Andando da Sestri Levante a Lavagna si trova scritto all’imbocco della galleria di Sant’Anna: “Ti amo bellissima perdonami e stammi vicina”. All’interno della galleria leggi sul muro di destra: “Bubina perdonami ti amo. J.J.” Stessa galleria, imbocco da Lavagna verso Sestri: “Tobi ti amo ancora”. Mi figuro che lo stesso scrivente che va e torna. Chiedo ai visitatori giovani di aiutarmi a intende i nomi da cui verrebbero Bubina e Tobi.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
“Dal momento che siamo peccatori, saremo sempre tentati dallo spirito del mondo, che si manifesta in modi diversi e il primo di essi è l’abbaglio ingannevole del relativismo, che oscura lo splendore della verità e, scuotendo la terra sotto i nostri piedi, ci spinge verso le sabbie mobili della confusione e della disperazione. È una tentazione che nel mondo di oggi colpisce anche le comunità cristiane, portando la gente a dimenticare che «al di là di tutto ciò che muta stanno realtà immutabili; esse trovano il loro ultimo fondamento in Cristo, che è sempre lo stesso: ieri, oggi e nei secoli» (Gaudium et spes, 10; cfr Eb 13,8). Non parlo qui del relativismo inteso solamente come un sistema di pensiero, ma di quel relativismo pratico quotidiano che, in maniera quasi impercettibile, indebolisce qualsiasi identità”: così ha parlato ieri Francesco ai vescovi dell’Asia. Nei primi commenti altre parole del Papa in Corea.
Aggiornamento al 18 agosto. Per una mia lettura delle parole del Papa sul modo di presentare il cristianesimo all’Asia, vedi qui.
“Spaghetti con muscoli e muscoli ripieni” è stata la mia scelta alla tavolata della “Festa della parrocchia di San Bartolomeo della Ginestra” a Sestri Levante. Centinaia di persone in fila per acquistare il buono pasto, Luigino al microfono che animava la serata, sul palco il gruppo LRB Libertade con un “tributo a Fabrizio De André”. Ragazzini delle elementari e delle medie che facevano la “pulizia ai tavoli”. Quelli delle superiori che servivano i tavoli con la scritta sulla maglietta. Le mamme a cucinare. Il parroco che mi presenta la signora Leda che presiede alla cucina e mi racconta com’è nata la festa, trent’anni addietro, con una prima cena a base di melanzane ripiene. Un bello spettacolo di partecipazione corale. Tantissimi giovani. Nel programma c’è anche, per giovedì 21, uno spettacolo preparato dai “ragazzi ucraini ospitati dalle famiglie del territorio”. Bravo parroco.
C’è un pericolo che viene nei momenti di prosperità: è il pericolo che la comunità cristiana si “socializzi”, cioè che perda quella dimensione mistica, che perda la capacità di celebrare il Mistero e si trasformi in una organizzazione spirituale, cristiana, con valori cristiani, ma senza lievito profetico. Lì si è persa la funzione che hanno i poveri nella Chiesa. Questa è una tentazione della quale le Chiese particolari, le comunità cristiane hanno sofferto tanto, nella storia. E questo fino al punto di trasformarsi in una comunità di classe media, nella quale i poveri arrivano a provare anche vergogna: hanno vergogna di entrare. E’ la tentazione del benessere spirituale, del benessere pastorale. Non è una Chiesa povera per i poveri, ma una Chiesa ricca per i ricchi, o una Chiesa di classe media per i benestanti. Così il Papa ieri ai vescovi della Corea. Nei primi commenti altre parole di Francesco sullo stesso tema.
Dyob ti amo ma ti preferisco con la “i”. Dany – Scritta del sottopasso della stazione dei treni di Santa Margherita Ligure, sulla destra di chi vada al primo al terzo binario.
“La situazione drammatica dei cristiani, degli Yazidi e di altre comunità religiose numericamente minoritarie in Iraq esige una presa di posizione chiara e coraggiosa da parte dei responsabili religiosi, soprattutto musulmani, delle persone impegnate nel dialogo interreligioso e di tutte le persone di buona volontà. Tutti devono unanimemente condannare senza alcuna ambiguità questi crimini e denunciare l’invocazione della religione per giustificarli”: così una dichiarazione pubblicata ieri a nome del Papa dal Consiglio per il dialogo interreligioso. Nei primi commenti altri passaggi della dichiarazione. Parole senza precedenti per delitti senza precedenti.
Aggiornamento alle ore 12.40. “Nel rinnovare il mio appello urgente alla comunità internazionale ad intervenire per porre fine alla tragedia umanitaria in corso, incoraggio tutti gli organi competenti delle Nazioni Unite, in particolare quelli responsabili per la sicurezza, la pace, il diritto umanitario e l’assistenza ai rifugiati, a continuare i loro sforzi in conformità con il Preambolo e gli Articoli pertinenti della Carta delle Nazioni Unite”: così una lettera del Papa al segretario generale dell’ONU.
Aggiornamento al 14 agosto. Ecco un mio articolo di interpretazione delle iniziative papali pubblicato oggi dal Corsera.
“Allo scopo di sottrarli al servizio militare aveva amputato i pollici ai suoi due giovani figli” si dice di un cavaliere romano al paragrafo XXIV della vita del “Divus Augustus” scritta da Svetonio. Ricordo i tanti uomini adulti e anziani che non avevano l’indice quand’ero bambino: quante dita tagliate dai padri tra le grida delle madri per salvare i figli dalle guerre nei millenni e fino a ieri, e ancora oggi in altre terre. “Filiis adulescentibus causa detrectandi sacramenti pollices amputasset”: il sacramentum nell’antica Roma era il giuramento del servizio militare. Duemila anni più tardi sarebbe cambiato il dito da tagliare: non più il pollice per la spada ma l’indice che va sul grilletto. Quando si dice il progresso.
“Oggi è finito il tempo delle mediazioni, dobbiamo ascoltare direttamente la voce dello Spirito e credo che ora siano le donne a dover parlare, perché le donne sono più ricettive, sanno riconoscere la tenerezza di Dio, trasmetterla, raccontarla” parole di Antonella Lumini, una mistica dei nostri giorni. Vive da eremita urbana e dopo lunghi anni di silenzio ha pubblicato “Memoria profonda e risveglio” (Lef 2008), “Dio è madre” (Intento 2013) nei quali parla dell’avvicinarsi del ritorno di Cristo con parole miti e ardenti. Le parole citate sopra sono in un’intervista all’Osservatore Romano del 2 luglio. Le saluto con un bicchiere di Vino Nuovo.
“Ci lasciano increduli e sgomenti le notizie giunte dall’Iraq: migliaia di persone, tra cui tanti cristiani, cacciati dalle loro case in maniera brutale; bambini morti di sete e di fame durante la fuga; donne sequestrate; persone massacrate; violenze di ogni tipo; distruzione dappertutto; distruzione di case, di patrimoni religiosi, storici e culturali. Tutto questo offende gravemente Dio e offende gravemente l’umanità. Non si porta l’odio in nome di Dio! Non si fa la guerra in nome di Dio! Noi tutti, pensando a questa situazione, a questa gente, facciamo silenzio adesso e preghiamo. [Silenzio] Ringrazio coloro che, con coraggio, stanno portando soccorso a questi fratelli e sorelle, e confido che una efficace soluzione politica a livello internazionale e locale possa fermare questi crimini e ristabilire il diritto”: così il Papa all’Angelus.
Aggiornamento all’11 agosto. “Le persone private della casa in Iraq dipendono da noi. Invito tutti a pregare e, quanti possono, ad offrire un aiuto concreto”: è un nuovo tweet di Papa Francesco.
Sono tornato dai certosini di Farneta, Lucca, dove ho tenuto una nuova conversazione con i monaci su Papa Francesco simile a quella dell’anno scorso. Sono poi salito a Formentale, minuscola frazione montana in direzione della Garfagnana, ospite di un caro amico che qui passa una parte dell’anno e che già mi fu guida nella mia ricerca delle vicende dei monaci. Dalle finestre della sua casa si vedono – giù in basso – sia Lucca che Pisa, nonchè il monte di San Giuliano “per che i pisani veder Lucca non ponno”. Un saluto a tutti da questi luoghi straordinari per natura e memorie.
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