“Via De Pedis dalla Basilica” grida uno striscione davanti alla chiesa di Sant’Apollinare in Roma. Io invece preferisco che resti lì a raccontare come i banditi abbiano sempre trovato asilo nelle Basiliche, da vivi e da morti, a torto e a ragione, ieri e ancora oggi. Troppo facile toglierlo ora che tutti sanno che non ci doveva entrare. Ora è utile che resti per dare ai visitatori tutte quelle informazioni. – E’ un sottile e pomposo mio spillo pubblicato oggi da LA LETTURA del CORSERA a pagina 15 con il titolo DIRITTO D’ASILO. Chi voglia sapere che siano gli “spilli” veda qui. Se qualcuno si chiedesse del mio parere sull’apertura della tomba, che l’aprano pure ma la lascino lì.
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“Quando siamo partiti in aereo da Catania, stringevo tra le mie braccia quella bimba e provavo una gioia inesprimibile. Mi sembrava di avere con me Gesù Bambino“: parole di Fabrizio Schneider – già portavoce di De Gasperi, morto a 90 anni il 17 aprile 2012 – con le quali mi aveva narrato una delle quattro adozioni compiute con la moglie Diò e da me inserite nel primo volume intitolato CERCO FATTI DI VANGELO. Giornalista e fotografo dilettante, uomo di lieta conversazione, quella con Fabrizio è una delle conoscenze più belle che mi siano venute dalla ricerca di storie di vita. Mando un abbraccio ai cinque figli e per primo ad Andrea, regista televisivo. Quando lo conobbi, sentendo che cercavo “fatti di Vangelo” mi disse: “Potrebbe interessarti la storia dei miei genitori”. “Già narrata” potei dirgli incaricandolo di salutare il papà. Lo saluto oggi di nuovo con un bicchiere di Vino Nuovo.
Auguri a papa Benedetto che oggi entra nell’ottavo anno del pontificato. Svolgo i miei intendimenti augurali rimandando a uno smodato articolo pubblicato martedì 17 aprile da LIBERAL nel paginone centrale con il titolo VI RACCONTO BENEDETTO IL SOLISTA accompagnato da questo sommario che volenterosamente ne dice il contenuto: “Al contrario di quanto sostengono alcuni osservatori, non è nè ‘solo’ nè ‘solitario’. Semplicemente, quello che ha appena compiuto 85 anni è un papa abituato ad ascoltare tutti ma che poi, alla fine, sceglie di decidere con la propria testa”.
Mi chiamano a trattare un tema epocale: PARLARE E LITIGARE CON I FIGLI: MA IN QUALE LINGUA? Sul Freccia Rossa Roma Termini-Milano Centrale che sfreccia a 280 all’ora, come segnala il display, una mamma con due maschietti va in cerca della toilette. Il grande si aggrappa ai sedili come comandato da lei. Il piccolo no e va avanti inciampando di qua e di là. “Se non mi dai la manina e ti fai male ti arrangi”, dice lei ammonitrice. “No” fa quello in gran dispetto: “Io non mi arrangio, ti arrangi tu!”
“Delle cose certe la più certa per me è credere in Gesù”: lo diceva Lucio Dalla in un’intervista radio del 2008 ora nel volume di Vito Magno “Anche loro inquieti cercatori”, edizioni Messaggero. Diceva ancora Dalla nell’intervista: “Passo con Gesù due o tre ore al giorno”. Possiamo farti Lucio una domanda postuma: quante ore passi con Gesù dal 1° marzo scorso? Vedi tu come farci avere la risposta. – E’ un mio “spillo” garbatamente provocatorio – nei confronti del ciuciulante Dalla da me amatissimo – pubblicato ieri da LA LETTURA supplemento domenicale del Corsera, a p. 5. Chi voglia sapere che siano gli “spilli” veda qui. Se qualcuno si chiedesse a che mai io intenda provocare Lucio Dalla rispondo: a farsi sentire da là, magari con un ciu-ciu-ciu ciu-ciu-ciu ciu-ciu-ciu.
«Il mio sogno è di aprire una comunità per minorenni sottoposti a misure alternative di detenzione. Ora faccio la volontaria in un centro di prima accoglienza. Mangio con loro, cerco di rasserenarli»: parole di Eleonora Brandini, 29 anni, milanese, che ho letto nel Corsera del giorno di Pasqua e alle quali brindo con un bicchiere di VINO NUOVO. In esso sentenzio bellamente che Eleonora fa in piccolo quello che Teresa di Lisieux pregava in grande: mi sa che vi conviene andare a leggere.
Quello che massimamente ammiro nel cristianesimo è il comandamento dell’amore che spinge al cambiamento di sé e del mondo. L’induismo da cui venivo accetta le cose come stanno, non cerca il cambiamento. Devo dire però che l’induismo è più facile a seguire rispetto al cristianesimo. Per me alcuni comandamenti risultano difficili, per esempio quello che dice “non desiderare la donna d’altri”. Anche “non rubare”: parla così Surendra Narne, 75 anni, indiano, otorinolaringoiatra, ex direttore dell’Unità operativa di Chirurgia Endoscopica delle vie aeree all’ospedale di Padova. Puoi leggere la sua intervista nella pagina CERCO FATTI DI VANGELO elencata sotto la mia foto al capitolo 11 IL GENIO DELLA CARITA’ dov’è la terza a contare dall’alto.
Del chiasso leghista degli ultimi giorni trattengo un cachinno marginale e magari fasullo ma che suona bene a raccontarlo: la sagoma dell’amministratore della Lega Nord Francesco Belsito che si profila a uno sportello di una banca della Tanzania: la Fbme Bank ltd in Tanzania con 4,5 milioni di euro e viene respinto – pare – per scarsa trasparenza. Come già Emilio Fede a Lugano con 2,5: e anche quella vignetta chissà se è vera. “Poffare” avranno esclamato a una voce Fede e Belsito: “La Svizzera è a Nord si sa ma la Tanzania non era al Sud?” – Cachinno: “Lo tuo riso sia sanza cachinno, cioè sanza schiamazzare come gallina” (Dante, Convivio, III-VIII-12). Poffare: può fare che, è mai possibile che; indica stupore (Battaglia). Quanto al titolo del post che mira alla rima: in Italia ci ostiniamo a dire Tanzània – che rima con Padània – ma i più svegli già dicono Tanzanìa.
«In realtà noi cristiani siamo innestati sul tronco ebraico, alimentati dalla stessa radice: è un rapporto misterioso e tormentato, ma anche straordinariamente fecondo di speranza»: parole di Giovan Battista Brunori, giornalista, che è sposato a un’ebrea di nome Giovanna. A loro brindo con un bicchiere di Vino Nuovo. In aggiunta a quanto detto in quel sito, qui riporto queste altre parole di Giovanni Battista: “Oggi nella nostra famiglia c’è chi va in sinagoga e chi in chiesa, chi mangia maiale e chi no, anche se – con i parenti – tutti partecipano alle feste del Natale e di Hanukkà, di Pasqua e di Pesach”. Ecco un paio di mie domande al collega Brunori sulla sua famiglia di innesto: “Ti chiedo – se non sono invadente – di dirmi il numero e l’età e il nome dei figli – o quello che credi di poter dire su questo. E anche se la tua moglie Giovanna è la Giovanna Ben Amozegh della rubrica Shalom”. Questa la risposta: “Sì la Giovanna con la quale anni fa avevo realizzato la rubrica radiofonica Shalom era l’allora fidanzata e oggi mia moglie Giovanna Micaglio Benamozegh (pronipote del rabbino di Livorno Elia, maestro del padre di Toaff), membro della comunità ebraica di Roma e impegnata in attività culturali con l’Unione delle comunità ebraiche italiane. Abbiamo quattro figli: Gabriele 19 anni, Miriam 15, Sara 13, Simone Davide 11”. Bello l’innesto dei nomi: Giovanni e Giovanna, Gabriele, Miriam, Sara, Simone Davide. Per l’efficacia dell’innesto, i nomi ci danno una mano. Con Giovan Battista a fare da ponte.
Io auguro a noi occhi di Pasqua
capaci di guardare
nella morte fino alla vita
nella colpa fino al perdono,
nella divisione fino all’unità,
nella piaga fino allo splendore,
nell’uomo fino a Dio,
in Dio fino all’uomo,
nell’io fino al tu.
E insieme a questo, tutta la forza della Pasqua!
(Klaus Hemmerle)
Buona Pasqua ai visitatori per bocca di Klaus Hemmerle teologo tedesco (1929-1994), vescovo di Aquisgrana, amico dei Focolari.
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