Salterio notturno secondo il Rito Certosino
Il Mattutino nella Certosa [vedi i due post precedenti] viene cantato tra le 00,30 e le 02,30. Nella notte tra il sabato e la domenica arriva a tre ore. Ogni giorno i monaci vanno a dormire tra le 20 e le 21 e si alzano poco dopo la mezzanotte convocati dalla campana alla più lunga delle liturgie quotidiane. Stamane sono stato anch’io al Mattutino illuminando con una torcia il pavimento davanti a me, dalla Foresteria alla Chiesa, mentre vedevo per il Grande Chiostro arrivare alla spicciolata i singoli monaci. Nel mezzo della notte, nel mezzo del sonno, con il cappuccio in testa, i certosini si aiutano a mettersi in Dio con lunghe pause nel buio integrale, restando accesa soltanto una piccola luce davanti al tabernacolo. Si vedono le nervature dell’architettura e le sagome degli oranti. Cantano in gregoriano 14 salmi e leggono brani del Primo e del Secondo Testamento e dei Padri. Un poco in italiano e un poco in latino. Ho memorizzato questi versetti: Schiacciò le teste dei draghi sulle acque – I figli di Giacobbe e di Giuseppe – Ecce somniator veniet – Come pula che il vento disperde – Ogni primogenito in terra d’Egitto bestia o uomo – Lo sazierei con miele di roccia – Sub tuum praesidium confugimus. Vedendoli così presi dal canto e dal Signore rimpiangevo di non disporre anch’io di un cappuccio.