Il blog di Luigi Accattoli Posts

Mando un bel saluto a Papa Bergoglio che domani compie sei anni di Pontificato. Per l’occasione mi hanno chiesto piccoli articoli la “Digital Edition” del Corsera e il “Corriere Roma”. Li riporto nel primo e nel secondo commento.

C’è gente della valle che non conoscevamo ma che ci ha aiutato economicamente. Sono venuti e ci hanno detto: apprezziamo che abbiate così tanti bambini e ne siate così felici. Secondo noi è stata la Provvidenza: parole di Claudia Guffanti, 387 anni, mamma di undici, intervistata dal Corriere della Sera del 2 marzo 2019. Nei commenti riporto le ultime tre domande e risposte e metto una mia postilla.

Il vero significato di ciò che sta accadendo è da cercare nello spirito del male – Eppure, non scoraggiamoci: iI Signore ci sta salvando dall’ipocrisia – alla fine, ma attraverso la tua vergogna, tu continuerai a essere il pastore: sono lampi della meditazione quaresimale che il Papa ha svolto stamane in San Giovanni in Laterano, con i preti di Roma. Spezzetto i passaggi chiave nei commenti. Parole di biblica pietà, queste del Papa, delle quali ringrazio.

Censiti i preti abusatori, Bergoglio sentenzia che “dietro c’è Satana” e invita tutti a preghiera e penitenza. L’arcivescovo Scicluna, suo collaboratore nella caccia ai pedofili, commenta che il Papa vorrebbe “quasi un esorcismo alla Chiesa”. Si facevano una volta esorcismi alle città e Giotto dipinse in Assisi San Francesco che “caccia i diavoli da Arezzo”. Mai s’era visto tuttavia un esorcismo fatto alla Chiesa, ma questo è il tempo delle cose mai vedute.

«La Chiesa non ha paura della storia» afferma solenne Francesco annunciando l’apertura agli studiosi del fondo Pio XII dell’Archivio Segreto Vaticano, cioè dei 19 anni di documentazione riguardante il periodo di quel pontificato, che va dal 1939 al 1958. L’annuncio l’ha dato di persona il Papa in mattinata, parlando ai responsabili e ai dipendenti dell’Archivio.E’ l’attacco del mio articolo sull’apertura degli archivi pubblicato oggi dal “Corriere della Sera”. Stante l’incerta tenuta nel tempo dei link ai siti dei quotidiani, nei primi commenti riporto l’intero articolo al quale aggiungo in coda una postilla.

Alle primarie del Pd, al gazebo della Madonna dei Monti, voto per Nicola Zingaretti: per l’apprezzamento della sua leadership regionale e per aiutare l’ammaccato partito di cui sono elettore a dare un segno di novità. Nei commenti metto il link alle mie opzioni nelle precedenti primarie e alle ragioni del mio distacco da Renzi e dai renziani.

Amici belli, il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” legge lunedì 4 un primo brano del capitolo 27 degli Atti degli Apostoli (versetti 1-12), il capitolo più efficace dal punto di vista letterario, con la tumultuosa navigazione nel Mediterraneo in tempesta a inizio autunno dell’anno 60.Nei commenti la scheda inviata ai partecipanti, il testo che leggeremo, l’invito di chi passa a venire a leggere con noi la Scrittura.

Per la prima volta misi il naso in Sala Stampa Vaticana nel dicembre 1975, con in mano la lettera di presentazione di Eugenio Scalfari per essere accreditato come vaticanista della “Repubblica” nascente. Il direttore era Federico Alessandrini (1905-1983), di Recanati come me. Altri tempi. Parlavamo quasi solo di come andavano le cose «al paese», come fanno per tutta Roma i romani acquisiti: è un passo di un mio articolo sulla comunicazione vaticana pubblicato da “Il Regno” con il titolo: I media vaticani – Come vede la riforma un giornalista d’antan.

La Bibbia è piena di profumi che i secoli della penitenza cacciarono poi dal Tempio lasciandovi il solo incenso. Ma stanno tornando come attesta il chiosco della Farmacia Vaticana che alla Koinè di Vicenza ne proponeva venti: mirra, rosa mistica, fior di nardo, luce sul monte, pietra preziosa. C’era folla a provarli. Sta scritto infatti nel Libro di Samuele: “Le vostre figlie saranno sue profumiere”; e in quello dei Proverbi: “Profumi sono nella dimora del saggio”.

“Quando oggi Cri mi prende per le mani e, indietreggiando e ondeggiando piano piano le braccia per aiutarmi a tenere l’equilibrio, guida i miei passi incerti, i pochi che riesco ancora a fare, mi sembra per davvero di ballare. E saranno anche, i miei, i passi tardi e goffi di un orso ferito, però per me sono quelli della più meravigliosa delle danze”: è Salvatore Mazza, collega di “Avvenire”, che racconta della Sla che l’ha colpito e della forza che gli viene da Cristina, con cui è sposato da 32 anni. Nei commenti l’intera storia e qualche mia parola d’accompagnamento.