Il blog di Luigi Accattoli Posts

La situazione è in lieve miglioramento. Hanno abbassato da 40% a 35% il flusso di ossigeno che mi arriva dalla mascherina facciale e ciò nonostante il saturimetro mantiene il livello: significa che i polmoni stanno reagendo. Non era scontato. Due giorni addietro stavano studiando di passare a un più alto flusso. Oggi mi hanno fatto una lastra toracica con un apparecchio a giraffa, ma si propongono la tac che sarà la terza. Occorre tenere d’occhio coaguli e macchie dei miei tribolati polmoni. Le mosse sono sperimentali e i medici ultra-prudenti perché il virus può avere rilanci e scombinare tutto. – La Comunione è arrivata anche oggi e questa volta la caposala non ha avuto difficoltà a fare entrare il camilliano padre Umberto. L’abbiamo avuta in due. Il terzo presente in quel momento che aveva detto a me – richiedente – che lui non pregava, ha mormorato per tutto il tempo della presenza del prete: “Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio”. Quel lamento era la sua preghiera.

Come ogni giorno, anche oggi sono povero di elementi clinici di quadro e di dettaglio e altro non so ripetere che qualche rassicurazione dei medici su stabilità e inizio miglioramenti – dovrò stare in questo reparto Covid finché non risultero’ negativo a due successivi tamponi e poi – forse – se non ci saranno rilanci della Bestia, mi porteranno in altro reparto dove completare il recupero del respiro. La dimissione ci sarà quando respirero’ senza bisogno di assistenza strumentale. Fuori da elementi clinici, posso dirò che oggi il vecchio bianco per antico pelo si è rasato: non riuscivo a farlo da dieci giorni. – Oggi la Comunione l’abbiamo fatta in tre e siccome la caposala ha detto al prete che non poteva entrare, ho fatto io da ministro e avviatore delle preghiere.

Poche notizie e nessuna nuova anche oggi. Le rilevazioni di febbre, saturazione, pressione, battito, ossigeno nel sangue sono stabili e questo è buon segno. Buono di sicuro rispetto al tumulto dei giorni scorsi. Ma con questa polmonite da Covid pare che la tenuta non basti alla guarigione. Ho ancora insufficienza respiratoria sostanziale e – se ho capito – crescente esposizione a insorgenze infiammatorie. Debbo tenere giorno e notte la mascherina dell’ossigeno. A parte il fastidio che ne viene, con bocca e gola aride, cartonate, resta il fatto che non si sa – non si può sapere – se i miei polmoni stanno riprendendosi o peggiorando. Sono anche possibili sgambetti del virus e potrebbero dovermi portare al piano terra dov’è la terapia intensiva. – Anche oggi ho potuto avere la Comunione insieme al compagno di stanza latinista. Poveri di tutto ma abbracciati al Signore. Il padre Giulio ha detto che verrà tutti i giorni.

Vorrei dare informazioni presise ma non le ho. Uno dei medici curanti per la prima volta oggi ha chiamato Isa, mia moglie, per informarmarla. Ha lodato la mia collaborazione nello spiegare i sintomi, nel muovermi dal letto, nel seguire le istruzioni sull’uso della maschera di ossigeno e sulla ginnastica respiratoria che mi hanno suggerito. Alla domanda che gli avevo fatto stamane se io vada migliorando o peggiorando, assicurandolo io di non scorgere la direzione verso la quale mi sembro comunque indirizzato a velocità sostenuta, ha risposto che invece in questa fase il movimento è lento e i segni sono ambigui. Per ora reputano sufficiente l’apporto di questa maschera dell’ossigeno. Sotto la sua protezione potrebbe avviarsi, con i giorni, un cammino di guarigione. A domani.

È venuto il cappellano e ho avuto di nuovo la Comunione. Ora me ne sto abbracciato al mio Signore come il bambino alla mamma che l’ha appena allattato.

Leggete con me il Salmo 131 – detto della fiducia del bambino, o dell’abbandono in Dio. Nei commenti il testo del Salmo e una mia nota.

È un quadro relativamente stabile ma con elementi sia positivi sia negativi in evoluzione. Ci vorranno molti piccoli passi per uscirne. Mascherina di ossigeno costante. La può togliere solo per mangiare e andare in bagno: così ha parlato una dottoressa stamattina e io non avevo fiato per domandare. Con l’amico latinista stasera abbiamo fatto il Nunc Dimittis. Che è la preghiera del la sera e del Congedo “secondo la tua parola”. Al Nunc Dimittis parlavo meglio di quando ero con la dottoressa.

Non ho aggiornamenti clinici. Credo di stare meglio ma non sono sicuro che sia vero. Con un nuovo compagno di camera (siamo quattro) che ha buona memoria del latino studiato nel ginnasio, preghiamo in latino scegliendo i testi che lui meglio ricorda: oggi abbiamo fatto il Dies Irae e il Sub Tuum Praesidium. Sono lieto del dono di questo compagno.

La prima giornata al Sangiovanni ha due novità: una prevista e l’altra grande e inaspettata. Quella prevista è il ritorno dei parametri di saturazione a livelli accettabili, dopo la caduta di ieri. L’ossigeno ospedaliero è più efficace di quello della bombola da comodino e anche la sua rilevazione strumentale qui è meglio attrezzata. – L’altra novità, quella del Signore che è venuto a me, la dico nel primo commento.

La situazione è stazionaria e i medici mostrano ottimismo: se i valori della febbre e della saturazione resteranno buoni – come lo sono da più giorni – andremo presto a qualche miglioramento. Data la mia età, la prudenza spinge i medici a mettere in conto crisi respiratorie, che per fortuna fino a oggi non ho avuto. Hanno dunque prescritto la disponibilità dell’ossigeno e la bombola è arrivata ieri e troneggia accanto al comodino. A domani.