Il blog di Luigi Accattoli Posts


Siamo nel Cortile d’Onore della Ca’ Granda di Milano. Nobile architettura e installazioni fantasiose legate al tema della salvaguardia del Creato, realizzate in occasione del Salone del Mobile. Tra tutte ho scelto per voi le giraffe di Marcantonio, che ho visto oggi pomeriggio: nel primo commento trovate la scheda che le presenta, nel secondo una foto che le dà a corpo intero.

“Pregate per me perché a volte a me tocca ballare con la più brutta”: così si è sfogato Bergoglio il 26 marzo. Alludeva all’ex nunzio Viganò che lo vuole dimissionare, o piuttosto a Steve Bannon che l’aveva appena “sfidato” sulla Cina? Folto è il catalogo delle brutte e il Papa, ammiratore del tango, ne conosce la regola d’oro, che ha ricordato così: “Il Signore ha voluto che anche loro abbiano il diritto di ballare”.

Il mese passato in questo spazio ho raccontato qualcosa, fasti e nefasti, della Sala stampa vaticana nei decenni (cf. Regno-att. 4,2019, 127s): cercavo una retrospettiva che aiutasse a intendere dove stia andando la riforma dei media vaticani. Chiuso il pezzo, mi chiedevo: ma io in 44 anni d’accredito, fatti di Vangelo là ne ho visti? E perché non li racconto, senza farla troppo noiosa? Ci provo in questa puntata: è l’attacco banaluccio di un testo importantissimo che ho pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Il Regno”. Nel primo commento l’elenco delle persone nominate nell’articolo, il link per leggerlo e un altro link per la prima puntata a cui fa riferimento l’attacco. Buona lettura.

“Sono venuto a gettare fuoco sulla terra” è un motto di Gesù. “Infiammate tutto” diceva ai suoi Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù. Non meraviglia che rifacendosi a tali maestri Francesco il 23 marzo dica a certi studenti padovani: “Quando sento le vostre domande, ho voglia di trasmettere fuoco”. E non è un caso che Gianfranco Svidercoschi abbia intitolato un suo saggio “Francesco l’incendiario” (Tau Editrice).

Il documento di Abu Dhabi (firmato il 5 febbraio da Francesco e dal Grande Imam di Al Ahzar) affermava di passaggio che “le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina” e ne è venuta disputa, nonché l’accusa dei tradizionalisti al Papa d’aver sottoscritto un’altra eresia: all’udienza di stamane Francesco ha risposto, ricorrendo alle distinzioni della Scolastica, che conosceva cinque “modi” della volontà divina; e attribuendo le diversità di religione alla volontà “permissiva”. Nei commenti le parole del Papa, l’obiezione che gli era stata fatta, un suo precedente rimando alla volontà permissiva, il compiuto elenco dei cinque modi nei quali Dio “vuole” che prendo da una fonte imperdibile: Albertano da Brescia.

– Come si chiamano questi bellissimi bambini?
– Maria, Giovanni, Maddalena: come i tre sotto la Croce.
Il cristiano s’incoraggia ai nomi.

“Coloro che costruiscono i muri finiranno prigionieri dei muri, invece quelli che costruiscono ponti andranno tanto avanti”: metto questa frase del Papa a titolo di quanto ha detto e fatto a Rabat, sulla scia di quanto già compiuto ad Abu Dhabi. Frase detta ai giornalisti in aereo, ieri sera, di rientro dal Marocco. Nei commenti riporto altre sue parole su Gerusalemme, gli integralismi, i migranti, gli abusi. Dopo le parole ai giornalisti riporto qualche passaggio dei discorsi fatti da Francesco a Rabat nelle giornate di sabato e di ieri.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” legge domani, lunedì 1° aprile, il brano conclusivo del capitolo 27 degli Atti che narra il naufragio in vicinanza dell’isola di Malta della nave che sta portando Paolo a Roma. Vedremo il singolare episodio del centurione romano che impedisce che l’apostolo venga ucciso dsai soldati: cercheremo i significati di quel salvataggio, nel quale il centurione “crede” a Paolo in modo simile a come il centurione del Calvario aveva “creduto” al Cristo morente. Nei commenti una scheda di introduzione all’episodio, il testo che leggeremo, l’invito a partecipare che rivolgo a chi è lungo le strade e dietro le siepi.

Affermando il dovere di denunciare gli abusi [vedi post precedente] si incrocia la questione del foro interno e del segreto confessionale e a volte si sentono proteste verso l’affermazione di quel dovere, mirate alla protezione della riservatezza necessaria per quanto passa tra il penitente e il penitenziere. Parlando ieri ai partecipanti al corso sul foro interno organizzato dalla Penitenzieria apostolica, Francesco ha difeso con grande decisione quella riservatezza. Nelle sue parole [che riporto nei commenti] è da vedere una forma di accoglienza di quelle proteste.

Il Papa oggi e domani è in Marocco, ieri ha firmato tre documenti sulla tutela dei minori e ha presieduto in San Pietro la celebrazione penitenziale della Quaresima. Miei impegni di conferenze mi hanno impedito di tenere dietro a questi atti e alle parole che li hanno accompagnati. Oggi recupero. Nel primo commento metto due affermazioni di principio che sono nel più importante dei tre documenti sugli abusi e – a seguire – riporterò i passaggi dei tre testi che ritengo utile memorizzare. Infine una mia notula. Con altri post darò conto della celebrazione quaresimale oggi pomeriggio e del Marocco domani. Ma il sabato è anche il giorno della spesa settimanale e dunque questo lavoro non sarà rapidissimo. Ma lo farò.