Il blog di Luigi Accattoli Posts

Trovo giusta la via indicata a due voci dalla Cei e dal Papa: c’è la protesta per il differimento delle messe con il popolo ma c’è insieme l’impegno a ottenerle con la trattativa, nell’accettazione dei tempi e delle modalità che verranno concordati. Nei primi tre commenti riporto un mio articolo pubblicato oggi dal “Quotidiano del Sud”, che va letto insieme al post del 27 aprile che riguardava la nota di protesta della Conferenza episcopale.


Ieri sera fotografavo i tetti dal terrazzo e senz’avvedermene ho pittato il mio amico Albularius sul comignolo di centro, tra il campanile di San Lorenzo in Panisperna e le antenne del Viminale. Lui guardava di qua e la luce se ne andava di là. Nel primo commento qualche ragguaglio sul mio parlare oscuro.

Presentando ieri sera il decreto della fase 2, che autorizza la celebrazione in sicurezza dei funerali con un massimo di 15 presenti, ma nulla prevede per la ripresa delle celebrazioni, il premier Conte aveva ringraziato la Cei per la “collaborazione” nell’accettare le restrizioni alle attività di culto che venivano mantenute, ma subito è arrivata la protesta della Conferenza episcopale. La nota Cei, intitolata “Il disaccordo dei vescovi”, è stata diffusa alle 21.26, un’ora dopo la conferenza stampa di Conte. La riporto per intero nel primo commento e dico la mia nel secondo. Provo a interpretare l’incidente nel terzo.

Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione”: è l’incipit della seconda delle due preghiere che Francesco ha proposto con la “Lettera a tutti i fedeli per il mese di maggio 2020” pubblicata ieri. Nel primo commento riporto la lettera. A seguire un mio articolo di commento pubblicato oggi dal Quotidiano del Sud.

“L’Europa si svegli prima che sia troppo tardi, mostri il suo volto solidale all’Italia e alla Spagna, i Paesi membri piú colpiti dal Coronavirus. Dia prova di non essere solo un patto economico fra Stati ricchi, lo faccia o sará la morte dello stesso ideale comunitario”: parla così il cardinale Jean-Claude Hollerich, gesuita, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea. Il cardinale getta anche uno sguardo sulla Chiesa el dopo pandemia: che ne sarà delle radici cristiane e del cristianesimo di popolo. Nei commenti qualche brano dell’intervista che il cardinale ha dato a Giovanni Panettiere di Quotidiano.net.

Preghiamo oggi per gli insegnanti che devono lavorare tanto per fare lezioni via internet e altre vie mediatiche e preghiamo anche per gli studenti che devono fare gli esami in un modo nel quale non sono abituati. Accompagniamoli con la preghiera. – E’ l’intenzione detta stamane da Francesco prima della messa a Santa Marta. Nel primo commento narro la mia adesione a essa. Nel secondo una mia partecipazione a un’iniziativa del Liceo di Ceccano. Negli altri riporto intenzioni papali degli ultimi giorni che fino a oggi non avevo raccolto. Infine un mio articolo su quella per l’Europa.

In tante parti si sente uno degli effetti di questa pandemia: tante famiglie che hanno bisogno, fanno la fame e purtroppo le “aiuta” il gruppo degli usurai. Questa è un’altra pandemia. La pandemia sociale: famiglie di gente che ha un lavoro giornaliero, o purtroppo un lavoro in nero, che non possono lavorare e non hanno da mangiare … con figli. E poi gli usurai gli prendono il poco che hanno. Preghiamo. Preghiamo per queste famiglie, per quei tanti bambini di queste famiglie, per la dignità di queste famiglie e preghiamo anche per gli usurai: che il Signore tocchi il loro cuore e si convertano. – E’ l’intenzione detta oggi dal Papa prima della messa a Santa Marta. Nel primo commento richiamo un versetto sull’incontro del povero e dell’usuraio che è nel Libro dei Proverbi.

Lasciar entrare in noi la luce di Dio per non essere come pipistrelli nelle tenebre” è il titolo che il sito vaticano ha dato all’omelia di stamane di Papa Francesco. La migliore, a mio vedere, di quelle che abbiamo ascoltato da quando la messa del mattino viene data in diretta e pubblicata per intero: cioè dal 9 marzo. Era a commento del colloquio di Gesù con Nicodemo. Riporto tre brani e concludo con una mia nota.

Preghiamo oggi per gli uomini e le donne che hanno vocazione politica: la politica è una forma alta di carità. Per i partiti politici nei diversi Paesi, perché in questo momento di pandemia cerchino insieme il bene del Paese e non il bene del proprio partito. – E’ l’intenzione di preghiera dettata stamane da Francesco. Bene rispondente alle necessità dell’Italia, dove c’è divisione all’interno della maggioranza e dell’opposizione, tra Stato e regioni. Si direbbe che Francesco legga i giornali. Nei commenti le precedenti sette intenzioni che qui nel blog non avevo registrato. I titoletti e la nota finale sono miei.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” si rivedrà da remoto, via Zoom, domani lunedì 20 aprile per leggere la narrazione delle donne al sepolcro che è nell’ultimo capitolo del Vangelo di Marco. E’ la seconda “pizza e vangelo” da remoto, dopo la buona riuscita della prima, che abbiamo fatto il 6 aprile: avemmo 18 collegamenti, per un totale di una trentina di partecipanti: tanti presenti negli incontri ravvicinati non li avevamo mai avuti. Nei commenti la scheda che ho inviato ai partecipanti e il brano che leggeremo.