“Vorrei rivolgere un saluto ai musulmani del mondo intero, nostri fratelli, che da poco hanno celebrato la conclusione del mese di Ramadan, dedicato in modo particolare al digiuno, alla preghiera e all’elemosina. Come ho scritto nel mio Messaggio per questa circostanza, auguro che cristiani e musulmani si impegnino per promuovere il reciproco rispetto, specialmente attraverso l’educazione delle nuove generazioni“: così Francesco all’Angelus. Nel primo commento al post del 2 agosto sul messaggio per il Ramadan avevo notato che come Wojtyla nel 1991 così Bergoglio quest’anno firmava di persona il “saluto”, che abitualmente è firmato dal cardinale responsabile del dialogo con le religioni non cristiane, ma non li chiamava “fratelli”, come il predecessore aveva fatto in quella e in altre occasione; ed ecco che oggi li ha chiamati “fratelli”.
Aggiornamento al 12 agosto. Il Corsera pubblica oggi un mio didascalico articolino sull’appellativo di “fratelli” rivolto ieri dal Papa ai musulmani.
45 Commenti