Il blog di Luigi Accattoli Posts


Nei commenti presento l’impresa in lungo e in largo.

Stamane, nell’omelia della celebrazione per la Giornata dei Poveri, Francesco – maestro di parabole – è entrato creativamente nella “Parabola
dei talenti” (Matteo 21, 14-30) indicando i poveri nei banchieri ai quali il servo “malvagio e pigro” avrebbe dovuto affidare il talento ricevuto dal padrone. Con analoga vivacità di lingua, all’Angelus il Papa ha poi affermato che “Gesù ci dice questo: il povero sono io”. Nel primo commento riporto il brano dell’omelia e nel secondo quello dell’Angelus. All’Angelus Francesco si è anche difeso dall’accusa di parlare troppo dei poveri, invece che della “vita eterna”.

Costante Acernozzi, fra Serafino dei Fatebenefratelli [l’Ordine al quale appartiene da 57 anni], di battaglie – anche mediche e chirurgiche ne ha combattute molte, avendo fatto 32 anni di missione in Togo e in Terra Santa, ma in questa testimonianza pubblicata il 10 luglio 2020 dal sito dell’Ordine afferma che non aveva mai attraversato una prova “tanto sconvolgente” com’è stata quella della terapia intensiva avendo contratto la polmonite da Covid – 19. Nei commenti alcuni passaggi del suo racconto.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” si rivedrà per la decima volta da remoto, via Zoom, lunedì 16 novembre per leggere dal terzo capitolo di Marco il singolare episodio dei parenti di Gesù che vanno a cercarlo per riportarlo a casa, preoccupati del suo scontro con l’ufficialità religiosa e politica della Galilea e della Giudea. In appendice alla lectio Feliciana Menghini, partecipante storica alle serate di “Pizza e Vangelo” e docente di storia dell’arte, svolgerà una comunicazione sulla iconografia degli apostoli, che era stata sollecitata nel precedente appuntamento. Nei commenti trovate la scheda di introduzione al brano e l’invito a collegarsi che rivolgo a chi viene a conoscere “Pizza e Vangelo” da questo blog.

Aggiornamento al 21 novembre. Ecco il link allo schema con foto della comunicazione di Feliciana: Iconografia degli apostoli.
Agli “attributi” o simboli degli apostoli avevo dedicato un post il 6 novembre.


La passeraia che ieri svolava su Roma a schiera larga e piena mi ha riportato una terzina di Dante che metto nel primo commento.

Camillo Schiantarelli, 70 anni, per quindici è stato primario della Medicina dell’ospedale “Asilo Vittoria” di Mortara fino al primo dicembre dello scorso anno. E’ tornato nel suo ospedale da volontario, gratuitamente, nell’emergenza della scorsa primavera, si è contagiato, è stato ricoverato, è guarito ed è tornato al lavoro. Nei commenti alcuni capoversi dell’intervista che ha dato il 10 novembre a Gabriele Moroni del quotidiano “Il Giorno.it”.

La pandemia che tutti rinchiude ha rinchiuso due volte l’umanità delle carceri, che di questo sovrappiù di confinamento proprio non aveva bisogno: ho percepito qualcosa di questo dramma nel mio lavoro di giurato del Premio Castelli, un premio «letterario» per detenuti che ha dietro la Società di San Vincenzo de’ Paoli. E’ l’attacco di un mio articolo sull’edizione 2020 del premio Castelli, la cui premiazione è avvenuta da remoto il 16 ottobre. Qui la registrazione della premiazione: https://www.youtube.com/watch?v=GdJPzDfFfDQ&feature=youtu.be
Nel primo commento la copertina del libro che pubblica i 13 lavori premiati quest’anno.

Pubblicato oggi alle 16 il rapporto della Santa Sede sul caso MacCarrick, il cardinale statunitense abusatore scardinalato e spretato da Papa Francesco. Sono 447 pagine, ne ho lette la più parte ricavandone un forte ingombro d’occhi – a leggere sul monitor – e di mente, a vedere quanto fallace possa essere l’impegno pur generoso dei santi uomini posti a reggere la Chiesa di Roma. Nei commenti richiamo qualche passaggio che mi è parso più istruttivo e infine metto una mia noterella.

Leggo molto sulla pandemia ma un racconto dal fronte come quello di Ignacio Carbajosa non l’avevo ancora incontrato: il diario di cinque settimane – tra aprile e maggio – passate dall’autore nel reparto Covid dell’ospedale San Francisco de Asís di Madrid. Lo suggerisco a chiunque voglia conoscere l’umano che si agita in quei mondi chiusi ai parenti, ai giornalisti, alle telecamere. Nei commenti mi propongo di fornire un’inquadratura di questo rapporto e soprattutto di lasciare la parola a don Ignacio: così che il mio lettore colga la forza del suo racconto, che è stato tradotto in italiano dall’editore Itaca con il titolo Testimone privilegiato. Diario di un sacerdote in un ospedale Covid [pp. 124, euro 12.00].

Don Luca Casarosa, cappellano del Nuovo ospedale Santa Chiara di Pisa Cisanello, ha una vasta esperienza di accompagnamento di persone che sono morte per Covid: a fine ottobre 2020 calcola di averne conosciute più di 130. Nei commenti alcune delle parole con le quali ha narrato la sua severa missione a Graziella Melina di Avvenire sabato 31 ottobre 2020 e a Giovanna Pasqualin Traversa del Sir il 25 aprile 2020.