Il blog di Luigi Accattoli Posts

“In quel luogo dove risuonò l’annuncio della Risurrezione, abbiamo avvertito tutta l’amarezza e la sofferenza delle divisioni che ancora esistono tra i discepoli di Cristo […]; abbiamo sentito il desiderio di sanare le ferite ancora aperte e proseguire con tenacia il cammino verso la piena comunione. Una volta in più, come hanno fatto i Papi precedenti, io chiedo perdono per quello che noi abbiamo fatto per favorire questa divisione, e chiedo allo Spirito Santo che ci aiuti a risanare le ferite che noi abbiamo fatto agli altri fratelli. Tutti siamo fratelli in Cristo e col patriarca Bartolomeo siamo amici, fratelli, e abbiamo condiviso la volontà di camminare insieme, fare tutto quello che da oggi possiamo fare: pregare insieme, lavorare insieme per il gregge di Dio, cercare la pace, custodire il creato, tante cose che abbiamo in comune. E come fratelli dobbiamo andare avanti”: così Francesco stamane all’udienza generale.

“Questo abuso dei minorenni è un reato tanto brutto. Noi sappiamo che è un problema grave dappertutto, ma a me interessa la Chiesa. Un sacerdote che fa questo, tradisce il Corpo del Signore, perché questo sacerdote deve portare questo bambino, questa bambina, questo ragazzo, questa ragazza alla santità; e questo ragazzo, questa bambina si fida, e questo invece di portarli alla santità, abusa di loro. E questo è gravissimo! E’ proprio come… farò un paragone soltanto: è come fare una messa nera. Tu devi portarlo alla santità e lo porti a un problema che durerà tutta la vita. Prossimamente ci sarà una Messa con alcune persone che hanno subito abusi, a Santa Marta, e poi una riunione con loro: io e loro, con il Cardinale O’Malley che è della commissione. Ma su questo si deve andare avanti, avanti: tolleranza zero”. Così il Papa ieri in aereo conversando con i giornalisti.

Grillo l’altro ieri: “Il giorno dopo chiediamo il governo”. La puntualità è importantissima.

Renzi ha tolto il gesso al Partito democratico che ora può correre. Buona giornata a tutti. Io parto per Sovana, patria di Gregorio VII, per un incontro nell’antica cattedrale sul tema: “Gregorio e Francesco: due Papi d’inizio millennio, riformatori della Chiesa”. Domani sarò a Siena per il Serra Club e il Seminario, nella Basilica di San Bernardino dell’Osservanza, su “Francesco dei poveri e della misericordia”.

“Nel percorso dal palazzo presidenziale di Betlemme alla Piazza della Mangiatoia, Francesco è sceso dalla jeep, si è avvicinato al muro di divisione tra Betlemme e Israele e vi ha sostato davanti in preghiera. Al termine della preghiera, si è appoggiato al muro con la fronte”: così la Radio Vaticana.

La mano tesa ortodossa e l’abbraccio di Papa Francesco è un mio articolo di bel garbo e di interminata erudizione pubblicato oggi dal “Corriere della Sera”, che rievoca come l’incontro di domani tra il Papa e il Patriarca sia stato proposto da Bartolomeo e segnala che già mezzo secolo addietro era stato Atenagora a cercare Paolo VI: “Costantinopoli ha minore corpo rispetto alla Chiesa di Roma ma ha uno spirito più pronto all’incontro”.

Mando a tutti un bel saluto da Bagnacavallo, Ravenna, dove ieri ho parlato di Santi proclamati e santi d’ogni giorno tra i cristiani d’oggi e dove ho appena visto la coloratissima Pieve di San Pietro in Sylvis. Stasera sarò a Schio, Vicenza, per Francesco Canova, fondatore del CUAMM, che lì nacque. Domani rientro a Roma per le europee. Voterò Pd perchè trovo il suo programma di intervento sull’Europa più rispondente ai miei convincimenti rispetto a quelli degli altri due partiti che avranno davvero voce nella materia: Cinque stelle e Forza Italia. Si possono segnare tre preferenze e queste sono le mie: Simona Bonafè, David Sassoli, Silvia Costa.

“Tocchi Dio tutti i giorni?” mi ha chiesto il conducente di un bus in Thainlandia, avendo sentito che ero una religiosa. «Sì – osai – tutti i giorni», cercando poi di spiegare che quel contatto impossibile è stato reso possibile da Gesù: parole di suor Teresa Bello, di Salerno, oggi in Thainlandia, una delle sette saveriane sequestrate per due mesi nel 1995 in Sierra Leone, nel mezzo della guerra civile. Il suo racconto sul “toccare Dio” è stato pubblicato dall’Osservatore Romano il 1° aprile 2014. Io le mando un bacio di gratitudine e la festeggio con un bicchiere di Vino Nuovo.

“Le esprimo tutta la mia emozione” disse Paolo. “Mi vengono le lacrime agli occhi” rispose Atenagora. La foto la conosciamo tutti, il testo no: ma il testo è più della foto e si tratta di un “fuori onda” per una volta benefico, che ci mette in presa diretta con le due anime e secoli e mondi che si incontrarono a Gerusalemme il 5 gennaio 1964. Lo segnalo in vista dell’appuntamento di domenica 25 tra Francesco e Bartolomeo, a giorno fatto, nel cinquantesimo di quell’alba. Qui il testo intero. Nei primi commenti alcuni passi di quella “parola data” che resta incinta di futuro e un po’ di bibliografia.

“Giusta verità / pericolosa”: scritta a grandi caratteri grigio-neri su un muro di via Reggio Emilia, a Roma, all’altezza del MACRO e di fronte a esso. Viene alla memoria un motto di Gesualdo Bufalino, facitore di aforismi buonissimo: “Una verità è pericolosa quando non somiglia a un errore” (Il malpensante, Bompiani 2004, p. 104). Ma vai a sapere a che avesse la testa lo scrittore di via Reggio dell’Emilia.