Il blog di Luigi Accattoli Posts

“Ogni parlata di Dio in suoni umani altro non può essere che parabola o simbolo, in concetti afferrabili egli comunica realtà inafferrabili, divine”: parole di Von Balthasar che abbiamo letto nell’ultimo Pizza e Vangelo – lunedì 28 giugno – chiedendoci perché mai Gesù parlasse in parabole. Qui trovi la registrazione audio della serata e nel primo commento l’intero brano balthasariano.

Sto scrivendo per Il Regno un articolo sull’esperienza di conduzione del gruppo biblico denominato Pizza e Vangelo che ha continuato da remoto, in pandemia, le sue attività, come sanno i visitatori del blog. Chiedo a chi mi legge di darmi riflessioni, spunti, informazioni su esperienze analoghe di comunicazione ecclesiale da remoto, in questo tempo di pandemia. Nei commenti, qualche mia impressione di partenza.

Dopo l’Angelus Francesco ha mandato un affettuoso saluto e un “grazie per la tua testimonianza credibile” a Papa Benedetto, “il contemplativo del Vaticano” – così l’ha chiamato – che oggi festeggia il 70mo dell’ordinazione a prete: “Grazie, Benedetto, caro padre e fratello”. Nel primo commenti l’intero saluto di Francesco.

Nuova mossa del Papa verso le persone omosessuali: stavolta a sostegno di un gesuita statunitense, James Martin, che è sotto attacco da parte della destra cattolica per la sua posizione di “accompagnamento” comprensivo di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgbt). E’ l’attacco di un mio articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera a pagina 25 con il titolo Lgbt, la lettera del Papa: “Dio è vicino a tutti i suoi figli”. Essendo il testo accessibile ai soli abbonati, nei commenti riporto l’intero articolo.

La Samaritana al pozzo che è nella Catacomba di San Callisto per segnalare l’ultimo appuntamento di Pizza e Vangelo prima dell’estate:  lunedì 28 giugno ci vediamo via Zoom alle ore 21.00 per leggere dal capitolo 4 di Marco, versetti 33 e 34, un motto chiave di Gesù sul suo parlare in parabole. Concluderemo così l’indagine che abbiamo già condotto, negli ultimi incontri, sulle parabole.  Ci faremo aiutare da sei maestri cristiani del nostro tempo: Joachim Jeremias, Rudolf Schnackenburg, Carlo Maria Martini, Hans Urs von Balthasar, Joseph Ratzinger, Bruno Maggioni. Loro brevi testi sulle parabole sono nei primi commenti a questo post. Chi è interessato a collegarsi mi mandi un’email in privato, o lo scriva qui nel blog e io gli fornirò il link per entrare nel meeting.

Muore un amico tradizionalista del quale conservo nel cuore motti e sfoghi che ora mi propongo di mettere in ordine, convinto che per qualche verso mi appartengano. Ecco uno di quei motti, il più dolorante: «Quando mi confesso io mi sento perdonato ma non mi sento amato: perché mi succede questo?». Sono parole che ho fatto mie – dicevo – e non perché io mi trovi a vivere lo stesso sentimento, ma perché a esse non ho saputo rispondere. E’ l’attacco di un testo che ho pubblicato sulla rivista Il Regno. Nei commenti alcuni passaggi, compreso quello delle sue parole sulla Chiesa povera, che ebbe a dire in polemica con Papa Francesco.

Visitatori belli non ho parlato fino a ora della nota vaticana sul Disegno di legge Zan perchè non ne era pubblico il testo intero. Ora è stato pubblicato ed è arrivata anche la dichiarazione in Parlamento del premier Draghi: nei commenti metto i due testi e aggiungo una mia nota. Il tenore del testo vaticano e le parole del premier autorizzano un’interpretazione sostanzialmente serena della vicenda. Tale è la mia.

 La Sla, a me, è stata diagnosticata il 20 marzo del 2017, e ormai sono – credo – in quello che si può definire l’ultimo stadio della malattia: così il collega Salvatore Mazza introduce la sua protesta contro la “burocrazia assassina che pubblica su Avvenire per la giornata mondiale dei malati di Sla: “più peggiori, più avresti bisogno di assistenza, più il servizio pubblico ti abbandona al tuo destino”. Nei commenti riporto per intero il suo testo e qui gli mando un bacio.

Lunedì 14 giugno, all’ultimo appuntamento di Pizza e Vangelo, abbiamo letto, dal capitolo 4 di Marco, la parabola del seme che cresce da solo, esclusiva di Marco, che abbiamo interpretato come un incoraggiamento, ai seminatori del Vangelo ad attendere che il seme germogli e cresca. Interpretazione condivisa dalla generalità degli studiosi, compreso Joacim Jeremias, massima autorità in tema di parabole, che propone di intitolarla “parabola dell’agricoltore paziente”. Qui trovate la registrazione audio dell’intera conversazione e nel primo commenti i titoli alternativi di Jeremias per altre parabole.