Il blog di Luigi Accattoli Posts

Bellissima festa stamane a San Gregorio al Celio con Romolo Pietrobelli, amico da una vita, che compie cent’anni lucido e contento, pieno di gratitudine: “ho avuto tutto”; e desideroso solo di “andare in paradiso: io aspetto il transito”. E’ stato presidente della Fuci e dei Laureati Cattolici (oggi Meic), ambienti dove anch’io ho svernato a lungo e infine siamo stati insieme per dodici anni nella Giuria del Premio Castelli. Nei commenti riporto alcune delle parole che Romolo ha detto stamane ai quaranta che lo festeggiavamo e metto il link a due sue interviste dei cent’anni
Il battesimo di Gesù nel fiume Giordano – mosaico della cattedrale di Monreale – metà del XII secolo – per introdurre la scheda di Pizza e Vangelo sul capitolo 3 di Matteo che narra la predicazione di Giovanni il Battista e il suo incontro con Gesù al Giordano. Nei commenti il testo della scheda e l’invito dei passanti e naviganti a collegarsi

In questo Giubileo dei poveri lasciamoci ispirare dalla testimonianza dei Santi e delle Sante che hanno servito Cristo nei più bisognosi e lo hanno seguito nella via della piccolezza e della spogliazione. In particolare, vorrei riproporre la figura di San Benedetto Giuseppe Labre, che con la sua vita di “vagabondo di Dio” ha le caratteristiche per essere patrono di tutti i poveri senzatetto: così il Papa ha parlato stamane all’omelia della Giornata mondiale dei poveri. Sono felice delle sue parole e nel primo commento spiego perchè

Cuore grande dei crisantemi e loro voci alterne alla finestra: “tre tre tre” diceva uno, “giallo giallo giallo” faceva l’altro, “luce luce luce” chiudeva il terzo
Due notizie: una grande e una minima. Domenica 16 novembre, che è la prossima, per la Giornata mondiale dei poveri le reliquie di San Benedetto Giuseppe Labre, custodite nella chiesa romana di Santa Maria ai Monti, che è la mia parrocchia, saranno a San Pietro per la celebrazione eucaristica presieduta da Papa Leone: e questa è la notizia maiuscola. L’altra è minima: stasera alle 19.30 io parlo del nostro santo nella nostra chiesa, trattando lo stesso argomento che è nel titolo del libretto che vedi nella foto Nei commenti il testo della conferenza

Il Tondo Doni di Michelangelo, 1505/6, che è agli Uffizi, per introdurre la registrazione audio della serata di Pizza e Vangelo che abbiamo fatto il lunedì 3 novembre, leggendo dal secondo capitolo del Vangelo di Matteo i tre brani della fuga in Egitto, della strage degli innocenti e della decisione di Giuseppe di stabilirsi a Nazaret. Qui sotto il link alla registrazione e nel primo commento la mia gratitudine a Michelangelo per la schietta umanità e fisicità con cui ha rappresentato la famiglia di Gesù in questo Tondo che splende al centro degli Uffizi
Foto presa ieri dal fioraio di Piazza Vittorio
La fuga in Egitto di Renato Guttuso – Sacro Monte di Varese – 1983 per introdurre la scheda di presentazione della lectio di Pizza e Vangelo che faremo via Zoom lunedì 3 novembre alle 21.00, leggendo dal secondo capitolo di Matteo i tre episodi della fuga in Egitto, della strage degli Innocenti e della decisione della famiglia di Gesù di stabilirsi a Nazareth.  L’incarnazione del Verbo comporta la sua partecipazione a tutte le miserie e le tragedie della vita umana, comprese persecuzioni e migrazioni coatte. Nei commenti la scheda di preparazione alla lectio 
Mi aiuta questa scritta – forse tracciata da uno simile a me – che ho fotografato ieri in via di San Paolo della Croce, a pochi passi dalla chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Quand’ero giovane mi ingegnavo a partecipare alle vicende politiche del paese ma ora che sono vecchio mi adopero a benedire questo stesso paese
Come Vescovo in Perù, sono felice di aver sperimentato una Chiesa che accompagna le persone nei loro dolori, nelle loro gioie, nelle loro lotte e nelle loro speranze. Questo è un antidoto contro un’indifferenza strutturale che si va diffondendo e che non prende sul serio il dramma di popoli spogliati, derubati, saccheggiati e costretti alla povertà. Spesso ci sentiamo impotenti dinanzi a tutto questo, eppure, a questa che ho definito «globalizzazione dell’impotenza», dobbiamo iniziare ad opporre una «cultura della riconciliazione e dell’impegno». [3] I movimenti popolari colmano questo vuoto generato dalla mancanza di amore con il grande miracolo della solidarietà, fondata sulla cura del prossimo e sulla riconciliazione. Così ha parlato ieri Papa Leone ai “partecipanti all’incontro mondiale dei Movimenti Popolari”. Ritengo rilevante questo discorso per l’interrogativo sulla continuità tra Francesco e Leone in merito alla predicazione sociale: ora possiamo dire che tale continuità è confermata. Nel primo commento un altro passaggio del discorso, nel quale Leone cita l’Esortazione apostolica Dilexi te sull’amore verso i poveri ch’egli ha ricevuto “in eredità” dal predecessore e che ha pubblicato come sua il 9 ottobre