hai già commesso adulterio con lei nel suo cuore”..” e dici pazzo al tuo fratello sarai condannato alla genna”! Per ciò, nessuno si salverebbe!

    Eppure, c’è una cosa che arriva dritta dritta al quale di Dio, che lo intenerisce enormemente e lo fa “gongolare” di soddisfazione,a quella non resiste proprio: sono i piccoli atti di bontà, quelle chicche di generosità partecipata con i sensi, col cuore, con la mente…piccoli gesti d’amore che riescono a salvare anche l’anima del peccatore più incallito. In modo speciale, se un minuto prima dell’ora x si ha la grazia di fare un’azione di bontà pensata dal cuore ebbene, quella sola opera garantisce la salvezza! Chi siamo noi per dire: questo si salva e questo no? Non chi dice “Signore Signore entrerà”….alla fine della vita saremo giudicati sull’amore!

    27 Agosto, 2008 - 17:45
  28. Clodine

    errata corrige “Arriva dritta dritta al cuore di Dio”..volevo dire…

    27 Agosto, 2008 - 17:49
  29. principessa

    No, non temo di non essere ascoltata. Mi fanno impazzire! letteralmente impazzire!, le regole della Chiesa rispetto al messaggio di misericordia di Dio e di accoglimento dei peccatori…
    Sono illuminanti le ultime 5 righe del tuo commento…

    27 Agosto, 2008 - 18:02
  30. Sumpontcura

    Ciao Principessa. Un messaggio breve, perché oggi i miei doveri quotidiani in famiglia sono stati e sono più impegnativi.
    “Si iniquitates observaveris, Domine: Domine, quis substinebit?”: chi riuscirà a cavarsela, Signore, se terrai conto dei nostri peccati? (Salmo 129).
    Vedi, anche un “tradizionalista” come me non può negare che gli eccessi del “devozionismo” preconciliare consistevano soprattutto nella pretesa di sapere tutto, anche nei particolari, di quel che attendeva gli uomini dopo la morte: in punta di bacchetta, dolore imperfetto, dolore perfetto, confessione obbligatoria sì o no: basta un solo peccato mortale e in assenza di pentimento finale, anche in caso di morte improvvisa, si spalanca l’inferno. E nella Messa dei Defunti: “Quem patronum rogaturus, cum vix iustus sit securus?” (a chi chiederò aiuto, se a malapena i santi saranno al sicuro?). Ecco: vogliamo dire che di quel che avverrà davanti al Giudice sappiamo poco, poco, quasi nulla? Vogliamo dire che Dio è immensa Giustizia e immensa Misericordia? E che sulle opere di misericordia, ha detto esplicitamente e solennemente Gesù, saremo giudicati? E che il pubblicano torna a casa giustificato perché è stato capace di umiliarsi davanti a Dio confessandosi peccatore?

    27 Agosto, 2008 - 19:03
  31. @ Fabrizio,
    è stato un piacere particolare leggere l’esperienza della tua famiglia nel link che ci hai lasciato, come è stato fantastico sfogliare il sito di “pellegrinando”.
    Complimenti.

    27 Agosto, 2008 - 19:36
  32. principessa

    Spesso immaginiamo l’amore di Dio e di Cristo grande ma distante. E invece non solo l’amore divino e’ vero e salvifico, ma e’ anche sceso fino a noi e ha assunto sembianze umane, cercando di comprendere anche il nostro modo di amare: quello di un padre, di un amico, di una sorella.
    Quando mi accadono momenti di smarrimento, ripenso a quanto scritto sopra che e’ il riassunto di quanto cercava di spiegarmi mia madre e poi mi dava da leggere le parabole che dimostravano quanto diceva. Ripenso al figliol prodigo, alla pecorella smarrita, al Buon Pastore, all’adultera salvata dalla lapidazione, ai bambini che accorrevano da Gesu’, al Centurione, alla vedova di Naim. Fino a quel perdono pronunciato dall’alto della croce per i Suoi carnefici.
    Tutti esempi che fanno letteralmente a pugni con le regole degli uomini imposte all’interno della Chiesa. Grazie a Dio che nel mondo esistono anche persone come Sump e come Clo che comprendono la mia ingenua sorpresa, il mio dolore vero,e cercano di spiegarmi che e’ con il Signore che devo relazionarmi e con cio’ che Lui sa comunicare al mio cuore. I miei sforzi quotidiani per essere una buona cristiana- i sacrifici giornalieri -le preghiere sincere,FORSE, valgono un po’ di piu’ del seguire cieco di una regola o delle direttive create dagli uomini che nulla hanno a che fare con gli insegnamenti di Cristo.Ma che, comunque, per quanto possibile e con ogni sforzo, non vanno disattese se si vuole essere membri della Comunita’.
    Un grazie di cuore a Clo e Sump per esserci sempre e per colmare anche quel vuoto lasciato dalla assenza intelluttuale della mia mamma. Un bacio a entrambi…

    27 Agosto, 2008 - 21:00
  33. Clodine

    L’amore, cara principessa, è radice e termine: la cartina al tornasole che dimostra la tresenza di Dio che agisce in noi! E’ solo per mezzo suo se compiamo opere buone, non certo per la nostra capacità, non credo che l’uomo da se stesso sia capace di bontà. Se lo siamo -come attestano gli Atti 19,22 o Cor 16,15- è solo in virtù di quel “Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira” (Gv6:44) ! E questo Principessa, non siamo noi a dirlo, non ce lo stiamo inventando, eh no! E’ Gesù stesso che ce lo dice, Lui proprio, non gli uomini. Detto questo,mi riaggancio alle tue riflessioni citando un passo tratto dal vangelo di Matteo 23,2-12 in riferimento al rigore e alla fiscalità degli scribi e dei farisei assisi sulla cattedra di Mosè,dice così :
    ” ..Essi dicono, ma non fanno. Legano carichi pesanti e difficili a portarsi e li pongono sulle spalle degli uomini , essi però non vogliono muoverli neppure con un dito. Fanno poi tutte le loro opere per essere guardati dagli uomini…amano il primo posto nelle piazze e si fanno chiamare rabbi. Voi invece non vi fate chiamare rabbi; uno solo infatti è il vostro maestro..e non chiamate nessuno sulla terra padre, perché uno solo è il vostro padre, quello celeste. Non fatevi chiamare neppure precettore, uno solo è il vostro precettore, il Cristo ”

    Ti abbraccio.
    Clo’

    28 Agosto, 2008 - 12:41
  34. principessa

    Saro’ anche sdolcinata ma ci tengo a ricambiare l’abbraccio e a dirti quanto ti sono grata dell’affetto e della attenzione che mi riservi, carissima Clo…
    Bellissimo il passo dal Vangelo d Matteo, che pone un sigillo sul mio sentire istintivo. Non intendo mancare di rispetto alla Chiesa e ai Suoi rappresentanti, ma non intendo neppure perdere di vista l’Obiettivo principale della mia povera fede e i Suoi insegnamenti. Rispettero’ le regole perche’ vivo in questa comunita’ che le ha create, ma usero’ la mia intelligenza e il mio discernimento quando qualcosa fara’ a pugni con cio’ che il Cristo ha insegnato e seminato nel mondo.
    Grazie anche a te e a Sump e a coloro che mi aiutano a capire, so di non dovermi mai sentire di serie B per le numerose vicende che la mia vita ha attraversato e delle quali – pur non avendone colpa – mi ritrovo a pagare le conseguenze.

    Ti abbraccio sorellina, Pri’

    28 Agosto, 2008 - 17:35

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