Continuiamo a pregare insieme, in questo momento di pandemia, per gli ammalati, per i familiari, per i genitori con i bambini a casa … ma soprattutto io vorrei chiedervi di pregare per le autorità: loro devono decidere e tante volte decidere su misure che non piacciono al popolo. Ma è per il nostro bene. E tante volte, l’autorità si sente sola, non capita. Preghiamo per i nostri governanti che devono prendere la decisione su queste misure: che si sentano accompagnati dalla preghiera del popolo. Così Francesco stamane prima della messa a Santa Marta.
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Messa del mattino e udienza generale senza ospiti ma piene di presenze per invocazione. Prima della messa e all’omelia Francesco ha ricordato i malati del Covid-19, i carcerati in rivolta, i cristiani perseguitati, Asia Bibi. nei saluti dell’udienza ha di nuovo salutato i combattenti del virus, i siriani imprigionati tra Turchia e Grecia, gli italiani in quarantena, i detenuti di Padova che hanno scritto per lui la Via Crucis del Venerdì Santo. Nei commenti riporto con miei titoletti le intenzioni della preghiera universale del Vescovo di Roma. Concludo con una mia nota su Francesco maestro di preghiera.

Continuiamo a pregare insieme per gli ammalati, gli operatori sanitari, tanta gente che soffre questa epidemia. Preghiamo il Signore anche per i nostri sacerdoti, perché abbiano il coraggio di uscire e andare dagli ammalati, portando la forza della Parola di Dio e l’Eucarestia e accompagnare gli operatori sanitari, i volontari, in questo lavoro che stanno facendo. – Così Francesco stamane prima della messa nella cappella della Domus Sanctae Martae. Nei commenti una mia nota e i link al testo e al video dell’omelia.
In questi giorni, offrirò la Messa per gli ammalati di questa epidemia di coronavirus, per i medici, gli infermieri, i volontari che aiutano tanto, i familiari, per gli anziani che stanno nelle case di riposo, per i carcerati che sono rinchiusi. Preghiamo insieme questa settimana, questa preghiera forte al Signore: “Salvami, o Signore, e dammi misericordia”.Così Francesco stamane ha introdotto la celebrazione nella cappella della Casa Santa Marta che veniva data in diretta video dai media vaticani. Nel primo commento i link al video e al testo dell’omelia.
Da domani mattina sarà possibile seguire la messa del Papa diffusa in streaming da VaticanNews, com’è avvenuto per l’Angelus di oggi e come avverrà per l’udienza di mercoledì. Il Covid-19 sta modificando la comunicazione papale. Nel primo commento l’annuncio della novità della messa del mattino che è stato dato a metà pomeriggio, nel secondo la nota di VaticanNews, nel terzo il mio commento che è di gratitudine.

La foto mostra i banchi della mia parrocchia con segnati i posti da occupare in sicurezza, cioè alla giusta distanza. A Roma c’è stata incertezza nell’interpretazione del decreto governativo di ieri notte: fino a mezzogiorno le messe sono state celebrate regolarmente, ma non quelle del pomeriggio. Nei commenti riporto il comunicato della Cei che chiarisce la questione e racconto l’Angelus del “Papa ingabbiato” come egli stesso si è definito.
Non cattolici che vengono ai nostri santuari, fenomeno antico ma oggi crescente: l’intercultura, il turismo globale, l’attrazione di sempre per il miracolo geolocalizzato. Sono partito da Loreto dove ho interrogato lo storico del santuario Giuseppe Santarelli, i vescovi Dal Cin e Vecerrica. Ho provato ad allargare lo sguardo ad altri santuari e altri paesi con l’arcivescovo Rino Fisichella del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione che si occupa dei santuari: è il sommario di un mio articolo pubblicato dalla rivista Il Regno.
“Nelle aree non a rischio, assicurando il rispetto di tali indicazioni in tutte le attività pastorali e formative, la CEI ribadisce la possibilità di celebrare la Santa Messa, come di promuovere gli appuntamenti di preghiera che caratterizzano il tempo della Quaresima”: è un passaggio del comunicato Coronavirus: la posizione della CEI, che aggiorna le indicazioni dei vescovi in risposta al nuovo decreto venuto ieri dal Governo. Nei primi tre commenti riporto per intero il comunicato. Nel quarto dico la mia.

La bellezza è frequente: guardate questo pino, che ho fotografato stamane nel giardino della Filarmonica Romana, in via Flaminia 118. E Roma ha più pini che abitanti. Nel primo commento riporto un detto di Borges sulla frequenza della bellezza e della felicità. Restate connessi.
Per salutare Ernesto Cardenal – che è partito domenica sera – ho scelto PREGHIERA PER MARILYN MONROE: un testo che è uno spaccato d’epoca, nel quale possiamo entrare per molte porte e che ci porta lontano e ci dà in unità di parola il monaco, il poeta, il politico che è stato il suo autore. La riporto per intero nei primi sei commenti (il poema ha sei strofe) e nel settimo e ottavo metto il mio ricordo di giornalista e di lettore. A meglio intendere i versi che riporto, segnalo che Ernesto aveva la stessa età di Marilyn e conosceva il mondo statunitense.
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