Da quando il 31 maggio ho ascoltato il monologo di Dario Fo per Franca Rame, nel quale sono le parole “ben venga anche la morte”, mi ronzava in testa la domanda su dove io le avessi già udite, quelle parole o altre equivalenti, in bocca a un cristiano e infine le ho ritrovate stanotte, tra un sogno e l’altro e mi sono alzato a scrivere questo post che era già quasi l’alba. “Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore ben venga anche la morte” è la risposta di Eva a Dio in quell’apocrifo della Genesi che è ormai il testamento dei due teatranti milanesi. Quel grido di rivolta ha un equivalente di accettazione in Turoldo, nella poesia Venga pure, che è nella raccolta O sensi miei, BUR, Milano 2006, 601-603 e che può essere letta qui, in coda a un testo di Alberto Ablondi. Il monologo di Dario Fo – con quel “ciao” finale che porteremo con noi – lo vedi invece qui. Chissà se tra i miei visitatori vi sia chi sappia dirmi se sia stato Turoldo a influire su Franca e Dario, o loro su lui. Mando un abbraccio a Franca, Dario, Davide. Nel primo commento un altro spunto in cui è nominato Jacopo figlio di Franca e Dario: l’abbraccio è anche per lui.
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