Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” si rivede lunedì 10 febbraio per leggere dal secondo capitolo del Vangelo di Marco il primo degli otto racconti marciani di “controversie” di Gesù con i responsabili religiosi e politici della società nella quale viveva. Stavolta gli antagonisti sono gli scribi e la materia è il potere di rimettere i peccati. Una disputa che s’intreccia con la movimentata e arrampicata narrazione del risanamento del paralitico calato dal tetto. Un episodio pieno di sovvertimenti della statica, della salute, della teologia, un Vangelo d’avventura, di vino nuovo in cerca di nuovi otri. Nei commenti la scheda di introduzione alla lectio inviata ai partecipanti, il testo che leggeremo, l’invito a partecipare rivolto ai visitatori romani o a chi passi di qua. Per venire a Roma vanno bene tutte le strade.
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“Non siamo condannati alla disuguaglianza universale, un mondo ricco e un’economia vivace possono e devono porre fine alla povertà”: lo ha detto ieri Francesco parlando a banchieri, economisti e ministri delle Finanze di tutto il mondo riuniti in Vaticano dall’Accademia delle Scienze Sociali su “Nuove forme di fraternità solidale, di inclusione, integrazione e innovazione”. Nei commenti alcuni passaggi del discorso, che ha proposto una forte sintesi della dottrina della Chiesa sulle disuguaglianze tra i popoli e i ceti sociali.
Dal 15 gennaio, cioè da tre settimane, l’arcivescovo Georg Gänswein non compare più accanto a Francesco negli appuntamenti pubblici. Sulla spinta di media di lingua tedesca – primo il «Tagespost» – nella giornata di oggi hanno infuriato le illazioni: il Papa ha sospeso don Georg dalle sue funzioni di “prefetto della Casa Pontificia” per la vicenda del libro Sarah-Benedetto sul celibato, don Georg non sta bene, è Benedetto che non sta bene e don Georg d’ora in poi starà di più con lui e di meno con Francesco. C’è anche una mezza dichiarazione del portavoce vaticano. Nei commenti la riporto e l’interpreto – dubitativamente – nel senso dello spostamento di don Georg da Francesco a Benedetto a motivo delle condizioni di quest’ultimo.

Vieni con me nel Parco di Villa Glori in una mattinata di luce, entriamo tra i pini e giochiamo a prenderci con le Grandi ruote di Mauro Staccioli (1937-2018), lo scultore più dotato di vis comunicativa tra quelli che hanno realizzato opere di grandi dimensioni per il “Parco di scultura contemporanea” di questa villa romana. Il gioco ha cinque mosse: una è questa della ruota del primo mattino ma nei commenti verranno a salutarti altre ore e altre ombre.
«Parve un crollo; e per il dominio territoriale pontificio lo fu […]. Ma la Provvidenza, ora lo vediamo bene, aveva diversamente disposto le cose, quasi drammaticamente giocando negli avvenimenti»: Francesco nel messaggio di oggi per l’avvio dei festeggiamenti del 150° anniversario di Roma Capitale rievoca questa affermazione del cardinale Montini (1962) e così continua: “La proclamazione di Roma Capitale fu un evento provvidenziale, che allora suscitò polemiche e problemi. Ma cambiò Roma, l’Italia e la stessa Chiesa: iniziava una nuova storia”. Nei commenti riporto alcuni passaggi del messaggio, letto dal cardinale Parolin al Teatro dell’Opera dove si è tenuta questa prima manifestazione. In coda una mia nota.

Campanili medievali di Roma 2. Santa Pudenziana. Di spiccata personalità, ma ritroso a farsi vedere. Vidiri e svidiri. Qui l’ho ripreso da via Urbana su cui la chiesa s’affaccia. Nei commenti l’ho beccato da un cortile interno alla canonica e da via Balbo. Sulla croce del timpano della chiesa si è posato un gabbiano.
“Le beatitudini sono la carta d’identità del cristiano. Non si tratta di allegrie passeggere, ma della felicità che sa convivere anche con la sofferenza”: è il tweet con cui ieri Papa Francesco ha accompagnato l’avvio di un nuovo ciclo di catechesi del mercoledì sulle beatitudini del Vangelo di Matteo. Poche parole che danno bene il cuore della prima catechesi. Nei commenti ne riporto tre passaggi e concludo con un commento.
“Arivassemo a uno fiume, che ‘l chiamessemo El fiume delle Sardine, perchè appresso di queste ne erano molte”: così Antonio Pigafetta al paragrafo 37 del “Primo viaggio intorno al mondo”, che scrisse nel 1525. Nei commenti una mia ardita divagazione sulla tendenza delle sardine a fare fiume.
“Non solo vinciamo ma stravinciamo” aveva detto Salvini venerdì a Ravenna. Nei commenti una mia innocua divagazione sul modo sempremai tenuto da questo gagliardo politico nel vincere e nello stravincere.

Il prete di strada uruguayo Gonzalo Aemilius è il nuovo segretario personale del Papa: prende il posto dell’argentino Fabian Pedacchio e affianca l’altro segretario, l’egiziano Yoannis Lahzi Gaid. Nel primo commento una scheda di presentazione e nel secondo una mia pagliuzza interpretativa.
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