Donne leaders nelle Chiese d’Amazzonia e d’Italia

Tra le similitudini che legano la nostra situazione di Chiesa con quella dell’Amazzonia – sulle quali vado insistendo: vedi il post di ieri – c’è anche il ruolo guida di fatto svolto da laici, in forte maggioranza donne, senza mandato o con una investitura che appare spesso insufficiente. Nei commenti riporto gli spunti forniti nel briefing di ieri da due vescovi amazzonici e da uno italiano  (Ambrogio Spreafico, del quale trattava il post di ieri).

3 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Pedro José Conti, vescovo di Macapá [diocesi di 148 mila km quadrati , che occupa quasi tutto lo stato di Amapà, nel nord del Brasile, alla foce del Rio delle Amazzoni], racconta che in Sinodo ha chiesto di valorizzare il ruolo del laicato. “Nella mia diocesi, che è grande come mezza Italia – spiega monsignor Conti – in alcune parrocchie abbiamo 100 comunità e 1 solo sacerdote. Chi porta avanti il lavoro sono i laici e le laiche. I sacerdoti devono prepararli, seguirli e guidarli, ma sono loro che costruiscono la Chiesa. I laici hanno l’esperienza di avere una famiglia, hanno la competenza professionale. Noi sacerdoti e vescovi, pensiamo di sapere tutto ma non è vero, abbiamo bisogno delle competenze dei laici e delle laiche, e questo è anche un antidoto al clericalismo”. E’ fondamentale, aggiunge il vescovo di Macapà, anche il servizio di laici e laiche impegnati in politica, che siano formati a dare concretezza alla dottrina sociale della Chiesa.

    [Sintesi dell’intervento fornita da Vatican News]

    17 Ottobre, 2019 - 22:43
  2. Luigi Accattoli

    Da Cristalandia a Frosinone. Rispondendo ad una domanda sul ruolo delle donne, monsignor Wellington Tadeu de Queiroz Vieira vescovo di Cristalândia [62 mila chilometri quadrati: quasi tre volte la Lombardia] sottolinea che “la Chiesa in Amazzonia è imprescindibile senza le donne e la loro presenza andrebbe valorizzata sempre di più”. “Sul diaconato femminile – aggiunge – c’è già una apposita Commissione al lavoro, istituita dal Papa. Il Sinodo non ha potere decisionale: noi possiamo fare proposte, ma spetterà al Santo Padre dare gli orientamenti”.
    “Non solo in Amazzonia, ma anche in Italia la presenza delle donne è importante nella Chiesa – chiarisce poi monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, che fa presente che nella sua diocesi “l’80% dei laici che guidano i gruppi biblici tutto l’anno sono donne, e sono eccellenti. All’inizio dell’anno diamo loro un mandato”. “Ci sono tanti modi – conclude il vescovo italiano – per far sì che le donne possano esprimere il loro valore e la loro presenza possa essere valorizzata, anche di fronte ai vescovi, anche senza il diaconato”, ha affermato il presule.

    [Sintesi degli interventi fornita da Vatican News]

    17 Ottobre, 2019 - 22:53
  3. Giorgio Libretti

    “senza mandato o con una investitura che appare spesso insufficiente”
    Io questa cosa del mandato ufficiale non riesco a trovarla un problema.
    In tutte le comunità che frequento ci sono persone che spontaneamente diventano “leader” in qualcosa. Uomini, donne, giovani e adulti, molti cristiani con il loro operato, la disponibilità, le doti umane vengono spontaneamente riconosciuti e apprezzati in certi campi (gestione della liturgia, della carità, degli aspetti organizzativi…). Non c’è mica bisogno di una “targa”, di un “grado” come fossimo nell’esercito. Al più il parroco può scegliere il responsabile della Caritas o del gruppo lettori o del gruppo dei ministri straordinari dell’Eucarestia. Questo è già un “mandato ufficiale”? Se sì, già lo si fa. Se no, e si hanno in mente forme diverse di “ministeri”, non ne vedo la necessità.

    18 Ottobre, 2019 - 11:22

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