“Dio c’è ma non si lascia coinvolgere” diceva una scritta murale del “maggio francese” (1968) andando sulla stessa sentenza che Montale in uno degli “Ossi di Seppia” (1927) aveva stretto in due parole: “divina indifferenza”. I Gesuiti sono contrarissimi a questa veduta secolare: già il cardinale Martini assicurava i milanesi che Dio “rischia” con l’uomo e Bergoglio ha appena garantito ai bulgari che il Signore “si mette in gioco facendosi uno di noi”.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Sull’impresa dell’elemosiniere ho scritto ieri un commento per la cronaca romana del Corsera che è stato pubblicato con il titolo Il cardinale e il palazzo occupato: se i sigilli difendono l’inerzia. Lo riporto nel primo commento.
Alle 22 di sabato il cardinale di strada Konrad Krajewski si è calato in un tombino davanti al palazzo Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, occupata abusivamente dal 2013 e ha staccato i sigilli al contatore apposti dall’ACEA che da allora non riesce a ottenere il pagamento delle bollette. Nei commenti la coperta e le sue frange, il resoconto dell’attacco di Salvini e la previsione della difesa dei Cinque stelle. Mia noticina seria e mie battute goliardiche.
Francesco autorizza i pellegrinaggi a Medjugorje ma avverte che tale decisione non va interpretata come “autenticazione” delle apparizioni che sono ancora sotto esame. Nei commenti la dichiarazione del portavoce e contorni vari.
Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” legge lunedì 13, cioè dopodomani, dal capitolo 28 degli “Atti degli Apostoli” la narrazione dell’approdo di Paolo a Malta: è l’ultima tappa fuori d’Italia dell’emozionante avvicinamento dell’apostolo a Roma. L’arrivo nella nostra città lo leggeremo probabilmente lunedì 27 maggio: e in quell’occasione stapperemo. – Nei commenti una scheda di introduzione all’episodio, il testo che affrontiamo, l’invito a partecipare che rivolgiamo a chiunque legga questo annuncio e voglia esserci.
Francesco ha promulgato oggi il Motu proprio “Vos estis lux mundi” [Voi siete la luce del mondo] contenente “nuove misure al fine di prevenire e contrastare gli abusi sessuali commessi contro i minori, contro le persone vulnerabili o attuati con violenza, minaccia o mediante abuso di autorità”: così lo presenta il comunicato ufficiale. Nel primo commento descrivo il documento, nel secondo elenco le cinque maggiori novità normative di cui è portatore. Novità che poi dettaglio in altrettanti commenti. Alla fine metto dei link d’approfondimento.
Parlando in aereo con i giornalisti, ieri sera al rientro dal viaggio in Bulgaria e in Macedonia del Nord, Francesco ha lodato il patriarca Neofit come “uomo di Dio” ed ha esteso l’elogio ai tanti patriarchi ortodossi che ha conosciuto fino a oggi. Intitolo su questo la mia antologia della conferenza stampa, con titoletti anche su Jean Vanier che è morto ieri, sulla fatica dei viaggi, sulla canonizzazione di Stepinac, sul diaconato femminile.
Akihito imperatore di stirpe divina si è cambiato d’abito e ha lasciato il trono a 85 anni, età nella quale i due atti era stati compiuti da Papa Benedetto. Il Dalai Lama Tenzin Gyatso, che di anni ne ha 83, ha preannunciato il ritiro. Tre decisioni senza precedenti: s’allunga la durata della vita e i saggi imparano a contare le stagioni. “Ho 85 anni e so che sto morendo” aveva detto il poeta Borges parlando a nome di tutti.
La mia visita odierna intende idealmente riallacciarsi a quella compiuta da San Giovanni Paolo II nel maggio 2002 e si svolge nel grato ricordo della presenza a Sofia, per circa un decennio, dell’allora Delegato Apostolico Mons. Angelo Giuseppe Roncalli: così Francesco stamane a Sofia nel saluto alle autorità della Bulgaria, dove resta oggi e domani, mentre martedì visiterà la Macedonia del Nord nel ricordo di Madre Teresa e a sera rientrerà a Roma. Come per altri viaggi mi impegno a mettere nei commenti a questo post gli elementi di maggiore interesse di queste due visite che potremmo chiamare ecumeniche e missionarie, a paesi dove i cattolici sono piccole minoranze.
Mi chiamano ad Abano Terme con un titolo urticante: «Pecchiamo ancora?». Accompagnato però da un sottotitolo ammorbidente: «I peccati sociali alla luce della Laudato si’». Mi trovo meglio con l’arduo titolo ed è soprattutto su quello che provo a narrare la conversazione che ne è venuta. E’ l’attacco di un mio testo pubblicato da “Il Regno” 8/2019. Nel primo commento il resto del prologo e il link al testo integrale.
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