Da Castelbasso in questi anni domini attuali

Questo è Castelbasso, Teramo, nido di pietre a tiro del mare, dove fui in luglio per una conferenza. Al centro c’è una chiesa, restaurando la quale dietro a un pannello della porta è apparso un messaggio a matita dei falegnami che la costruirono nel 1906: si chiedevano come vada a noi, scopritori del pannello, riguardo alla fame e agli altri accidenti della vita. Nel primo commento la foto del pannello e il testo del messaggio. Nel secondo la foto di un leoncino, custode della porta e della scritta.

34 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Testo a matita che è sul retro di un pannello in legno della porta della chiesa di Castelbasso: “Rispettabili Sig.ri in questi anni domini attuali, non si parla altro che d’andare in America, il paese è spopolatissimo, adesso se ne parla più di questa, benedetta America? mi rispondi ed io la risposta la otterrò al mondo dell’infinito. Porgo all’attuale generazione con mille anni felici nonché al riparatore della presente od al costruttore di un altro portone in sostituzione a questo, porgendo cordiali affettivi saluti. Varani Alfonso. 4 maggio 1906”. Lo stesso Varani Alfonso in un altro riquadro del portone scrive: “Ho desiderio di sapere come vi tratta la fame. Noialtri l’abbiamo passata bene perché sempre in abbondanza di generi alimentari”. Sempre con matita da falegname, Vincenzo Varani accanto alla scritta del fratello Alfonso augura – accompagnandola con una promessa di preghiera – “una buona lunga vita e fortuna” a chi “si potesse trovarci addarci (sic) qualche riparazione a questo portone”.

    23 Settembre, 2016 - 18:15
  2. Luigi Accattoli

    Ecco uno dei due leoni che reggono l’archivolto del portale della chiesa di Castelbasso, intitolata ai Santi Pietro e Andrea. Il portale è datato 1338. Immagino che mai sia stato un leone a Castelbasso ma questo li rappresenta tutti.

    23 Settembre, 2016 - 18:17
  3. Ma che bello, Luigi! Un pezzetto di vita che rispunta dal passato a riallacciare il filo delle generazioni…

    23 Settembre, 2016 - 18:46
  4. Luigi Accattoli

    Nico hai ragione. Invitato e informato da Giuseppe Di Melchiorre, che ringrazio, ho appreso questo frammento di vita e l’ho tenuto in caldo in attesa delle parole per comunicarlo. Sorprende la voce così immediata dei due falegnami, compresi dell’importanza del loro lavoro, tanto da augurare “mille anni” a chi un giorno l’avesse riparato. Ma anche curiosi della vita futura, che chiamano “attuale generazione”: attuale per chi legge. Curiosi del nostro tempo chiedono se “adesso se ne parla più di questa benedetta America”. Se ne parla, cari Alfonso e Vincenzo. La fame al momento – qui dalle parti di Teramo e d’Europa – ci tratta bene, ma nel largo mondo tribola tanti più che al vostro tempo. Restiamo vicini – per quanto possiamo – in quello che chiamate “mondo dell’infinito”. Il vostro messaggio ci trasmette un poco di vertigine. Grazie di averci scritto.

    23 Settembre, 2016 - 18:59
  5. Lorenzo Cuffini

    Un poco di bella vertigine, sì.

    23 Settembre, 2016 - 19:15
  6. giuseppe di melchiorre

    Caro il mio nido di pietra! Lì sono nato e ho spiccato i primi voli, per poi allontanarmi, ma senza mai dimenticarlo, ma tornandoci spesso…

    23 Settembre, 2016 - 20:13
  7. Una vera e propria capsula del tempo. Io risponderei armato di lapis 110 anni dopo, girando la domanda a chi ci leggerà nel 2116. Sarebbe bellissimo.

    23 Settembre, 2016 - 22:10
  8. Comunque posso dare una risposta a noi. Su libertyellisfoundation.org, il sito di Ellis Island, è possibile consultare i record dell’immigrazione (e in effetti ho trovato i miei bisnonni, con una grande emozione nel vedere i nomi dattiloscritti e prim’ancora scritti a pennino). Bene, nessuno dei due fratelli emigrò in America: i loro nomi infatti non risultano.

    23 Settembre, 2016 - 22:16
  9. giuseppe di melchiorre

    Mio nonno, invece, andò in quella “benedetta America”. Mi raccontano che anche molti altri andarono. Ricordo un anziano signore che mi parlava di “Brukkulìnë” (Brooklyn) e di quanto era difficile farvi i “busënìssë”, gli affari (business).
    P.S. per i non abruzzesi: “ë” leggasi come “e” muta.

    23 Settembre, 2016 - 22:56
  10. roberto 55

    Bellissima vertigine ………..
    Però, Antonino, “l’America” poteva anche non essere solo quella di Ellis Island e di “Bruclinne”, ma, forse, anche quella del Sud, di Buenos Aires, Montevideo, e San Paolo (dove, per inciso, sono emigrati diversi parenti miei): magari, quei due fratelli sono andati là, chissà !

    Buon sabato a tutti, ed uno speciale, caro saluto all’amico Giuseppe, padrone di casa “virtuale” di questo “post”.

    Roberto Caligaris

    24 Settembre, 2016 - 7:35
  11. Luigi Accattoli

    Antonino prendo la matita da falegname e provo a mandare un messaggio a quelli del 216. Lo scrivo sul retro di un cassetto della credenza di sala, che è dell’Ottocento e forse non verrà buttata da chi avrà domani quest’appartamento. Mio padre, contadino e legnaiolo, scriveva le date di nascita dei figli con il lapis da falegname sul fianco dei cassetti del comò. Lapis da falegname, per chi non l’avesse mai visto: di forma schiacciata, a mina grande, pastosa. Vai al prossimo commento.

    24 Settembre, 2016 - 11:59
  12. Luigi Accattoli

    Saluto ai futuri. Ho scritto queste parole il 24 settembre 2016 per chi forse leggerà dopo tanto. Come va ai giorni vostri con il terrorismo? I figli vanno ancora all’estero per trovare lavoro? Come state con i cinesi? Al momento i supermercati qui da noi sono pieni ma si sente dire che non durerà. Se sarà durata, bevete alla nostra e vostra salute. Ci uniremo alla bevuta ovunque saremo.

    24 Settembre, 2016 - 12:02
  13. Lorenzo Cuffini

    Faccio che alzare il bicchiere fin da adesso, che sono sicuro e certo di potermi unire…..
    🙂

    24 Settembre, 2016 - 12:22
  14. giuseppe di melchiorre

    All’amico Roberto un saluto altrettanto caro e speciale. Saluto esteso ovviamente all’amico Luigi che ringrazio ancora per la sua attenzione a Castelbasso. E un saluto a tutti i frequentatori del blog.
    Non so quanto possa interessare, ma mi permetto di informare, visto che sono il “padrone di casa ‘virtuale’ di questo post”, che nel 2005, quando appunto abbiamo provveduto “addarci (sic) qualche riparazione a questo portone” e abbiamo scoperto, insieme alle altre scritte a matita, che Varani Alfonso avrebbe pregato per impetrarci “una buona lunga vita e fortuna”, abbiamo voluto seguire l’esempio dei nostri antenati. All’interno dei pannelli in legno del portone abbiamo lasciato ache noi il nostro messaggio ai futuri castelbassesi. Non potendo scrivere sui pannelli, abbiamo inserito un CD contenente accenni alla microstoria di Castelbasso, foto del borgo “attuale” e dei castelbassesi. E questa preghiera in versi:

    Mani, pietre, sudore e pozzolana
    l’han fatto con fatica su erta collina;
    ha mura intorno come una collana
    ma le porte aperte a chi s’avvicina.
    Signore del cielo, hai visto gli affanni
    di Castelbasso per mille e più anni.

    Longobardi, abati, duchi e marchesi
    pretesero il grano, i giorni e gli armenti,
    fin che i focolari castelbassesi
    furono muti, rimasero spenti.
    Signore del mondo, stai Tu vicino
    a chi oggi qui vuole il proprio destino.

    Antico come il tempo è Castelbasso,
    ma pur giovane tal qual le stagioni;
    ne ha viste e subite ad ogni suo passo
    ma l’ardir di sognare è tra i suoi doni.
    Signore del tempo, odi le preghiere:
    concedi ancora mille primavere.

    Luigi mi scusi per l’abuso della sua ospitalità. Ancora saluti a tutti.

    24 Settembre, 2016 - 12:28
  15. giuseppe di melchiorre

    Ci siamo sovrapposti nello scrivere, Luigi.
    Molto bello il tuo messaggio in “stile castelbassese”. Brindo anch’io, anche se sono astemio…

    24 Settembre, 2016 - 12:33
  16. picchio

    bello il tuo saluto ai futuri, Luigi!
    🙂
    cristina vicquery

    24 Settembre, 2016 - 14:49
  17. maria cristina venturi

    bevete alla nostra e vostra salute. Ci uniremo alla bevuta ovunque saremo.

    Caro Luigi, i posteri a cui proponi un brindisi probabilmente non lo potranno fare: il Corano proibisce gli alcoolici ed è molto molto molto probabile che fra cento anni la Sharìa sarà la Legge in quel di Castelbasso.
    dovresti rivedere la tua scritta: nel caso foste musulmani, cari posteri, sappiate che noi, poveri cristiani, usavamo brindare col vino…

    24 Settembre, 2016 - 15:14
  18. maria cristina venturi

    gensir.it/chiesa/2016/09/23/i-numeri-della-vita-religiosa-a-50-anni-dal-concilio-perche-la-crisi-non-e-ancora-alle-spalle/

    24 Settembre, 2016 - 15:18
  19. maria cristina venturi

    Dall’ Intervista al Corriere della Sera di padre Rosario Stroscio, missionario in india, confessore di Santa Madre Teresa di Calcutta

    Padre Rosario Stroscio è un siciliano di Furnari, alle pendici dell’Etna. E’ quasi cieco da un occhio ma non ha perso un capello. Ha un abbraccio vigoroso e uno spiccato senso dell’umorismo. Oltre alla chiesa ha fatto erigere due statue ai santi della sua vita: don Bosco e madre Teresa, di cui è stato amico e confessore per oltre mezzo secolo. Ha anche costruito un campo da calcio, l’unico del quartiere dove i bambini giocano a piedi nudi sull’erba anziché sui sassi.
    «Sono arrivato in India nel 1939, a 17 anni. In Sicilia vidi i missionari che avevano portato il vangelo nelle terre degli infedeli, sulle orme di san Tommaso: storie di malattie tropicali, conversioni, persecuzioni. I missionari erano gli eroi della mia giovinezza. Decisi che sarei stato uno di loro. Mia madre capì che non mi avrebbe più rivisto, e si disperò.

    “In Italia non tornerò più. Ci sono stato l’ultima volta nel 2003, per la beatificazione di madre Teresa. E’ diventata una terra senza moralità. Accogliere tutti questi maomettani mi pare poco lungimirante: verrà il giorno in cui abbevereranno i loro cavalli a San Pietro. Ma sa cosa mi ha colpito di più? Vedere tante donne girare con il gatto in braccio, come se fossero figli. La Sicilia in cui sono cresciuto era di una povertà medievale, però le donne avevano molti figli. Un Paese che ha sostituito i bambini con i gatti è un Paese senza domani. Ma io il domani non lo vedrò, e questo mi conforta. Sono felice di aver alimentato la fiamma della fede in queste terre lontane. Presto lascerò il mio corpo e vedrò Dio. Lo vedrò faccia a faccia».
    Corriere della Sera 21/10/2015

    24 Settembre, 2016 - 15:33
  20. Lorenzo Cuffini

    Non c’è bisogno di aspettare tanto Maria Cristina.
    Soprattutto: non c’è bisogno di aspettare la apocalittica paventata invasione dei musulmani.
    Basta continuare ad essere piagnoni, affossatori e denigranti, e , personalmente, si distrugge un pezzo considerevole di cristianesimo tutti i santi giorni.
    Terra bruciata d’intorno, di quella su cui non rinasce nulla: solo uno sterile rimpianto per una età dorata mai esistita veramente.
    Bella soddisfazione, arrivare alla cassa ( di legno, non del supermercato) con la consapevolezza di avere impallinato Cristo a puntino…..
    🙂

    24 Settembre, 2016 - 17:08
  21. Luigi Accattoli

    Sono io che scrivo sul Papa a Cracovia, per il Corsera, il pomeriggio del 30 luglio in una via di Castelbasso.

    24 Settembre, 2016 - 18:48
  22. Luigi Accattoli

    Qui prende meglio.

    24 Settembre, 2016 - 18:49
  23. Luigi Accattoli

    Sulla soglia della chiesa di Castelbasso di cui si parla in questo post. Una scultura la devi tastare.

    24 Settembre, 2016 - 18:50
  24. Luigi Accattoli

    Selene Zorzi teologa e mia interrogante coram populo.

    24 Settembre, 2016 - 18:52
  25. roberto 55

    Ma lascia perdere, amico Lorenzo, e torna, piuttosto, al tavolo con tutti noi per un altro “giro” di buon vino ! A proposito, Giuseppe e Luigi, cosa si beve da quelle parti ? “Bianco” (“fermo” o frizzante) o “Rosso” ?

    Buona serata !

    Roberto Caligaris

    24 Settembre, 2016 - 19:26
  26. giuseppe di melchiorre

    Il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane è un vino DOCG rosso…

    24 Settembre, 2016 - 19:35
  27. Luigi Accattoli

    Girando per Castelbasso il mio ospite mi ha mostrato questo mattone segnato da lettere che potrebbero essere arabe. E mi ha narrato che Castelbasso, come castello e poi borgo fortificato, è la conseguenza delle invasioni saracene dell’VIII-IX secolo, che indussero le popolazioni che allora vivevano “sub fico et sub vite” a costruire fortificazioni e a rinchiudervisi dentro. La cosa ovviamente riguardò molti altri paesi dell’attuale Abruzzo e di altre regioni italiane, specie lungo le coste. Quel mattone sta a dire che già abbiamo avuto a che fare con i mussulmani con scontri terribili ma anche con scritte che attestano uno scambio, una convivenza. Ricambiai il cortese ospite dicendo che a Porto Recanati, a due passi dalla casa dove sono nato, nelle Marche, c’è una torre che fu costruita a difesa dalle incursioni saracene. E il cognome della mia mamma è Saracini. Immagino che un incursore saraceno sia restato a terra ferito e sia stato soccorso e abbia trovato moglie cristiana e ne sia venuta la schiatta dei Saracini alla quale debbo il colorito bruno di cui vado orgoglioso. Con l’Islam abbiamo convissuto e conviveremo.

    24 Settembre, 2016 - 21:09
  28. Daje Luigi, che sei tutti noi!
    Sono contento che l’idea di un’altra capsula del tempo possa partire per quelli del 2116. Vedremo che cosa ci faranno sapere.
    Per quello che mi riguarda, scrivo ancora lettere con la stilografica su carta diplomatica, o – quelle più riservate – a macchina. Vi salutano nell’ordine dalla mia cucina:

    – Olivetti Diaspron 82, 1959
    – Underwood 311, 1972
    – Olivetti Lettera 35, 1980

    e le due elettriche:

    – Olivetti ET 55, 1987
    – Olivetti ET Personal 510, 1990

    Tutte orgogliosamente atte al servizio e pronto uso ad opera del sottoscritto.

    Roberto, non so da voi ma da noi in Calabria distinguiamo la ‘Merica normale, cioè quella del Nord, dalla ‘Merica d’i Pagghiétti (America delle pagliette) che è il Sud e segnatamente l’Argentina.
    Chi avrebbe mai visto un Papa d’a ‘Merica d’i Pagghiétti

    25 Settembre, 2016 - 15:22
  29. roberto 55

    Nelle nostre campagne, Antonino, l'”America” era, invece, tutto quel che stava dall’altra parte dell’Oceano, ossia da Ellis Island fino – per dirla con il nostro caro Papa – “alla fine del mondo”.

    CIAO !

    Roberto Caligaris

    25 Settembre, 2016 - 17:19
  30. pfeifer

    Ho avuto l’onore di essere stato di supporto tecnico alla piacevole serata a Castelbasso.
    Ho avuto modo di apprezzare quanto saggezza, competenza ed umiltà l’accompagnino ogni giorno.
    Leggo quasi quotidianamente i suo blog, oasi di pace in un mondo digitale.
    Sandro

    26 Settembre, 2016 - 20:41
  31. Luigi Accattoli

    Ricordo con simpatia il supporto tecnico di quella serata e di nuovo ti ringrazio. Tu sei nuovo in questo pianerottolo, com’io lo chiamo. E dunque non puoi sapere che qui dall’inizio di quest’anno vige la regola di firmare con nome e cognome, ad evitare le bravate anonime. Faccio dunque un’eccezione per il tuo caro saluto. Ma se interverrai ancora, dovrai firmarti per esteso. Un bel saluto.

    26 Settembre, 2016 - 21:27

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