Bergoglio: innaffiare le radici cristiane in spirito di servizio

82 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Dal trionfo al servizio. Bisogna parlare di radici al plurale perché ce ne sono tante. In tal senso, quando sento parlare delle radici cristiane dell’Europa, a volte temo il tono, che può essere trionfalista o vendicativo. Allora diventa colonialismo. Giovanni Paolo II ne parlava con un tono tranquillo. L’Europa, sì, ha radici cristiane. Il cristianesimo ha il dovere di innaffiarle, ma in uno spirito di servizio come per la lavanda dei piedi. Il dovere del cristianesimo per l’Europa è il servizio. Erich Przywara, grande maestro di Romano Guardini e di Hans Urs von Balthasar, ce lo insegna: l’apporto del cristianesimo a una cultura è quello di Cristo con la lavanda dei piedi, ossia il servizio e il dono della vita.

    18 Maggio, 2016 - 11:00
  2. Luigi Accattoli

    Il nuovo sindaco di Londra. L’accoglienza peggiore dei migranti è di ghettizzarli quando al contrario occorre integrarli. A Bruxelles i terroristi erano belgi, figli di migranti, ma venivano da un ghetto. A Londra, il nuovo sindaco ha prestato giuramento in una cattedrale e senza dubbio sarà ricevuto dalla regina. Ciò mostra all’Europa l’importanza di ritrovare la sua capacità d’integrare. Penso a Gregorio Magno che ha negoziato con quanti venivano chiamati barbari, che si sono poi integrati. Questa integrazione è oggi tanto più necessaria in quanto l’Europa sta vivendo un grave problema di denatalità, a causa di una ricerca egoistica del benessere.

    18 Maggio, 2016 - 11:01
  3. Luigi Accattoli

    Paura di Daesh. Non credo che oggi in Europa ci sia una paura dell’islam in quanto tale, ma di Daesh e della sua guerra di conquista, tratta in parte dall’islam. L’idea di conquista è inerente all’anima dell’islam, è vero. Ma si potrebbe interpretare, con la stessa idea di conquista, la fine del vangelo di Matteo, dove Gesù invia i suoi discepoli in tutte le nazioni. Dinanzi all’attuale terrorismo islamico, converrebbe interrogarsi sul modo in cui è stato esportato un modello di democrazia troppo occidentale in Paesi in cui c’era un potere forte, come in Iraq. O in Libia, dalla struttura tribale.

    18 Maggio, 2016 - 11:01
  4. Luigi Accattoli

    Se una vuole il velo. Uno Stato deve essere laico […]. Ma ognuno deve avere la libertà di esteriorizzare la propria fede. Se una donna musulmana vuole portare il velo, deve poterlo fare. Lo stesso se un cattolico vuole portare una croce. Si deve poter professare la propria fede non accanto, ma in seno alla cultura. La piccola critica che rivolgerei alla Francia a tale riguardo è di esagerare la laicità. Ciò deriva da un modo di considerare le religioni come una sottocultura e non come un cultura a pieno titolo. Temo che questo approccio, che si comprende come eredità dell’illuminismo, persista ancora. La Francia dovrebbe fare un passo avanti a tale proposito per accettare che l’apertura alla trascendenza è un diritto per tutti.

    18 Maggio, 2016 - 11:02
  5. Luigi Accattoli

    Obiezione di coscienza. È in Parlamento che bisogna discutere, argomentare, spiegare, ragionare [su temi come l’eutanasia o il matrimonio omosessuale]. Così cresce una società. Una volta che la legge viene votata, lo Stato deve rispettare le coscienze. In ogni struttura giuridica deve essere presente l’obiezione di coscienza, perché è un diritto umano. Incluso per un funzionario del governo, che è una persona umana. Lo Stato deve anche rispettare le critiche. Questa è una vera laicità. Non si possono spazzar via gli argomenti dei cattolici dicendo loro: «Parlate come un prete». No, essi si fondano sul pensiero cristiano, che la Francia ha così notevolmente sviluppato.

    18 Maggio, 2016 - 11:02
  6. Luigi Accattoli

    Evangelizzino i laici. Come fare oggi con così pochi preti? Risposta: La Corea offre un esempio storico. Questo Paese è stato evangelizzato da missionari venuti dalla Cina che poi sono andati via. Quindi, per due secoli, la Corea è stata evangelizzata da laici. È una terra di santi e di martiri con una Chiesa forte oggi. Per evangelizzare non c’è necessariamente bisogno di preti. Il battesimo dà la forza per evangelizzare.

    18 Maggio, 2016 - 11:03
  7. Luigi Accattoli

    Amoris laetitia e linee guida. Credo che tutti siamo usciti da questo processo [sinodale] diversi da come ci siamo entrati. Anch’io. Nell’esortazione post-sinodale ho cercato di rispettare al massimo il sinodo. Non vi troverete precisazioni canoniche su ciò che si può o si deve fare o meno. È una riflessione serena, pacifica, sulla bellezza dell’amore, su come educare i figli, prepararsi al matrimonio… Valorizza responsabilità che potrebbero essere accompagnate dal Pontificio Consiglio per i laici, sotto forma di linee guida.

    18 Maggio, 2016 - 11:03
  8. maria cristina venturi

    Si potrebbe interpretare con la STESSA IDEA di conquista la fine del Vangelo di Matteo“

    Eh,no questa e‘davvero grossa detta da un papa! Cisarebbe da chiedetsi come fece tempo fa la rivista Newsweek:Is this pope catholic?!??

    Si potrebbe interpretare:allora come mai nessun vescovo o padre della Chiesa,l‘ha mai interpretata cosi? Perche i seguaci di Cristo sono sempre stati miti e si son lasciati uccidere fin dai primi martiri?
    Ma papa Framcesco ha mai studiato la storia del cristianesimo?

    18 Maggio, 2016 - 11:44
  9. Lorenzo Cuffini

    Beeeeeeeep….errore, Maria Cristina.
    I seguaci di Cristo AVREBBERO DOVUTO essere sempre miti…
    Le cataste di morti delle Crociate, dei conquistadores, della tratta degli schiavi,oltre ai vari bagni di sangue delle guerre di religione interne alla cristianità, dove le hai fatte sparire ?

    18 Maggio, 2016 - 12:02
  10. Claudia Leo

    Prima che i crociati fossero, l’Islam fu !
    E lo fu a suon di scimitarre e sgozzamenti.

    Un ripasso di storia sul perché degli eventi, una sola ripassatina gioverebbe per rendersi conto della colossale ascesa dell’Islam, della crudeltà e delle perdite umane, in termini numerici a livello globale , che si portò dietro la penetrazione Islamica in Europa, e non solo, dopo la distruzione di Bisanzio e la conquista della Turchia….e dai…ma smettetela una buona volta con questa cosa delle crociate che non sapete neppure dove sia di casa la verità storica. Piuttosto ringraziamo questi audaci cristiani cattolici che, abbandonarono figli, mogli, padri, madri, spinti da un ardore per la causa cristiani che oggi noi ce lo sognamo, e come il delta di un fiume, come i rivoli di un torrente confluirono,dalle lontane terre d’irlanda, d’inghiltera, della Francia, della Spagna da ogni dove per liberare i luoghi Santi in Medio Oriente in cui nacque e prosperò il cristianesimo, in cui Nostro Signore visse e morì senza i quali, oggi, non sapremmo un bel nulla delle fonti della Tradizione né dove mettere piede e il Santo Sepolcro ce lo saremmo beatamente sognato…ma va la’…

    E’ solo Grazie alla provvidente presenza dell’Onnipotente se l’Europa ha saputo trarre dal male estremo il bene, importando tutta la sapienza Greca, compresi i numeri indiani, e la filosofia e le scienze galeniche, carpita da quelle Invasioni che tradotte in arabo arrivarono a noi dando inizio a tutta l’epopea del Rinascimento…ma caro costò in termini di vite…

    18 Maggio, 2016 - 12:53
  11. Claudia Leo

    Il passato è storia, e la storia è il banco di macelleria dove scorre il sangue…

    18 Maggio, 2016 - 12:58
  12. Claudia Leo

    Ma anche la sanguinosa guerra detta dei trent’anni fu una guerra tra regnanti scismatici, che avevano abiurato la Chiesa Cattolica ed ora si mordevano tra loro come cani per l’ egemonia politica e religiosa sull’Europa e non furono certo i regnanti cattolici ad uscirne vincitori, anzi, basterebbe vedere che fine fece Maria Stuard….e dunque, ma di cosa stiamo parlando…
    Dovremmo ricordare e ringraziare tutti i fedeli piccoli e grandi , le alleanze cattoliche, i soldati martiri, comprese le dinastie , le quali -seppure per confermare un potere terreno- difesero strenuamente la Chiesa Cattolica ..

    18 Maggio, 2016 - 13:21
  13. Claudia Leo

    “le cataste di morti delle crociate”…ma va la’…

    18 Maggio, 2016 - 13:22
  14. Claudia Leo

    Per non parlare dei tre secoli in cui il cristianesimo convisse con l’impero Romano. Li si, davvero, fu il martirio per i cristiani che bevvero l’amaro calice fino in fondo e ancora, dopo l’Editto, quando Costantino abbandonò la Chiesa nascente consegnandola in pasto a scorribande di barbari sanguinari lasciando Roma disarmata, senza confini e senza le milizie e il Pretorio smantellato, per fondare la Nuova Urbe in Bisanzio.
    Ma per carità…io sono di Roma, tutte le basiche della capitale testimoniano di un martirio senza uguali che dilaga e miete vittime fino ad oggi incessantemente…

    18 Maggio, 2016 - 13:33
  15. Claudia Leo

    e stiamo ancora qui a ciurlare il manico sulle Crociate…ma va là…

    18 Maggio, 2016 - 13:37
  16. picchio

    lorenzo ovviamente condivido il tuo post delle 12.20. Ma c’è chi preferisce chiudere gli occhi difronte all’evidenza
    cristina vicquery

    18 Maggio, 2016 - 14:45
  17. Lorenzo Cuffini

    Cara Cristina, la pa
    ura fa 90, 180 e 360.
    Ammettere la semplice evidenza dei fatti induce la fifa pazza di vedere venire giu’ come un castello di carte quelle certezze posticce e farlocche che ci si è costruiti e per illustrare le quali si fa gran spreco di paroloni alati…
    🙂 🙂
    Per cui si preferisce chiudere gli occhi non solo di fronte alla evidenza (che basterebbe e avanzerebbe alla grande) dei fatti, raccontandosi una storiella manipolata a piacimento, ma anche di fronte al magistero, per esempio alle parole inequivoche e definitive che vengono non dall’inaccettabile “papa gaucho” , ma dal tandem GPII e Benedetto XVI.
    Fine scontata per chi sostituisce il proprio egone a un minimo di sana obiettività e la sua vocetta alla voce della Chiesa.

    18 Maggio, 2016 - 15:05
  18. Lorenzo Cuffini

    Quanto al “ciurlare il manico nelle crociate” , Claudia Leo dia mano alla penna e giri la sua deprecazione al papa emerito, per esempio, che, vedi citazione sull’altro post, mette sull’argomento le seguenti parole tombali:Il ricordo di questi tristi eventi dovrebbe riempirci di vergogna, ben sapendo quali atrocità siano state commesse nel nome della religione.
    “Caro Benedetto, smettetela una buona volta con questa cosa delle crociate che non sapete neppure dove sia di casa la verità storica……”
    ecc ecc eccc.
    🙂

    18 Maggio, 2016 - 15:11
  19. Lorenzo Cuffini

    “le cataste di morti delle crociate”…ma va la’…

    Toh, non sapevo che se la fossero cavata con un partitone di Risiko durato truca e branca due secoli….
    🙂 🙂 🙂 🙂

    18 Maggio, 2016 - 15:28
  20. Claudia Leo

    Mi fa strano che un difensore della Chiesa, un papadino come lei, strumentalizzi le parole di Benedetto XVI. Vabbeh che non è Francesco, però si decida, difensore a correnti alterne fa riflettere parecchio.

    La storia non avrebbe bisogno dei nostri puntini , in realtà, purtroppo, l’alzaimer è una malattia che colpisce anche la memoria storica e non solo… Dio ci scampi quando colpisce lo spirito, già parecchio disturbato da questo morbo.

    http://www.corrispondenzaromana.it/il-papa-e-le-crociate-qualche-%E2%80%9Cpuntino-sulle-i%E2%80%9D/

    18 Maggio, 2016 - 15:44
  21. Claudia Leo

    quando parla delle crociate, Cuffini, si documenti…sen non vuole sentirsi dire ” ma va la’..”…Una generazione che ignora la storia non ha passato… né futuro.

    18 Maggio, 2016 - 16:07
  22. maria cristina venturi

    Caro Lorenzo capisco arrampicarsi sugli specchi per dimostrare che e‘ buono e giusto TUTTO quello che dice papa Francesco,ma potrai ammettere che a me (e a molti altri cristiani)questo paragone infelice ed improprio fra Corano e Vangelo non piace affatto?
    Oppure caro Lorenzo pensi che io (emolti altri cristiani)dovremmo pensare come dice Bergoglio che in pratica la parola del Coranp e quella di Cristo si potrebbero interpretare nello stesso modo?
    Scusa Lorenzo ma TUTTO HA UN Limite! Noi cristiani crediamo nel Vangelo non in un papa mediatico che spesso dice grosse eresie!

    18 Maggio, 2016 - 16:21
  23. Lorenzo Cuffini

    Cara Leo, strumentalizzare le parole di papa Benedetto un tubo.
    Parole letterali, citazione originale, riscontrabile da chiunque.
    Peraltro suffragata da una analoga riportata in capo all’articoluzzo a tema da lei citato.
    Questo sì, tutto farinella del sacco di chi l’ha scritto.

    Sorry…..
    🙂

    18 Maggio, 2016 - 17:41
  24. Claudia Leo

    Sarebbe d’uopo che iniziasse a guardare cosa c’è nel suo di sacco, dubito fortemente ci sia qualcosa di commestibile. ..

    Sotty

    18 Maggio, 2016 - 18:12
  25. Claudia Leo

    Se non riesce a distinguere in quella locuzione di Benedetto xvi la differenza tra il senso di sgomento e “vergogna per le atrocità commesse in nome della religione”e per religione lei intende il cristianesimo e la Chiesa Cattolica-unico baluardo in grado di far fronte ai musulmani- allora lei o è totalmente in malafede e veramente manipola secondo il suo criterio falsato da una incapacità di capire il senso degli eventi. Non glie ne faccio una colpa . La esorto a riprenda in mano qualche libro di testo. Lo dico per il suo bene . Oltre al giovarne la memoria eviterebbe tante brutte figure.

    18 Maggio, 2016 - 18:44
  26. Lorenzo Cuffini

    Io non intendo nulla se non quello che c’è scritto.
    E Benedetto , sa Leo, a differenza sua e mia, è chiarissimo.
    Quindi non io, ma lui spiega benissimo quello che vuole intendere:

    “L’esperienza del passato ci insegna che il rispetto mutuo e la comprensione non hanno sempre contraddistinto i rapporti TRA CRISTIANI E MUSULMANI.Quante pagine di storia registrano le battaglie e le guerre affrontate invocando, DA UNA PARTE E DALL’ALTRA il nome di Dio, quasi che combattere il nemico e uccidere l’avversario potesse essere cosa a Lui gradita. Il ricordo di questi tristi eventi dovrebbe RIEMPIRCI di vergogna, ben sapendo quali atrocità siano state commesse nel nome della religione. Le lezioni del passato DEVONO SERVIRCI ad evitare di ripetere gli stessi errori. ”

    Se mi potesse indicare dove starebbero la manipolazione, la malafede e la falsificazione in quello che ho riportato,gliene sarei grato.

    18 Maggio, 2016 - 19:09
  27. Claudia Leo

    Ma certo che il ricordo di eventi sanguinosi in nome della Religione non può che sconfinare in vergogna e orrore, cosa avrebbe dovuto dire il Pontefice Benedetto XVI in quel contesto li , ad Assisi, dove erano convocati i capi religiosi di tutto il mondo abbia pazienza.
    Viceversa non ha domandato, scusa il Papa, e neppure ha trattato il tema storico delle Crociate con la disinvoltura che alcuni le hanno attribuito.
    .
    Lei non ha letto il testo che le ho inviato, anzi, lo ha disprezzato snobbandolo. Non disprezzi la storia; si nutra ogni tanto della farine del sacco degli storici dai quali abbiamo molto da imparare.

    18 Maggio, 2016 - 19:32
  28. Claudia Leo

    Se per lei la frase: ” Il ricordo di questi tristi eventi dovrebbe RIEMPIRCI di vergogna, ben sapendo quali atrocità siano state commesse nel nome della religione. Le lezioni del passato DEVONO SERVIRCI ad evitare di ripetere gli stessi errori. ” -absit iniuria verbis- non sia un ammonimento rivolto soprattutto agli islamici che per mille anni hanno massacrato una moltitudine di esseri umani e ancora lo fanno, che dire …la vergogna è più gradevole della verità…

    18 Maggio, 2016 - 19:42
  29. Lorenzo Cuffini

    Di che cosa sta parlando , Leo?
    Il contesto non era Assisi, ma Colonia.
    Non erano convocati i capi religiosi di tutto il mondo, ma i rappresentanti di comunità musulmane.
    Non si parla affatto di generici eventi sanguinosi in nome della Religione, ma di CRISTIANI e MUSULMANI, sottolinenando esplicitamente : da una parte e dall’altra; ” CI “.
    Mai detto che qui Benedetto ” chiedesse scusa”. Peraltro fa molto di piu’.
    Comunque, come lei sa benissimo visto che è uno degli argomenti su cui si ribella al Magistero,pure le scuse, e nella forma piu’ solenne, erano già venute, e da GP II nel corso del Grande Giubileo.
    Di che cosa sta parlando?

    18 Maggio, 2016 - 19:50
  30. Claudia Leo

    Anche ad Assisi ha detto le stesse cose Benedetto xvi, più o meno. Qual’è il problema. Il senso della citazione non cambia.Anzi proprio perché, come lei asserisce, è quello di Colonia è doppiamente significativo ….dal punto di vista storico non ci sono escamotage in grado di giustificare la belligeranza islamica se non sete di conquista e conversione e aiuta del cristianesimo….cui seguirà la risposta cristiana, ovviamente ..

    18 Maggio, 2016 - 20:19
  31. Claudia Leo

    Corrige: abiura del cristianesimo
    (Scrivere dal cellulare è sempre problematico)

    18 Maggio, 2016 - 20:21
  32. Claudia Leo

    Baciare la pantofole al califfo -e non solo-è una moda molto in voga nella Chiesa post conciliare…sa tanto di misericordia.

    18 Maggio, 2016 - 20:25
  33. Luigi Accattoli

    A Maria Cristina Venturi che chiede: “Come mai nessun vescovo o padre della Chiesa, l‘ha mai interpretata cosi? Perché i seguaci di Cristo sono sempre stati miti e si son lasciati uccidere fin dai primi martiri?”
    Il riferimento è alle parole del Papa: “Ma si potrebbe interpretare, con la stessa idea di conquista, la fine del vangelo di Matteo, dove Gesù invia i suoi discepoli in tutte le nazioni”.
    Che il mandato missionario di Cristo sia stato interpretato a fini di conquista, come autorizzazione a operare conversioni forzate, l’abbiamo visto in tante vicende storiche, da Teodosio in poi, fino alla conquista italiana dell’Etiopia, che fu giustificata da ambienti ecclesiastici (Agostino Gemelli in testa) per finalità missionarie.
    In particolare quell’interpretazione del mandato missionario fiorì nel periodo della conquista delle Indie, cioè dell’America Centrale e Meridionale. La documentazione è vasta. Ne accenno al commento seguente.

    18 Maggio, 2016 - 22:09
  34. Luigi Accattoli

    Il testo classico di quell’interpretazione del mandato missionario in chiave di conquista è del teologo di corte spagnolo Juan Gines de Sepùlveda (1490 – 1573) intitolata “An liceat bello indos prosequi auferendo ab eis dominia possessionesque et bona temporalia et occidendo eos si resistentiam opposuerint ut sic spoliati et subiecti facilius per praedicatores suadetur eis fides”. Traduco: “Se sia lecito affrontare gli indios con la guerra togliendo loro le terre e ogni proprietà e risorsa e uccidendoli nel caso che oppongano resistenza in modo che così spogliati e soggetti più facilmente possano essere convertiti dai missionari”. Naturalmente la sua risposta era positiva, perchè Cristo aveva detto: “Mi è stata data ogni potestà in cielo e in terra, andate dunque e ammaestrate…”. Che è appunto la conclusione del Vangelo di Matteo.

    18 Maggio, 2016 - 22:23
  35. Luigi Accattoli

    Per altre fonti sullo stesso tema puoi vedere “Archivum. Documenti della storia della Chiesa dal primo secolo a oggi” (Piemme 2000), in particolare ai capitoli: “Traditio missionis 1: andate in tutto il mondo” e “Traditio missionis 2: il mondo nuovo”. Utile anche il capitolo “Traditio violentiae: la fede e la violenza” dove sono i testi di Ilario di Poitiers, Giulio Firmico Materno, Teodosio, Ambrogio, Agostino che giustificano in nome del mandato di Cristo l’uso della forza per distruggere i templi e gli idoli, mettere a tacere gli eretici, portare i pagani al battesimo. I cristiani dei primi secoli dopo la fine delle persecuzioni si fecero spesso persecutori [“Cristiani perseguitati e persecutori” è un utile libretto di Franco Cardini, Salerno Editore 2011] e la loro distruzione dei templi e delle statue degli dei in nome della fede cristiana somiglia come una goccia d’acqua a quella che oggi conducono i fondamentalisti islamici.

    18 Maggio, 2016 - 22:42
  36. Luigi Accattoli

    Termino con un brano di Agostino che rivendica il diritto della Chiesa di perseguitare i donatisti e ogni altro suo avversario, sempre in forza del mandato di Cristo: “V’è una persecuzione ingiusta inflitta dagli empi alla Chiesa di Cristo e v’è una persecuzione giusta inflitta agli empi dalle Chiese di Cristo. Beata pertanto è questa che soffre la persecuzione a causa della giustizia ; miserabili al contrario essi che subiscono la persecuzione a causa dell’ingiustizia. La Chiesa pertanto perseguita spinta dall’amore, quelli invece spinti dal furore: questa per farli ravvedere, quelli per distruggere; questa per distogliere dall’errore, quelli per precipitare nell’errore; questa infine perseguita e arresta i suoi nemici affinché regrediscano dall’errore e progrediscano nella verità; essi invece, ricambiando male per bene” (Lettera 185, ma vedi anche la 105 e la 93 che trattano lo stesso tema).

    18 Maggio, 2016 - 22:50
  37. Luigi Accattoli

    Buona notte a Maria Cristina e a quanti sono intervenuti sul tema. Con simpatia per tutti.

    18 Maggio, 2016 - 23:29
  38. Luigi Mortari

    La verità vi renderà assassini.

    19 Maggio, 2016 - 7:26
  39. Claudia Leo

    Dice San Paolo nella lettera a Romani 13; 3-4- (questa è Parola di Dio, non degli storici né dei Padri, per quanto la Storia e il punto di vista dei Padri va considerato con somma attenzione e serietà) :

    “I governanti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l’autorità? Fa il bene […]. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male” .
    Rom 13; 3-4-

    Questo per dire che la mansuetudine evangelica, o il “porgi l’altra guancia” , concerne più l’atteggiamento del singolo in situazione e può addirittura non essere obbligante in caso di leggittima difesa, per intenderci anche se, sicuramente, indica un traguardo a cui tutti dobbiamo mirare.
    Ma non vuol dire passività, pavidità, farsi vili o ignavi verso chi coloro che vogliono il male dei fratelli, del povero, dell’indifeso, del debole…e questo, per via di principio, a tutti i livelli. Se non ci fosse stata una forte coesione condivisa il nazismo, Hitler, messe le mani sull’Atomica, avrebbe sterminato tutta intera la generazione del suo tempo e quella a venire…e noi non saremmo qui a discutere

    19 Maggio, 2016 - 10:28
  40. picchio

    Mi sembra che sia già la seconda volta luigi che posti informazioni storiche in questo campo, temo che anche queste faranno la fine dell’altra volta. Ormai è come quando si giocava da bambini a indiani e cow boy , divisi buoni da i una parte e cattivi dall’altra, a prescindere .
    Cristina vicquery

    19 Maggio, 2016 - 10:28
  41. Lorenzo Cuffini

    Un bel grazie a Luigi Padron di Casa per quelle che il commissario di filosofia in cui incappammo all’esame di maturità avrebbe definito efficacemente
    ” esplicitazioni esaustive”.
    In tutti i sensi.
    Dopodic, per dirla con Frassica, ha ragione Cristina Vicquery.
    Che non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire. è storia sempre vera.
    🙂

    19 Maggio, 2016 - 10:58
  42. Claudia Leo

    Ti sbagli cristina, nulla è “a prescindere”, per questo ci sono gli storici. Gli storici sono come gli archeologi: puliscono l’area e scavano, scavano …e nello scavare la zona per strati ,partendo dai più recenti per giungere poi a quelli più antichi, riportano alla luce gli anelli della lunga catena che unisce gli eventi. Non hanno mire personali se non passione, affinché la verità storica emerga.
    Nulla è “a prescindere”, anche noi Italiani abbiamo i nostri scheletri nell’armadio; il massacro (ahinoi troppo spesso dimenticato) in Etiopia ad esempio (né l’unico né il solo) quando i fascisti, sotto il generale Graziani che rivendicando «la completa responsabilità» di quella che definì con orgoglio la «tremenda lezione data al clero intero dell’Etiopia», misero a ferro e fuoco Addis Abeba in cui morirono 30.000 persone in gran parte cristiani copti, incendiati monasteri e…molte altre atrocità.

    Come disse Hegel “la storia è un banco di macelleria dove scorre il sangue”

    19 Maggio, 2016 - 11:07
  43. Claudia Leo

    Ma anche rispetto a quanto scritto da Luigi in merito alla situazione spagnola del tempo ; anche qui sarebbe necessario fare un discorso chiarificatore e non univoco in quanto stiamo parlando della Spagna sotto Carlo d”Asburgo in cui c’entra più la politica aggressiva dei regnanti che la Chiesa Cattolica Apostolica che ancora oggi riceve accuse e critiche per non essersi opposta energicamente al movimento colonizzatore europeo e alle brutalità commesse dai colonialisti,spagnoli e portoghesi.
    Ma la Chiesa in quel tempo indebolita dalla Riforma protestante (1517) indebolì fortemente contava come il due a picche: non riconosciuta autorevole Né dagli Stati, né dai re e neppure dai poteri politici ed economici, non aveva proprio voce in capitolo rispetto alla condanna dello schiavismo anzi, la voce della Chiesa fu spenta e ignorata perché il dilagare delle invasioni divenentava un pilastro dell’economia mondiale (nella parte orientale del globo il commercio di schiavi era gestito dagli arabi-musulmani..per l’esattezza…

    19 Maggio, 2016 - 11:36
  44. Claudia Leo

    @ (1517 che la indebolì fortemente)…

    in riferimento alla Chiesa che era dipendente totalmente dagli Stati e da Carlo V d’Asburgo (1500-1558), re di Spagna e Imperatore del Sacro Romano Impero, la Chiesa era zerbino, subordinata , completamente dipendente ai re di Spagna e Francia “cattolici ” per interesse.
    Falso asserire che la Chiesa Cattolica e i Papi non si opposero, falsissimo, la storia è costellata di uomini, pontefici, vescovi e sacerdoti cattolici che usarono la loro vita per difendere le popolazioni indigene e creare un’etica morale nei colonizzatori ne cito solo alcuni Paolo III che indì anche una bolla “Sublimis Deus”, tutti i domenicani religiosi spagnoli sono passati sotto la lama dell’imperatore in difesa …..non intendo fare apologia, ma come diceva il mio professore di storia Ottorino Pasquato (non so che fine abbia fatto penso sia morto, era già anziano all’epoca) citando Herman Hesse “Studiare la storia significa abbandonarsi al caos, ma nello stesso tempo conservare la fede nell’ordine e nel senno”…

    19 Maggio, 2016 - 11:59
  45. picchio

    ma piantamola, Clodine, di scrivere lenzuolate per scusare l’inscusabile.
    Cristina Vicquery

    19 Maggio, 2016 - 12:25
  46. Claudia Leo

    io non ho interessi personali…purtroppo la Verità fa male a chi vuole imporre una visione sbagliata giusto per menare le mani. Comunque grazie picchio per il disprezzo. Sicuramente non te ne voglio.

    19 Maggio, 2016 - 12:45
  47. Lorenzo Cuffini

    “nella parte orientale del globo il commercio di schiavi era gestito dagli arabi-musulmani..per l’esattezza…”
    Toh, guarda
    E i ricchi possidenti cristiani sia cattolici che protestanti che ci hanno fatto una fortuna sopra, committenti e utilizzatori finali dell’articolo schiavo, non li menzoniamo nemmeno?!
    Straordinario..

    /w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1992/february/documents/hf_jp-ii_spe_19920222_isola-goree.html

    “…Da questo santuario africano del dolore nero, imploriamo il perdono del cielo. Noi preghiamo perché in futuro i discepoli di Cristo si dimostrino pienamente fedeli all’osservanza del comandamento dell’amore fraterno lasciato dal loro Maestro. Noi preghiamo perché essi non siano mai più gli oppressori dei propri fratelli, in nessun modo, ma cerchino sempre di imitare la compassione del Buon Samaritano del Vangelo andando in aiuto delle persone che si trovano nel bisogno. Noi preghiamo perché scompaia per sempre il flagello della schiavitù così come le sue conseguenze:….

    Ma tu pensa un po’.
    Gioavanni Paolo II e Benedetto XVI, tanto per citarne due, uno dei quali nella fretta pure proclamato santo, hanno voluto imporre una visione sbagliata giusto per menare le mani….
    Non si finisce mai di imparare !!!
    🙂 🙂 🙂

    19 Maggio, 2016 - 13:00
  48. Claudia Leo

    bolla “Sicut Dudum” (1435) Papa Eugenio IV con la quale, in modo netto e senza ambiguità, condanna la schiavitù delle popolazioni indigene e, sotto pena di scomunica, concede a chi era coinvolto nello schiavismo, 15 giorni dalla ricezione della bolla, per «riportare alla precedente condizione di libertà tutte le persone di entrambi i sessi una volta residenti delle dette Isole Canarie, queste persone dovranno essere considerate totalmente e per sempre libere («ac totaliter liberos perpetuo esse») e dovranno essere lasciate andare senza estorsione o ricezione di denaro…

    Il 7 ottobre 1492, Papa Pio II 1405-1464 attraverso la lettera “Rubicensem”, ricorda al vescovo della Guinea portoghese che la schiavitù è un «un grande crimine» («magnum scelus»)

    Pap Paolo III. 2 giugno 1537, papa Paolo III scontrandosi con le autorità laiche, emana la memorabile bolla “Veritas Ipsa” (conosciuta anche come “Sublimis Deus”), con la quale spazza via tutti gli appetiti schiavistici sulle popolazioni del Nuovo Mondo, proclamando che “Indios veros nomine esse” e scomunicando tutti coloro che ridurranno in schiavitù gli indios o li spoglieranno dei loro beni …

    Cardinale di Toledo 29 maggio 1537
    . Condanna le tesi razziste, riconosce agli indiani, cristiani o no, la dignità di persona umana, e avanza il divieto di ridurli in schiavitù. Il papa definisce i coloni dei “violenti” e i portatori di potenti interessi coloniali e scive testuali:
    “manutengoli di Satana, desiderosi di soddisfare la loro avidità, e costringere gli Indios occidentali e meridionali e altri popoli, che ci sono venuti a conoscenza in questi ultimi tempi, a servirli come fossero animali bruti, sotto il pretesto che non hanno la fede. Con l’autorità apostolica e attraverso questo documento stabiliamo e dichiariamo che i predetti Indios, e tutti gli altri popoli, anche se non appartenenti alla nostra religione, non si possono privare della libertà e del dominio della loro proprietà, e che è lecito ad essi godere della loro libertà e dei loro beni e acquisirne, né che si debbono ridurre in schiavitù. Se qualche cosa sarà fatta in contrario dichiariamo nulla e invalida alla detta fede in Cristo”

    Volete che continui con le lenzuolate?…ce ne molto altro…

    19 Maggio, 2016 - 13:08
  49. Claudia Leo

    Gregorio XIVI. decreto datato 18 aprile 1591 ordina che i nativi delle Filippine, costretti in schiavitù dagli europei, fossero lasciati liberi e, sotto pena di scomunica, comanda che si interrompa immediatamente la tratta degli schiavi

    Urbano VIII. 1639su richiesta dei gesuiti del Paraguay, emitte la bolla Commissum Nobis (1639), riaffermando la scomunica che Paolo III aveva imposto a coloro che erano coinvolti nella tratta degli schiavi e proibisce di «di ridurre in schiavitù gl’Indiani occidentali o meridionali; venderli, comprarli, scambiarli o donarli: separarli dalle mogli e dai figli; spogliarli dei loro beni; trasportarli da un luogo ad un altro; privarli in qualsiasi modo della loro libertà; tenerli in schiavitù; favorire coloro che compiono le cose suddette con il consiglio, l’aiuto e l’opera prestati sotto qualsiasi pretesto e nome, o anche affermare e predicare che tutto questo è lecito, o cooperare in qualsiasi altro modo a quanto premesso”

    19 Maggio, 2016 - 13:15
  50. Claudia Leo

    il fatto che la ” pecunia non olet ” dottor Cuffini è storia del mondo e dell’umana cupidigia che non conosce razza né religione, la febbre del soldo, l’arte del commercio non conosce neppure domineddio.
    Ma dire che la Chiesa Cattolica, gli ordini religiosi, in quel momento storico non ragirono o avesse il potere di arrestare le mire espanzionistiche degli stati nazionali nascenti è pura fantasia e non consente mistificazioni storiche…

    19 Maggio, 2016 - 13:21
  51. Claudia Leo

    @”non reagirono o avessero il potere….”

    19 Maggio, 2016 - 13:27
  52. Claudia Leo

    Concludo, e da qui in avanti mi taccio, con un piccolo strancio della bellissima Lettera Enciclica “Mater et Magistra” del Sommo Pontefice Giovanni XXIII che da una chiara e definitiva posizione contro il colonialismo. La quale, al punto 219 esorta:

    “In tali applicazioni possono sorgere anche tra cattolici, retti e sinceri, delle divergenze. Quando ciò si verifichi, non vengano mai meno la vicendevole considerazione, il reciproco rispetto e la buona disposizione a individuare i punti di incontro per una azione tempestiva ed efficace: non ci si logori in discussioni interminabili e, sotto il pretesto del meglio e dell’ottimo, non si trascuri di compiere il bene che è possibile e perciò doveroso”

    San Giovanni XXIII

    Clodine.

    19 Maggio, 2016 - 13:46
  53. Lorenzo Cuffini

    Deo gratias.

    19 Maggio, 2016 - 14:02
  54. Complimenti per tante conoscenze storiche!

    19 Maggio, 2016 - 14:38
  55. Lorenzo Cuffini

    O.T.

    Un caro saluto pieno di affetto a quell’ esemplare unico e sopra le righe della nostra politica che è stato Marco Pannella.
    Certamente molto lontano dal mondo cattolico, ma per un certo verso anche molto familiare.
    Mi piace ricordare qui non tanto il feeling finale con Francesco, quanto il suo rapporto di contrapposizione frontale ma di autentica fascinazione personale subìta nei confronti di Wojtila.

    19 Maggio, 2016 - 15:34
  56. roberto 55

    Confesso di non aver mai molto amato Marco Pannella: alcune sue posizioni potevano essere, per me, condivisibili, altre meno, altre ancora per nulla; però (e qui concordo, al solito, con l’amico Lorenzo), è giusto rendere omaggio ad un protagonista della vita politica italiana sincero, appassionato e puro.
    Un caro saluto a tutti.

    Roberto Caligaris

    19 Maggio, 2016 - 17:57
  57. Federico Benedetti

    Io non ho mai amato Pannella, agguerrito avversario dei cattolici e della Chiesa.
    Ora conosce la verità e ha bisogno delle preghiere di tutti. Preghiamo per lui.

    Se non disturba la sensibilità politicamente corretta del blog, proporrei un articolo di Massimo Introvigne, pubblicato da La Nuova Bussola Quotidiana lo scorso 1 maggio, che racconta chi è stato Marco Pannella e come ha cambiato l’Italia. In peggio.

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-stasera-a-casa-pannella-siamo-al-culto-del-radicale-16013.htm

    19 Maggio, 2016 - 18:06
  58. picchio

    clodine quelli citati da te sono solo un susseguirsi di mirabili bla bla bla.papali ed ecclesiastitici ai quali poi corrispondevano fatti esattamente contrari. Un papa con una bolla difende le riduzioni del Paraguay? certo poi un altro chiude l’ordine dei gesuiti che quelle riduzioni avevano create e permette che Spagnoli e portoghesi si dividessero beni, schiavi e terre.
    Il genocidio delle popolazioni indigene è un fatto e pensare che sia successo all’insaputa o contro il volere di papi ed ecclesiastici è ridicolo.
    un po’ come per la schiavitù ancora praticata nel 1800 in usa.
    Puoi continuare a postare lenzuolate di bla bla v bla papali e credere come pollyanna a quello che scrivi, credere che non cerano i missionari che battezzavano gli indigeni prima che fossero uccisi perchè non morissero pagani ….contenta te contenti tutti.
    cristina vicquery

    19 Maggio, 2016 - 18:51
  59. Fabrizio Scarpino

    Agli “avversari” soprattutto a quelli leali va reso omaggio al momento del decesso.
    Io non ho vissuto gli anni del Referendum su aborto e divorzio (nasco nel ’78), ma è indubbio che Pannella sia stato “avversario” leale del cattolicesimo politico italiano di quegli anni e non solo.
    Mai condiviso le sue posizioni sull’aborto, voglio però ricordare il suo impegno per i carcerati, “ero carcerato e mi avete visitato” oltre a un dubbio che a volte mi toglie quasi il sonno: e se sulla legalizzazione delle droghe c.d. leggere avesse ragione lui? (Sono uno dei bacini delle mafie, ovvero del male).

    Buona serata a tutti.

    19 Maggio, 2016 - 20:50
  60. Lorenzo Cuffini

    In politica “l’avversario” è perlomeno importante tanto quanto l’alleato.
    E se l’avversario è su posizioni chiare e intransigenti, opposte alle tue ma oneste
    intellettualmente, è avversario che diventa fondamentale nella politica.
    Anche se Pannella non è mai stato nenanche di striscio uomo di potere, pochi come lui resteranno nella storia della società italiana.
    Barocco e istrionico, come dice Introvigne? Certo che sì.
    Guascone, esagerato e logorroico, sempre sopra e fuori le righe in ogni circostanza. Compiaciuto di sé e con un ego di considerevolissime posizioni, ma in grado di aperture di dialogo spiazzanti e veramente a 360 gradi.
    Ha ragione Introvigne: difficile pensare qualcuno di piu’ lontano dal mondo cattolico…però non direi affatto che Pannella sia l’artefice della scristianizzazione della società italiana. Dire questo significa foderarsi gli ochhi di prosciutto e di salame. Pannella si è fatto voce, portavoce e battagliante di quei fermenti laici e laicissimi, scristianizzati e scristianizzanti , che nella società italiana, come in tute quelle occidentali, stavano maturando, diffondendosi, attecchendo, sviluppandosi in modo rapidissimo e esponenziale. Mi pare evidente che il divorzio e l’aborto non sono passati in Italia ” per ” Pannella, che contava in termini di potere politico meno del due di picche, ma perché la società( compresa una fetta non da poco di quella di stampo, tradizione e valori cattolici) li ha voluti ESPRESSAMENTE. Dire il contrario significa fare di un avversario politico il consueto demonietto di turno….
    Senza contare, come ha giustamente ricordato Fabri, e pure Introvigne un po’ acidamente :), che su alcune battaglie Pannella si trovò a fianco dei cattolici stessi.Cosa che non imbarazzò minimamente lui, e manco i papi di turno.Moltissimo il coro dei papisti piu’ papisti del papa che mugugnarono allora come fanno nunc et semper….
    Trovo del tutto condivisibili le parole di padre Lombardi in suo ricordo:
    “Lo ricordo con stima e simpatia, pensando che ci lascia una eredità umana e spirituale importante, di rapporti franchi, di espressione libera e di impegno civile e politico generoso, per gli altri e in particolare per i deboli e i bisognosi di solidarietà”.
    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/05/19/pannella-padre-federico-lombardi-stima-per-il-suo-impegno-generoso-_5b02d943-36a0-4145-b740-e7006be7f40a.html

    19 Maggio, 2016 - 21:13
  61. Claudia Leo

    Requiescat in pace!

    19 Maggio, 2016 - 21:16
  62. picchio

    amen lorenzo 🙂

    19 Maggio, 2016 - 21:53
  63. giuseppe di melchiorre

    Quando il partito radicale partecipò per la prima volta alle elezioni politiche (1976), io ero giovane. Non avevo idee radicali, ma lo votai lo stesso per contribuire a dare la possibilità a chi quelle idee le aveva di proporle per essere eventualmente condivise.
    Requiescat in pace, Pannella, et lux perpetua luceat ei.

    19 Maggio, 2016 - 21:53
  64. Claudia Leo

    Vedi Picchio, desidero non polemizzare, ma è impossibile non rispondere, non tanto per le tue ripetute maleducate provocazione, oltre le quali, francamente, me ne infischio.Ma per onestà, e verità storica. Giusto una piccola battuta per dirti che stai dicendo un sacco di sciocchezze, fidati, faresti più bella figura a tacere o come minimo andarti ad aprire un compendio di terza media.

    Dunque, dal 1491/ 1600 hai fatto un salto di un secolo e mezzo (1766) e sei passata (atteggiamento tipico della ideologia anticlericale quando vuole attaccarsi al fumo della pipa) alla soppressione dei Gesuiti caldamente pretesa, tra l’altro, proprio da quei principi europei che pressarono i due papi (Clemente XIV e Benedetto XIV) affinché bollassero la compagnia della quale volevano sbarazzarsi per motivi puramente economici oltre che politici tante erano le interferenze della Compagnia di Gesù diventata potente ed egemonica straricca con possedimenti che andavano dalla Martinica a Malta per sconfinare nelle regioni Balcaniche e oltre….

    La storiografia è concorde nell’affermare che il pensiero cristiano promosso dalla piccola Chiesa primitiva e da quella medioevale, ha contribuito enormemente alla sparizione della schiavitù.

    Lo ha fatto senza rivoluzioni, senza propaganda ma con una lenta pedagogia, facendo penetrare negli uomini il giudizio nuovo sulla realtà portato da Cristo e attendendo che esso maturasse.

    Poi che ci siano stati cristiani, sacerdoti, vescovi (e anche un paio di pontefici: nel 1488 ) che hanno disatteso il messaggio cristiano ci può stare; tuttavia, come ha scritto il cardinal Ratzinger: «Tutti i peccati dei cristiani nella storia non derivano dalla loro fede nel Cielo, ma dal fatto che non credono abbastanza nel Cielo».

    Ad maiora.

    19 Maggio, 2016 - 22:00
  65. Claudia Leo

    Guglielmo d’Orange nel 1584 e Enrico IV nel 1610 entrambi furono uccisi da assassini Gesuiti, tanto per dire…e le più potenti nazioni Cattoliche d’Europa,e tutti i monarchi li avevano banditi dai loro regni. Clemente XIII, il papa di quel tempo, un uomo amabile di una bontà straordinaria resistette alla pressione dei sovrani europei, ma ala fine capitolò. La notte prima della data in cui egli progettò di abolire i Gesuiti, fu avvelenato a morte…
    A margine, giusto per non farci mancare niente!

    19 Maggio, 2016 - 22:48
  66. picchio

    Sei un vero spasso clodine…..ho letto solo l ‘inizio della lenzuolata in cui mi dici che farei meglio a tacere e mi sovviene quando tu ,sempre con la sicumera che ti contraddistingue ( perché tu hai studiato ,mica come noi poveri fessi) sul blog hai affermato per ben due volte che un documento conciliare antecedente citava a piene mani quello scritto in epoca posteriore. Presa in castagna da Luigi ti sei arrampicata in modo spettacolare sugli specchi per giustificare la Figura da cioccolatino appena fatta. E adesso vuoi dare lezioni di storia urbi et orbi con interpretazioni a senso unico?,?!
    Ma fammi il piacere…..
    Cristina vicquery

    19 Maggio, 2016 - 23:51
  67. Claudia Leo

    Ho capito a cosa ti riferisci. Siccome stai digitando animata da uno spirito di contesa, e non intendo assecondarti in nessun modo. Dico semplicemente che ho capito a cosa ti riferisci . Intanto non si trattava di un “documento” ma di una Costituzione dogmatica di una complessità inaudita che , per maggiore comprensione, alcuni articoli trovavano validi riferimento a due encicliche posteriori…Luigi me ne chiese il motivo, e glielo fornii. Tutto qui.

    Vatti a fare una passeggiata attorno al palazzo va, e non mangiare la cioccolata, fa male al fegato e fa venire i brufoli!
    Stammi bene.

    20 Maggio, 2016 - 3:05
  68. Claudia Leo

    Più che encicliche si trattava di decreti….fa niente. …per quello conta. Ho sbagliato anche a rispondere. Il silenzio in certi casi è la miglior risposta.

    Ma per tornare a Marco Pannella , non sapevo fosse
    Abruzzese di Teramo. Sembra che spesso tra amici parlasse il dialetto stretto, per molti incomprensibile. Ed vero, mia suocera era della zona . C’ho messo vent’anni per cominciare a capire qualcosa. ..
    E’morto patendo atroci dolori. Che il Signore lo accolga nella dimora eterna.

    20 Maggio, 2016 - 7:28
  69. Claudia Leo

    se mi si consente una ultima rettifica @ non “in due encicliche posteriori” ma in due “decreti posteriori” , dove uno , che grazie a Picchio sono andata a rileggere e cade in proposito come il famoso “cacio sui maccheroni”, è “Ad Gentes” e tratta ampiamente il tema dell’attività missionaria della Chiesa toccando anche molti punti fin qui trattati…siccome è un decreto straordinario per profondità e chiarezza, sarebbe interessante, ogni tanto, dargli una sbirciatina…

    20 Maggio, 2016 - 9:11
  70. Claudia Leo

    ” La Chiesa proibisce severamente di costringere o di indurre e attirare alcuno con inopportuni raggiri ad abbracciare la fede, allo stesso modo in cui rivendica energicamente il diritto che nessuno con ingiuste vessazioni sia distolto dalla fede stessa (73). Secondo una prassi antichissima nella Chiesa, i motivi della conversione vanno bene esaminati, e, se è necessario, purificati.”

    “Ad Gentes”

    20 Maggio, 2016 - 9:21
  71. Lorenzo Cuffini

    Le spigolature nel mare magnum della storia, sono sempre possibili, e da quando c’è internet, a disposizione di chiunque, senza bisogno nemmeno di preparazioni particolari. Ci si puo’ trovare di tutto, ovviamente, e contemporaneamente il suo contrario.
    Un ottimo esercizio, comunque, per chi ne fosse interessato.

    Giova però, in questa sede, partire da punti fermi.
    Che sono pochi, evidenti, certi.
    Uno di questi è il punto acquisito del riconoscimento e consapevolezza delle colpe e responsabilità storiche dei cristiani, proclamate nella maggior solennità possibile- e anche nella massima sintesi – nel corso del grande giubileo del 2000. Poi, ognuno puo’ farne liberamente strame, ma ciò non toglie che il Magistero sia arrivato a questa affermazione senza ombre e senza ambiguità.
    Una nota metodologica interessante, oltre che nel testo delle Preghiere di Perdono di G.P.II, sta qui:
    http://www.vatican.va/news_services/liturgy/documents/ns_lit_doc_20000312_presentation-day-pardon_it.html

    Sottolineo solo tre passi utili per tutti, mi sembra:
    “Va detto con forza: la confessione dei peccati che il Papa fa si rivolge a Dio, che solo può rimettere i peccati, ma è fatta davanti agli uomini, AI QUALI NON SI POSSONO NASCONDERE LE RESPONSABILITA’ DEI CRISTIANI.” …
    ” Non si giudicano i cristiani del passato, né si escludono circostanze attenuanti, ma ci si rammarica e si confessa il male perpetrato, facendoci carico delle mancanze commesse da chi ci ha preceduti. ”
    E, soprattutto, perché ci vincola e ci riguarda personalmente tutti, uno per uno presi:

    La confessione dei peccati storici dei cristiani non intende tuttavia operare solo una purificazione della memoria: vuole essere anche UN ‘OCCASIONE PERCHE’ CAMBI LA MENTALITA’ , LA PROSPETTIVA DI CERTI ATTEGGIAMENTI ECCLESIALI, e perché EMERGA UN INSEGNAMENTO PER IL FUTURO , nella consapevolezza che i PECCATI DEL PASSATO PERMANGONO COME TENTAZIONI NELL’OGGI.” ( e basta farsi un giretto per i cattoblog di adesso per toccarlo con mano, anche senza infilarsi in quelli che navigano nel delirio purissimo….:) )

    La confessione dei peccati favorisce il dialogo, la riconciliazione, la pace.

    8. Questa liturgia è un servizio alla verità: la Chiesa non ha paura di misurarsi con le colpe dei cristiani, quando si accorge dei loro errori.
    È un servizio alla fede: il riconoscimento e la confessione dei peccati aprono la via a una rinnovata adesione al Signore.
    È un servizio alla carità, una testimonianza di amore nell’umiltà di chi chiede perdono. La Chiesa è maestra anche quando chiede al Signore il perdono, la remissione dei peccati. ”

    Chiarissimo.

    20 Maggio, 2016 - 9:50
  72. giuseppe di melchiorre

    Ciao, Lorenzo.
    Non è che la sostanza delle tue citazioni possa avere come titolo “Ad bloggaroles”?
    Così, tanto per stemperare il clima.
    Un caro saluto a te e a tutti, ivi comprese Claudia e Cristina, necnon Luigi.

    20 Maggio, 2016 - 10:29
  73. Lorenzo Cuffini

    Giuseppe…..
    🙂 🙂 🙂

    Assolutamente sì!
    Un abbraccio anche a te, e a tutti.

    20 Maggio, 2016 - 10:51
  74. Federico Benedetti

    Lorenzo,
    va bene tutto, ma non facciamone un eroe e non beatifichiamolo.
    Apprezziamo pure la buona volontà e la passione politica di Pannella, l’impegno contro la pena di morte e per condizioni più umane per i detenuti, ma rendiamo omaggio alla sua storia ricordando anche che le sue battaglie politiche hanno rappresentato per tanti cattolici (sicuramente per me) un vero e proprio incubo.
    Capisco che molti dei frequentatori di questo blog abbiano simpatizzato per il PR e abbiano aderito con entusiasmo alle battaglie libertarie e anticristiane di PAnnella, ma come cattolici non possiamo dimenticare il male che questo impegno politico ha contribuito ad affermare e a diffondere in Italia (compresa la giustificazione del peccato e l’impenitenza).
    Siamo nell’Anno santo della Misericordia e quindi applichiamo un ‘opera di misericordia e preghiamo per lui. Ma non elogiamolo per una storia personale e politica che, come cattolici, non possiamo che avversare.

    20 Maggio, 2016 - 13:17
  75. Lorenzo Cuffini

    Guarda , Federico, che è esattamente quello che ho detto io
    Se mi trovi un punto in cui ne ho fatto un eroe o lo ho beatificato, indicalo please, perché io non lo trovo.
    Ma questo non mi impedisce di rimandargli un caro saluto pieno di affetto.
    Sono pieno di amici atei, mangiapreti, laiconi, e persino- ti piacerebbero da morire- qualche raro ” laicista”….
    Nessuno di loro sarà mai beatificato.
    Men che meno lo sarò mai io!!!. 🙂
    Ragion per cui, è rigogliosa sia l’amicizia, che l’affetto.

    20 Maggio, 2016 - 14:03
  76. Luigi Mortari

    Toccante, veramente toccante la lettera del moribondo Marco Pannella a Papa Francesco. Anch’io, seppur con tutte le mie contraddizioni, mi trovo nel profondo a condividere con lui quel Vangelo degli ultimi incarnato nell’abbraccio di Francesco ai profughi di Lesbo.
    In quella croce di mons. Romero da cui Marco Pannella non riesce a staccarsi, c’è quell’estrema supplica a quella ineffabile presenza che accompagna ogni vita umana nel momento più atroce, quando il domani è velato di oscurità e dolore.
    Di ogni giudizio, di ogni condanna umana, di ogni distinguo in questo contesto provo orrore e commiserazione!

    20 Maggio, 2016 - 16:35
  77. roberto 55

    Hai ragione, amico Luigi / Fides, ma qui, purtroppo, c’è qualcuno che non rispetta neppure i morti.
    Riprendo, poi, uno spunto dell’amico Fabrizio: tra le (non molte) posizioni di Marco Pannella che io ho condiviso v’è stata la battaglia “anti-proibizionista” per la legalizzazione delle “droghe leggere”.

    Buona serata !

    Roberto Caligaris

    20 Maggio, 2016 - 18:44
  78. Federico Benedetti

    Non parliamo a sproposito di rispetto per i morti, dato che proprio in questo blog altri morti (penso ad esempio ad Andreotti) hanno ricevuto più critiche che elogi: parliamo di rispetto per la verità. Non trasformiamo un cattivo maestro in un modello da imitare.

    21 Maggio, 2016 - 10:01
  79. Lorenzo Cuffini

    Appunto Fede,scusa.
    Rispetto per la verità.
    Non per i paraocchi della ideologia.

    21 Maggio, 2016 - 11:12
  80. Federico Benedetti

    Bidogna vedere chi ha i paraocchi.

    23 Maggio, 2016 - 18:32
  81. Lorenzo Cuffini

    Saggia preoccupazione.
    Ciascuno vegli e badi a non averli o metterseli sul proprio naso, e il problema si risolve naturalmente.
    🙂

    24 Maggio, 2016 - 0:15

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