Verrò e lo guarirò: una parola di Massimo Toschi

“Verrò e lo guarirò” dice il Signore al centurione che lo prega per il servo malato: il Signore è venuto, viene e verrà per guarire l’umanità malata e sofferente: parole di Massimo Toschi che così salutava gli amici – e io tra loro – in occasione del Natale. Rispondo al suo saluto con un bicchiere di Vino Nuovo. Di Massimo Toschi mi sono già occupato nella pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto al capitolo 4 Massimo Toschi politico disabile e giramondo.

9 Comments

  1. Questo eccezionale professore disabile ci dà una lezione di speranza: “Il Signore è venuto, viene e verrà per guarure l’umanità malata e sofferente”. Ma è anche una lezione molto severa, che ci distoglie dalla nostra superficialità.

    16 Gennaio, 2012 - 23:31
  2. Povero cattolico Socci !
    Nemo profeta in patria !
    Destinato ad essere ritenuto profeta di malaugurio.

    Ora pro nobis

    17 Gennaio, 2012 - 15:37
  3. Che vuol dire Matteo? Che sei d’accordo con Socci e lo compiangi perché non è ascoltato, oppure che non sei d’accordo e rimani stupefatto davanti alle sue affermazioni?

    17 Gennaio, 2012 - 19:44
  4. Gioab

    “Il Signore è venuto, viene e verrà per guarire l’umanità malata e sofferente”
    Sig.ra antonella il suo ottimismo la rende simpatica, ma lei sa benissimo che non è così
    “il signore di quello schiavo verrà in un giorno che non si aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con la massima severità e gli assegnerà la sua parte con gli ipocriti. Là sarà il [suo] pianto e lo stridore dei [suoi] denti.” ( Mt. 24.50-51)
    Il Suo ritorno non sarà come lo auspica lei e non si tratta di un ritorno, ma di una “presenza attiva” dato da che non è MAI andato via “Poiché dove due o tre persone sono radunate nel mio nome, io sono là in mezzo a loro”. ( Mt. 18.20)
    La parola parousìa, “presenza”, è diversa dalla parola greca èleusis, “venuta”, che si trova una sola volta nel testo greco, in At 7:52, nella forma elèuseos (lat. adventu). Le parole parousìa ed èleusis non sono usate scambievolmente. Il GLNT, vol. IX, col. 860, fa notare che “???????? [parousìa, come anche pàreimi] non è mai impiegato per indicare la venuta di Cristo nella carne e non significa mai ‘ritorno’
    Riguardo al significato di questa parola, Israel P. Warren, dottore in teologia, scrisse nella sua opera The Parousia (Portland, Maine, USA, 1879), pp. 12-15: “Siamo noi che spesso parliamo del ‘secondo avvento’, della ‘seconda venuta’, ecc., ma le Scritture non parlano mai di una ‘seconda Parusia’. Qualunque dovesse esserne la natura, doveva essere qualcosa di particolare, che non era mai avvenuto prima, e che non sarebbe mai avvenuto di nuovo. Doveva essere una presenza diversa e superiore rispetto a ogni altra manifestazione di se stesso agli uomini.
    “La nostra società ha veramente bisogno di essere guarita: altrimenti come andremo a finire?”
    Si è accorta allora che la presenza c’è e che di speranza non ce n’è ?

    17 Gennaio, 2012 - 21:03
  5. Sì, ma se non ci guarisce Lui chi ci potrà guarire?

    17 Gennaio, 2012 - 23:42
  6. Gioab

    “Sì, ma se non ci guarisce Lui chi ci potrà guarire?” – finalmente una domanda intelligente sig.ra antonella.

    Lui non è il medico che guarisce, Lui è la vittima che ha rimediato al problema. Riaprire una porta che era stata chiusa.
    Ora dipende da lei riprendere il cammino interrotto e passare attraverso quella porta.
    Dio non fa sconti a nessuno e ciascuno deve fare la sua parte per divenire medico di se stessi.

    “Quindi vi supplico per le compassioni di Dio, fratelli, di presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio, sacro servizio con la vostra facoltà di ragionare. E cessate di conformarvi a questo sistema di cose, ma siate trasformati rinnovando la vostra mente, per provare a voi stessi la buona e accettevole e perfetta volontà di Dio.” ( Romani 12.1-2)
    E per approfondire ( Rm 12.6- 13-4)
    Visto ? Non si parla di riti, ma di modo di vivere….

    “Maestro, facendo che cosa erediterò la vita eterna?” Gli disse: “Che cosa è scritto nella Legge? Come leggi?” Rispondendo, egli disse: “‘Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua forza e con tutta la tua mente’, e, ‘il tuo prossimo come te stesso’”. Gli disse: “Hai risposto correttamente; ‘continua a far questo e otterrai la vita’”. ( Lc 10.25-28)

    18 Gennaio, 2012 - 15:10
  7. Lei ha ragion Gioab. Dpnde da noi riprendere il cammino interrotto, ma che fatica!

    19 Gennaio, 2012 - 11:39
  8. Gioab

    @ antonella lignani
    Non demorda, anche gli angeli si affaticano per lei:

    “l’uomo Gabriele, che avevo visto nella visione all’inizio, essendo stato reso affaticato dalla stanchezza, arrivava presso di me al tempo dell’offerta del dono della sera. E impartiva intendimento e mi parlava e diceva: O Daniele, ora sono uscito per farti avere perspicacia con intendimento. All’inizio delle tue suppliche è uscita una parola, e io stesso sono venuto a riferire, perché sei qualcuno molto desiderabile. Prendi dunque in considerazione la parola, e abbi intendimento della cosa vista.” ( Dan. 9.21-23)

    “Egli dà allo stanco potenza, e a chi è senza energia dinamica fa abbondare piena forza.” ( Isa 40.29)
    I casi sono due:
    O non prende “in considerazione la parola” o non vuole guardare.
    Magari non ci sono ancora state “suppliche” al giusto indirizzo ! No non credo questo non c’entra rimangono le due possibilità non sa leggere.

    19 Gennaio, 2012 - 15:43

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