Caro Paolo, da venti lunghi anni hai lasciato questa terra per raggiungere il Regno dei Cieli, un periodo in cui ho versato lacrime amare; mentre la bocca sorrideva il cuore piangeva, senza capire, stupita, smarrita, cercando di sapere (…). Hai lasciato una bella eredità, oggi raccolta dai ragazzi di tutta Italia; ho idealmente adottato tanti altri figli, uniti nel tuo ricordo dal nord al sud – non siamo soli. Desidero ricordare: sei stato un padre e un marito meraviglioso, sei stato un fedele, sì un fedelissimo servitore dello Stato, un modello esemplare di cittadino italiano, resti per noi un grande uomo perché dinnanzi alla morte annunciata hai donato senza proteggerti ed essere protetto il bene più grande, «la vita», sicuro di redimere con la tua morte chi aveva perduto la dignità di uomo e di scuotere le coscienze. – Sono due passaggi della Lettera a Paolo scritta dalla moglie Agnese che figura nell’ultima pagina del volume Paolo Borsellino curato da Umberto Lucentini e pubblicato dal “Corriere della Sera”, in distribuzione nelle edicole dal 14 luglio: invito ad acquistarlo, è utile a sapere. L’intera lettera di Agnese si può leggere qui. Voglio bene ad Agnese. Nel primo volume intitolato CERCO FATTI DI VANGELO avevo narrato la storia della sua invocazione del perdono di Dio per gli assassini del marito. Nel volume NUOVI MARTIRI ho fatto un profilo di Paolo. Qui si può riudire un momento della messa di addio. Mando un bacio ad Agnese nel giorno di Paolo.