Sono coautore di un libretto sulle parabole del Papa, cioè sui racconti di vita che svolge nella predicazione. Arriva ora in libreria con il titolo: C’era un vecchio gesuita “furbaccione” (Edizioni Paoline, pp. 205, euro 14.00). Cliccando sul titolo potete vedere la copertina e leggere la prefazione, l’indice, la quarta di copertina: l’indice vi conquisterà con la varietà dei casi e della lingua. Ho scritto il libretto in collaborazione con il collega Ciro Fusco, che è un visitatore di questo blog. Nei primi commenti qualche passaggio della mia prefazione, la spiegazione del titolo, quattro parabole che amo di più.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Buongiorno visitatori belli e buon voto. Tira poco questa tornata, sento dire, come partecipazione. Tanto più conviene esserci. Io sono tra quelli del “voto sempre” sia come metodo, in quanto ritengo che la polis [da cui la politica] se n’avvantaggi; sia perché non amo lasciare ad altri le scelte. Ho già votato: lista Pd, preferenze per David Sassoli e Beatrice Covassi.
Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” legge lunedì 27, cioè dopodomani, il brano degli “Atti degli Apostoli” [capitolo 28, 11-16] che narra l’arrivo di Paolo a Roma: per noi romani questa lettura ha qualcosa di straordinario e anche di emozionante. Nei commenti una scheda di introduzione, il testo che affrontiamo, l’invito a partecipare che rivolgiamo a chiunque legga questo annuncio e voglia esserci.

Con questo leone trasteverino, gente rissosa, ho mezzo litigato chiedendogli io di girare in qua e tenace lui a mordere in avanti. Gli ho perdonato in grazia dei tanti ricci. Nei commenti altre insensatezze che solum sono mie.
La Lettura, supplemento settimanale del Corsera, pubblica nel numero che sarà in edicola fino a sabato un mio speciale – alle pagine 54 e 55 – sui santi “assassini guerrieri e combattenti”, che cioè in vita hanno ucciso, o agito mettendo nel conto di poter uccidere, o guidato a uccidere, o esortato a uccidere. Ho risposto a un’inaspettata richiesta della direzione improvvisando una mia antologia di 12 nomi e presentandola con una breve premessa. Nel primo commento riporto la premessa e poi, di seguito, i dodici profili.
Parlando ieri alla Cei [vedi post precedente] il Papa ha qualificato come “probabile” un “Sinodo per la Chiesa italiana”, senza dare indicazioni di tempo ma di metodo e osservando che “questo [modo di procedere] prenderà del tempo”. Dunque siamo ancora alla fase del progetto, non ancora operativo. Tenendo conto dei riflessi lenti dell’episcopato italiano, immagino che il Sinodo d’Italia – che vedo urgente – si farà sotto il prossimo Papa. Nei commenti riporto le parole di Francesco su questo e sulla riforma dei processi matrimoniali; e aggiungo due mie note.
Oggi dalle 16.00 alle 18.00 sarò a TV2000 per il Papa all’apertura dell’assemblea dei vescovi italiani. Mi vado preparando rileggendo qualche suo ultimo messaggio alla Chiesa italiana. In particolare la conversazione che ebbe il 9 maggio a San Giovanni con il convegno della diocesi di Roma, carica di provocazioni. Nei commenti ne richiamo qualche passo che allora non ripresi qui nel blog: Francesco è un vulcano e non riesco a tenergli dietro come vorrei.
Chiamato a un convegno genovese su don Gianni Baget Bozzo nel decennale della morte (8 maggio 2009) ho trattato della sua “”vocazione orbitante a esplorare l’altra faccia del pianeta” e in coda – riflettendo sulle eredità che ha lasciato – ho indicato come una delle principali “la difesa degli omosessuali”. Nel primo commento riporto il contesto nel quale ho formulato questo riconoscimento e nel secondo invito i visitatori ad aiutarmi in una ricerca che sto conducendo in vista di un articolo per “il Regno”.
“Dio c’è ma non si lascia coinvolgere” diceva una scritta murale del “maggio francese” (1968) andando sulla stessa sentenza che Montale in uno degli “Ossi di Seppia” (1927) aveva stretto in due parole: “divina indifferenza”. I Gesuiti sono contrarissimi a questa veduta secolare: già il cardinale Martini assicurava i milanesi che Dio “rischia” con l’uomo e Bergoglio ha appena garantito ai bulgari che il Signore “si mette in gioco facendosi uno di noi”.
Sull’impresa dell’elemosiniere ho scritto ieri un commento per la cronaca romana del Corsera che è stato pubblicato con il titolo Il cardinale e il palazzo occupato: se i sigilli difendono l’inerzia. Lo riporto nel primo commento.
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