La fede cristiana – ha detto il papa stamane durante l’udienza generale - ”non è un pensiero, un’opinione, un’idea”: “Questa fede è comunione con Cristo, che il Signore ci dona e perciò diventa vita, diventa conformità con Lui. O, con altre parole, la fede, se è vera, se è reale, diventa amore, diventa carità, si esprime nella carità. Una fede senza carità, senza questo frutto non sarebbe vera fede. Sarebbe fede morta”. Il papa commentava le parole di Paolo ai Galati (5,6) sulla fede “che si rende operosa per mezzo della carità”. Ha detto ancora – proponendo una sintesi creativa della predicazione cattolica e luterana che un tempo si ponevano in contraddizione reciproca: “Giustificati per il dono della fede in Cristo, siamo chiamati a vivere nell’amore di Cristo per il prossimo, perché è su questo criterio che saremo, alla fine della nostra esistenza, giudicati”. Ha fatto questo esempio audace che già aveva proposto in tempi recenti (vedi post del 1° ottobre 2008): “A che cosa si ridurrebbe una liturgia rivolta soltanto al Signore, senza diventare, nello stesso tempo, servizio per i fratelli, una fede che non si esprimesse nella carità?” Ha concluso con parole slanciate: “Lasciamoci quindi raggiungere dall’amore ‘folle’ di Dio per noi: nulla e nessuno potranno mai separarci dal suo amore”. – Una catechesi chiara e calda, a superamento del contrasto sulla “sola fede” e la ”sola carità” (vedi post del 20 novembre 2008), a sviluppo della predicazione sull’amore come parola chiave della lingua cristiana.