Il blog di Luigi Accattoli Posts


Un saluto da Recanati: questa è la piazza del comune con insolita nebbia. Sulla destra il pensoso Giacomo Leopardi, che i compaesani chiamano il Gobbo. Sulla sinistra la Torre del Borgo. Nei commenti il percome io sia qui e due ciarle sul Gobbo e la sua Torre.

“Oggi c’è caos: è la cattedra di fuoco e fumo di cui sant’Ignazio parla nella meditazione delle due bandiere”: parole dette da Francesco in settembre ai gesuiti del Baltico e pubblicate il 17 ottobre, che svelano un Bergoglio drammatico, forse inaspettato. Fuoco e fumo agitano il libro dell’Apocalisse e l’intera storia cristiana fino a Tolkien, che arbitra battaglie con due bandiere e fa uscire fuoco e fumo dalla Torre di Mordor. Bergoglio è in quella filiera.

Asia Bibi è assolta e uscirà dal carcere dopo nove anni: stamane 31 ottobre, alle 9,20 del mattino, quando in Italia erano le 5.20, la Corte Suprema del Pakistan ha dichiarato innocente la donna cristiana arrestata nel 2009 e condannata a morte nel 2010 per blasfemia. Questo è giorno di festa per tutto il mondo cristiano e per ogni sostenitore dei diritti umani, tra i quali molti musulmani del Pakistan che hanno pagato con la vita la battaglia per Asia Bibi.

Penitenza per il peccato che oscura la Chiesa agli occhi dei giovani e speranza che la gioia del Vangelo li contagi con la sua perenne giovinezza: sono due luci guida dei documenti prodotti dal Sinodo dei vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” (3-28 ottobre): la Lettera del Sinodo ai giovani che è stata letta dal cardinale Baldisseri a conclusione della concelebrazione di domenica mattina e il documento finale con le sue 167 proposizioni votate il pomeriggio di sabato. Nei commenti l’intera lettera e stralci delle proposizioni con miei commenti volanti e svolazzanti.

Parole accese del Papa ieri e oggi a conclusione del Sinodo dei giovani: del documento finale del Sinodo parlerò domani (lo sto studiando), mentre oggi mi fermo sui moniti venuti da Francesco. Oggi all’Angelus ha detto che il Sinodo è stato “una buona vendemmia”. Nell’omelia della messa di chiusura aveva, poco prima, chiesto scusa ai giovani a nome degli adulti per il mancato ascolto. Nel saluto finale di ieri sera aveva invitato alla preghiera contro il “Grande Accusatore” che perseguita e sporca la Chiesa: “e in questo momento ci sta accusando forte”. Parto da quest’ultimo tizzone acceso.

Amici belli il gruppo di lettori della Bibbia che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” affronta lunedì 29 l’avvio a Cesarea del processo a Paolo davanti al governatore Felice. La requisitoria dell’accusa, svolta da un avvocato professionale di nome Tertullo, è indispensabile per cogliere l’anima della difesa, che leggeremo la prossima volta e che ovviamente ci coinvolgerà di più. L’accusa è formulata in poche righe che sonderemo pignolamente cavandone buone informazioni. Nei commenti la scheda inviata ai partecipanti, il testo che leggeremo, l’invito ai visitatori a venirci a trovare.


Oggi pomeriggio sono andato al luogo della morte di Desirée. Un cancello, un lucchetto, l’avviso del sequestro. La foto della poverella. Fiori, ceri. Scritte. Quella che dice “Giustizia per Desirée” che è giusta ma non è neanche la metà del fatto. Poster con le immagini di Gesù e di Maria. Nei commenti: quello che ho detto ai due e a Desirée, e quello che avveniva intorno.

“L’amore di mia figlia è l’unica cosa più forte del mio dolore”: parole di Francesca Fioretti, compagna del calciatore Davide Astori, morto improvvisamente il 4 marzo scorso. Le ho lette il 14 ottobre in un’intervista al Corriere della Sera e le propongo ai visitatori in questi giorni che ci avvicinano alla memoria dei morti. Nel primo commento il link alla bella intervista e il brano che vi segnalo.

Monica Romano – la sinologa attiva nella mia parrocchia romana che è più volte intervenuta in questo blog – è in Cina e manda da Pechino un resoconto delle attività che sta svolgendo, relative al dibattito sulla traduzione in cinese delle Scritture, sua materia specialistica, e alla pratica della lingua cinese. Nei primi tre commenti l’intero messaggio.

Nel giro settimanale tra i poverelli della Stazione Termini, il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere, incrocia sulle grate di via Marsala l’ex nunzio Carlo Maria Viganò ma non lo riconosce a motivo degli occhiali da sole e del berretto da baseball che non lascia più da quando si è dato alla clandestinità. L’ex nunzio invece riconosce il cardinale che gli tende una busta con dentro 50 euro; e domanda: “E’ la risposta del Santo Padre al mio memoriale?” – “Esatto” risponde l’elemosiniere che quando parla ai barboni dice sempre di sì.