Il blog di Luigi Accattoli Posts

Fino a tutto febbraio “decanonizzare” era un motto dello sperimentalismo letterario tedesco che invitava a violare i canoni dei generi letterari, ma l’11 marzo due teologhe femministe francesi hanno usato quella parola per chiedere a Francesco su “Le Monde” la “decanonizzazione di Papa Wojtyla protettore di abusatori in nome della ragione di Chiesa”. Se canonizzi potrai anche decanonizzare, devono essersi dette Christine Pedotti e Anne Soupa.

Dopo la brusca sostituzione di Gian Maria Vian alla direzione dell’Osservatore romano (18 dicembre 2018) e le improvvise dimissioni del portavoce Burke e della vice Garcia Ovejero (31 dicembre 2018) siamo a un terzo fattaccio dei tribolati media vaticani: l’abbandono dell’intero staff del supplemento mensile dell’Osservatore “Donna Chiesa Mondo” guidato da Lucetta Scaraffia. La Scaraffia accusa il direttore Andrea Monda di “progressiva delegittimazione” del lavoro dello staff. Il direttore replica di aver rispettato in tutto la “totale autonomia e libertà” del supplemento. Nei commenti i link essenziali e la mia protesta – se ha senso dire così – per il fattaccio.

Il Papa è a Loreto, nella festa dell’Annunciazione del Signore, per la firma dell’esortazione sinodale giovanile. Oggi pomeriggio sarò a Tv2000 alle 17.30 per commentare la visita. Qui voglio segnalare la richiesta che il Papa nel discorso sulla piazza del santuario ha rivolto ai Cappuccini, custodi della Santa Casa, perché tengano aperta la Basilica più a lungo, ogni giorno e fino alla notte quando là sono dei giovani, che sono amici della notte. Nel primo commento l’appello all’apertura prolungata, argomento che mi è caro e che dovrebbe valere ovunque, non solo a Loreto.

“La possibilità della conversione non è illimitata; perciò è necessario coglierla subito; altrimenti essa sarebbe perduta per sempre. Per convertirmi io aspetterò la prossima Quaresima. Ma sarai vivo la prossima Quaresima?”: parole del Papa all’Angelus richiamanti l’urgenza della conversione. Le riporto nei commenti con dedica a chi sostiene che questo Papa assolve tutti e non chiama alla conversione.

Scola 30 – Bergoglio 26 – Ouellet 22 – O’Malley 10 – Scherer 4: sono i cinque cardinali più votati al primo scrutinio del Conclave che ha eletto Francesco. Li rivela il valoroso collega Gerard O’Connell in un libro sul Conclave che segnalo al primo commento con un link a un’anticipazione ovviamente inglese.

Il Papa non accetta le dimissioni del cardinale Barbarin ma lo lascia libero di decidere e lui decide per un ritiro temporaneo: nel primo commento la dichiarazione del portavoce vaticano. Qui dico che mi considero anch’io in ritiro sulla materia “condanne civili di vescovi e cardinali in materia di abusi”. Associo il cardinale Pell a Barbarin e ciò vale per tutti gli altri che sono sotto inchiesta o condannati. Prima di dare qualche mia inutile opinione aspetto che passi a nuttata. E’ un atteggiamento che immagino si addica al tempo penitenziale della Quaresima.

In America dove sono avanti si parla da tempo di “Green theology”, di “Webtheology”, di “Digital theology”. Ma anche i nostri si danno da fare: “CyberTeologia” è un sito del gesuita Antonio Spadaro inteso a “pensare il cristianesimo al tempo della rete” e “Pop-Theology per giovani” è un volume del vescovo Antonio Staglianò (Rubbettino 2018). “La teologia è un genere della letteratura fantastica” diceva Jorge Luis Borges cieco e veggente.

Amici belli, il gruppo di lettura della Bibbia che si riunisce a casa mia, lunedì 18 – cioè domani – legge dal libro degli Atti [27, 13-35] l’episodio della tempesta che porta alla deriva la nave dell’apostolo Paolo in viaggio verso Roma. Nel brano c’è un versetto delle meraviglie, il 35, che possiamo tenere come luce ogni volta che ci troviamo a una celebrazione eucaristica in presenza di non credenti. Non dico di più per indurvi a leggere i commenti che seguono.

Dodicesimo mio dibattito con Giuseppe Rusconi su Francesco: domani ad Anagni, nella Sala delle Conferenze della Biblioteca comunale, alle 17.30, su iniziativa dell’associazione ‘Anagni viva’. Temi: summit episcopale sugli abusi, visita del Papa ad Abu Dhabi, riforma della comunicazione vaticana, sei anni di Pontificato, ruolo della Chiesa nella Cura del creato. Modera Ciro Fusco.

Aggiornamento al 16 marzo. Dal terzo al settimo commento, le domande del moderatore e gli appunti che avevo con me in vista delle risposte.

Al summit sugli abusi una suora nigeriana di nome Veronica Openibo ha detto che ammirava “fratel Francesco”, cioè il Papa, “per essere stato abbastanza umile da cambiare idea” sulle malefatte del clero cileno, “chiedere scusa e agire”. Quando all’elezione Bergoglio dichiarò di volersi chiamare Francesco, tutti eseguirono, ma ci voleva una donna perché qualcuno lo chiamasse “frate Francesco”, come otto secoli addietro chiedeva d’essere chiamato il santo d’Assisi.