Francesco e l’anticoncilio: “Significa essere testardi”

Il Concilio è stato un’opera bella dello Spirito Santo. Pensate a Papa Giovanni: sembrava un parroco buono e lui è stato obbediente allo Spirito Santo e ha fatto quello. Ma dopo 50 anni, abbiamo fatto tutto quello che ci ha detto lo Spirito Santo nel Concilio? In quella continuità della crescita della Chiesa che è stato il Concilio? No. Festeggiamo questo anniversario, facciamo un monumento, ma che non dia fastidio. Non vogliamo cambiare. Di più: ci sono voci che vogliono andare indietro. Questo si chiama essere testardi, questo si chiama voler addomesticare lo Spirito Santo, questo si chiama diventare stolti e lenti di cuore”: così ha parlato il Papa ieri mattina nell’omelia della messa celebrata al Santa Marta. Mia gioia e mio tremore nel leggere quelle parole: gioia per il Papa che le dice, tremore per i “testardi” che conosco. Qui il servizio completo di Radio Vaticana.

Aggiornamento al 18 aprile. Qui un mio articoletto pubblicato oggi dal Corriere della Sera sulla “classe media della santità” evocata domenica da Papa Francesco.

60 Comments

  1. Luigi Accattoli

    All’inizio dell’omelia il Papa aveva ricordato il compleanno del Papa emerito: “Offriamo la Messa per lui, perché il Signore sia con lui, lo conforti e gli dia molta consolazione”.

    17 Aprile, 2013 - 15:02
  2. Cosa ha detto il Papa? Ha detto quel che ha detto!
    Il fatto che il Papa dovrebbe sapere (lo sa di certo!) che nella Chiesa esistono varie fazioni l’un contro l’altra armate (con i propri torti e le proprie ragioni, cosi come esistono fuori di essa. Allora -già qualcun altro lo ha fatto notare- il Papa forse farebbe meglio a esser un poco più preciso quando fa certi discorsi (ma il fatto è che sono Omelie e non discorsi), perchè ognuna delle fazioni strumentalizza e usa come clava contro l’altro le sue parole.
    Cosa ha detto il Papa? Per esserne -quasi, visto il limite che osservavo prima- si dovrebbe avere il testo completo in mano.
    Cosa ne penso sommariamente io (lo so che non ve ne può fregar di mano)?
    Penso che ce l’abbia:
    1) Con i curiali che non gradirebbero certe riforme per non intaccare il loro potere consolidato
    2) Con i fautori della “Ermeneutica della Rottura” (e ci hanno rotto davvero!) e cioè quelli che vorrebbero che dal Concilio è nata “una nuova Chiesa” e quelli che dicono che il Concilio ha rotto (la tradizione) con la Chiesa precedente.
    3) Con certi gruppuscoli (fortunatamente fuori dalla Chiesa) che “Nostra Aetate” è fumo negli occhi e che propugnano ancora un antisemitismo teologico. Idem con gruppi (che probabilmente coincidono con quelli di prima) che non desiderano il dialogo con le altre religioni.

    I più fessi (proprio nel senso etimologico dal latino) di cuore e di cervello l’hanno interpretata e l’interpretano in senso “liturgico”, ovvero che siano parole contro il Motu Proprio di Benedetto XVI che liberalizzava il VOM.
    E loro tipico vista l’etimologia che si osservava prima.

    Però, c’è da “osservare” e ciò è pienamente lecito, che dove non vi è un parlar chiaro meticoloso e puntuale le “interpretazioni ad usum Delphini” fioccano…
    Può darsi che col tempo Papa Francesco imparerà (dopo che ne avrà fatto a sue spese esperienza se legge i giornali, imparerà di certo…)…

    17 Aprile, 2013 - 15:41
  3. elsa.F

    Ci sono i testardi che “vogliono andare indietro” negando il Concilio
    e ci sono quelli che “si inventano il Concilio” facendogli affermare ciò che in quell’ambito non fu mai scritto.

    Io faccio parte di coloro che vorrebbero che il Concilio fosse applicato alla lettera nelle sue Costituzioni, Dichiarazioni e Decreti.

    17 Aprile, 2013 - 15:51
  4. “Io faccio parte di coloro che vorrebbero che il Concilio fosse applicato alla lettera nelle sue Costituzioni, Dichiarazioni e Decreti.”

    E’ pronta e attrezzata a subire improperi, derisioni,e ogni genere di persecuzione [e le dico che alcuni se potessero farebbero anche uso dei metodi dell’inquisizione, dalla tortura al rogo (e il bello è che sono quelli che più fanno finta di odiare l’Inquisizione, diciamo quelli moderni…)]?
    Se si bene, se no si attrezzi…
    P.S. Io la penso come lei!

    17 Aprile, 2013 - 16:02
  5. lorenzo

    A me il papa è parso chiarissimo.
    “Ce l’ha” con chi non vuole cambiare secondo lo Spirito che si è espresso nel Concilio. Per meglio dire “ce l’ha” con tutti quanti noi, quando facciamo questo ( e tutti, chi piu’ chi meno, abbiamo le nostre brave riserve e su questo o quel punto NON vogliamo cambiare).
    ” Ce l’ha ” contro le voci che vorrebbero andare indietro. Anche qui, non mi affannererei per nulla a trovare un destinatario della bacchettata, visto che riguarda tutti noi quando lo facciamo ( e lo facciamo.)
    La critica piu’ dura è questa:
    ” facciamo un monumento , ma che non dia fastidio. ”
    Mi pare il minimo chiamare le cose col loro nome e cognome e fotografarci per quel che siamo quando facciamo così: testardi,stolti e lenti di cuore.
    Che addomestichiamo lo Spirito Santo poi, e a nostro ovvio piacimento, è evidente da ogni parola che pronunciamo.
    Questo papa ce lo dipingono da 40 giorni come una mano carezzevole e delicata e piena di rispetti umani, ma presto incominceremo a vederne anche i ceffoni e le spigolosità. Questo ne è un antipastinino.
    Menomale.

    17 Aprile, 2013 - 16:07
  6. elsa.F

    @lorenzo

    Spiacente, ma io non faccio proprio parte di quel noi!
    Quindi il “noi” andrebbe cambiato in “quelli che…”

    17 Aprile, 2013 - 16:13
  7. Il fatto è che io voglio cambiar tutto, ma come diceva Elsa, seguendo paro paro le “carte” (non le “scuole di pensiero” mediatiche e non) del Concilio.
    Se cosi davvero fosse sai che lai (e certamente non sarebbero i miei)…

    17 Aprile, 2013 - 16:16
  8. lorenzo

    Lietissimo, elsa.F.
    Ragion di piu’ per ascoltare le parole di Francesco come musica per le proprie orecchie, immagino.

    17 Aprile, 2013 - 16:17
  9. lorenzo

    Le scuole di pensiero- mediatiche e non- sul Concilio sono una cosa.
    Il Papa fa riferimento AL CONCILIO.
    Cambiamo tutto secondo la sua parola. Prima di tutto quello che dipende da noi, e quello che è da cambiare in noi, e poi quello che possiamo. Per il resto, diamoci da fare perché il cambiamento ( che non è, come loro credono, un copywright dei grillini) vada avanti.
    I lai esistono per essere lanciati alti e forti, lasciamoli lanciare.

    17 Aprile, 2013 - 16:22
  10. Sara1

    Papa Francesco ha un linguaggio “tagliente” in effetti, Benedetto paradossalmente era più dolce.

    Speriamo sia gentile con gli stolti e i lenti di cuore.

    17 Aprile, 2013 - 16:30
  11. Drami da fare per il cambiamento?
    Ci sono solo tre modi:
    1) La Preghiera
    2) Il Papa mi nomina prefetto della CdF, e iniziamo a darci da fare…
    3) (Impraticabile proprio per un fatto cristiano, lo riporto per pura scuola accademica) Iniziare ad eliminare fisicamente o -meno cruenta- randellare e torturare giornalmente certi tizi che altri tizi si son presi la briga di ordinare sacerdoti… (e sbagliare è umano ma perseverare…) e tutti gli altri tizi di cui si sono contornati.
    4) L’impegno diretto in parrocchia è impraticabile: il 90 % delle parrocchie sono “Okkupate”…

    17 Aprile, 2013 - 16:32
  12. Luigi Accattoli

    Il battesimo basta per evangelizzare. Stamane, sempre alla messa del mattino al Santa Marta, il Papa ha trattato del dovere di evangelizzare che spetta a ogni cristiano: “Io penso a noi, battezzati: se noi abbiamo questa forza e penso: ma noi, crediamo in questo? Che il battesimo basti, sia sufficiente per evangelizzare? O ‘speriamo’ che il prete dica, che il vescovo dica … E noi? Poi, la grazia del battesimo è un po’ chiusa, e noi siamo serrati nei nostri pensieri, nelle nostre cose. O a volte pensiamo: ‘No, noi siamo cristiani: ho ricevuto il battesimo, ho fatto la cresima, la prima comunione … la carta d’identità è a posto’. E adesso, dormi tranquillo: sei cristiano. Ma dov’è questa forza dello Spirito che ti porta avanti?

    17 Aprile, 2013 - 16:33
  13. Sara1

    Oggi su Avvenire c’era un articolo su alcuni autori amati da Francesco, teologia del pueblo, non c’è online ma se ne parla qui.

    http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=4170

    In effetti è un progressismo diverso da quello che intendiamo noi europei (alla Kung per dire) è un’attenzione sociale e un abbattere le barriere che pesca nelle tradizioni popolari, da lì credo derivi quel linguaggio così particolare.

    17 Aprile, 2013 - 16:33
  14. Luigi Accattoli

    Una Chiesa che cura il bambino per farlo addormentare. Sempre stamane, Papa Francesco ha aggiunto queste parole all’appello a usare del battesimo, di cui al commento precedente: “ Occorre essere fedeli allo Spirito per annunciare Gesù con la nostra vita, con la nostra testimonianza e con le nostre parole. Quando facciamo questo, la Chiesa diventa una Chiesa Madre che genera figli, figli, figli perché noi, figli della Chiesa, portiamo quello. Ma quando non lo facciamo, la Chiesa diventa non madre, ma la Chiesa babysitter, che cura il bambino per farlo addormentare. E’ una Chiesa sopita. Pensiamo al nostro battesimo, alla responsabilità del nostro battesimo”. Qui è l’intero servizio di Radio Vaticana.

    17 Aprile, 2013 - 16:35
  15. “Il battesimo basta per evangelizzare”
    Mi fa piacere che Luigi lo dica e il Papa lo dica. Lo dicevo io ieri, ma alcuni mi opponevano che ci voleva “le papier hygiénique”…
    (non posso fornire altri particolari…)

    17 Aprile, 2013 - 16:38
  16. Marilisa

    Luigi, mi fa molto piacere che papa Francesco parli dello Spirito Santo, e lo faccia nei termini con cui lo faceva molto spesso il card.Martini.
    Ho letto l’intero discorso, che non dà adito a dubbi di nessun genere.
    Tu, con molta diplomazia, hai omesso di riportare passaggi molto significativi di quel discorso.
    In esso si parla spesso dell’ “andare avanti” e di “crescita della Chiesa”. Ciò non può essere frainteso.
    Ma, a quanto pare, qui c’è già qualcuno che preferisce fraintendere.

    17 Aprile, 2013 - 16:38
  17. Marilisa

    “…cura il bambino per farlo addormentare. ”

    Verissimo!!

    17 Aprile, 2013 - 16:40
  18. lorenzo

    La preghiera, è, effettivamente , una miniera di cambiamento. Una strada sicura e certa di cambiamento.
    Soprattutto se prego di essere cambiato io.
    E se ci credo veramente, che questo sia possibile.

    17 Aprile, 2013 - 16:44
  19. lorenzo

    …e anche senza essere prefetti della CDF , e senza randellare necessariamente in giro, si possono ottenere cambiamenti non da poco.
    Prendi Francesco ( quello d’Assisi).
    Manco prete e non violento, e guarda che santo casino ha piantato su.

    17 Aprile, 2013 - 16:53
  20. A quelli che su questo blog sono più colti di me (cioè tutti), volevo chiedere la spiegazione di questa frase di Papa Francesco nella sua omelia di questa mattina:
    “Annunciare Cristo, portare avanti la Chiesa, questa maternità feconda della Chiesa. Essere cristiano non è fare una carriera in uno studio per diventare un avvocato o un medico cristiano; no. Essere cristiano è un dono che ci fa andare avanti con la forza dello Spirito nell’annuncio di Gesù Cristo”

    Chiedo a voi (anche alla luce del fatto che io sapevo che il lavoro è/può essere mezzo di santificazione personale e edificazione della collettività, nonchè precisa testimonianza)…

    17 Aprile, 2013 - 18:15
  21. Sara1

    Per come la vedo io vuole mettere in evidenza lo straripare dello spirito rispetto alla pianificazione della nostra vita.
    C’è uno spostamento dall’operare dell’uomo all’agire di Dio.

    17 Aprile, 2013 - 18:20
  22. lorenzo

    Io non sono certissimamente piu’ colto di nessuno, specialmente in materia di dottrina e teologia. Quindi rispondo in base al mio convincimento personale. Che è questo. Che non esistono imprenditori cristiani, medici cristiani, giuristi cristiani, politici cristiani ecc. Non esistono nemmeno padri e madri cristiani. Esistono cristiani che sono , o non sono, a seconda dei casi, padri, madri, mariti, mogli. O cristiani che fanno i medici, gli avvocati, i camalli o i rapper. Io sono di Gesù Cristo che mi ha scelto e cerco di seguirlo ( come posso ) nella strade che io gia’ batto o che scelgo di battere.
    La testimonianza e l’annuncio ( termini che fanno ridere i polli se li pronuncio riferiti a me, ma che mi riguardano eccome, non meno di quanto riguardino il Papa) non sono legati al fatto che io, avvocato o tornitore,faccia il mio lavoro fino in fondo e. vada a messa la domenica, sia prolife e contro i matrimoni gay. Sono legati al fatto che tutti, senza bisogno che io lo dica o mi appunti un distintivo dell AC sul bavero come faceva la bonarma di Scalfaro,
    vedano dal modo in cui io sono e faccio il torniotore, o il medico, dal modo in cui sono marito o papà, che io sono di Cristo.

    17 Aprile, 2013 - 18:31
  23. elsa.F

    @Sara

    Tombola! Infatti le Parrocchie, o almeno quello con cui ho avuto a che fare, sono pervase da questo impulso a “Fare” : “Facciamo questo”, “Facciamo quest’altro”, poi “Facciamo quest’altro ancora”.

    I preti non hanno mai tempo per far nulla, sono sempre impegnati…

    Che bella idea quella di passare dalla “cultura del fare” a quella “del lasciar fare a Lui”, il ché implica divenire “strumenti del suo fare”.

    17 Aprile, 2013 - 18:34
  24. Sara1

    Elsa da un certo punto di vista è la caratteristica del protestantesimo, il sovrabbondare della grazia rispetto all’agire dell’uomo (che è schiacciato dal peccato e limitato nel suo libero arbitrio).

    17 Aprile, 2013 - 18:45
  25. Marilisa

    Io non sono più colta di lei, ma mi permetto di dire innanzitutto che certamente il lavoro “può essere mezzo di santificazione personale e edificazione della collettività”.
    Tutti, nel loro piccolo o grande impegno personale quotidiano, possono “santificarsi”. Dipende da quanto lo fanno tenendo presente la sequela del Cristo, da quanto cioè intendono il proprio lavoro come umile servizio verso gli altri e non perseguendo ambizioni personali o velleità di potere.
    Spesso, infatti, la carriera è vista anche da un sedicente cristiano come percorso per raggiugere posizioni prestigiose ed imporre un’ immagine dominante di sé; superiore, nell’immaginario collettivo, agli altri che vengono visti da un gradino più alto e privilegiato.
    Il cristiano vero, invece, deve, nei fatti, testimoniare (annunciare) la carità del Cristo col servizio, qualunque posizione occupi nella società, qualunque lavoro faccia.
    E nel far questo non può non chiedere l’aiuto dello Spirito Santo, per non sbandare e finire col fare riferimento solo a se stesso ritenendo di essere in possesso, per suo esclusivo merito, di qualità superiori.
    Questo io penso che significhi l’espressione di papa Francesco.

    17 Aprile, 2013 - 18:56
  26. elsa.F

    Se si è strumenti dello Spirito Santo, certamente non si ozia.
    Come non oziano i missionari in terre in cui i cristiani sono perseguitati
    e, in modo diverso, non oziano le Clarisse e le Carmelitane nelle clausure.

    Il problema è quanto di nostro c’è nel nostro fare e quanto c’è di Suo.
    In questo c’è tutta la problematica del discernimento, perché non è carisma di tutti capire quello che Dio vuole da noi.

    17 Aprile, 2013 - 19:03
  27. Gentilmente vi ringrazio delle vostre spiegazioni e spunti di riflessione, ma c’è qualcosa che non quadra.
    O faccio in quanto sono cristiano o sono cristiano in quanto faccio, resta sempre che devo agire. Che poi il frutto dell’azione sboccia a causa di Lui, ma cmq è richiesta una mia partecipazione, impegno o come lo vogliamo chiamare.
    O Marta o Maria come faceva notare Elsa la non azione non appartiene al cristiano, discernimento o no cmq devo “agire” in uno dei due modi. Magari posso (devo) sommare le due cose, ma mai escluderne una, sempre che io non sia un contemplativo (e sempre stando attento a non contemplare me stesso).

    17 Aprile, 2013 - 20:19
  28. elsa.F

    Caro Ubi,
    non so cosa tu intenda per fare.
    Concorderai certamente che il nostro “fare” significa semplicemente “amare” Dio e il prossimo nel momento presente!

    17 Aprile, 2013 - 20:46
  29. Sara1

    Ubi di queste cose ne avevamo parlato tempo fa, ricorda quando si tirava fuori il pelagianesimo?
    Il protestantesimo nasce proprio come una radicalizzazione dell’Agostino antipelagiano mentre il cattolicesimo ha sempre difeso il ruolo dell’uomo a quanto so.

    17 Aprile, 2013 - 20:50
  30. Ricordo bene Sara. Se ben ricordi anche tu il pelagianesimo l’avevo fatto notare io ad un altro. Difficile che poi cada io nello stesso errore. Se leggi bene il mio post precedente trovi una affermazione che fuga ogni dubbio su un eventuale pelagianesimo. Se poi devo essere ancora più chiaro dirò: anche l’atto di fede è “azione” della fede stessa.
    E’ molto probabile che c’è un errore di trascrizione delle parole di Papa Francesco. O ha avuto un lapsus e non ha ben esplicato il suo pensiero o terminato completamente, molto probabilmente.
    Altrimenti il dubbio resta, almeno per me.

    17 Aprile, 2013 - 22:53
  31. Scusate, non ho avuto il tempo di leggere tutti i commenti, ma mi sembra che il succo sia nelle parole in cui si afferma che “lo Spirito Santo ci spinge alla santità”. Non sono quindi opinioni o forme, ma la profonda conversione del cuore che va cercata. E questo non è comodo; meglio restare come si è, nel punto in cui si è arrivati, dove stiamo abbastanza comodi, anche se formalmente a posto. Penso che il Papa ci abbia voluto spingere alla radicalità delle scelte in senso evangelico: in questo senso i pro e i contro servono a ben poco.

    17 Aprile, 2013 - 23:55
  32. Sara1

    Si ma Ubi chiedeva se il lavoro non possa rientrare nella radicalità delle scelte evangeliche.

    18 Aprile, 2013 - 0:45
  33. Signora Lignani ringrazio anche lei. Certo che “lo Spirito Santo ci spinge alla santità”, ci mancherebbe. Solo che quel “ci spinge” dobbiamo vederlo in senso kantiano, cioè di burattini frutto dell’insiene che li pasciuti, o -meglio- nello Spirito Santo riconosciamo la costante spinta alla santità, che però esige un assenso (e qui la differenza tra farsi “strumento” o esser fatto “robot”…)?

    18 Aprile, 2013 - 9:12
  34. Sara1

    Papa Francesco difende il libero arbitrio, basti pensare al Dio non ci condanna ci condanniamo da soli della via Crucis.
    Però ha un linguaggio diverso meno dogmatico e razionale vicino, ripeto, alla sensibilità (carismatica?) dell’America latina.
    E’ per certi versi più netto e radicale, bisogna imparare a conoscerlo.

    18 Aprile, 2013 - 9:35
  35. Se difende il libero arbitrio perchè dice “Essere cristiano non è fare una carriera in uno studio per diventare un avvocato o un medico cristiano; no”?
    Magari Il libero arbitrio mio mi dice di studiare e far carriera per diventare un medico cristiano.
    Poi nel sacrario della mia coscienza leggo io (ma vi leggeancor meglio Dio) se in realtà è un agire ciò per “presunzione”, per filantropia, per mascherare l’ambizione o il carrierismo o -ultimo ma non per importanza, perchè veramente “credo” e voglio “testimoniare con la mia vita, col mio modo di essere.
    Per rispetto a quest’ultima possibilità, non si può (nè si dovrebbe) escludere e dire “non è” e “no”.
    Sarà pure “meno dogmatico e razionale”, ma può incontrare chi si risente (io in questo caso) e glielo fa notare; e chi peggio gli fa “le pulci” e non la pone come semplice “osservazione” ma magari inizia a parlare di “eterodossi” (se non peggio…) vedi sitini particolari…

    18 Aprile, 2013 - 11:21
  36. Marilisa

    “Però ha un linguaggio diverso meno dogmatico e razionale vicino, ripeto, alla sensibilità (carismatica?) dell’America latina.”

    Vicino anche alla sensibilità di quasi tutti gli uomini di questo mondo, se è vero. come lo è, che è entrato senza alcuno sforzo nell’empatia di tutti o quasi.
    Quel “buonosera” del primo incontro con tutti noi ne ha tracciato da subito il profilo.
    Non ho trovato fino ad ora una sola persona a cui non piaccia.
    Parla come tutti, con semplicità ed esternando i suoi pensieri, senza ricorrere a frasi fatte attinte dalla “raffinata” teologia di cui molti si beano.
    È un padre ma anche, soprattutto, un fratello tra fratelli.

    18 Aprile, 2013 - 11:27
  37. luca73

    Ho letto il testo di Papa Francesco, che si chiude con una bellissima preghiera allo Spirito Santo: “Non opporre resistenza allo Spirito Santo: è questa la grazia che io vorrei che tutti noi chiedessimo al Signore: la docilità allo Spirito Santo, a quello Spirito che viene da noi e ci fa andare avanti nella strada della santità, quella santità tanto bella della Chiesa.
    La grazia della docilità allo Spirito Santo”.

    Il fuoco dello Spirito Santo non è un fuoco divoratore; è un fuoco silenzioso, è una piccola fiamma di bontà e di verità, che trasforma, dà luce e calore.. Anche oggi, a suo modo, umile, il Signore è presente e dà calore ai cuori, mostra vita, crea carismi di bontà e di carità che illuminano il mondo e sono garanzia della bontà di Dio.

    Ecco io vorrei che – come diceva Papa Benedetto XVI – anche il Concilio venisse interpretato secondo lo Spirito Santo, ovvero secondo un’ermeneutica della continuità, non della rottura. Penso sia, quindi, necessario ritornare, per così dire, alla ‘lettera’ del concilio – cioè ai suoi testi – per trovarne anche l’autentico spirito.
    Il riferimento ai documenti – diceva sempre Papa Benedetto e mi pare che sul punto concordi anche Papa Francesco – mette al riparo sia da nostalgie anacronistiche sia da fughe in avanti, e consente di cogliere la novità nella continuità.

    Mi dispiace tanto che ci sia ancora qualcuno che – magari in perfetta buona fede – continua a volere che la Chiesa vada dietro al modernismo ed al conformismo dilagante.

    Con buona pace di sedicenti modernisti e di psudo-teologi liberali, la Chiesa deve seguire solo Gesù Cristo.
    Se non segue Gesù, se compromette il Suo insegnamento con le ragioni della dittatura del relativismo, la Chiesa guadagna qualche tiepido fedele in più, ma fallisce nell’annuncio di Gesù Cristo.

    Ha detto Papa BXVI in una delle sue ultime uscite, che: ” […] c’era il Concilio dei Padri – il vero Concilio –, ma c’era anche il Concilio dei media. Era quasi un Concilio a sé, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i media.
    Quindi il Concilio immediatamente efficiente arrivato al popolo, è stato quello dei media, non quello dei Padri.
    E mentre il Concilio dei Padri si realizzava all’interno della fede che cerca di comprendere i segni di Dio in quel momento, […] mentre tutto il Concilio si muoveva all’interno della fede, il Concilio dei giornalisti non si è realizzato, all’interno della fede, ma all’interno delle categorie dei media, cioè fuori dalla fede, con un’ermeneutica diversa.
    Era un’ermeneutica politica: per i media, il Concilio era una lotta politica, una lotta di potere tra diverse correnti nella Chiesa.
    Era ovvio che nella lettura dell’evento conciliare i media prendessero posizione per quella parte che a loro appariva quella più confacente con il loro mondo. Questo Concilio dei media era ed è accessibile a tutti e strumentalizzabile da tutti per i propri comodi.
    Quindi il vero Concilio ha avuto difficoltà a realizzarsi; il Concilio virtuale era più forte del Concilio reale.

    Ma la forza reale del Concilio era presente e si realizza sempre più e diventa la vera forza che poi è anche vera riforma, vero rinnovamento della Chiesa.
    Cinquanta anni dopo, si vede che questo Concilio virtuale si rompe, si perde, e appare per contro il vero Concilio con tutta la sua forza spirituale.
    Ed è nostro compito, proprio in questo Anno della fede, lavorare perché il vero Concilio, con la forza dello Spirito Santo, si realizzi e sia realmente rinnovata la Chiesa.

    E Papa Benedetto ha fatto ricorso ad una citazione di Romano Guardini, teologo profondamente amato anche da Papa Francesco,: “La Chiesa non è una istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realtà vivente. Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi. Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa. Il suo cuore è Cristo”.

    Quindi, nessuna fuga in avanti, ma paziente accoglimento del percorso voluto dallo Spirito, una fiduciosa “ docilità allo Spirito Santo”, che significa anche massimo rispetto degli uomini che sono stati messi (dallo Spirito) a capo della Chiesa di Cristo.

    18 Aprile, 2013 - 11:41
  38. Sii paziente Luca, ma quanto è “citazione” e quanto no nel nel tuo post?
    La fonte? Mille grazie anticipate.

    18 Aprile, 2013 - 11:48
  39. mattlar

    Il battesimo basta per evangelizzare. La potenza del sacerdozio battesimale è incredibilmente sottovalutata. In un eccellente libro, ancora non pubblicato in italiano, Timothy Radcliffe fa notare che i patroni d’Europa sono s. benedetto, san Benedetto, san Francesco di Assisi e santa Caterina da Siena – siano stati capaci di rinnovare profondamente la Chiesa e segnare il passo culturale di un continente, in tempi di grande crisi, senza che nemmeno uno di loro fosse un sacerdote (parlo del sacerdozio ministeriale) !!!! (T. Radcliffe, Take the plundge, Bloomsbury, 2012).
    Quando abbiamo battezzato i nostri figli io e mia moglie ci aspettavamo una preparazione spirituale al battesimo almeno equivalente allo tsunami esistenziale che stavamo vivendo. Invece, la preparazione fu molto deludente… anche perché la chiesa dà ancora troppo per scontato che il battesimo lo chiedono in fondo un po’ tutti e che quindi non sia necessario investirci troppo… Per fortuna le cose – secondo me – stanno per cambiare: i vescovi vicvari di Roma, grazie anche alla spinta del card. Vallini, stanno lavorando molto su questo aspetto che non mancherà di dare i suoi frutti. Ne parlavo l’altro giorno con il vescovo del mio settore e mi fa piacere sapere che ci sia questo risveglio di riscoperta del battesimo.
    Don Andrea Santoro nelle sue Lettere dalla Turchia (devo trovare la citazione giusta, ve la manderò), in occasione di un battesimo adulto di un convertito dall’Islam, usava parole molto dure verso la nostra cultura cristiana occidentale che non si accorge più del valore di questa risorsa e non si rende nemmeno più conto di cosa sta celebrando, tanto è normale e usuale…

    18 Aprile, 2013 - 12:48
  40. “Il battesimo basta per evangelizzare. La potenza del sacerdozio battesimale è incredibilmente sottovalutata.”
    Non ditelo troppo in giro 🙂
    (Ricordiamo anche che ci vogliono i “titoli”, girare il mare e la terra per far adepti e proseliti e”renderli figli ……) ;-: 🙂

    18 Aprile, 2013 - 13:01
  41. luca73

    Caro Ubi,
    ti deluderò, ma la maggior parte delle parole che ho scritto derivano da discorsi che avevo già precedentemente postato nel blog di Luigi, richiamandomi a testi di Papa BXVI, più esattamente:

    luca73 scrive, 26 febbraio 2013 @ 10:47

    luca73 scrive, 1 marzo 2013 @ 8:28

    Ciao. Luca

    18 Aprile, 2013 - 13:02
  42. Il “Battesimo” poi tra le altre leva/lava anche il “Peccato originale”.
    E questo a certi “titolati” (che però cosa strana, hanno a che fare con ciò che è “igienico”, “pulente” 🙂 ) crea fastidio; per loro il “Peccato originale” o e retaggio di una mentalità passata, o -peggio- non esiste…

    18 Aprile, 2013 - 13:07
  43. Ecco perchè chiedevo l’origine delle citazioni. Mi pareva di aver già letto.
    Grazie per la tua “cortesia” (sirocchia della carità)…

    18 Aprile, 2013 - 13:08
  44. Nel racconto di Mosè Dio è come una brezza leggera … ma tenace.

    18 Aprile, 2013 - 13:18
  45. luca73

    Bello il termine “sirocchia”.
    Era dai tempi del Liceo che non la leggevo!

    Ciao amico.

    18 Aprile, 2013 - 13:39
  46. Il fratello di mia nonna, lo zio Giacomo, chiamava sempre “sirocchia” la sorella Mariannina, mia nonna appunto.
    Leggo questo bel pensiero nell’e-mail della Libreria del Santo:

    La Chiesa degli ultimi tempi offrirà a chi ha fame non le pietre ideologiche dei sistemi, né le pietre teologiche dei catechismi; offrirà invece il pane degli angeli e il cuore del fratello offerto come nutrimento puro.

    Pavel Evdokimov

    LibreriadelSanto.it – Via Orto Botanico 11 – 35123 Padova – Tel. 049 8603353

    18 Aprile, 2013 - 14:59
  47. discepolo

    Anch’io penso che il papa Francesco dovrebbe essere più “preciso” nel definire chi sono questi testardi, questi stolti e lenti.
    per esempio chi prende la comunione in bocca e in inginocchio è un testardo e stolto?
    Chi recita il Rosario in latino è un abominevole testardo?
    chi fa la genuflessione alla Comunione è uno stolto?
    iInsomma un po’ più di precisione sarebbe auspicabile. sia fa presto a dire testardi, stolti, lenti. Poi scopri che la maggioranza dei Santi sono stati così, anche nel XX secolo!

    18 Aprile, 2013 - 22:44
  48. discepolo

    I Grandi santi del XX secolo sono stati dei gran testardi e scusate , dei gran “conservatori”, Padre Pio da Pietrelcina, santa Teresa di Calcutta, Papa Giovanni Paolo II.
    Verrebbe da dire . beati i testardi che credono e amano Dio , perché la loro fede, benché sbeffeggiata dai contemporanei, avrà un valore presso Dio.
    Beati quelli che chiameranno stolti perché difendono la Verità di Dio , perché la stoltezza dei loro contemporanei passerà mentre la Verità eterna da loro testimoniata non passerà
    beati voi quando vi chiameranno testardi, stolti e vi sbeffeggeranno e disprezzeranno dentro e fuori la Chiesa, perché solo Dio scruta DENTRO i cuori degli uomini e quelli che gli uomini credono stolti e testardi spesso sono dei Santi al cospetto di Dio.

    18 Aprile, 2013 - 23:03
  49. Cara discepolo, credo proprio che il Concilio non abbia mai detto che non ci si deve inginocchiare facendo la Comunione. Che chi lo faccia venga beffeggiato è un’autentica stortura. Potrei citare momenti in cui sono stata forse non sbeffeggiata, ma sicuramente dissuasa con molti argomenti da fare un gesto di venerazione davanti al tabernacolo, al quale pure il CCC dice che si deve adorazione! Sono sicura che papa Francesco non intendeva nulla di tutto questo; lo abbiamo visto pregare davanti al tabernacolo con Benedetto XVI. Credo che papa Francesco chiamasse testardi e pigri coloro che non mettono in pratica la Parola di Dio, la cui lettura e meditazione giustamente si è tanto diffusa dopo il Concilio.
    Detto questo, sono sicura che anche mia nonna, che prima ho citato, faccia parte dei “santi di tutti i giorni”. Ogni mattina consacrava la sua giornata al Sacro Cuore di Gesù. Sono contenta che papa Francesco abbia parlato di questi santi non canonizzati. La nonna mi diceva: “Quando saremo in Paradiso mi vedrai bella e giovane, ma mi riconoscerai subito, perché sarò io”. Un bellissimo augurio.

    19 Aprile, 2013 - 0:40
  50. Cara discepolo, sono più che mai convinta che nelle discussioni pro e contro il Conclio si debba sempre tenere conto del fatto che c’è chi “strumentalizza” il Concilio per avvallare superficialità e sciatterie che col Concilio non hanno proprio niente a che fare. Rileggiamo i documenti, per favore.

    19 Aprile, 2013 - 0:49
  51. manuel76

    @ Antonella Lignani
    “credo proprio che il Concilio non abbia mai detto che non ci si deve inginocchiare facendo la Comunione”

    Sicuramente il Concilio non l’ha mai detto, come non ha mai detto che non si debba usare il piattino per raccogliere le bricioline invisibili che possono cadere…
    Di certo inginocchiarsi in preghiera o per ricevere la comunione è un gesto di adorazione verso il sacramento.
    A me è capitato solo in Polonia a Czestochowa di ricevere la comunione alla balaustra.

    A livello di impressione personale però non mi piace. Mi sembra un gesto che più che di adorazione diventi più uno strumento di sottomissione non al sacramento, quanto invece al ministro, che spesso dimentica di essere ministro e fa “cadere dall’alto” non tanto la grazia sacramentale, ma più spesso le proprie opinioni.

    Un po’ come la confessione sotto forma di accusa, mi sembra uno di quei gesti che sotto-pongono il laico al chierico.

    Ricevere la comunione in mano, in piedi, da un sacerdote che ti dice che è il Corpo di Cristo, pensando ogni volta quello che dice e non ripetendo a macchinetta, ti porta sulle labbra il sorriso e la felicità che ti arriva dal sacramento, dopo che hai riconosciuto che, indegno, ti basta una sola Sua parola e sarai salvato!

    19 Aprile, 2013 - 9:55
  52. Manuel il problema non è quello…
    è più grosso purtroppo e ne abbiamo parlato fino alla nausea.

    19 Aprile, 2013 - 10:10
  53. manuel76

    Capisco, Ubi.
    La mia esperienza è quella di gruppi di laici che devono pretendere dai preti che questi facciano il loro lavoro decentemente. E non riescono.
    Sia durante la messa sia fuori.
    Spesso non ricevono ascolto alcuno e viengono allontanati perchè danno noia.
    L’unica linea che viene portata avanti è quella dell’elogio della pigrizia, disonestamente mascherata dai mille impegni.
    E tutte le occasioni son buone per millantare un magistero che viene esercitato solo nella ricerca del potere.

    E’ per questo che tutti i rubricismi mi irritano.

    19 Aprile, 2013 - 11:14
  54. Proprio per tutto quello che dite, sono sempre più convinta che il monito di papa Francesco a non opporsi all’azione dello Spirito significa semplicemente non opporsi alla vocazione alla santità.

    19 Aprile, 2013 - 14:39
  55. discepolo

    In una biografia che sto leggendo del grande musicista Giuseppe Verdi,di cui quest’anno si celebra il centenario, si cita la risposta che egli dette ai vari musicofili e musicologi “alla moda” che gli chiedevano come mai non accettasse le “novità” che Wagner e i wagneriani avevano ormai definitivamente immesso nella musica, stravolgendo tutti i modelli di opera e di tonalità.
    Il grande Verdi rispose “TORNIAMO ALL’ ANTICO E SARA UN PROGRESSO”
    Per queste sue parole chiedo che venga nominato SANTO protettore dei “TESTARDI” che vogliono tornare all’antico!
    Ma sì un Santo protettore così ce lo meritiamo noi testardi e stolti! , un Santo a cui far salire le nostre preci quando ci prendono a calci e quando perfino il papa ci da’ un sonoro schiaffone! Invisi a tutti, potremmo almeno intonare , nel nostro intimo le immortali note di ” Va’ pensiero” 😉

    19 Aprile, 2013 - 14:50
  56. discepolo

    C’è più musica in un aria di Verdi che in tutta la Tetralogia di Wagner , sentenziò uno Stravinskji revisionista negli anni ’20.
    magari nel futuro, (speriamo) uno studioso revisionista ma onesto e serio potrà sentenziare che c’è più spiritualità cattolica in una semplice ‘Adorazione Eucaristica” tenutasi in una anonima parrocchia , a cui parteciparono tre vecchiette, che in tutti i tomi scritti dal ’60 ad oggi della “nouvelle teologie”.

    19 Aprile, 2013 - 15:01
  57. Sì, questo è vero, tanto più che papa Francesco ha riconosciuto la santità delle tre vecchiette.

    19 Aprile, 2013 - 16:51
  58. manuel76

    Con tutto il rispetto, rimanere nell’antico, benchè ami tantissimo l’antiquariato di case, mobili, non deve essere un sedersi sugli allori e non ricercare forme nuove.
    Su Wagner…bah…Stravinskji ha scritto un Pater noster e unave maria stupende…Avo Part un Magnificat da pelle d’oca! e non son certo musiche antiche… 🙂

    http://www.youtube.com/watch?v=TbxnnC22gwY

    https://www.youtube.com/watch?v=qIOO_4qejzw

    Si puo’ cercare qualcosa di nuovo, di adeguato, di coinvolgente che sia anche bello?

    19 Aprile, 2013 - 17:39
  59. Questo il Vangelo di oggi (Gv 6, 60):
    In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».

    Il Vangelo è molto esigente: anche di fronte a Gesù alcuni si sentivano sgomenti, alcuni se ne andavano. Ma erano parole di vita eterna, come disse Pietro.

    20 Aprile, 2013 - 12:31

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