Francesco a Bangkok: inculturare il Vangelo sempre di più

“Non dobbiamo aver paura di inculturare il Vangelo sempre di più”: l’ha detto oggi Francesco ai cattolici thainlandesi e scelgo queste parole a motto della visita papale a quel paese che termina domani, quando inizia quella al Giappone. Nei primi due commenti il contesto di quell’affermazione e poi, a seguire, i passaggi più vivi degli otto discorsi di Bangkok. L’antologia la completerò domani, ora metto la prima pietra. E subito la collego a quanto Francesco aveva appena detto sull’inculturazione in un libretto intervista con Gianni Valente:”Senza di Lui non possiamo fare nulla. Essere missionari oggi nel mondo”, pubblicato ora ora dalla Lev e dalla San Paolo (pp.99, euro 10).

6 Comments

  1. Luigi Accattoli

    Cresce per attrazione. Francesco ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose, ai seminaristi e ai catechisti 1. Una vita consacrata che non è capace di sorprendersi ogni giorno, di gioire o di piangere, ma di sorprendersi, è una vita consacrata che rimane a metà strada. Il Signore non ci ha chiamati per mandarci nel mondo a imporre obblighi alle persone, o carichi più pesanti di quelli che già hanno, e sono molti, ma a condividere una gioia, un orizzonte bello, nuovo e sorprendente. Mi piace molto quell’espressione di Benedetto XVI, che considero paradigmatica e persino profetica in questi tempi: la chiesa non cresce per proselitismo, ma per attrazione (cfr Esort. ap. Evagelii gaudium, 14). «Annunciare Cristo significa mostrare che credere in Lui e seguirlo non è solamente cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle prove» (ibid., 167).

    https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2019/11/22/0907/01851.html

    22 Novembre, 2019 - 23:06
  2. Luigi Accattoli

    Nuovi simboli e immagini. Francesco ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose, ai seminaristi e ai catechisti 2. Questo ci spinge a non aver paura di cercare nuovi simboli e immagini, una musica particolare che aiuti i tailandesi a risvegliare la meraviglia che il Signore ci vuole donare. Non dobbiamo aver paura di inculturare il Vangelo sempre di più. Bisogna cercare le forme nuove per trasmettere la Parola capace di scuotere e ridestare il desiderio di conoscere il Signore: Chi è quest’uomo? Chi sono queste persone che seguono un crocifisso? Preparando questo incontro ho potuto leggere, con una certa pena, che per molti la fede cristiana è una fede straniera, è la religione degli stranieri. Questa realtà ci spinge a cercare con coraggio i modi per confessare la fede “in dialetto”, alla maniera in cui una madre canta la ninna nanna al suo bambino. Con tale fiducia darle volto e “carne” tailandese, che è molto di più che fare delle traduzioni. È lasciare che il Vangelo si svesta di vestiti buoni ma stranieri, per risuonare con la musica che a voi è propria in questa terra e far vibrare l’anima dei nostri fratelli con la stessa bellezza che ha incendiato il nostro cuore.

    22 Novembre, 2019 - 23:07
  3. Luigi Accattoli

    Si impedirono i riti malabarici e cinesi. Nel libretto del Papa con Gianni Valente, che segnalavo nel post, l’ultimo capitoletto è intitolato No ai “neocolonialismi clericali”. In missione seguendo Gesù. In esso l’intervistatore chiede a Francesco come oggi convenga muoversi in regioni e situazioni che a lungo hanno rappresentato “una specie di sogno missionario per tutta la Chiesa” e nelle quali oggi “potrebbero aprirsi nuove possibilità”. Nella risposta del Papa ci sono anche queste parole: “Se qualcuno vuole aiutare questi fratelli [che vivono nelle Chiese di quei paesi: il riferimento è alle grandi nazioni dell’Asia], deve farlo con umiltà, in spirito di comunione, senza la presunzione di voler dire loro cosa devono o non devono fare, adesso e nel futuro. Così si impara sempre qualcosa dalle lezioni del passato, compresi gli errori. Come i passi falsi compiuti quando si impedirono i cosiddetti riti malabarici in India e i riti cinesi in Cina. E furono errori che pesarono per secoli in maniera negativa sull’annuncio del Vangelo in quelle terre” (pp. 95-96).

    Ritengo che queste parole, insieme a quelle del discorso di Bangkok riportate sopra, siano le più impegnative che Francesco abbia pronunciato fino a oggi sulla questione dell’inculturazione: battaglia antica dei missionari gesuiti che ora il Papa gesuita aggiorna e ripropone all’intera comunità cattolica.

    22 Novembre, 2019 - 23:27
  4. Luigi Accattoli

    Crisi migratoria. Incontro con le autorità a Bangkok il 21 novembre 1. La crisi migratoria mondiale non può essere ignorata. La stessa Tailandia, nota per l’accoglienza che ha concesso ai migranti e ai rifugiati, si è trovata di fronte a questa crisi dovuta alla tragica fuga di rifugiati dai Paesi vicini. Auspico, ancora una volta, che la comunità internazionale agisca con responsabilità e lungimiranza, possa risolvere i problemi che portano a questo tragico esodo e promuova una migrazione sicura, ordinata e regolata. Possa ogni nazione approntare dispositivi efficaci allo scopo di proteggere la dignità e i diritti dei migranti e dei rifugiati, i quali affrontano pericoli, incertezze e sfruttamento nella ricerca della libertà e di una vita degna per le proprie famiglie. Non si tratta solo di migranti, si tratta anche del volto che vogliamo dare alle nostre società.

    https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2019/11/21/0901/01870.html

    23 Novembre, 2019 - 20:47
  5. Luigi Accattoli

    Turismo sessuale. Incontro con le autorità 2. In questo senso [cioè riguardo al volto che vogliamo dare alle nostre società], penso a quelle donne e a quei bambini del nostro tempo che sono particolarmente feriti, violentati ed esposti ad ogni forma di sfruttamento, schiavitù, violenza e abuso. Esprimo la mia riconoscenza al governo tailandese per i suoi sforzi volti ad estirpare questo flagello, come pure a tutte le persone e le organizzazioni che lavorano instancabilmente per sradicare questo male e offrire un percorso di dignità […]. Il futuro dei nostri popoli è legato, in larga misura, al modo in cui garantiremo ai nostri figli un futuro nella dignità.

    23 Novembre, 2019 - 20:50
  6. Luigi Accattoli

    Cultura di compassione. Incontro con il Patriarca Supremo dei buddisti, Bangkok, 21 novembre. Quando abbiamo l’opportunità di riconoscerci e di apprezzarci, anche nelle nostre differenze, offriamo al mondo una parola di speranza capace di incoraggiare e sostenere quanti si trovano sempre maggiormente danneggiati dalla divisione. Possibilità come queste ci ricordano quanto sia importante che le religioni si manifestino sempre più quali fari di speranza, in quanto promotrici e garanti di fraternità. In tal senso ringrazio questo popolo, perché, fin dall’arrivo del Cristianesimo in Tailandia, circa quattro secoli e mezzo fa, i cattolici, pur essendo un gruppo minoritario, hanno goduto della libertà nella pratica religiosa e per molti anni hanno vissuto in armonia con i loro fratelli e sorelle buddisti. Su questa strada di reciproca fiducia e fraternità, desidero ribadire il mio personale impegno e quello di tutta la Chiesa per il rafforzamento di un dialogo aperto e rispettoso al servizio della pace e del benessere di questo popolo […]. Potremo promuovere tra i fedeli delle nostre religioni lo sviluppo di nuovi progetti di carità, capaci di generare e incrementare iniziative concrete sulla via della fraternità, specialmente con i più poveri, e riguardo alla nostra tanto maltrattata casa comune. In questo modo contribuiremo alla formazione di una cultura di compassione, di fraternità e di incontro, tanto qui come in altre parti del mondo.

    https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2019/11/21/0902/01847.html

    23 Novembre, 2019 - 22:21

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