Il blog di Luigi Accattoli Posts

Molti in privato mi interpellano su Messori e i suoi dubbi verso Francesco (Corsera del 24 dicembre: “La svolta, i dubbi”). Mi domandano chi mai possa aver chiesto il suo intervento, perchè proprio a Natale, come faccio io a collaborare allo stesso quotidiano. Nei primi commenti fornisco qualche risposta, ma dico subito che conosco bene Messori, lo so diverso da me e l’accetto per quello che è. L’articolo pone domande su Papa Francesco ma non delegittima, sospende il giudizio: “Ho scelto di osservare, ascoltare, riflettere”. E’ un atteggiamento che apprezzo. Non ne ho parlato con Vittorio ma immagino ch’egli analogamente apprezzi il mio accompagnamento interpretativo della predicazione di Papa Bergoglio.

“Tornare in Sierra Leone è nei miei progetti, anche se ora la prima cosa che devo fare è ricostruire il mio tono muscolare perchè è amdato perduto. Successivamente valuterò la possibilità di tornare in Sierra Leone, anche se per un tempo limitato, ma voglio andare a completare quello che avevo iniziato”: così Fabrizio Pulvirenti, il medico italiano di Emergency salvato da Ebola, nella conferenza stampa di stamane allo Spallanzani. Nei primi commenti altre parole sue e dei medici che l’hanno curato.

“Un anno fa, nel messaggio del 31 dicembre, avevo detto: ‘Spero di poter vedere nel 2014 almeno iniziata un’incisiva riforma delle istituzioni repubblicane’. Ebbene, è innegabile che quell’auspicio si sia realizzato. E il percorso va, senza battute d’arresto, portato a piena conclusione”: così Napolitano nel messaggio di ieri. Condivido: senza battute d’arresto. L’idea di discutere per altri tre decenni ogni virgola di ogni capitolo di riforma può essere coltivata solo da chi non vuole nessun cambiamento.

“Quando è riemersa dalla disperazione provocata dalla certificazione della mia Sla, Emilia mi ha chiesto di accettare tutto ciò che ci avrebbe consentito di continuare a stare insieme e il messaggio era che lei mi voleva ancora”: parole di Antonio Spreafico, architetto e designer, che dal 2011 è colpito da Sla. Con l’aiuto del fratello Giorgio ha narrato in un libro lo tsunami che ha colpito lui, la moglie Emilia e i due figli. E’ intitolato Luce. Dalla disperazione alla gioia (Emi editore 2014, pagine 159, euro 14). Sono contento di averlo letto e ringrazio con un bicchiere di Vino Nuovo Antonio che l’ha dettato, Giorgio che l’ha scritto, Emilia che l’ha reso possibile.

“Il grande freddo fa paura a tutti e chi vive in strada non sa come difendersi. L’assessora al Sociale del Comune di Roma Francesca Danese chiede aiuto a tutti, volontari laici e religiosi, associazioni e parrocchie: aprite i vostri spazi ai senzacasa”: le iniziative del Comune in questo servizio del Corsera. «Invito le comunità, soprattutto nel periodo delle feste, a promuovere iniziative di solidarietà concreta offrendo un riparo a chi vive in strada» era stato l’appello del direttore della Caritas di Roma alla viglia del Natale.

“Un sabato sera ho visto la chiesa aperta e con il mio ragazzo sono entrata e ho detto al parroco che volevo fare la cresima prima del matrimonio e il parroco mi ha risposto ‘ok ma in cambio mi aiutate adesso a spostare dieci banchi’; e ora veniamo a messa tutte le domeniche”: parole di una ragazza riferite al parroco di Santa Maria ai Monti (Roma), Francesco Pesce. A don Francesco e ai due sposi offro un bicchiere di Vino Nuovo.

“Al processo per l’uccisione di mio marito, udendo la parola ergastolo mi sono sentita morire: Matteo aveva fatto qualcosa di aberrante, ma non potevo accettare che la società non desse una possibilità di riscatto a un ragazzo così giovane”: parole di Claudia Francardi che insieme a Irene Sisi ha fondato a Grosseto l’associazione “AmiCainoAbele”. Claudia è la vedova del carabiniere Antonio Santarelli, aggredito dal diciottenne Matteo Gorelli a un posto di blocco e morto nel 2012 dopo un anno di coma; Irene è la mamma di Matteo, che sta scontando 20 anni in una comunità di don Mazzi. A Claudia e Irene, donne piene di coraggio, dedico un bicchiere di Vino Nuovo.

Natività, Roda de Isabena, Aragona, bassorilievo romanico