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Si vota al centro di Roma per eleggere il deputato che prenderà il posto di Paolo Gentiloni, che ha lasciato Montecitorio dopo la nomina a commissario europeo agli Affari Economici. Una conta di nessuna importanza ma forse utile a intendere come soffia il vento. Sono andato al seggio verso mezzogiorno, di ritorno dalla messa e l’affluenza era modesta, ma c’erano persone sia davanti sia dietro di me. Ho votato il candidato del Centrosinistra, che è il ministro Roberto Gualtieri, del Pd, sostenuto anche da Italia Viva, Sinistra Italiana, Articolo Uno, Psi, Demos. Antagonisti reali: Maurizio Leo, di Fratelli d’Italia, sostenuto da tutto il Centrodestra; Rossella Rendina del Movimento Cinque Stelle. Tre le curiosità sul vento: se Gualtieri avrà una buona riuscita come già Gentiloni (fu eletto nel 2018 con il 42%), se il Centrodestra sale o scende, che succede ai Cinquestelle oggi positivi a tutti i virus.

Aggiornamento al 2 marzo. Votano pochi – stravince Gualtieri.


Oggi in San Giovanni in Laterano ho vissuto due momenti di folla cristiana. Eravamo presenti in 1340 – molti i giovani – per l’assemblea diocesana delle équipes pastorali. Al termine il cardinale Vicario Angelo De Donatis ci ha informati che sarebbe seguita una celebrazione con l’elezione dei catecumeni: più di ottanta adulti che nella Veglia di Pasqua riceveranno il battesimo. Dunque non dobbiamo fare altro che chiamare il fuoco: la legna non manca.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” si rivede lunedì 2 marzo per leggere dal secondo capitolo del Vangelo di Marco la chiamata di Levi l’esattore (Matteo) e il pranzo a casa sua dove Gesù siede a tavola “con i pubblicani e i peccatori”: un insegnamento che scuoteva e scuote i benpensanti ma che in verità dovrebbe incoraggiarci, dal momento che abitualmente noi tutti – io credo – ci sentiamo così poco in regola. Nei commenti la scheda di introduzione alla lectio inviata ai partecipanti, il testo che leggeremo, l’invito a partecipare rivolto ai visitatori romani o a chi passi di qua: ci arrivano tutte le strade.

Nello scatenamento delle emozioni, la Chiesa conserva una relativa sobrietà di parole e di atteggiamenti: ieri in mattinata Francesco ha tenuto come ogni mercoledì l’udienza generale e in essa ha detto la sua “vicinanza” ai malati ma senza pronunciare una parola di più rispetto a quelle necessarie. Domenica aveva mantenuto l’appuntamento di Bari e ieri pomeriggio ha celebrato le Ceneri in Santa Sabina. Per sabato a San Giovanni è confermata una mega consultazione dei gruppi pastorali parrocchiali della diocesi di Roma. – E’ l’attacco di un mio articolo pubblicato oggi dal “Quotidiano del Sud”. Lo riporto nei primi tre commenti.


“Ecco la rivoluzione di Gesù, la più grande della storia: dal nemico da odiare al nemico da amare. Se siamo di Gesù, questo è il cammino! Non ce n’è un altro”: così ha parlato domenica il Papa a Bari nell’omelia della messa, dopo l’incontro con i vescovi del Mediterraneo, del quale ho riferito nel post precedente. Riporto nei commenti i passaggi dell’omelia che fanno più luce. Li metto staccati l’uno dall’altro per invitare i visitatori a leggerli lentamente. Li commento con una foto della precedente visita di Francesco a Bari, quella del 7 luglio 2018, quando vi andò a incontrare i patriarchi e i vescovi del Medio Oriente. Ho scelto quella perché volevo la sua luce a commento delle parole del papa. Luce di luglio sulla pietra di Puglia.

Il monito più forte è contro il commercio delle armi: “La grande ipocrisia”. Altrettanto acceso è l’appello per la Siria che non finisce mai di morire: “un’immane tragedia che si consuma sull’altra sponda di questo mare”. Infine un’affermazione tutta controcorrente sulla fortuna di vivere ai bordi del Mediterraneo”: “il mare del meticciato”. Il Papa in visita a Bari, dove ieri ha incontrato i vescovi dei venti paesi mediterranei, ha avuto parole audaci, che rovesciano le convinzioni consolidate e i motti delle propagande. Di tutte le propagande: ha indicato come due risorse le migrazioni e la convivenza con l’Islam, citando Isaia ha invocato un futuro di resurrezione per il mare nostrum “che è già diventato cimitero”. – E’ l’attacco di un mio articolo pubblicato oggi dal “Quotidiano del Sud”, che riporto nei primi quattro commenti.

“Sospeso il Carnevale di Venezia – chiuso il Duomo di Milano”: dai titoli del Tg1 delle 20.00.

Francesco nell’esortazione “Querìda Amazonìa” ricorre all’arte della parola di sedici poeti e scrittori per narrare l’Amazzonia e aiutarci a intendere che il suo destino confina con il nostro. Ho già dedicato tre post alle loro voci ed ecco le ultime tre. Il mio grazie agli autori e al Papa che li ha voluti nel suo testo.


Eccomi al Divino Amore, alla tomba dei coniugi “beati insieme” Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. Scatta la foto don Giampaolo Centofanti che dal 3 febbraio commenta qui nel blog il Vangelo del giorno. Lo potete vedere in mia compagnia in una foto che riporto nel primo commento.