Il blog di Luigi Accattoli Posts

Direi che oggi è tutto come ieri: solo più stanco e con meno fiato. Dicono i medici che non mi devo impressionare perchè abitualmente questo è il periodo più tribolato e dunque dovrei andare a un miglioramento. Lo spero proprio perché al momento sono un vecchio elefante soffiante. Buonanotte.

Ho fatto oggi la tac. Il referto è incomprensibile per me e suppongo per la maggioranza dei visitatori. Però il radiologo ha così chiarito a voce la faccenda: si evidenzia un inizio di polmonite da Covid, con diffusione medio-bassa, che al momento si può curare da casa – se peggiorasse mi ricovererebbero forse allo Spallanzani – il posto c’è ma quelli come me per ora non li prendono. Prendono chi ha una diffusione del 60% mentre io l’avrei solo del 20%. Ho detto.

Non va meglio di ieri: forse sono meno spossato e l’iniezione di eparina è andata liscia; ma è tornata a salire la febbre e i medici amici vorrebbero farmi fare la tac. Hanno però appurato dai loro colleghi che lavorano nei vari ospedali che con i parametri attuali di febbre e saturimetro anche se andassi al Pronto soccorso non me la farebbero, avendo toppa ressa. La fanno solo, pare, a chi è in crisi respiratoria e io al momento non lo sono. Si vedrà domani, magari cercando una possibilità di farla in privato, ma anche questo pare sia arduo. Occorre esercitare la pazienza, che del resto mi pare di avere esercitato lungo gli anni e i decenni.

Il terzo bollettino Covid è di poco contenuto: dice solo che sono stanco. Per fortuna non ho da raccontare, ma anche se ci fosse buona materia non potrei farlo a motivo della stanchezza che dicevo. Facendo da solo la iniezione di eparina, che gli altri giorni risultava operazione spedita, stamane giravo su me stesso come il gatto nel gomitolo e non sapevo se andavo avanti o indietro. Spero di dirvi domani che la stanchezza è passata. O che almeno si è ridotta.

La giornata dell’infido ospite che è con noi – di cui ho parlato ieri qui nel blog – è stata forse buona, ovvero senza novità. Isa ha avuto un piccolo ritorno di febbre, a me è spuntata un po’ di tosse secca. Impariamo a usare l’oximeter, o saturimetro da dito, che misura le pulsazioni e la presenza dell’ossigeno nel sangue. Ci siamo procurati questo strumento digitale e abbiamo anche il thermoscanner per misurare la febbre con il bip in fronte. I nostri amici medici dicono che dobbiamo fare molta attenzione ai sintomi che insorgono verso il sesto o settimo giorno dalla prima manifestazione della positività. Quasi ci siamo. Per ora non ho altro da raccontare. – Ringrazio i tanti visitatori che hanno mandato auguri, abbracci, benedizioni. Altrettanti – rispetto a quelli che hanno scritto a commento del post di ieri – mi hanno mandato mail private. Alcuni segnalando che anche nella loro casa era stato individuato l’intruso. Ora sembra più presente tra noi e il fatto risulta non solo dalle statistiche quotidiane ma anche dalle narrazioni delle reti amicali. A Domani.

L’omelia di stamane, il saluto al passaggio della Croce dei giovani dai panamensi ai portoghesi, l’angelus meritano d’essere interpretati come viva risposta del Papa alle critiche che vengono rivolte alla sua predicazione. Non dico che Francesco mirasse a questo con le sue parole, dico che così possono essere lette e così le leggo nei commenti, a partire dall’appello rivolto ai giovani perchè gridino al mondo il loro inno a Cristo che è vivo e che regna: oggi è la festa di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo.

Visitatori belli stateve accuorte: da ieri so di essere positivo, accertato con tampone molecolare. E così mia moglie Isa. Lei già da lunedì era risultata positiva al tampone rapido. Io martedì, al rapido, ero ancora negativo. Parrebbe dunque che l’abbiamo preso in tempo e ciò fa sperare. Il contagio dovrebbe essere arrivato dalle classi dove Isa è maestra, classi che ora sono in quarantena per esservi risultato un bimbo positivo nello scorso fine settimana. Al momento stiamo bene, lei meglio di me ma io non sono geloso. E del resto ho solo febbre e spossatezza. Ci curiamo da soli, guidati da medici amici, uno dei quali ha da poco superato la positività: il medico migliore è quello che ha avuto il tuo stesso malanno. I figli che ci portano la spesa e le medicine, posando le buste sullo zerbino del lazzaretto. Se continuerò a stare bene, continuerò a gestire il blog e fornirò un diario del mio incontro ravvicinato con il Covid che fino a ieri avevo tampinato da remoto con le storie di pandemia. Ma noi giornalisti di vecchia scuola appena possibile andiamo sul posto e vogliamo toccare con mano. Baci

“Dottore, ho fatto tutto quello che volevo nella mia vita, ho 90 anni, lasciami andare”: così il vecchietto parla al medico nell’ospedale di Alta Valle Intelvi. Ma non lo lasciano andare, raddoppiano gli sforzi e il novantenne guarisce. La storia è narrata da Giuseppe Vallo, responsabile Riabilitazione Respiratoria della clinica Lanzo Hospital, in un post sulla sua pagina Facebook. Nel primo commento il post del dottore che ha la data del 15 novembre 2020.

Giacomo Pigni, 24 anni, di Legnano, attivo nell’Azione Cattolica, laureato in giurisprudenza alla Statale di Milano il gennaio scorso, è uno dei più giovani tra i Cavalieri al merito della Repubblica Italiana nominati il 2 giugno 2020 da Sergio Mattarella: ha reclutato volontari giovani disposti a prendere il posto degli anziani che durante la clausura non potevano uscire di casa. Nei commenti alcuni passaggi di un’intervista pubblicata il 4 giugno 2020 da “Famiglia Cristiana” e di un’altra pubblicata il 21 ottobre 2020 da “Buone Notizie”, supplemento settimanale del “Corriere della Sera”.


“Ho ritrovato la donna scomoda, affascinante per alcuni e repulsiva per altri che tutti ricordiamo, ma anche il profondo fulcro spirituale che avevo indovinato nelle mie letture giovanili e che ora ho potuto approfondire e spero mettere in luce, confortata da molte testimonianze. L’amicizia con padre Calati era conosciuta, meno o per niente quelle con i teologi Giannino Piana e Piero Coda”: così Mariangela Maraviglia, cultrice di memorie vive del mondo cattolico del Novecento, mi segnala che oggi sono dieci anni esatti dalla morte di Adriana, gattara ed eremita. Nei commenti ricordo la mia relazione d’amicizia con lei e segnalo il lavoro di approfondimento svolto da Mariangela.