Lei pensa di potere andare un giorno in Iraq, forse in Kurdistan, per sostenere i profughi cristiani? “Sì, io sono disponibile. Quando abbiamo sentito con i miei collaboratori di questa situazione delle minoranze religiose e anche il problema, in quel momento, del Kurdistan che non poteva ricevere tanta gente, abbiamo scritto prima di tutto il comunicato che ha fatto padre Lombardi a nome mio. Poi, abbiamo scritto una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite e abbiamo inviato il cardinale Filoni. E alla fine abbiamo detto: e se fosse necessario, quando torniamo dalla Corea, possiamo andare lì. Sono disponibile. In questo momento non è la cosa migliore da fare, ma sono disposto a quello. – Così Francesco ieri in aereo di ritorno dalla Corea. Nei commenti altre parole del Papa.
Aggiornamento al 20 agosto. “La sovrana libertà di cui Papa Francesco appare dotato si presenta come la sua migliore alleata di fronte alle opposizioni che si vanno infittendo: non puoi intimorire chi è pronto a lasciare”: è la conclusione di un mio giudizioso articolo pubblicato oggi dal Corsera a commento delle parole dette in volo.
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