Scola su Francesco come “salutare colpo allo stomaco”

“Un Papa con questo stile è stato un salutare colpo allo stomaco che lo Spirito Santo ci ha assestato per svegliarci”: parole del cardinale Scola in un’intervista alla Repubblica di oggi. Nei commenti tre domande e tre risposte su Francesco.

130 Commenti »

  1. Luigi Accattoli scrive,

    19 marzo 2017 @ 22:03

    Forti resistenze. Francesco incontra ancora forti resistenze sia all’interno delle gerarchie Vaticane, sia da parte di alcuni fedeli. È il suo modo rivoluzionario a scatenare le proteste?
    Le inerzie rispetto al cambiamento sono un po’ inevitabili, lo vediamo in tutta la storia della Chiesa. Un Papa con questo stile è stato un salutare colpo allo stomaco che lo Spirito Santo ci ha assestato per svegliarci. Quella di Francesco è una pro-vocazione in senso etimologico. Ci rimette davanti alla vocazione cristiana senza sconti. Parte sempre dai gesti, dagli esempi, da una cultura di popolo nutrita da una precisa teologia. Da qui scaturisce il suo insegnamento. Questi elementi vanno visti insieme, altrimenti rischiamo di leggere ideologicamente la proposta del Papa.

  2. Luigi Accattoli scrive,

    19 marzo 2017 @ 22:04

    Manifesti disdicevoli. Sono arrivati a mettere manifesti contro di lui.
    Come in ogni ambito umano, anche nella Chiesa può attecchire la zizzania. Inoltre, in un momento di passaggio così radicale, occorre mettere in conto che chi è abituato a un altro stile reagisca anche in forme disdicevoli, magari non sempre in buona fede. Il Papa sa guardare alle intenzioni profonde di chi muove valide riserve ed evita di trasformare le difficoltà in dialettica sterile e in scontro.

  3. Luigi Accattoli scrive,

    19 marzo 2017 @ 22:04

    Schiettamente evangelico. In che cosa consiste la rivoluzione di Bergoglio?
    Papa Francesco affronta le questioni in termini schiettamente evangelici. L’antica tradizione europea patisce dell’intellettualismo che affligge tutto il continente. Quindi dobbiamo camminare, dobbiamo lasciarci cambiare.

  4. Andrea Salvi scrive,

    19 marzo 2017 @ 22:26

    “un salutare colpo allo stomaco che lo Spirito Santo ci ha assestato per svegliarci…” E’ bello vedere che il principale contendente di papa Francesco all’ ultimo conclave (correggimi Luigi se sbaglio) si esprima così in una intervista a cui poteva rinunciare. Immagino già le critiche dei vari turibolo fobici nei prossimi giorni…

  5. Luigi Accattoli scrive,

    19 marzo 2017 @ 23:02

    Chiamali piagnoni ché suona bene. Non ho idea di che sia avvenuto in Conclave. Fuori l’idea che Scola fosse una possibilità primaria era generale.

  6. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 0:15

    Le parole del card. Scola sono del tutto condivisibili, a mio parere.
    Avevo avuto l’impressione che fosse della parte opposta. Oggi però mi ricredo.

  7. maria cristina venturi scrive,

    20 marzo 2017 @ 8:06

    Sicuramente l’elezione di Bergoglio e’stata un colpo alla stomaco dato per svegliarci. Con Scola papa avremmo sonnecchiato annoiati per anni
    Per questo consiglio ai nomalisti, a quelli che dicono che tutto procede normalmente nella Chiesa a quelli che si pongono equidistanti fra turiferari e piagnoni, a quelli per cui non c’e’stata rottura e non c’e’stata rivoluzione e non c’e’ nessun dramma, di riflettere che persino I moderati come Scola riconoscono il pugno nello stomaco. Possiamo essere in disaccordo sul valore di tale pugno, se salutare o nefasto, ma il pugno c’e’stato.
    Preceduto non dimentichiamolo da un pugno ancora piu’forte non allo stomaco ma al viso:le dimissioni di papa Benedetto.
    Rintronati da questi due pugni I cattolici si sono svegliati e hanno capito che e’in corso un momento di crisi epocale per la Chiesa:da che parte stare ognuno lo decide in coscienza, ma non si puo’piu’essere tepidi
    I turiferari e I piagnoni, non hanno , ognuno dal loro punto vista, cosi torto :nessun dorma!

  8. maria cristina venturi scrive,

    20 marzo 2017 @ 8:22

    Non capisco proprio quelli che pretendono di stare nel mezzo:quelli che non si sentono turiferari e tanto meno piagnoni.Quelli che certcano in tutti I modi si salvare capra e cavoli, di dimostrare la “continuita’” fra pap a Francesco e I suoi predecessori, che Benedetto si e’dimesso solo perche’anziano e gli facevano male le gambe. Quelli che pretend ono che papa Francesco non stia cambiando tutto. Quelli cn e non paiono rendersi conto che dopo Francesco tutto sara’diverso e l a Chiesa cattolica non sara’piu’la stessa.
    Davvero costono sembrano negare l’evidenza. Negare il pugno nello stomaco. Negare la crisi. Direi che questa categoria oltre ai t urifetari e ai piagnoni, si potrebbe chiamare I musicisti del Titanic. Cioe’quelli che mentre il Titanic colava a picco continuavano a suonare per convincere I passeggeri che non era successo nulla.

  9. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 10:44

    Concordo!

  10. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 12:59

    “Rintronati da questi due pugni I cattolici si sono svegliati e hanno capito che e’in corso un momento di crisi epocale per la Chiesa:da che parte stare ognuno lo decide in coscienza…”

    Ben detto.I due pugni ci sono stati e hanno fatto svegliare i cattolici. Grazie a Dio!
    Almeno hanno preso coscienza del valore della loro religione e qual è il versante più giusto.
    Hanno capito che non si può essere dormienti e andare a Messa solo per abitudine e per scongiurare le pene dell’inferno e il castigo eterno di un Dio giustiziere che non vede l’ora di mettere sul bilancino colpe e opere buone, per mandare gli uni a destra e gli altri a sinistra. Un po’ come facevano i nazisti quando stabilivano chi dovevano lasciare in vita e chi poteva tranquillamente essere spedito nelle camere a gas.
    Temo però che una buona parte dei cattolici, soprattutto i più anziani, ormai istradata sulla vetero-religione, non riuscirà a cambiare. Ed è un gran peccato.

  11. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 13:14

    Mi sovviene, credo non impropriamente, la celebre tomba che Giulio secondo commissionò a Michelangelo in quel 1505. Doveva essere grandiosa, monumentale, come grandioso e munifico probabilmente appariva ai suoi occhi il proprio pontificato. Intanto la Chiesa con i suoi ricchi vescovi-principi si disgregava per cause che appaiono sempre le stesse:secolarizzazione, inefficacia dei concili e loro tentativi di riforma,corruzione morale,una Teologia decadente negligente degli imperativi evangelici .
    Mentre lo scisma frantumana la Chiesa come un sasso su di un vetro, lui che faceva? Si alleava con le potenze del mondo vagheggiando conquiste politiche del tutto aliene al ruolo che compete al Vicario di Cristo.

    Ed ecco Michelangelo, nella sua mirabile capacità artistica e sensibile spiritualità lo immortala riducendolo ad un piccolo, vecchio dormiente che russa adagiato sul lato tra due figure non bene identificate.
    Simbolo di una Chiesa che anziché vegliare in attesa dello Sposo, dorme, ignara del pericolo. Ora come allora del resto e, così sarà per sempre, lo Spirito Santo a furia di pugni si fa largo per rammentarci che non sono certe nuove “Rivelazioni”, nuove “dottrine”, nuove “promesse” che aggiungono qualcosa, superando o anche solo integrando quello che Gesù disse o fece.
    Si dice infatti dello Spirito Egli NON introdurrà a NUOVe Verità, ma a tutta intera la Verità!

  12. antonella lignani scrive,

    20 marzo 2017 @ 13:49

    Spero di morire cattolica, per lo meno ci tengo molto.

  13. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 14:09

    Anche io ci tengo molto.
    Ma cattolica nel modo giusto.

  14. antonella lignani scrive,

    20 marzo 2017 @ 14:26

    Il modo giusto è la Croce, l’unica vera cartina di tornasole. Solo che è molto difficile!

  15. maria cristina venturi scrive,

    20 marzo 2017 @ 14:30

    il Corriere della Sera edizione di Milano di oggi riporta su due paginate la situazione della Chiesa ambrosiana alla vigilia della visita del papa.

    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_marzo_20/giovani-preti-chiesa-sfida-crisi-papa-francesco-visita-milano-2d7b47fc-0d36-11e7-a60b-8fc97ae3c91d.shtml

    Come già si sapeva c’è un calo continuo dei battesimi, dei matrimoni religiosi e delle vocazioni. La frequenza alla messa domenicale dell’intera popolazione diocesana è meno del 30 %. Non siamo ancora ai livelli di Olanda , Francia e Belgio ma ci andiamo vicino.
    In compenso gli oratori sono pieni d’estate , ma specifica l’articolo, anche di bambini di famiglie non cattoliche, atee o di altre fedi ( e te credo è un posto comodo dove parcheggiare il pargolo)
    Il Corriere riporta anche una interessante intervista a Don Rigoldi, prete ambrosiano dall’eloquio piuttosto diretto e molto poco “clericalmente corretto”
    alla domanda:
    e per quanto riguarda i fedeli quale è la sua percezione?
    “A me sembra di vedere nelle nostre chiese molti capelli grigi. Gli oratori sono vivaci, con tanti bambini, ma poi quando passa l’adolescenza li perdiamo. La cresima è il sacramento dell’addio”

    ecco questa frase di Don Rigoldi fa molto riflettere:
    “La Cresima è il sacramento dell’addio”.

    i bambini che frequentavano gli oratori d’estate, e i bambini che andavano alla Messa la domenica e al Catechismo per prepararsi alla Prima Comunione, dopo i dodici -quattordici anni spariscono. I millenials milanesi nella stragrande maggioranza non frequentano più oratori ne’ tantomeno vanno a Messa.
    l’intervistatore chiede a Don Rigoldi:
    ” E perchè succede?”
    risposta “Forse perchè noi preti non trasmettiamo abbastanza bene il Sogno, una visione più ampia…concentrandoci solo sulla carità. Non dobbiamo diventare solo una sorta di ospedale da campo metropolitano, dobbiamo anche esprimere e trasmettere un nostro pensiero, dobbiamo uscire allo scoperto e mostrare la nostra faccia nella gestione della realtà. ”

    Insomma gli adolescenti se ne vanno perchè si annoiano in oratori che non trasmettono un pensiero e una visione originale della realtà , e in parrocchie che non trasmettono nulla se non un vago “buonismo” caritatevole dai contorni indefiniti.
    in poche parole non basta il calcetto, lo scoutismo, le feste parrocchiali con pizze e giochi, per attirare i giovani.
    Ci sono altri preti che come Don Rigoldi sanno guardare in faccia la realtà e si rendono conto che stanno perdendo tutta una generazione?

  16. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 14:41

    Sono sempre stupefatto della capacità di sbalordirsi di Maria Cristina Venturi, cui chiedo per l’ennesima volta se per un caso viva su Papalla,
    Ci andava don Rigoldi?
    Non se n’era accorta, e da mò’, che la Cresima è il sacramento dell’addio?
    E non si è posta due domanduzze, oltre a strabiliarsi oltre ogni dire?
    Perché, tanto per fare un esempio, se io dovessi valutare l’essere cattolico oggi dalle bordate a vanvera che lei spara qui sul blog, non mi servirebbe nessuna Cresima per dare l’addio: me ne andrei seduta stante scotendo i piedi.
    🙂

  17. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 14:43

    E perché mai la croce dovrebbe essere facile, Antonella?

  18. maria cristina venturi scrive,

    20 marzo 2017 @ 14:52

    certo cuffini , certo ha ragione ( ai pazzi si da’ sempre ragione)
    se i giovani milanesi dopo la cresima se ne vanno dalle parrochhie la colpa è dei cristiani rigidi e tradizionalisti.
    guarda caso, le parrocchie milanesi sono in mano a quelli come te , caro Cuffini.
    e allora fatevi due domande e non date sempre la colpa agli altri per autoassolvervi!
    anche io che ho avuto tre figli che hanno frequentato la parrocchia caro cuffini, potrei dirti che è proprio per quelli come te, per le catechiste ” progressiste” , per gli operatori pastorali cattocomunisti che i miei figli si sono disgustati della religione cattolica.
    come ha detto il mio figlio maggiore, laureto in filosofia, se devo sorbirmi dai preti una minestrina riscaldata ed edulcorata di Marx ed Hegel in salsa clericale , preferisco leggermi gli originali . Se voglio sapere cosa è il cristianesimo vado sul Monte Athos.

  19. maria cristina venturi scrive,

    20 marzo 2017 @ 14:55

    Si è mai chiesto il cattolico adulto e progressista Cuffini,acerrimo nemico di ogni tradizionalista e di ogni persona che non loa pensi come lui, come mai l’ordine dei Francescani dell’Immacolata aveva tantissime vocazioni giovanili prima di essere distrutto dall’attuale gerarchia?
    e come mai invece più gli ordini sono “progressisti” meno vocazioni hanno?
    i gesuiti per esempio si sono più che dimezzati.
    Ma no certo, l’autocritica non è cosa da ideologi.

  20. maria cristina venturi scrive,

    20 marzo 2017 @ 15:13

    Nelle parrocchie milanesi è talmente poco rappresentata la componente più tradizionalista , che quei pochi che ci sono vengono cacciati via. anche musicalmente i nostri preti cacciano via dalla parrocchia maestri del coro preparati e validi che però hanno il difetto di insegnare ai giovani a cantare, le note, l’intonazione, le sequenze gregoriane, cosa che peraltro i giovani apprezzano tantissimo!
    No,via i maestri del coro troppo “tradizionalisti”, bisogna per forza cantare stonati, così a caso, spontaneamente, colle chitarre e le percussioni che fa tanto “rock”.
    Ma se vuoi sballarti col vero rock , che ha sempre una componente trasgressiva e vuole averla, non lo fai con le canzoncine da deficienti che ti fa cantare il parroco
    i frutti di un malinteso giovanilismo ecclesiatico non ci sono stati, i preti sono arrivati al contrario di quello a cui miravano. hanno fatto di tutto , pure i buffoni, per attirare i giovani, … e i giovani se ne sono andati!

    anche i tabernacoli sono spariti….

    http://www.aldomariavalli.it/2017/03/02/per-favore-ridateci-i-tabernacoli/

  21. antonella lignani scrive,

    20 marzo 2017 @ 16:47

    Sì, ridateci i tabernacoli. Era ora che qualcuno lo dicesse chiaramente. Sì certo la Croce è difficile, e per questo riconosceremo l’Anticristo, perché non avrà la croce. È molto facile invece fare discorsi umanitari.

  22. picchio scrive,

    20 marzo 2017 @ 17:27

    i francescani dell’immacolata avevano tante vocazioni, come altri ordini tradizionalisti, perchè il fanatismo, l’intolleranza, la paura del mondo attirano come i fiori le api. Funziona così anche per l’Isis, non è che attirare proseliti sia segno di bontà dell’organizzazione.
    Guarda i legionari di Cristo: costretti a fare anche un voto di segretezza e di divieto di parlare del fondatore, che poi Benedetto fece annullare perchè contrario alle leggi della Chiesa, perchè non era bello andare a dire in giro che il fondatore si trombava i seminaristi oltre ad essere un eroinomane e ad avere vari figli. Tutti sapevano , eppure quanta gente attirava…
    Avere poche vocazioni è segno che l’ordine in questione è un ordine sano, normale.
    cristina vicquery

  23. giuseppe di melchiorre scrive,

    20 marzo 2017 @ 17:46

    Sottoscrivo, Cristina Vicquery…
    Buona serata

  24. picchio scrive,

    20 marzo 2017 @ 18:07

    Saluti anche a te Giuseppe!
    Cristina vicquery

  25. Federico Benedetti scrive,

    20 marzo 2017 @ 18:07

    Il calo di vocazioni tra i Gesuiti è un buon segno, del quale i Gesuiti stessi saranno soddisfatti: mi sembra che per loro la sequela del Signore non richieda il sacerdozio o la vita religiosa, anzi non richiede nemmeno una pratica assidua alle sante messe o ai sacramenti (tranne la comunione che deve essere data a tutti)… Impressione mia, per carità, non vogliatemene.

    Può anche darsi però che ci siano ALTRI ordini religiosi, magari erroneamente e sbrigativamente tacciati di tradizionalismo, che attirano più vocazioni perchè hanno la capacità di dare risposte chiare alle domande esistenziali dei giovani, perchè non banalizzano il messaggio evangelico in un melenso buonismo pseudoprogressista o perchè propongono un cattolicesimo più impegnativo sul piano morale e più attento alla ricerca della Verità.

    Ripeto: “può darsi”.

  26. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 19:41

    “ecco questa frase di Don Rigoldi fa molto riflettere:
    “La Cresima è il sacramento dell’addio”.

    i bambini che frequentavano gli oratori d’estate, e i bambini che andavano alla Messa la domenica e al Catechismo per prepararsi alla Prima Comunione, dopo i dodici -quattordici anni spariscono. ”

    Mi meraviglio molto che don Rigoldi, la Venturi ed altri qui nel blog si accorgano solo adesso che dopo la Cresima molti ragazzi si dileguano.
    Forse sono a digiuno di psicologia. Anzi, lo sono certamente.E me ne meraviglio parecchio, soprattutto se a constatarlo sono medici o insegnanti.
    I ragazzi di quell’età si ribellano a tutto e a tutti. Cominciano a crearsi un’indipendenza propria mettendo tutto in discussione, compresa la Religione e quel che hanno appreso su Dio e su Gesù.
    Si pongono molte domande a cui non trovano risposte convincenti. Se poi in chiesa hanno trovato catechisti di un certo genere, si allontaneranno di sicuro. Solo i dormienti passivi continuano a frequentarla, la Chiesa. Ovvero, quelli che “tutto va ben, madama la marchesa”. Il che vale peraltro anche per molti adulti.
    Santa pace! In quale realtà vivono quelli che si lamentano sempre del fatto che i giovani si allontanano dalla Chiesa? Che genere di insegnanti, che tipo di genitori sono quelli che non si accorgono che i ragazzi vivono una turbolenza interiore che li mette in conflitto con tutti e li porta a rifiutare precetti e obblighi imposti? Io me lo domando spesso.
    Vadano a scuola di psicologia, vadano a scuola di genitorialità. Ne hanno davvero bisogno.
    Non parlano chiaro i fatti disastrosi che vedono implicati ragazzi seviziatori e disumani verso i coetanei più deboli?

  27. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 19:42

    Quanto all’allontanamento dalle chiese, davvero si può pensare che ciò sia dovuto al fatto che oggi la religione cattolica non avrebbe una bussola? E al fatto che non agiti davanti agli occhi e alla mente dei ragazzi lo spauracchio dell’inferno e dei castighi divini?
    Se la religione deve avere un effetto così aberrante, meglio starne senza.
    Ma le cose stanno diversamente. Passato quel periodo, breve o lungo, di crisi e di allontanamento, molti ritornano a cercare Dio e lo fanno con maggiore consapevolezza. La loro fede, quando la ritrovano, è più vera di quella di chi ha continuato a frequentare abitudinariamente e magari per paura di castighi divini. E magari vantandosi di essere, loro sì, buoni cristiani.
    Quelli che poi non ritornano e si dichiarano “agnostici” o ” atei”, o sono tali perché non cercano Dio, comodamente adagiati sul dubbio sempiterno, o perché Dio non li ha toccati, se è vero come è vero che la fede è un dono non a tutti concesso.
    E qui si pone la domanda: perché questo DONO non lo hanno avuto tutti? Un giorno si saprà la risposta? Certo è che la fede nessuno, neanche un papa– bravo o non-bravo che sia– la può imporre.
    E chi la fede non ce l’ha, perché dovrebbe andare in chiesa? Per mettersi a posto la coscienza? Ho seri dubbi su una fede di questa specie.

  28. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 19:57

    Sì, ridateci i tabernacoli. Era ora che qualcuno lo dicesse chiaramente. Sì certo la Croce è difficile, e per questo riconosceremo l’Anticristo, perché non avrà la croce.

    Gentile Antonella Lignani, mi sconcerta apprendere da lei che i tabernacoli non ci sono più.
    Lei deve essere assai sfortunata. Io li vedo sempre in qualunque chiesa vada, e anche le funzioni davanti al tabernacolo ci sono sempre.
    Quanto alla Croce, ogni uomo ha la sua croce tutti i santi giorni. Molti ce l’hanno pesantissima.
    E la portano, eccome se la portano!
    Quindi smettiamola di sognarla, la croce, parlandone per slogans. E facendo riferimento alla religione doloristica che ancora riempie la bocca dei cattolici bacchettoni.
    E lasci perdere l’Anticristo, per favore.

  29. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:00

    Certo: facile parlare di ” problemi umanitari”.
    Facile parlare di qualsiasi roba, in realtà.
    Parlare di croce, poi è facilissimo.
    Specie se è da gettare addosso agli altri.

  30. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:08

    Fatevi un giro negli ospedali e nelle case di riposo per vedere bene evidenziata la Croce. Questa non risparmia nessuno. Sta sulle spalle di uomini e donne, grandi e piccoli, giovani e vecchi e famiglie intere.

  31. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:13

    Il “cattolico adulto e progressista Cuffini” esiste nel mondo dei somari parlanti e delle caprette che vestono il tailleur, cara Maria Cristina. Mai definito “cattolico adulto”, ed ebbi a suo tempo, per quello zero che conta , un battibecco con i prodiani quando il Professore utilizzò quell’improvvido termine con risultati anche politicamente assai dubbi. Progressista non lo considero nemmeno, perché è termine che esiste solo nella sua rappresentazione della Chiesa come un gigantesco Risiko di fazioni l’una contrapposta all’altra: falso e ridicolo, se non altro con riferimento alle vere fazioni contrapposte di cui duemila anni di cristianesimo sono stati infestati. Le scaramucce verbalmediatiche di qualche malpancista fanno ridere polli, tacchine e faraone, rispetto a tutto quello che i cristiani hanno saputo produrre in termini di lotte intestine.
    Le due etichette, che peraltro mi fanno ridere di cuore , sono talmente gettate a casaccio che , su queste stesse colonne, e , cosa mirabile, anche da lei stessa, sono stato accusato di essere retrivo, baciapile e bigotto.
    Veda un po’ lei.
    🙂

  32. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:15

    Ohibò: frequento chiese progressiste e adulte?!
    Perchè io non ne ho mai beccata una senza tabernacolo.
    Dico davvero.
    Dove stanno?

  33. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:27

    Comunque, quando MCV riacquistasse un minimo di lucidità di ragionamento, mi farebbe il favore di dire dove ho mai scritto che “se i giovani milanesi dopo la cresima se ne vanno dalle parrochhie la colpa è dei cristiani rigidi e tradizionalisti.”
    Fanfaluche.
    Ho detto che se io, senza sapere altro del cristianesimo, dovessi bermi quello che lei vorrebbe inculcare come tale nei suoi interventi, scapperei domani stesso , senza bisogno di nessuna cresima.
    Differenza di non poco conto.
    Leggo poi con sbalordimento quasi pari a quelli Venturiani, che
    “le parrocchie milanesi SONO IN MANO a quelli come te, caro Cuffini”.
    Ma guarda.
    Adesso che lo so, mi trasferisco a Milano domani mattina.
    Così abbandono questa Torino che è prossima a sprofondare agli inferi: così imbarazzante, così oscura, secondo l’acuto esame della Floris Leo…..
    🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

  34. antonella lignani scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:28

    Certo, ognuno ha le sue croci, ed anche molto pesanti, come il nostro amico Lorenzo. Avrei dovuto dire “accettare la Croce” e venerarla in Cristo. In quanto ai discorsi umanitari, mi riferivo appunto a quelli dell’Anticristo, che appare come il padrone e il salvatore del mondo, ma non lo è, appunto perché non ha la Croce (l’unica cosa del Cristo che certo nessuno può negare):
    In quanto ai tabernacoli, Victoria, mi compiaccio con lei che li vede ancora e circondati dal dovuto rispetto. Più volte invece nel mio ambiente mi sono dovuta esprimere con una certa decisione (forse è troppo dire che ho dovuto litigare …) perché il tabernacolo non fosse, se non del tutto rimosso, per lo meno considerato alla stregua di un armadietto qualsiasi.

  35. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:43

    Esatto Antonella, grazie per la tua testimonianza. Che Torino sia la patria dell’occultismo, meta di streghe, maghi e maghetti, satanisti, massoni fin dai tempi più remoti non lo dice Clodine, ma la storia di quella città- L’area negativa per antonomasia sembrerebbe sia piazza Statuto, situata nella vecchia zona occidentale (rispetto alle mura) tradizionalmente associata alle tenebre (l’ovest, infatti, è il punto dove il sole tramonta). Faccia un po’ lei Cuffini..invece di frignare in continuazione giudicando e puntando il ditino su questo o quella sempre con la giugulare in tiro che un giorno o l’altro la vedremo sbucare dai monitor, preghi, preghi incessanetmente piuttosto per lei, la sua anima e la sua bella e tenebrosa città, che ne ha un gran bisogno! Preghi, preghi..

  36. picchio scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:50

    Come te Lorenzo frequento Chiese tutte con il loro tabernacolo… Siamo fortunati noi nel nord Italia ? Mai frequentato Chiese in cui il tabernacolo fosse considerato un armadietto qualunque…
    Cristina vicquery

  37. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 20:59

    Pensi ai bisogni spirituali suoi, che sono piramide come quelli di tutti, cara Floris Leo.
    Le baggianate su piazza Statuto?
    🙂
    Lei si beve anche che la statua della Gran MAdre indichi il logo esatto dove è sepolto il Santo Graal?!
    🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    Meraviglioso.

  38. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 21:02

    Ma l’anticristo, Antonella, chi lo frena più.

    Scriveva il prof. Cacciari in quel bellissimo saggio “Il potere che frena” il quale suggerisce, sulla scorta di Carl Schmitt, di interpretare il divenire della Storia in prospettiva teologica e «Più andiamo avanti – ribadisce Cacciari – e più mi convinco che non c’è altro modo per cercare di comprendere il nostro tempo». Si riparte da San Paolo «Dalla Seconda lettera ai Tessalonicesi, per l’esattezza: capitolo 2, versetti 6 e 7. Lì Paolo introduce un concetto del tutto originale, che sta all’origine di una lunga e complessa tradizione esegetica».Stiamo parlando del misterioso “katechon”? «Esatto: quel qualcosa, o qualcuno, che “contiene”, trattenendo e rallentando, la venuta dell’Anticristo.

    Questo framezzo, che si pone tra l’Evento dell’Incarnazione e la battaglia finale contro l’Avversario, è un tempo rilevantissimo. In esso, fa intendere Paolo, agisce un potere che non può essere identificato nell’Anticristo, di cui appunto “trattiene” l’avvento, ma che neppure coincide con la Chiesa, alla quale è affidato il compito di custodire la speranza nel prolungarsi dell’attesa. Su questo San Paolo è molto chiaro: il katechonè destinato a essere “spazzato via”, proprio perché non partecipa della speranza che deriva dalla fede».

    «Il katechon esprime una tensione costante. Per sua natura, tiene a entrambe le parti: ha a che vedere con l’Anticristo (“con-tenere” significa “tenere dentro di sé”) e nel contempo partecipa alla battaglia contro l’Anticristo. Quello sul katechon è, da sempre, un discorso che rifugge dall’astrazione. Già i Padri della Chiesa, quando affrontano l’argomento, sono estremamente concreti, cercano corrispettivi precisi alle figure evocate da Paolo e dall’Apocalisse.

    Il ritorno di Cristo non può essere accelerato, i credenti non devono cedere all’impazienza, la loro missione è semmai di vegliare nell’attesa. Anche la Chiesa, dunque, “trattiene”, per rendere possibile la conversione e fare in modo che il Figlio dell’Uomo, quando verrà, trovi la fede su questa terra».La soluzione quale sarebbe?«Un’alleanza tra potestas amministrativa e auctoritas della Chiesa. Sembrerebbe uno scenario medievale, ma a ben pensarci è lo stesso obiettivo al quale mirava l’idea di uno Stato moderno perfettamente laico, che lasciasse alla Chiesa il primato in campo spirituale. Il guaio, però, è che la potestas politica non può mai rinunciare alla sua ambizione imperiale, con relativo sconfinamento nell’auctoritas. Il potere, quando si riduce all’ordinaria amministrazione, diventa impotente. E questa è esattamente la situazione in cui ci troviamo”.Una situazione apocalittica «Una potestas ridotta all’impotenza lascia emergere le tendenze dell’Anticristo. Ma non dobbiamo immaginarci una devastazione all’Apocalypse Now.

    Il principale attributo dell’Anticristo, infatti, consiste nell’essere Placidus: le guerre contro di lui si sono concluse con la sua vittoria, nessuna forza più gli si oppone, l’altro passo decisivo, e cioè l’apostasia della Chiesa, la secessio dei credenti dalla fede.

    È l’atteggiamento del Grande Inquisitore di Dostoevskij, il cui trionfo coincide, non a caso, con il ritorno di Gesù. Se l’Anticristo ha avuto la meglio, solo Cristo può tornare a dargli battaglia» Viviamo in una dimensione globale che neppure l’Impero romano aveva conosciuto e questo comporta una continua omologazione dei princìpi, dei comportamenti, dell’etica. Ci siamo lasciati alle spalle i totalitarismi, che si presentavano esplicitamente come forze prometeiche, anticristiche e , in quanto tali, chiamavano in causa il katechon, la cui funzione era esercitata da altri poteri, sia politici sia religiosi. Ora l’Anticristo si mostra con il suo volto conciliante e il rischio è che la Chiesa non riesca a presentarsi come segno di contraddizione in un mondo ormai assuefatto all’indifferenza..E la Chiesa come può reagire?«Continuando a pregare perché sia dato il tempo, anzitutto. Ma anche perseverando nella sua azione pedagogica nei confronti di quei figli che ancora non sanno di essere figli. Le conversioni immediate, come quella di Paolo, sono sempre possibili.
    La missione della Chiesa è convertire, non basta dare il pezzo di pane ai poveri. E la Chiesa purtroppo, ha smessi di farlo…

    “Il potere che Frena”
    Massimo Cacciari
    Adelphi, pagine 214, euro 13

  39. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 21:06

    “La missione della Chiesa è convertire, non basta dare il pezzo di pane ai poveri. E la Chiesa purtroppo, ha smessi di farlo…”

    Ecco una altra balla spaziale.
    Priva di ogni fondamento, se non la segatura del convincimento personale.
    Claudia Floris Leo sostiene che la Chiesa abbia smesso di convertire.
    Sostiene, clamorosamente, il falso.
    Cavoli suoi, ovvio.
    Ma che sia chiaro che è una calunnia grande come una casa.

  40. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 21:32

    Antonella, a quanto pare siamo più d’uno a vedere i tabernacoli in chiesa e non usati a mo’ di armadietto.
    Sì certo, “accettare la Croce e venerarla in Cristo”. Frase bella, soprattutto se sono gli altri a portarla. La Croce è un dato di fatto che quando c’è, la devi accettare per forza, se ne hai la forza. Ripeto: se ne hai la forza.
    Sia che la si veneri in Cristo sia che no. Chi non ha la sua fede di ferro, Antonella ( ora sì, è il caso che io mi compiaccia con lei), anche se la Croce non la “venera” in Cristo, è comunque un povero cristo; ovvero ha l’impronta del Cristo stesso, cara Antonella, nel senso che Cristo si identifica in lui, così come si identifica in qualsiasi essere umano sofferente per un motivo o per un altro. A prescindere dalla religione.
    Chi sarebbe l’Anticristo, scusi? Mi par di capire che per lei i discorsi umanitari non abbiano nessun valore. Bisogna tenere ben alto il vessillo della Croce, allora sì tutto va bene.
    È lo stesso discorso che fanno certi preti ( pochi in verità), i quali affermano che qualsiasi cosa non fatta nel nome del Cristo, non ha valore.
    Questo assunto è una bestemmia bella e buona, se mi permette.
    Ogni briciola di umanità verso i fratelli, ha un alto valore perché fa parte della Carità, la quale non si ammanta, per fortuna, di etichette religiose. Dunque, chi sarebbe l’Anticristo?
    Per me lo si deve vedere in chi combatte contro Cristo, in chi lo ripudia, in chi si fa travolgere dall’odio, che è l’opposto dell’Amore.
    Questi sì è l’Anticristo.

  41. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 21:36

    Il tabernacolo è il luogo della fede, è vero che in molte Chiese il tabernacolo è vuoto, vuoto come i banchi dove i fedeli, a macchia di leopardo, si contano sulla punta di una mano. Ho visto Chiese, anche parrocchiali , periferiche, in cui la Sacra Eucaristia è nascosta negli armadietti, sotto chiave, nessuna adorazione Eucaristica, nessun tabernacolo in vista. Alcuni sono vuoti per timore di furti quando la Chiesa è aperta, ma anche quando il tabernacolo è lì, ostentato, l’ atteggiamento irriverente di chi partecipa alle celebrazioni è un chiaro indizio della decadenza in cui versa il cattolicesimo.
    Essere dinnanzi al Tabernacolo solo fisicamente ma con lo spirito, la mente, il cuore, lontani anni luce, sapere poco o niente della Parola di Dio non avendo la minima conscenza della dottrina della Chiesa. Uscire e ricominciare tutto d’accapo, avendo messo quanto prima celebrato in anfore bucate è una roba così evidente che si percepisce a colpo d’occhio . Non basta che il Tabernacolo ci sia: senza la fede, è un vuoto simulacro che a niente serve se non alla nostra condanna.

  42. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 21:38

    “Le conversioni immediate, come quella di Paolo, sono sempre possibili.”

    E l’ha detto Cacciari? E nessuno gli ha risposto che possibili sì ma altamente improbabili?

  43. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 21:43

    Per convertire il mondo, la Chiesa deve convertirsi per prima…

  44. Victoria Boe scrive,

    20 marzo 2017 @ 21:45

    ” Non basta che il Tabernacolo ci sia: senza la fede, è un vuoto simulacro che a niente serve se non alla nostra condanna.”

    Anche questa è assai carina. Un Tabernacolo per pochi eletti: quelli che la fede ce l’hanno nel sangue, ovvero quelli della Chiesa del trapassato remoto.
    Gli altri saranno condannati.
    Sono estasiata da tanta teologica ricchezza.

  45. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 21:50

    improbabile non è sinonimo di impossibile. Nulla è impossibile a Dio, se ci si crede in Dio. Ci si crede in Dio ? Se “si” allora , ogni dubbio è fugato, la cosa è già fatta.
    basterebbe una fede poco più grande della capocchia di uno spillo per dire ad una montagna : “spostati”, e quella si sposterebbe!

  46. picchio scrive,

    20 marzo 2017 @ 21:58

    Però….siete veramente messi male a Roma. Da noi non esistono situazioni come quelle descritta da Codine
    Cristina vicquery

  47. roberto 55 scrive,

    20 marzo 2017 @ 22:11

    Io, magari, ed a costo di sembrare pedante (ma, in effetti, lo sono …….), torno al tema proposto da Luigi.
    Ora, non so se, davvero, l’elezione del Cardinale Angelo Scola a Papa fosse, in quel mese di marzo di 4 anni or sono, nell’ordine delle possibilità: di certo, se ne parlava, e se ne parlava anche (e, forse, sopratutto ?) a Milano; ma è sicuro che, visto come sono andate le cose, mai, in tempi recenti, lo Spirito Santo è stato così provvidenziale come in quell’occasione.
    Augh !

    Roberto Caligaris

  48. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 22:16

    A Roma si, non siamo messi bene, la crisi della Chiesa si avverte maggiormente. Soprattutto al centro storico, dove le Chiese, tante, sono vuote: magnifici castelli nel deserto che più che luoghi di culto son musei, dove i turisti entrano, fotografano , e ne escono senza neppure il segno della croce e il più delle volte, pubblicizzate su deplian (musico compreso) vengono prese d’assalto e affittate a cifre esorbitanti per occasioni quali matrimoni in gran stile, battesimi: insomma è la fiera della vanità imperante! Poi ci sono anche parrocchie che funzionano, come quella di Luigi, San Salvatore il Lauro con le reliquie di San Padre Pio, Parrocchie periferiche che, grazie alla presenza di sacerdoti santi che si fanno un mazzo tanto si lavora, si prega, si prega molto perché la gente ci crede ed è grazie a quelle poche, poche ma belle e otttime energie se il Signore ancora ci sopporta.

  49. giuseppe di melchiorre scrive,

    20 marzo 2017 @ 22:20

    Lorenzo Cuffini, ti ammiro per la costanza che hai, tu come Victoria, nel controbattere certi scritti (oserei dire, a volte, “sferzate verbali”) cui mi astengo di affiancare aggettivi qualificativi…
    A me, leggendoli, vien da pensare che i miei dubbi non sono alla fine del tutto infondati… Lo dice uno che i tabernacoli nelle chiese li ha cercati e visti sempre, sicuro che in essi c’è Chi lo aspetta a braccia aperte…
    Buona notte!

  50. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 22:48

    E certo che hai fatto e fai bene,Giuseppe: a cercarli, a vederli e ad essere sicuro che in essi c’è Chi lo aspetta a braccia aperte, sicuramente senza stare a fare la conta dei posti vacanti e delle panche riempite a macchia di leopardo…..
    🙂

  51. antonella lignani scrive,

    20 marzo 2017 @ 23:04

    Carissimi, non è facile dialogare su questo blog, e questo perché? Perché solo in casi rari ci siamo incontrati di persona, e quindi non ci conosciamo veramente (ho incontrato solo Luigi Accattoli e Clodine).
    Perciò vedrò di chiarire quello che chiaro non era. Per quanto riguarda l’Anticristo, sono rimasta molto colpita dal libro di Robert Benson, Il padrone del mondo, citato tra l’altro sia da Benedetto XVI che da papa Francesco

    http://sacrosanteletture.altervista.org/blog/il-padrone-del-mondo-recensione/?doing_wp_cron=1490046194.8188450336456298828125

    In questo libro l’Anticristo è un personaggio affascinante, che dà l’impressione di potere risolvere tutti i problemi della terra; ma siccome si è auto-relegato al solo ambito umano e non testimonia attraverso la Croce, finisce per essere un ingannatore, un despota qualsiasi: la delusione nei suoi confronti spinge al suicidio (assistito) una giovane donna, la protagonista femminile del libro. De hoc satis.

    Per quanto riguarda i tabernacoli, più volte ho detto di frequentare il Cammino NC, nel quale si fanno bellissime meditazioni sulla Parola e sulla Croce, ma praticamente si sono eliminati i tabernacoli (tranne che in pochi luoghi, come la Domus Galileae), cosa che a me dispiace moltissimo.
    Inoltre si deve tenere conto che in una parrocchia che conosco la cappella del Sacramento è trasformata in saletta in cui, durante la Messa, i bambini più piccoli giocano, fanno disegni, assistono a brevi sermoni … ed anche questo non è che mi piaccia tanto. Nella mia città ci sono i tabernacoli, ma le persone che pregano davanti ad essi si contano davvero sulle dita di una mano, soprattutto se spostati in una cappella laterale.

    Per quanto riguarda le conversioni improvvise, ci sono, certo che ci sono! Conosco molto bene un uomo, che, ad un certo punto della sua vita, è finito in un carcere di massima sicurezza. Qui ha incontrato una anziana catechista, che era andata a parlare della fede con i carcerati; questa donna lo ha accarezzato, e lui, che non aveva mai goduto delle carezze della mamma (non so se morta o altro) ha sentito in quella carezza l’amore di una vera madre, e, quello che più conta, l’amore di Dio per lui. Ora la donna è morta, ma il mio amico continua a cercare Dio, e per l’amore che sente è felice ed appagato, per quanto la sua vita attuale gli dia ben poco. Spero che Luigi Accattoli mi aiuti a dire qualcosa di più ….

  52. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 23:07

    La conta ai posti vaganti la farà il Padre eterno a tempo debito…come dice l’antico detto sempre attuale “chi vuol Cristo se lo prega!”

  53. antonella lignani scrive,

    20 marzo 2017 @ 23:07

    Concludo dicendo a Clodine che non so niente del catechon.

  54. Lorenzo Cuffini scrive,

    20 marzo 2017 @ 23:12

    🙂
    Intanto vedo che i tabernacoli tornano.

  55. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 23:14

    Grazie Antonella, ho letto con interesse, voglio leggere il libro indicato, mi interessa l’argomento. Per il resto condivido quello che scrivi, ti conosco e so quanto autentica e forte sia la tua fede.Un forte abbraccio. ..
    Clo

  56. Clodine-Claudia Leo scrive,

    20 marzo 2017 @ 23:30

    Il Katecon Antonella è un concetto bibblico di natura escatologica riferito al mysterium iniquitatis si tratterebbe di una “forza” che trattiene l’avvento dell’anticristo . Per saperne di più devi leggere San Paolo 2 ai Tessalonicesi 2; 6-7
    1 Pt , 1

  57. antonella lignani scrive,

    20 marzo 2017 @ 23:46

    Grazie Clo.

  58. Victoria Boe scrive,

    21 marzo 2017 @ 1:09

    Scusa, Antonella, non ti accorgi che quel “personaggio affascinante che dà l’impressione di poter risolvere tutti i problemi della terra”, corrisponde esattamente al Tentatore di Gesù?
    Nulla di nuovo, quindi. Ogni persona che è convinta di avere un potere assoluto e di rappresentare una specie di dio in terra è l’Anticristo. Ogni tanto se ne trova uno così, e non c’è bisogno, allora, di ricorrere alla teologia del passato per saperlo. La ragione stessa lo spiega. Infatti questo concetto viene riportato quotidianamente, e con dovizia di particolari, anche nella Chiesa di oggi, senza dover andare a ripescarlo nella teologia del passato.
    Il fatto che i tabernacoli siano stati spostati in cappelle laterali è una conseguenza diretta del nuovo altare centrale che, dopo il Vaticano II, ha sostituito in molte chiese quello antico dove il tabernacolo era al centro. Molte chiese, adeguandosi al rito che impone la celebrazione della Messa DI FRONTE al popolo dei fedeli, e non dando loro le spalle, hanno dovuto per forza di cose spostare il tabernacolo. Il celebrante ci va sempre per prendere il calice delle ostie. Quale sarebbe il problema? Basta sapere dov’è e chi ci vuole andare, ci va. Le chiese antiche però il tabernacolo lo hanno al centro del vecchio altare.
    Le conversioni improvvise possono esserci, certo. Chi lo nega? Ma sono abbastanza rare. Tu stessa, Antonella hai parlato di un solo caso, o no?
    In ogni caso, la fede resta nel mistero come, d’altronde, Dio stesso è Mistero. Di certo non è quella appresa, da bambini, sul catechismo.

  59. Victoria Boe scrive,

    21 marzo 2017 @ 1:10

    La fede è una cosa molto seria, ha un percorso accidentato che passa anche attraverso i dubbi. Il che è normalissimo. Ce lo dimostra la vicenda di madre Teresa di Calcutta, per esempio, ma anche di altri. Un religioso di mia conoscenza una volta spiegò che è come quando il sole viene oscurato dalle nuvole. C’è, ma resta nascosta nei recessi dell’anima. E poi sotto l’impulso di certi eventi ed emozioni, riappare. Per questo non mi convincono affatto quelli che parlano di una fede senza tentennamenti, e si puntellano, per dimostrarlo, su dogmatismi e proposizioni teologiche.
    E soprattutto non è opportuno, e non è intelligente, che si faccia distinzione fra la Chiesa del passato che avrebbe garantito la fede ( cosa assolutamente non vera, e potrei dimostrarlo), e la Chiesa di oggi che porterebbe allo sfacelo. È sbagliato pensarla così. Una fede che si reggesse su divieti e minacce di castighi, sarebbe sbagliata, perché una fede così configurata non porta all’amore verso Dio; porta solo alla paura di Dio. Mentre la Chiesa ha il compito di fare amare Dio, di mostrarne il volto migliore, che è quello del padre della parabola del figliol prodigo.
    La Chiesa preconciliare ha tanto da farsi perdonare in questo senso. Ma proprio tantissimo. La Chiesa postconciliare ha aperto un cammino nuovo, in parte frenato dai conservatori e dagli ecclesiastici delle lobbyes. Il Papa attuale sta facendo del suo meglio per far riprendere il cammino indicato dal Concilio, e lo fa rimettendo il Vangelo al centro della missione della Chiesa. Quelli che preferiscono al Vangelo dottrine varie e teologie complicate lo ostacolano inventandosi cavilli di bassa lega. Cardinali e vescovi ( non tutti, però) il cui potere sta franando, e non possono sopportarlo.
    Davvero un pessimo servizio alla Chiesa stessa.

  60. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 9:19

    Veramente se c’è qualcuno su questo blog che fa continui riferimenti a teologi tra i più svariati spaziando da Mancuso a Tuoroldo e non si sa a quali altri strampalati personaggi che le capitano a caso e che sei “filtra” attraverso il suo pensiero e mai, sottolineo MAI, nelle sue lunghissime arringhe la si legge postare la benché minima ombra del Vangelo mai un riferimento con le donute coordinate, mai che la Parola di Dio venga espressa e confutata alla luce della Scrittura: segno evidentissimo di scarsissima conoscenza del Sacro Testo che è la magna carta del cristiano senza la quale non si va da nessunissima parte. Mi perdoni, ma questa ha un nome e un cognome: Victoria Boe…e allora anche lei, risulterebbe essere di bassa lega.
    Studi il Vangelo Signora, il Vangelo non è un “genere letterario” , ma Parola di Dio, si immerga in questa Parola, la rumini con sofferenza e gioia, la divulghi con serietà e amore per il Signore che ha dato la vita…e la faccia sua.
    L’accidia spirituale è una bestia che va sconfitta alla radice.
    Nostro Signore Gesù Cristo non ha bisogno delle le nostre opinioni, non sa che farsene delle ” opinioni”, a Lui serve solo che ci sia fede, una fede vissuta nell’Obbedienza alla Sua Parola, che è Spirito e vita.

  61. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 10:36

    eppoi il Padre della parabola del figliol prodigo accoglie coloro che “ritornano in sé”. Sei uscito e pretendi di essere accolto senza tornare in te? Sei fuori!
    Sei dentro con il corpo ma fuori con l’anima, lo spirito, la volontà di obbedire al Padre? sei “fuori” lo stesso. L”uno si sarò perduto uscendo, l’altro si sarà perduto restando per convenienza o per accidia spirituale. La differenza che passa tra l’essere figli e l’essere servi dipende dalla confidenza che si ha col Padre. Dal rapoorto che c’è tra i due. Nessuno va la Padre se non attraverso il Figlio…e siamo Figli adottivi, Figli Nel Figlio, perciò, nessuno si faccia illusioni, o si senta “salvato” in virtù di chissà quale personale merito. Non si può servire Dio stando con due piedi in una staffa: o si torna in Sé, e si è dentro, oppure si è fuori!

  62. Victoria Boe scrive,

    21 marzo 2017 @ 11:22

    Signora, perché lei si prende la briga di intervenire quando nessuno la cerca?
    Non replichero’ al suo sproloquio, non ne vale la pena.

  63. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 11:38

    siccome lei ogni tre per due prende del mio e ne fa filippiche lunghe come la barba di Aronne, dunque…segua il santo precetto che dice: “Quod tibi fieri non vis, alteri ne feceris”- ovvero: “Non fare agli altri, ciò che non vuoi sia fatto a te” e vedrà che nessuno la cercherà! Stia calmina…non si agiti in risposte che, le dico fin d’ora, non mi interessano punto flatus vocis. Perciò, non sprechi energie, le conservi per la sua edificazione!

  64. Lorenzo Cuffini scrive,

    21 marzo 2017 @ 13:02

    🙂
    A parlare perché si ha la lingua in bocca si incorre in gustosi infortuni come questo: si è appena solennemente enunciato il seguente principio aere perennius ” Nostro Signore Gesù Cristo non ha bisogno delle le nostre opinioni, non sa che farsene delle ” opinioni”, a Lui serve solo che ci sia fede, una fede vissuta nell’Obbedienza alla Sua Parola, che è Spirito e vita.” che, un secondo dopo , si scrive quest’altro: ” Sei uscito e pretendi di essere accolto senza tornare in te? Sei fuori! Sei dentro con il corpo ma fuori con l’anima, lo spirito, la volontà di obbedire al Padre? sei “fuori” lo stesso. L”uno si sarò perduto uscendo, l’altro si sarà perduto restando per convenienza o per accidia spirituale.”, una bislacca riscrittura interpretativa della parabola del padre misericordioso.
    Forse che Nostro Signore Gesù Cristo, in Eccezione al Solenne Pronunciamento di cui sopra, saprebbe a tal punto che farsene delle “opinioni” di Claudia Floris Leo da consentirle di riscrivere una Sua Parabola e di darne una sua interpretazione?!!!!! 🙂 🙂 🙂
    Poi dice: mi sbertucciano.
    Ma se fa tutto da sola….

  65. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 14:25

    Legga la Parabola!

  66. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 14:34

    Ho ripreso l’omelia del Cardinale Ravasi, ascoltata e appuntata in un taccuino …perciò, faccia lei…

  67. Lorenzo Cuffini scrive,

    21 marzo 2017 @ 14:45

    🙂
    Tutto da sola : fa , disfa, dice, non dice, dice na cosa , dice il suo opposto.
    Deve essere un gran bel taccuino.

  68. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 15:01

    Tutto da solo: fa disfa,dice non dice, dice na cosa dice il suo opposto. Ma chi glielo fa fare Cuffini a perdere cosi tanto tempo con me!?

  69. Lorenzo Cuffini scrive,

    21 marzo 2017 @ 15:05

    Chi? Cosa, piuttosto.
    Il cumulo di cose che scrive lei.
    🙂

  70. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 15:09

    Dica che mi sta corteggiando dai….e non sa più come catturare il mio interesse ; )

  71. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 15:12

    La intrigo Cuffini, e vorrebbe conoscermi,dica la verità….ehhhhh. …e si comporta come un corteggiatore incompreso. …

  72. Lorenzo Cuffini scrive,

    21 marzo 2017 @ 17:13

    uppercarità.

  73. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 17:29

    ehh..chi disprezza compra!

  74. Lorenzo Cuffini scrive,

    21 marzo 2017 @ 18:08

    uppercarità 2.

  75. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 18:45

    Dai, lo confessi, lo so che nutre per me un amore incoffessabile, suvvia, non vuole ammetterlo …ma..è così…ebbene si!

  76. Lorenzo Cuffini scrive,

    21 marzo 2017 @ 18:50

    Ha alzato un po’ il gomito all’aperitivo , ha sfumacchiato qualcosa degli anni ruggenti, o cosa?!

  77. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 19:29

    ehhhh….

  78. Lorenzo Cuffini scrive,

    21 marzo 2017 @ 19:42

    Capito, entrambe.

  79. Clodine-Claudia Leo scrive,

    21 marzo 2017 @ 20:55

    eh già! Non se l’aspettava eh…da una donna tutta d’un pezzo come Clodine…
    mai fidarsi delle apparenze…

    ; )))

  80. Lorenzo Cuffini scrive,

    21 marzo 2017 @ 23:12

    Veramente, da quello che scrive qui, mi aspetto la qualunque.
    Tutto noiosissimo, peraltro.

  81. Lorenzo Cuffini scrive,

    22 marzo 2017 @ 0:46

    Comunque, non so nulla di taccuini consunti compulsati, né a quale “omelia del cardinale Ravasi” qui sopra si faccia riferimento.
    Però, anche se la citazione della fonte è inutilizzabile così come è, il nome di Ravasi è fatto con chiarezza e ad esso ci si richiama.
    Così vale la pena ricordare comunque quello che lui stesso disse in occasione del Giubileo della misericordia proprio su questo argomento. Effettivamente, il riferimento al ” ritorno in sé” c’è, ed è- letteralmente- questo :

    “Ma ecco la svolta interiore ed esterna, affidata ancora a verbi di moto: «Ritornò in sé… Mi alzerò e andrò da mio padre… Si alzò e tornò da suo padre». Ora, nella Bibbia “ritornare”, in ebraico shûb, è il verbo della “conversione” e designa appunto il ritornare sulla pista giusta, dopo aver vagato per sentieri ingannevoli nelle lande desertiche del male”.

    Tutto il resto che è stato scritto in proposito, è assolutamente assente in Ravasi, che cosi procede, sempre letteralmente :

    “A questo punto l’obiettivo del narratore si sposta proprio su questa via del ritorno-conversione, proiettandosi verso l’ultima tappa, la strada di
    casa. Là, come faceva ogni giorno, c’è il padre che attende e spinge lo sguardo in lontananza, mai rassegnato nel suo amore a quella partenza. All’improvviso vede una sagoma profilarsi all’orizzonte.
    Subito la riconosce e le «corre incontro» per l’abbraccio: Gesù descrive l’emozione di quelpadre con un verbo tipico che già conosciamo, quello greco destinato a indicare le “viscere” paterne che fremono di amore per la sua creatura. Il termine è splanchnízomai e, come è noto, rimanda
    sia al grembo materno sia alla genitorialità paterna. La misericordia, nel suo aspetto più tenero e “viscerale” (pallida e insufficiente è, quindi, la versione solita «ebbe compassione»), celebra ora la sua epifania più alta e autentica, capace di vincere ogni delusione e recriminazione. Infatti, nella
    gioia del ritrovamento del figlio perduto, per due volte il padre ripeterà: «Questo figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» (15,24.32). Come è noto, la parabola ha purtroppoun risvolto amaro: il figlio maggiore non vuole condividere la festa per questo ritorno. Egli non è
    capace di vivere la dolcezza della misericordia e del perdono e si rinchiude nella freddezza altezzosa e gretta del solo giudizio.”

    Come si vede, assolutamente nulla che ricordi il ” se non… Sei fuori! Sei fuori ! Sei fuori! ” che sopra viene collegato alla parabola stessa, COME SE ci fosse scritto veramente.
    Non solo non c’è: e come ci potrebbe essere?
    Ma Ravasi, almeno nella Riflessione sulla misericordia del giubileo, così conclude citando Sant’ ambrogio: ” «Dove c’è misericordia là c’è Dio. DOVE C’E RIGORE E SEVERITA’ CI SONO FORSE I MINISTRI DI DIO ( e pure qualche sventato blogger, ndr), MA DIO NON C’E'( Deus deest) ”

    Altro che ” Sei fuori ! ” tre volte ripetuto.
    Ravasi, letteralmente:
    “A questo punto, il vero suggello di tutto l’itinerario che abbiamo condotto lungo i sentieri d’altura della misericordia potrebbe essere affidato ad alcune voci diverse tra loro ma consonanti. La prima è quella di uno dei grandi Padri della Chiesa, s. Ambrogio, che dichiarava: «Dove c’è misericordia
    là c’è Dio. Dove c’è rigore e severità, ci sono forse i ministri di Dio, ma Dio non c’è (Deus deest)».
    Al vescovo di Milano associamo s. Giovanni Crisostomo, Padre della Chiesa di Oriente (IV sec.), in uno dei suoi sermoni: «Che cos’è il peccato davanti alla misericordia divina? È una tela di ragno che un soffio di vento basta a far volare via». L’amore paterno di Dio e della persona buona scioglie
    le incrostazioni gelide del male, rende la colpa come una tela di ragno che può essere facilmente lacerata e dissolta. La terza testimonianza, in spirito ecumenico, è quella di Lutero che affermava: «La misericordia di Dio è come il cielo che rimane sempre fermo sopra di noi. Sotto questo tetto
    siamo al sicuro, dovunque ci troviamo»
    http://www.iubilaeummisericordiae.va/content/gdm/it/roma/grandi-eventi/2016-06-03-sacerdoti/riflessione-ravasi-giubileo-sacerdoti.pdf

    Ora. Puo’ anche darsi che in un’altra omelia sull’argomento, Ravasi affermasse cose diametralmente opposte a quelle che dice qui.
    Ma quale sarebbe , allora, questa omelia?!!

  82. Lorenzo Cuffini scrive,

    22 marzo 2017 @ 1:14

    Rivisitazione florisleoiana della parabola del padre misericordioso, con una voce fuori campo che sbraita ” sei fuori!” come Briatore in the Apprentice, e, ancor meglio, come Crozza che imita Briatore.

  83. Clodine-Claudia Leo scrive,

    22 marzo 2017 @ 8:47

    Dunque. Quella omelia cui ho assistito e del quale presi appunto fu molto interessante, provo a chiarirla:

    il figliol prodigo ( paradigma che riguarda tutti e ciascuno) è colui o colei, la quale/ il quale per libero consapevole arbitrio si ritrova a percorre vie che lo allontanano dal raggio della Grazia di Dio . Una Grazia che l’Eterno versa gratuitamente quando si vive dentro certe coordinate,quando si obbedisce alla Parola: zampillo d’acqua che disseta in eterno, altrimenti ci si esclude di fatto da quel processo di santificazione, che è la vocazione di ogni battezzato, il processo si arresta e si entra nella morte interiore…

    Il cambiamento avviene quando facendo memoria della popria vita si Torna in Sé”, ovvero, si è presi, per un moto interiore sempre presente nei recessi dell’anima del Battezzato essendo il battesimo un marchio a fuoco, dalla nostalgia di Dio. Si avverte la propria miseria, sovviene il male fatto (pensiamo al peccato di Davide, con Betsabea ad esempio,che procurò 7000 morti perchè un solo peccatose ne porta dietro altri 100mila: non si ferma). Compie una conversione ad ” U ” , torna all’origine e, l ‘ Onnipotente che nella Sua Onniscenza conosce tutti e ciascuno né mai perde di vista i suoi figli pur rispettandone la libertà, lo accoglie, se lo riprende, fa festa perché era morto appunto. Ovvio che senza quel “ritono in sé”, quella presa di coscienza il figlio sarebbe rimasto fuori e Dio, il Padre, non avrebbe potuto, anche volendo “stuprarne” la libertà che è suprema e inviolabile : bene e male, acqua e fuoco, a noi dove stendere la mano.La scelta!

    L’altro figlio, paradigmatico di colui o colei che obbedisce al Padre in modo solo esteriore, che ha codificato una religiosità di facciata, che per accidia spirituale vive uno scollamento tra il Sè interiore, animico, e l’amore per il Signore che è un vero innamoramento è una passione quasi. Ecco, che quel figlio che non ha un vera confidenza col Padre, avverte sé stesso come un “servo”, e il servo che fa :”serve” semplicemente, il servo non ama: serve!
    Non c’è incontro tra il servo e il Padrone, sono due estranei e a volte in rivalsa anche. Ed anche questo atteggiamento ci pone “fuori” dalla Grazia di Dio: si è Fuori!

    E qui entrerebbe in gioco tutto il Vangelo di Giovanni ma cito solo le percopi 15; 13-16 :
    “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”.

  84. Clodine-Claudia Leo scrive,

    22 marzo 2017 @ 8:56

    Ho conosciuto personalmente Ravasi, quando non era ancora cardinale, e questa omelia fu importante per me perché avvenne in un momento particolare della mia vita era il 1995, per questo appuntai quelle riflessioni su di un taccuino, scolorito e consumato, che conservo perché pieno di memoria…

    Buona giornata Lorenzo.
    Palla al centro, si ricomincia, però non mi strapazzare troppo!

  85. Lorenzo Cuffini scrive,

    22 marzo 2017 @ 9:49

    Lieto della sua conoscenza con Ravasi.
    Lieto dei suoi taccuini conservati.
    Magari veda di conservare anche il nocciolo centrale di quella parabola , che non è in nessun ” sei Fuori! ” che lei si ostina a ripetere e che non è mimimamente presente, ma nell’accoglienza misericordiosa,

  86. Clodine-Claudia Leo scrive,

    22 marzo 2017 @ 10:26

    Lui poneva l’accento più sulla conversione che sulla misericordia, la stessa omelia non era propriamente centrata sulla parabola lucana ma toccava più aspetti. È in fondo nello stile omiletico di Ravasi partire da un punto e , come tante piccole “bredelle” stradali, fare collegamenti, andare e tornare al Vangelo , al punto iniziale , in modo concentrico. È insuperabile ….ha una cervello, io non lo so come fa ha tenerci dentro tutto quel sapere inesauribile. ..

  87. Clodine-Claudia Leo scrive,

    22 marzo 2017 @ 10:31

    a tenerci dentro. ..non “ha” tenenerci dentro…@

  88. antonella lignani scrive,

    22 marzo 2017 @ 14:08

    La Croce secondo papa Francesco:

    22 Marzo 2017 – san Benvenuto Scotivoli
    La Croce cristiana non è una suppellettile della casa o un ornamento da indossare, ma la croce cristiana è un richiamo all’amore con cui Gesù si è sacrificato per salvare l’umanità dal male e dal peccato.
    Papa Francesco
    (Angelus domenica 12 marzo 2017 )

  89. Victoria Boe scrive,

    22 marzo 2017 @ 14:42

    Belle parole. Ma solo parole. Le prediche, si sa, restano in un’ aurea nube che sovrasta la realtà di fatto. Indicano, ma teoreticamente.
    Ricordo bene che in un’intervista papa Francesco ebbe a dire, con la sua solita schiettezza, che temeva molto la sofferenza( “sono un fifone”) e che pregava Dio che non lo facesse soffrire troppo.
    Che avrà voluto dire?

  90. Lorenzo Cuffini scrive,

    22 marzo 2017 @ 15:05

    Per chiarire ulteriormente il richiamato esplicitamente pensiero di Ravasi sulla conversione, giova riportare qualche citazione CORRETTAMENTE INTEGRALE.
    La prima :
    “E la strada è anche al centro della terza scena del nostro trittico. Essa vede snodarsi la storia di quel figlio difficile e pentito che noi abbiamo tradizionalmente definito come “figlio prodigo”. E la celebre parabola di Luca che ha appunto in filigrana una via, prima di perversione e poi di conversione. Non per nulla nel linguaggio anticotestamentario “convertirsi” è shuv, che letteralmente significa “ritornare” sulla pista che si era abbandonata perdendoci lungo le distese del deserto dell’esistenza.
    Commenta così l’autore il cuore della narrazione di Luca con la scelta del figlio di cambiare vita: “La sua decisione implica tre azioni: alzarsi, andare dal padre e parlargli. Il suo alzarsi, come quello del mendicante cieco, Bartimeo, nel suo incontro con Gesù, è presentato come una dnàstasis, una risurrezione, un ritorno alla vita. Questo comporta un cambio di posizione, dalla postura orizzontale della morte (disteso, seduto e accovacciato) alla posizione verticale o eretta della vita. Implica anche abbandonare la “tomba”, il luogo della morte, con la sua soffocante mancanza di aria e la sua grigia assenza di luce, oltre naturalmente ai primi sintomi di putrefazione. Perciò, appena il giovane rompe con il sepolcro della sua vita passata, prova la sensazione di un’improvvisa corrente di aria nuova, di luce e libertà, di freschezza e di rinascita. Il padre del giovane più tardi avrebbe dichiarato: “Perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Luca, 15, 24)”. Lasciamo ora ai lettori di percorrere con la guida di monsignor Fortunatus la strada del cambiamento che è conversione. Tanti sono gli squarci che egli aprirà davanti ai nostri occhi per svelare le molteplici iridescenze di questa esperienza spirituale e umana d’importanza capitale, ammonendoci anche sulle fatiche, le lotte, il rigore che la trasformazione interiore esige. Ma, come diceva lo scrittore cattolico francese Julien Green, “finché si è inquieti, si può stare tranquilli”. Finché in noi c’è il fremito del cambiamento, è segno che siamo spiritualmente vivi e vitali. E ciò che alla fine ci attende è un abbraccio di pace e di felicità, come quello che si scambiano il padre e il figlio pentito della parabola di Luca e come quello che fiorisce nella dolce e appassionata preghiera poetica con cui si chiude questo volume.”
    http://paroledivita.myblog.it/2009/07/16/quella-torsione-del-pensiero-chiamata-conversione/

  91. Lorenzo Cuffini scrive,

    22 marzo 2017 @ 15:17

    La seconda è piu’ lunga , quindi non la copiaincollo, ma è apparsa sul SOLE del 30 marzo 2008 e la si può trovare per esteso , per esempio, qui:

    http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.it/2008/03/la-rivelazione-irresistibile-e-la.html.

    Né nella prima che nella seconda citazione, per quanto straordinariamente articolate, trova traccia l’enfasi sul ” sei fuori! ” in caso di mancata conversione che ci è stato descritto piu’ sopra. Questo senza nulla togliere, ovvio, alla libertà del singolo individuo .Dice Ravasi: ” l’elemento capitale (nella conversione ndr) rimane l’inattesa irruzione divina…Il primato della grazia divina ovviamente non elide la libertà del chiamato che può sottrarsi o allentare i tempi della conversione. ”

    Libertà dell’uomo sacra e inviolabile, dunque. Ma nessuna sottolineatura terroristica sul suo utilizzo in senso sbagliato, al contrario, la sorpresa che , qualunque sia la “stradaccia” presa, la scelta nuova e di vita puo’ sempre e comunque essere operata. Senza se, ma, a patto che , ecc.

    Tanto per la chiarezza .

  92. Clodine-Claudia Leo scrive,

    23 marzo 2017 @ 8:16

    Se dovesse analizzare tutte le omelie dle Cardinale penso che ne potrebbe uscire impazzito! Lasci perdere, Ravasi si può permettere di dire tutto e il contrario di tutto!

    Se l’uomo si pone per sua volontà fuori della Grazia di Dio e sceglie la via del diavolo, non è la misericordia di Dio che si ritira, ma è l’uomo che si pone “fuori” . Tenebra o luce, vita o morte, dentro o fuori, tertium non datur!

    Sta scritto :” chi non è con me è contro di me”. E ancora “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra” e ancora: Chi non raccoglie con me disperde”

    Credo che Gesù Cristo sia ben più degno di fede del Cardinale Ravasi.
    Io credo in Cristo, Con tutto il rispetto per la cultura sconfinata del Cardinale….

  93. Clodine-Claudia Leo scrive,

    23 marzo 2017 @ 8:17

    Tanto per essere chiari!

  94. Lorenzo Cuffini scrive,

    23 marzo 2017 @ 8:28

    Chiarissima, come sempre.
    Prima fornisce una ” citazione” (?!) da una omelia – anno 1995 – di cui si afferma di avere riportato la sostanza.Di questa omelia si fornisce l’autore: cardinal Ravasi. Poi si capisce che la citazione è inutilizzabile, non essendoci uno straccio di riferimento.Alla stessa stregua potrebbe riportare ” pensieri & parole” di Vattelapesca chi: tutto annotato su taccuinelli di inestimabile valore.
    Indi sostiene che il cardinal Ravasi , alla cui cultura sconfinata si è sciolto un breve peana, si puo’ permettere di affermare tutto e il contrario di tutto: manco fosse una Claudia Floris Leo qualunque.
    Infine, si arriva alla incongrua conclusione:” Credo che Gesù Cristo sia ben più degno di fede del Cardinale Ravasi. Io credo in Cristo, Con tutto il rispetto per la cultura sconfinata del Cardinale….”
    Ciapa lì, Ravasino. Servito pure tu.
    Ma chi mai l’ha tirato fuori sto benedett’uomo _se non lei _per dar corpo a certe sue ideuzze bislacche sulla parabola del padre misericordioso?
    E allora veda di mettersi d’accordo almeno con se stessa, prima di esternare la qualunque.

  95. Lorenzo Cuffini scrive,

    23 marzo 2017 @ 8:35

    Per tornare alla sostanza del suo lungo e non piensiismo vaniloquio, le ricordo che lei stava parlando della parabola del padre misericordioso. Di cui fornisce , e si ostina a farlo, con dimostrativa cocciutaggine di chi ama incaponirisi sempre piu’ nella panzana che ha detto,questa mirabile sintesi: ” Sei fuori! ”
    Ribadita qui sopra. .
    Quale sarebbe in una parola il succo di questa parabola secondo Claudia Floris Leo? Eccolo, perdiancine:
    ” Se l’uomo si pone per sua volontà fuori della Grazia di Dio e sceglie la via del diavolo, non è la misericordia di Dio che si ritira, ma è l’uomo che si pone “fuori” . Tenebra o luce, vita o morte, dentro o fuori, tertium non datur!”
    Quindi, per cortesia, qualche membro della Commissione Pontificia preposta, presti attenzione all’illuminato suggerimento, e proceda immantinente al cambiamento. Questa parabola, già detta del ” figlio prodigo” e poi “del padre misericordioso”, d’ora in avanti vada indicata con la parabola del ” SEI FUORI!”
    🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

  96. Clodine-Claudia Leo scrive,

    23 marzo 2017 @ 11:43

    Amen!

  97. antonella lignani scrive,

    23 marzo 2017 @ 15:30

    Metto qui un brano dell’Ufficio delle letture di oggi, tratto da Tertulliano:
    L’antica preghiera liberava dal fuoco, dalle fiere e dalla fame, eppure non aveva ricevuto la forma da Cristo.
    Quanto è più ampio il campo d’azione dell’orazione cristiana! La preghiera cristiana non chiamerà magari l’angelo della rugiada in mezzo al fuoco, non chiuderà le fauci ai leoni, non porterà il pranzo del contadino all’affamato, non darà il dono di immunizzarsi dal dolore, ma certo dà la virtù della sopportazione ferma e paziente a chi soffre, potenzia le capacità dell’anima con la fede nella ricompensa, mostra il valore grande del dolore accettato nel nome di Dio.

  98. maria cristina venturi scrive,

    23 marzo 2017 @ 15:49

    SCOLA FA LE COSE IN GRANDE I ovvero il MEGA PALCO FARAONICO di “grande impatto scenico” per il papa Francesco

    “Un palco costato 1 milione e 300 mila euro per la messa che Papa Francesco celebrerà domani pomeriggio nel parco di Monza. Una spesa quella della Diocesi di Milano da fare invidia a molte rockstar, se è vero che Luciano Ligabue, per i concerti dello scorso settembre ha utilizzato una struttura costata 750mila euro. Quel palco inoltre è stato usato per due serate, quello del Pontefice verrà utilizzato solo per la durata della messa o giù di lì. Così in tanti si chiedono se fosse proprio necessario fare quelle spese invece di risparmiare e destinare i soldi per assistere chi ne ha bisogno.
    Gli organizzatori della diocesi – come si legge su Monza-Brianza News – dichiarano che “la struttura, montata davanti a Villa Mirabello, avrà un grande impatto scenico. Le sue dimensioni saranno significative”.
    Le spese per il sontuoso apparato saranno sostenute dalla diocesi di Milano, dalla Regione Lombardia, dal Comune di Monza e – la parte più consistente – da vari sponsor. Tra questi alcune banche come il Credito Artigiano e la Banca Popolare di Sondrio. Una organizzazione di grande livello insomma. Ma i malumori restano e riguarderebbero non solo la spesa elevata ma anche la “spettacolarizzazione” della messa di Papa Francesco, Pontefice che non manca mai di auspicare “una Chiesa umile, povera, per i poveri e fiduciosa nel Signore”.

    (notizie tratte da
    http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/palco-papa-critiche-diocesi-milano/ )

  99. maria cristina venturi scrive,

    23 marzo 2017 @ 15:51

    Interessante notare l’estetica del megapalco: due strutture orizzontali parallele
    a mo’ di sandwich, con alti tralicci che sembrano quelli dell’elettricità.
    la Croce è molto piccola sullo sfondo, praticamente trascurabile.

  100. maria cristina venturi scrive,

    23 marzo 2017 @ 15:57

    insomma veramente un ‘opera di profonda spiritualità che aiuterà i presenti a raccogliersi e innalzare i pensieri a Dio…………

  101. maria cristina venturi scrive,

    23 marzo 2017 @ 16:01

    https://www.mbnews.it/2017/03/monza-messa-papa-francesco-palco-polemica-parco-di-monza/

    “Terrificante” scrive un monzese sulla pagina Facebook Sei di Monza se. “Si poteva costruire qualcosa di più sobrio. Questo catafalco di palco non rispetta il nostro parco… tristezza” si legge in un altro commento nella pagina social della Reggia. “Non rovinate il parco, mi raccomando” è il contenuto di un altro post.
    Polemiche e preoccupazione erano già venute a galla qualche settimana fa, quando i tecnici del Consorzio hanno sradicato tredici carpini dalla zona.

    commento di un lettore.
    “i Rolling Stones o i Pink Floyd avrebbero montato e smontato tutto in massimo quattro giorni, qui hanno recintato tutto l’ippodromo TRE settimane prima!!!
    inoltre è un controsenso rispetto all’idea ecologista dello stesso Francesco sradicare degli alberi (esseri viventi) per un’ora di messa, ma lui lo sa??

  102. maria cristina venturi scrive,

    23 marzo 2017 @ 16:03

    altro commento:
    “Mi è sembrato uno di quei palchi che si vedono nei film per magnificare qualche dittatore o qualche popstar.
    Non è il caso del nostro amato Papa Francesco e della sua mansuetudine.
    Invece l’Arcidiocesi milanese ne ha esaltato (MB News) la grandiosità.
    Secondo me il Papa non sa nè quanto è stato speso nè che aspetto abbia questo altare mostruoso. “

  103. Lorenzo Cuffini scrive,

    23 marzo 2017 @ 16:29

    Fa tenerezza persino notare l’entusiasmo sfrenato con cui la Venturi scova ogni notizia che possa gettare con voluttà nel suo quotidiano minestrone antibergogliano. Tutto fa brodo: dalla gazzetta locale al paturnioso di turno pescato su questa o quella pagina FB….
    Deve essere una soddisfazione maiuscola, non c’è che dire.

  104. Lorenzo Cuffini scrive,

    23 marzo 2017 @ 16:41

    Cmq, incuriosito dalla Venturi, sono andato a cercarmi quella pagina di FB da lei indicata, convinto di piombare in un catino incandescente di critiche e lamentazioni…..Mi sono fermato a 63 tra poste commenti e non ho trovato i coomenti da lei indicati, che saranno precedenti, né ho trovato un tono da tregenda come mi sarei aspettato leggendo i commenti venuriani.
    In compenso mi sono trovato sotto il naso un post di 7 h fa che così dice:

    “Non so se ridere oppure incazzarmi
    Molto spesso su queste chat leggo ciò
    Non tocchiamo i crocefissi dalle scuole
    E poi
    Quando dopo 33 anni ritorna un
    Altro Grande Papa
    Polemiche all’infinito
    Azz. Il Papa arriva di sabato ed io come faccio a fare la spesa
    Mi risulta che ormai i supermercati sono aperti 7 giorni su sette fino a svariate ore
    E già
    Ma non posso portarlo al parco
    Bene vai in centro e fagli vedere Arengario, Duomo e tanti bei negozi
    Insomma che bello se molti capissero la fortuna che hanno
    Sapete 33 anni fa
    La pensavo come molti di voi ma quando mi passò vicino in via Volta all’altezza delle scuole elementari
    Bee non ci Crederete
    Ma che Brividi eppure come a molti di voi oggi all’epoca non me ne fregava nulla
    Fidatevi andate ad accoglierlo e secondo me non ve ne pentirete”

    Frustrazioni in vista anche dalle parti brianzole mi sa, Venturi mia.
    🙂

  105. Victoria Boe scrive,

    23 marzo 2017 @ 21:00

    “Interessante notare l’estetica del megapalco: due strutture orizzontali parallele
    a mo’ di sandwich, con alti tralicci che sembrano quelli dell’elettricità.
    la Croce è molto piccola sullo sfondo, praticamente trascurabile.”

    Ha ragione signora Venturi, una megaCroce sarebbe stata più adeguata al megapalco.
    Le proporzioni vanno rispettate.
    I milanesi e i forestieri presenti, più che guardare il Papa, di sicuro avrebbero innalzato i pensieri a Dio, si sarebbero sentiti trasportati nel settimo cielo, sù sù lungo gli alti tralicci dell’elettricità…Peccato non esserci.
    🙂 🙂

  106. maria cristina venturi scrive,

    24 marzo 2017 @ 8:47

    Ma perche’non rispondete mai sul merito della questione e fate sempre e solo attacchi personali, caro Cuffini? Ti piace il palco del papa?Ti vabene che abbiano speso 1200000 euro per l’insatallazione? e che per questo abbiano abbattuto alberi secolari?RISPONDI NEL MERITO!
    Vi consiglio di risentirvi gli incontro fra Accattoli e Rusconi. Quando Rusconi riportava o esprimeva una critica al papa, Accattoli gli rispondeva sul merito della questione non attaccamdo personalmente Rusconi ed accusandolo di ogni nefandezza.
    Non siete capaci di dialogare ,non controbattete mai con argomenti, ma sempre di pancia, amate buttarla sul personale, cosa sbagliatissima, perche’denota che vi sentite superiori aglii altri col tono saccente da predicatori-maestrine
    Te lo dico un altra volta Cuffini, non si tratta di ME, e se vuoi dimorstrare che tu sei buono e bravo e io cattiva, lo facciamo in altra sede, ma qui si parla del palco tirato su nel Parco di Monza, costato 1200000 euro ,piuttosto brutto esteticamemte ed alquando costoso. Non sei d’accordo con queste osservazioni ,rispondi su questo! Altrimenti I tuoi interventi diventano solo lo sfogo della tua personale acredine e sono patetici.

  107. maria cristina venturi scrive,

    24 marzo 2017 @ 8:55

    Cara Boe, faceva prima a dire che a lei il palco piace. Ognuno ha I suoi gusti, non si discute.
    A molti monzesi pero’non e piaciuto affatto anche perche’ ha deturpato il Parco.
    Quanto il costo ,evidentemente spropositato, mi sembrava giusto riportarlo perche’NESSUN GIORNALE NAZIONALE l’ha fatto. Forse insieme sl ranh battage pubblicitario pagatp dalla Curia, avrebbe fatto venire qualche “dubia”sull’effettiva chiesa povera per I poveri ,comodo slogan che nasconde invece una realta’ben diversa e che il fedele medio deve ignorare.
    Certo non e’detto che lo stesso papa sapia quanto vetra’a costare questa sua giornata milanese.A lui magari basta godersi il bagno di folla ed apparire tanto oh tanto povero e umile! Un novello Ssn Francesco che si esibisce su un palco da 1200000 euro

  108. Lorenzo Cuffini scrive,

    24 marzo 2017 @ 9:05

    Molto divertente Venturi.
    Sono anni che ti sottopongo liste di domandi che non consideri manco di striscio.
    Per non parlare di quelle, assai più ficcanti e di sostanza, che qua e là di pianta addosso Luigi e di cui tu ti strabatti allegramente.
    Non dare del tu agli altri, non prendere per fesso nessuno, e campa serena.

  109. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 9:23

    Ma perché non si fa una bella porzione di cavoli suoi anziché andare a cercare ragguagli su quello che scrivono e pensano i frequentatori di questo blog. Ma insomma, ma lo capisce che nessuno qui è obbligato a dare contezza a lei Cuffini , lo capisce o cosa?
    Va bene che ci saranno sempre degli eschimesi pronti a dettare le norme su come si devono comportare gli abitanti del Congo durante la calura, ma a tutto c’è un limite, la pianti una buona volta. N’se ne po’ più ahoo…e che cxxxo!

  110. Lorenzo Cuffini scrive,

    24 marzo 2017 @ 9:24

    Mi piace il palco del papa? Non me ne cala minimamente.
    Non ho mai considerato un palco del papa da quando ce ne sono in giro per il mondo.
    Vogliamo tornare a ante Giovanni XXIII, quando il papa se ne stava rinserrato in Vaticano? Bubbole.
    Le polemiche sui palchi e sulle spese sono vecchie almeno dai tempi di GPII, che ne ha destate sempre , sempre, sempre, ad ogni viaggio papale.
    Mi piace? Non mi piace?A chi frega? A chi mai dovrebbe fregare?
    E’ importante che la cattolicità sia informata del gusto personale di Maria Cristina Venturi? Mi duole per la Venturi, ma non catafotte nulla a nessuno , nella cattolicità, dei suoi gusti: esattamente come non catafotte nulla a nessuno su quello che garba o non garba a Lorenzo Cuffini.
    Uuuuuuu, che bruuuuuuutto!
    Problemi tuoi, eventualmente miei: non certo del papa o di altri.
    I costi? Altro luogo comune grande come un palazzo di 34 piani. Anche questo sollevato a ogni visita e viaggio papale. Siamo nello stesso campo di chi dice amenità tipo il Vaticano venda le sue opere d’arte e sfami i poveri.
    Crederai mica, per un lontano caso di essere originale e virgo singularis a fare le tue intemeratine?
    Nel merito dei tuoi interventi, ci sono entrato, eccome. Nessuno è fesso, manco un cretino integrale come me, e dove vuoi andare a parare quando apri bocca si sa prima ancora di iniziare a leggere, ormai.
    Dunque:Il “merito” in dei tuoi interventi di qui sopra era uno solo.
    Dimostrare, con citazioni di fonti, che esistesse un malcontento diffuso e palpabile, una sorta di ribellione da parte delle popolazioni costrette e subire la visita dell’infame e impronunciabile ( per te) papa gaucho. Da una scorsa rapida, e da una meno rapida, molto divertita ,avendo dovuto appicciare il lanternino per andarli a cercare uno per uno, sulla pagina FB che sei stata tu a riportare con tanto di nome e virgolettati, non si vede manco l’ombra di tutto ciò.
    Si incappa, vero, nella disapprovazione legittima e personale di qualcuno, che mi sembra più simile al ” piove governo ladro” e al uff, che palle, non posso circolare liberamente, che a una critica ” di merito” quale tu sogni e contrabbandi.
    Morale: continua pure la tua campagna ossessionata antibergogliana: ma scordati di dipingerla come una sollevazione cattolica di massa, che esiste soltanto nei tuoi sogni .

  111. Lorenzo Cuffini scrive,

    24 marzo 2017 @ 9:26

    Claudia Floris Leo : perchè caspita mette quelle xxx pudiche, fingendo di essere quello che non è? Le ricordo che sta parlando con quello che definisce ” ROMPICOGLIONI MALEDUCATO.
    Parli come magna, risparmia tempo.

  112. Lorenzo Cuffini scrive,

    24 marzo 2017 @ 9:29

    Quanto alla contezza: se lei cita in pubblico qualcosa, attribuendolo con nome e cognome, e poi quel qualcosa non è in grado di “produrlo”, affari suoi, non di chi gliene rende conto.
    Mi saluti i suoi taccuini.

  113. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 9:37

    Ha ragione la Venturi : fa schifo il palco per Papa, è scandaloso, indegno per la mole di quattrini buttati via così, una controtestimonianza per chi fa della lotta contro la povertà un suo carattere distintivo. Allora, quei 1200000 avrebbero potuto essere incanalati o devoluti a strutture preposte a dare un po’ di respiro a tanti fratelli e sorelle, e sono tanti, immersi in quella povertà che degrada, offende e uccide . A Gesù bastava salire su di una piccola altura per essere visto e ascoltato…non servono sofisticati apparati scenografici. Io li ho sempre detestati….sempre!

  114. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 9:55

    Ma la pianti Cuffini! Le boiate che continuamente riversa a fiumi, i suoi panegirici senza capo né coda che stancano la vista e insultano l’intelligenza tanto sono forbiti di inflessioni irripetibili quelli non li vede, vede solo quello che scrivono gli altri.
    Lei fa come quella favola di Fedro. Quella del tale al quale Giove aveva imposto due bisacce, una se la teneva dietro le spalle, per infilarci tutte le proprie magagne e difettii- e l’altra la metteva davanti per infilarci le cose degli altri giudicando e facendosi beffa. Così fa lei : prontamente allertato a criticare ogni minimo, puntando come i rapaci… ma i dei suoi obbrobri, delle stronzate che dice non vede. Allora, come gli altri non chiedo motivo di quanto scrive, perche a nessuno interessa, , è pregato di fare altrettanto….abbia pazienza….

  115. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 10:04

    Ma io a lei non devo dire proprio niente, si faccia i cxxxi suoi su i mie riferimenti pesonali, ci mancherebbe che non sono padrona adesso di prendere spunto da mie personali riflessioni o note. Glielo dico come direbbero i miei ragazzini, alla gaddina : ” ma chi te’ credi d’esse’, aohhh, ma chi sei! Ma chi te conosce, ma chi te se fila. Aritirate….che fai mejio, qui nc’è trippa pe’ gatti..”

  116. Lorenzo Cuffini scrive,

    24 marzo 2017 @ 10:14

    Io ho una pazienza di Giobbe, in questo.
    L’impunità, che chiede a gran voce, per quello che lei scrive in pubblico, da parte mia se la puo’ scordare.
    A meno che non salga su una piccola altura, e da lì parli di quel che trova compulsando i suoi taccuini straordinari….Ma fin che strombazza sul web, accetti le regole del web.
    E se non le accetta, per me è ugualissimo.

  117. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 10:15

    Ma si ne vada affanculo!

  118. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 10:19

    grandissimo provocatore fascistoide…

  119. Lorenzo Cuffini scrive,

    24 marzo 2017 @ 10:26

    oh, là.
    🙂 🙂 🙂

  120. Victoria Boe scrive,

    24 marzo 2017 @ 12:41

    “Cara Boe, faceva prima a dire che a lei il palco piace. Ognuno ha I suoi gusti, non si discute.”

    E chi l’ha visto il palco? Non sto mica a Milano, io.
    Lei , signora Venturi, semmai mi ha messo la curiosità di vederlo questo palco di cui dice peste e corna.

  121. antonella lignani scrive,

    24 marzo 2017 @ 14:22

    Finitela di litigare, e leggete il post su Salvatore, che è molto meglio!

  122. Victoria Boe scrive,

    24 marzo 2017 @ 16:14

    Hai ragione da vendere, Antonella Lignani.

  123. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 17:31

    Antonella non ti sei accorta che siamo di fronte ad un caso di acclarata misoginia? Questo ‘signore” ha usato lo stesso manganello contro sara1, contro la Venturi, con me in una maniera vergognosa e se nessuno lo ferma continuera’imperterrito con ogni donna che lo contrasti. È un fenomeno che imperversa nel web come nella vita.E’ una malattia….ci.sono stati altri, su questo Blog, fortunatamente silenziati da Luigi.
    Oggi donna, degna di questo nome, dovrebbe lottare contro simili ingerenze. Ma che significa “litigare”, ma di che stiamo parlando. EMa ci mancherebbe. …

  124. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 17:33

    Ogni donna@…sorry!

  125. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 17:37

    E mi meraviglio di te Antonella eppure mi conosci. ..

  126. antonella lignani scrive,

    24 marzo 2017 @ 18:29

    Solo vorrei, cara Clo, che dessi una guardata alla storia di Salvatore, che hai incontrato e che ha espresso un giudizio molto positivo su di te quel giorno nell’hotel di Roma! Non tutti sono misogini!

  127. Clodine-Claudia Leo scrive,

    24 marzo 2017 @ 18:43

    Fortunatamente Antonella!…Avrei anche io alcune storie da raccontare, veramente importanti…forse proverò, anche se al momento, veramente, non me la sento. Ho letto tutto d’un fiato la tua esperienze con le suore…un racconto bellissimo. Ho letto di Salvatore, che ricordo , certo. Ricordo i suoi occhi buoni…così come ricordo te ogni giorno con grandissimo affetto, lo sai.

  128. antonella lignani scrive,

    24 marzo 2017 @ 18:53

    Grazie Clo. Per il resto non ti curare di loro! È il modo migliore per smontarlo!

  129. Victoria Boe scrive,

    24 marzo 2017 @ 20:22

    Antonella Lignani, scusa se mi permetto.Temo che la tua amicizia ti faccia da velo.
    Ti consiglio di essere imparziale. Non è da persona intelligente la partigianeria.
    Lo dico a te come a tutti.

  130. Lorenzo Cuffini scrive,

    24 marzo 2017 @ 21:41

    Uh, ma che bel ritorno a casa!
    Cara Claudia Floris Leo: le ricordo che se c’è qualcuno che ha cercato, goffissimamente, di usare “un manganello” , quella è lei. Pensi ai suoi epiteti da bassofondo e alla indimenticata minaccia di querela.
    Per la misoginia: ammesso ( e assai poco concesso, dato l’uso avventato che ne ha fatto) che conosca il significato del termine, anche qui prende una delle sue cantonate proverbiali.
    Che lei sia donna, alpino, orango o cassone di ferrame arrugginito, non mi interessa punto.
    Purtroppo fanno fede le cose che scrive e di quelle tengo conto.
    Le da ai nervi? Una bella tisana, vedrà che giova.
    Non vedo che si scaldi a fare.
    Ma se ci prova gusto, prego.
    🙂

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