Il blog di Luigi Accattoli Posts

A ogni tornata elettorale nazionale sono stupito dalla facilità con cui la destra si accorpa mentre la sinistra si disarticola. Penso sia dovuto al migliore istinto elettorale della prima rispetto alla seconda. Nel primo commento svolgo compiutamente questa diatriba.

Particolare di “Piazze d’Italia 1942” di Giorgio De Chirico, che nel primo commento accosto arbitrariamente a un frammento del romanzo Pedro Pàramo di Juan Rulfo (Messico 1955). Tra l’Italia 1942 e il Messico 1955 tutto è diverso. Ma forse la notte, le ombre, l’avvertenza del dramma sono uguali dappertutto.
Finalmente sono salito sulla sommità della Pietra di Bismantova, che sognavo da quando – in seconda liceo – leggendo il Purgatorio di Dante, trovai segnalato questo luogo di arduo accesso: “Montasi su in Bismantova”. Nei commenti una mia divagazione su alcuni dei luoghi dove sono stato negli anni lasciandomi guidare da Dante esule e fuggiasco, curioso delle località quant’altri mai.

Santuario di Boccadirio nell’Appennino bolognese, tappa mediana di un trasferimento di mezza estate. Gran bella montagna e vivissimo luogo di pietà popolare. L’ho incontrato oggi per la prima volta e lo suggerisco ai visitatori: a due passi dall’uscita autostradale di Roncobilaccio.

Se non chiedi perdono ti tirano le pietre, ma se lo chiedi le pietre arrivano lo stesso: è il caso del Papa e delle sue “confessioni di peccato” fatte a nome della Chiesa durante il viaggio in Canada la settimana scorsa, riguardo alle corresponsabilità dei cattolici nei maltrattamenti dei nativi, con particolare riferimento alle scuole residenziali [vedi post del 25 luglio: http://www.luigiaccattoli.it/blog/bergoglio-agli-indigeni-del-canada-vi-ringrazio-per-aver-condiviso-con-me-la-vostra-memoria-sanguinante/]. Critiche dei media fatte proprie anche dal Governo del Canada e alle quali il Papa ha risposto durante il colloquio con i Gesuiti del Paese avvenuto il 29 luglio a Québec e pubblicato ieri da La Civiltà Cattolica. Nei commenti un richiamo alle critiche, la risposta del Papa, un riepilogo della richiesta di perdono fatta dal Papa lungo tutto il viaggio.

Ho comprato un frigo prodotto in Turchia (dalla Sekom). L’hanno portato su per le scale e installato un rumeno aiutato da un cinese, mentre l’alimentazione elettrica è stata sistemata da un elettricista egiziano. Nella giornata di ieri mezzo mondo si è dato appuntamento nella mia cucina.

Il vecchio papa divaga generosamente sulla vecchiaia e il vecchio vaticanista s’ingegna a mettere ordine nel cesto di quelle tante catechesi: è l’attacco di un mio articolo pubblicato dalla rivista Il Regno con il titolo Francesco in carrozzina. La lectio sul “magistero della fragilità”. Tratta del ciclo sulla vecchiaia che è partito il 23 febbraio e alla fine di giugno era giunto alla 15ma catechesi ma non era ancora concluso. Nei commenti alcuni passaggi del testo.

Nel primo commento la mia preghiera per le sorelle morte sui binari del Frecciarossa a Riccione, alle sette del mattino, nel sole di fine luglio

Rientrato ieri dal Canada, oggi all’Angelus Francesco è tornato a implorare la pace tra russi e ucraini: “Anche durante il viaggio non ho mai smesso di pregare per il popolo ucraino, aggredito e martoriato, chiedendo a Dio di liberarlo dal flagello della guerra. Se si guardasse la realtà obiettivamente, considerando i danni che ogni giorno di guerra porta a quella popolazione ma anche al mondo intero, l’unica cosa ragionevole da fare sarebbe fermarsi e negoziare. Che la saggezza ispiri passi concreti di pace”.