Beato Josef Mayr-Nusser che non giurò “fedeltà” a Hitler

Oggi a Bolzano Josef Mayr-Nusser è stato proclamato beato con il titolo di martire: animatore dell’associazionismo cattolico, arruolato a forza nelle SS rifiuta di prestare giuramento a Hitler, perché lo ritiene idolatrico e incompatibile con la fede cristiana: muore per “edema da fame”, a 35 anni, su un carro bestiame, durante il trasferimento in treno verso il lager di Dachau. Josef è una bella figura di oppositore cristiano del nazismo ed è un personaggio dei miei “fatti di Vangelo”. Nei commenti i rimandi al profilo che ne tracciai nel 2000, aggiornato nel 2016; e alla più recente delle biografie, appena pubblicata dal collega Paolo Bill Valente.

34 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    18 marzo 2017 @ 23:42

    Qui il profilo di Josef Mayr-Nusser che tracciai nel 2000 per il volume “Nuovi Martiri”, aggiornato l’anno scorso in occasione del riconoscimento del martirio:

    http://www.luigiaccattoli.it/blog/cerco-fatti-di-vangelo/josef-mayr-nusser-che-non-volle-giurare-fedelta-a-hitler/

  2. Luigi Accattoli scrive,

    18 marzo 2017 @ 23:43

    A chi voglia conoscere da una narrazione partecipe il nuovo martire consiglio la lettura di Paolo Bill Valente, Fedeltà e coraggio. La testimonianza di Josef Mayr-Nusser, Edizioni Alphabeta Verlag 2017, pp. 93, euro 10.00. Ho apprezzato soprattutto il capitolo finale: “Un percorso attraverso le parole di Josef Mayr-Nusser”. Mostra con buona efficacia l’attualità delle parole di contestazione cristiana della tirannide nazista scritte e dette dal nostro 72 anni fa, in uno dei momenti di maggior prova per le Chiese e l’umanità europea.

  3. Andrea Salvi scrive,

    19 marzo 2017 @ 0:16

    Mi colpisce la condivisione con la moglie che amava moltissimo di questa scelta che li avrebbe portati al distacco l’uno dall’ altra. Mi ricorda una preghiera di Teresio Olivelli, fiamma verde, la preghiera del riibelle per amorè, in cui si dice anche questo…” ..liberaci dalla tentazione degli affetti..”. Non oso commentare la radicalità e la fedeltà a un ideale alto della vita.di queste persone

  4. Luigi Accattoli scrive,

    19 marzo 2017 @ 8:33

    Diego Andreatta, collega di Trento e direttore di “Vita Trentina”, mi segnala i testi ufficiali della beatificazione:
    http://www.josef-mayr-nusser.it/it/beatificazione/.

    Diego ha dedicato al martire questo fondo del suo settimanale:
    http://agensir.it/territori/2017/03/17/la-tenace-convinzione-del-grande-josef/

  5. Luigi Accattoli scrive,

    19 marzo 2017 @ 10:39

    Josef fu prima dirigente cittadino dell’Azione cattolica di Bolzano e poi della San Vincenzo. Ieri ero all’Assemblea nazionale della San Vincenzo [alla romana “Casa tra noi”] e durante la messa, celebrata dall’arcivescovo Rino Fisichella, è stata invocata la protezione di San Vincenzo Ferreri e dei beati Federico Ozanam e Josef Mayr-Nusser, appena proclamato.

  6. maria cristina venturi scrive,

    19 marzo 2017 @ 10:41

    Dice giustamente Diego Andreatta che il beato Josef ebbe il coraggio di dire no al’ideologia allora dominante, quella nazifascista, per rimanere fedele alla verita’, per dire Si alla verita’. Andretta esalta la sua “obiezione di coscienza” .
    Sarebbe bello se rifettendo sulla figura di questo santo avessimo anche noi oggi il coraggio di dire NO alle ideologie dominanti oggi che non sono pii’il nazismo ma ne condividono la cultura di morte ed il nihilismo :le ideologie che ci vogliono imporre per esempio l.aborto o l’eutanasia, il malthusianesimo.
    Nel futuro probabilmente molti medici saranno posti davanti alla scelta:o essere consenzienti alla ideologia dominante o essere licenziati o neppure assunti.
    Speriamo che anche la loro obiezione di coscienza sia valorizzata come testimonianza cristiana.
    Perche’non solo il nazifascismo e’stata una ideologia contraria allaverita’ ma anche oggi ai nostri tempi ci sono ideologie contrarie alla verita’e noi siamo chiamati come ilbeato Josef non ad una comoda acquiescenza ma ad un netto e preciso rifiuto.

  7. Andrea Salvi scrive,

    19 marzo 2017 @ 11:57

    Mi permetto di suggerire, per non perdere questa opportunità, di contemplare in se stessa la testimonianza di questo martire, senza farci tentare da attualizzazioni distraenti. Siamo davanti a un martire. Uno che ha dato la vita nel senso letterale

  8. Lorenzo Cuffini scrive,

    19 marzo 2017 @ 12:25

    Perfettamente d’accordo con Andrea

  9. Luigi Accattoli scrive,

    19 marzo 2017 @ 13:02

    Francesco all’Angelus:

    Ieri, a Bolzano, è stato proclamato Beato Josef Mayr-Nusser, padre di famiglia ed esponente dell’Azione Cattolica, morto martire perché si rifiutò di aderire al nazismo per fedeltà al Vangelo. Per la sua grande levatura morale e spirituale egli costituisce un modello per i fedeli laici, specialmente per i papà, che oggi ricordiamo con grande affetto, anche se la festa liturgica di san Giuseppe si festeggia domani perché oggi è domenica. Salutiamo tutti i papà con un grande applauso. [La gente applaude]

  10. Federico Benedetti scrive,

    19 marzo 2017 @ 17:26

    Sono d’accordo con Maria Cristina: i santi e i martiri sono un esempio per noi qui e oggi. Dobbiamo ATTUALIZZARE la loro testimonianza, altrimenti vanifichiamo il valore del loro martyrion.
    Cosa nella società di oggi è idolatrico e incompatibile con la fede cristiana? Maria Cristina ci ha dato più di uno spunto…
    Vogliamo, per comodità, fare finta di niente?

  11. Clodine-Claudia Leo scrive,

    19 marzo 2017 @ 17:58

    Era quello che stavo per dire. Cioè, io ricordo ancora i pianti accorati che mi facevo quando al catechismo mi narravano la vita di san Tarcisio,morto lapidato a 12/14 anni per non aver voluto consegnare a quei gaglioffi che lo insidiavano il pane consacrato da portare ai carcerati! Noi tutti siamo cresciuti avendo impresse nel cuore e nell’anima questi fuglidi esempi da imitare perché in loro era impresso già il volto di Cristo, e ne avevano condiviso la stessa passione. Josef Mayr-Nusser è morto d’inedia pur di nn tradire la sua Fede perché è la fede che salva. E morto stringendo il rosario tra le mani. Oggi chi recita il Rosario viene sbertucciato: “è uno “sgranarosario”” -si direbbe; questo il punto sul quale tutti si dovrebbe riflettere: quanti sono, e se c’è, oggi, un solo cristiano, non dico capace di consegnare la vita per difendere la propria fedein Gesà Cristo ma, abbasso l’asticella, impegnato seriamente a convertire anche una sola un’anima…a dire come don Bosco :” la morte ma non peccati”.
    Gesù ha sete, Lui ci da’ l’acqua che zampilla per la vita eterna è vero, ma ce la chiede anche l’acqua perché ne ha bisogno. Al pozzo di Giacobbe chiese acqua, e la chiese ancora sulla croce: “ho sete”. Purtrooppo questa società liquida, idolatra, costruita sull’ apparenza anzichè sulla sostanza, una società che ignora Dio cosa cosa porge a Cristo che sulla croce chiede acqua, una spugna imbevuta d’aceto…Aceto, ma Lui non vuole il nostro aceto.

  12. Clodine-Claudia Leo scrive,

    19 marzo 2017 @ 18:03

    Auguri a Giuseppe dimelchiorre e a tutti i papà del blog…

  13. Andrea Salvi scrive,

    19 marzo 2017 @ 18:21

    La prima cosa da farsi, contemplando la vita di un santo, e’ confrontare la vita del santo con la propria, non con quella degli “altri”. Questa è una tentazione, uso una parola grossa. La vita del santo viene dalla Chiesa additata ad esempio per te. Per te. Poi se uno vuole da subito distrarsi per fare analisi socio/etico/politiche dell”attualità faccia pure.

  14. Lorenzo Cuffini scrive,

    19 marzo 2017 @ 19:13

    Vecchio vizio, quello di savonaroleggiare sulla pelle degli altri.

  15. Clodine-Claudia Leo scrive,

    19 marzo 2017 @ 20:11

    Non sono d’accordo Andrea, è Cristo che dobbiamo contemplare, è lui che dobbiamo imitare, Lui : obbediente al Padre fino alla morte di croce e ci ha riscattati, e a caro prezzo ! Guardarlo e domandarci, seriamente, se e in che misura facciamo nostre le logiche del Vangelo, domandarcelo senza forzare col ragionamento così da fornirci gli alibi: perché è facile trovare scappatoie e pretesti, come i molti, tanti- “troppi”- fautori di improbabili “aperture” riformatrici accanitamente auspicano, per vedere finalmente legittimata la loro condotta , che al Vangelo, forse, è veramente molto poco consona.
    Chederci se siamo “quelli che mettono in pratica la Parola e non soltanto ascoltatori “( Gc 1,22) illudendo noi stessi…
    I Santi , secondo me, son quei tanti fari che punteggiano il nostro pellegrinaggio terreno, che han lasciato tracce del loro passaggio in questa vita per aver vissuto una fede incandescente, bruciante. Non ci dicono cosa dobbiamo fare, ma invitano a ricercare in noi stessi le radici del nostro essere Cristiani : la radicalità del Vangelo appunto. Io sono certa che se ciascuno di noi, s’impegnasse seriamente per vivere secondo la logica di Gesù , cambierebbe non solo la sua esistenza, ma quella di chi lo circonda, gli individui con cui viene a contatto e trasformare la società rendendola meno ingiusta e violenta, può far spuntare fiori nel deserto in nome di una autentica libertà.

  16. Andrea Salvi scrive,

    19 marzo 2017 @ 20:23

    Ma chi ha mai detto che non è Cristo Colui a cui dobbiamo guardare? Non apriamo polemiche su problemi inesistenti!

  17. Federico Benedetti scrive,

    19 marzo 2017 @ 20:33

    Andrea,
    Quando dici che l’esempio dei santi interroga ciascuno di noi, attualizzi o no la loro testimonianza?
    C’è una contraddizione nei tuoi interventi ed la contraddizione di chi, per comodità, vorrebbe ridurre il cristianesimo nelle scelte individuali ( magari inevidenti o addirittura nascoste, lasciate in pectore) e nelle sacrestia. Ma il cristianesimo ha una dimensione sociale, si è cristiani (e santi) davanti a tutti, in qualsiasi contesto.
    La tentazione peggiore è distinguere, come fai tu, tra pubblico e privato. Una distinzione di comodo, che non ha nulla a che fare con il cattolicesimo.

  18. Andrea Salvi scrive,

    19 marzo 2017 @ 20:35

    Se vuoi che sia teologicamente corretto sostituisco la frase “contemplando la vita di un santo” con ” meditando sulla vita di un santo”.

  19. Andrea Salvi scrive,

    19 marzo 2017 @ 20:38

    A Federico: ti prego di non farmi dire cose che non ho detto.Ho detto quello che ho scritto. Se volete leggere altro fate pure.

  20. Andrea Salvi scrive,

    19 marzo 2017 @ 20:53

    E qui mi fermo perché non ho nessuna intenzione di trasformare una pagina in ricordo delle figura esemplare di Josef Mayr-Nusser in una pagina di risse verbali su chi di noi e’ piú cattolico o non lo è. Chiudo

  21. Fabrizio Scarpino scrive,

    19 marzo 2017 @ 21:15

    Grazie Luigi per aver ripreso e ricordato la storia del martirio di Josef Mayr Nusser

    Una figura davvero importante: sono contento che la Chiesa Cattolica lo abbia beatificato.

    Buona settimana a tutti.

  22. Amigoni p. Luigi scrive,

    19 marzo 2017 @ 21:37

    Peccato che il riconoscimento ecclesiale di Joseph Mayr-Nusser arrivi fuori tempo massimo, con grandi difficoltà per gli attualizzatori di ieri e di oggi.
    Meno male che ci aveva pensato a tempo debito Accattoli con i suoi “fatti di vangelo” . Lunga e attuale vita ai “fatti”!

  23. Federico Benedetti scrive,

    19 marzo 2017 @ 21:38

    Andrea,
    Il tuo intervento è chiarissimo.
    E fai una distinzione, di comodo, che non si dovrebbe fare.
    Non c’è bisogno di paventare risse verbali, ci si può confrontare civilmente. Nel mondo di oggi , se vogliamo provare ad essere cristiani, non possiamo permetterci il lusso di certe distinzioni.

  24. giuseppe di melchiorre scrive,

    19 marzo 2017 @ 21:43

    Grazie, Clodine, per gli auguri. Sei gentilissima…
    Buona notte a te e a tutti.

  25. antonella lignani scrive,

    19 marzo 2017 @ 22:59

    Abbiamo bisogno di esempi come quello de nuovo beato per fare un serio esame di coscienza. Per fortuna esempi del genere (anche se non si arriva alla morte) ci sono ancora nella Chiesa. Ieri sera ho assistito alla Messa celebrata da un prete che non conoscevo, che ha condotto il rito con straordinaria partecipazione, drammatizzando (più che leggendo) il Vangelo, e soprattutto consacrando il pane e il vino con tanta fede. Alla fine mi sentivo piccola piccola, come smarrita, e mi chiedevo: “Come ho fatto a meritarmi di essere qui?”. Era veramente molto tempo che non provavo, assistendo al rito, queste sensazioni.

  26. roberto 55 scrive,

    19 marzo 2017 @ 23:47

    Il tema proposto da Luigi riguarda la figura del beato Josef Mayr-Nyusser, martire della fede e vittima del nazi-fascismo: dunque, e con buona pace di chi cerca di cambiare discorso, io resto al tema, e mi permetto di riprendere brevemente e ricordare anche in questa sede quel che qui scrissi in argomento lo scorso luglio.
    Josef Mayr-Nusser era un “dableiber”, che, cioè, quando, nel 1939, fu richiesto alla popolazione della provincia di Bolzano di dichiarare la propria “opzione di cittadinanza” (per l’Italia oppure per la Germania), scelse di restare in Italia.
    Questa sua decisione ha lungamente nuociuto, anche nel dopoguerra, al ricordo della sua figura presso l’ala più oltranzista ed “anti-italiana” dell’irredentismo sudtirolese e presso gli stessi ambienti clerico-conservatori della SVP: solo – tanto per dire – in tempi relativamente recenti a Josef Mayr-Nusser è stata dedicata un’importante strada del centro cittadino di Bolzano.

    ‘Notte.

    Roberto Caligaris

  27. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 14:48

    Fai bene a puntualizzare con precisione , Roberto.
    Questo entusiasmarsi per il ” martyrion” (!) vero , rigorosamente altrui. giocando a fare il piccolo martire _ madeche?- dal comodo del proprio pc e delle proprie ciabatte in salotto, è qualcosa che assomniglia in modo fortissimo alla strumentalizzazione.
    Cosa che è evidente anche a un poppante, peraltro.

  28. Enrico Usvelli scrive,

    20 marzo 2017 @ 17:35

    Io sono rimasto colpito dalla famiglia Mayr-Nusser. ‘Tu non saresti mia moglie, se ti aspettassi da me un comportamento diverso’, scrive alla moglie presentendo la scelta che avrebbe dovuto fare. Sono convinto che anche la moglie, se le fosse toccato, avrebbe fatto la stessa scelta, frutto di un cammino nella Chiesa iniziato singolarmente e continuato in coppia. Veramente un esempio per le famiglie cattoliche di allora, di ora e di sempre.
    Oggi in Italia non si rischia la vita ad essere fedeli a Cristo ma rischi più piccoli possono comunque esserci. La tentazione che si può correre, io per primo, è quella di posporre la scelta: finché si tratta di parole lasciamo correre, non schieriamoci, aspettiamo fino a quando non ci mettono davanti ad una scelta tra la fede e qualcosa di veramente cattivo.
    Cristo è colui che dobbiamo seguire, ma i Santi ci aiutano perché ci mostrano esempi di vita vissuta e quindi possono chiarirci come comportarci se vogliamo seguire il Vangelo.

  29. roberto 55 scrive,

    20 marzo 2017 @ 17:58

    La parola “strumentalizzazione”, da te adoperata, amico Lorenzo, descrive esattamente il tentativo – persino grossolano – di chi, nonostante tutto, si ostina a non voler fare i conti con la vicenda storica di Josef Mayr-Nusser che Luigi ci ha meritoriamente proposto.

    Ciao a tutti.

    Roberto Caligaris

  30. Enrico Usvelli scrive,

    20 marzo 2017 @ 18:27

    Clodine,
    Hai citato (almeno) due volte le ‘sgrana-rosari’, di cui una sicuramente riferendoti al Papa.
    Basta fare una ricerca in rete con le parole ‘papa Francesco rosario’ e senza nemmeno aprire le pagine mostrate si capisce come in realtà il S.Rosario sia una preghiera molto amata dal Papa (che regala una corona a coloro che incontra).
    Io non sono riuscito a trovare le parole originali di papa Francesco riguardo alle sgrana-rosari, solo voci riportate, alcune palesemente faziose, se tu potessi riportare l’originale…

  31. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:05

    Non solo è arcivero e arcinoto quello che dice Enrico a proposito di Bergoglio & Rosario, ma bisognerebbe ricordarsi, cosa che aveva scatenato battutacce di segno opposto dai soliti “comunque strizzonanti ” anche qui sul blog,della “famigerata” misericordina fatta distribuire in piazza san Pietro pochi mesi dopo la sua elezione a papa…..che conteneva, inopinatamente, toh guarda, proprio un rosario.
    Così naufragano le babbionate pregiudiziali gabbate per anelata verità….

  32. Luigi Accattoli scrive,

    23 marzo 2017 @ 15:34

    Anch’io sono interessato a conoscere la fonte nei testi papali dell’epiteto sgranarosari: non la trovo e mi sarebbe utile, stante che quella paroletta fa parte della faretra del cavalier Rusconi. Sto lavorando allo sminamento dei cosiddetti “insulti” del Papa ai cattolici, ma per sminare devo sapere dov’è la mina. Chiunque sappia, m’informi.

  33. Luigi Accattoli scrive,

    23 marzo 2017 @ 15:38

    Criterio di colui che smina: appurare che cosa volesse dire il Papa. Poniamo che il testo sia: “Non è sgranando rosari che si va in Paradiso”, sarebbe una parafrasi del detto evangelico “non chi dice Signore Signore”. Se invece avesse detto: “Odio gli sgranarosari che passano tante ore a pregare la Madonna” davvero sarebbe un insulto. Urge conoscere testo e contesto.

  34. Luigi Accattoli scrive,

    23 marzo 2017 @ 15:39

    Se uno poi lo ripete e non sa dove l’ha preso, è un pirla. E non è un gran male: di pirla è pieno il mondo.

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