Sono incorso in gravi sbagli di valutazione e di percezione della situazione, specialmente per mancanza di informazione veritiera ed equilibrata. E fin d’ora chiedo perdono a tutti coloro che ho offeso e spero di poterlo fare personalmente: così il Papa in una lettera ai vescovi cileni con riferimento ai casi di abusi sessuali. Convoca a Roma vescovi e vittime e annuncia che in quella sede comunicherà la sue decisioni. Dettagli e link nei primi commenti.
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Don Antonio Mazzi, funambolo della carità, compie 88 anni e dice al Corsera di lunedì 9 aprile che la religione gli dava e gli dà fastidio: è tutta regola, non è fede. Don Antonio un poco lo conosco, è generoso e confusionario. Metto il link all’intervista e riporto nel primo commento quella battuta perché si lega al post di ieri dove Igor l’omicida diceva che era “molto religioso”. Gli ossimori sono le ossa dell’universo: ecco a voi un assassino devoto e un prete irreligioso.
“Sono molto religioso e quattro ore al giorno le dedicavo alla lettura della Bibbia”: così Igor il serbo al magistrato spagnolo. Ho letto oggi le sue risposte in un articolo di “Repubblica” del 16 febbraio che era restato nella borsa. Nei commenti alcune sue parole e la traduzione del nome Igor.
«Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità. Così il Signore la proponeva ad Abramo: «Cammina davanti a me e sii integro» (Gen 17,1). E’ il primo paragrafo dell’esortazione “Gaudete et exsultate” pubblicata stamane. Ero in sala stampa per ascoltare la presentazione ma ora non ho tempo di commentarla perchè stasera in casa ho il gruppo biblico di cui al post del 7 aprile. Darò nei commenti qualche brano, dicendo innanzitutto la mia exsultatio.
Arriva una “declaratio” d’ispirazione tradizionalista su “Amoris laetitia” e diversi si stracciano le vesti e c’è chi in privato mi chiede un’opinione: l’espongo nei commenti, dicendo subito che la dichiarazione mi appare legittima e rispettosa, persino utile. Non la condivido ma non credo che i promotori siano così ingenui da immaginare che dovesse essere condivisa issofatto.
Amici belli, il gruppo biblico che si riunisce a casa mia con il nome di “Pizza e Vangelo” lunedì 9 aprile, cioè dopodomani, affronterà un brano degli Atti nel quale Paolo – parlando ai cristiani di Cesarea – si dice pronto a morire per portare a compimento la sua missione di apostolo di Cristo. Rumineremo parole che dovrebbero farci ardere a pronunciarle. Nei commenti la scheda che ho inviato ai partecipanti e il brano del libro degli Atti che leggeremo.
Ieri e oggi sono tornato ancora una volta a Reggio Calabria, dove ho tanti amici che mi hanno chiamato a ricordare una figura di medico e di intellettuale cattolico di cui ho buona memoria e grande ammirazione: Lucio Raffa. Ho aggiornato a cuore caldo la memoria che ne avevo tracciato per un’occasione simile sette anni addietro. Ho pure salutato l’Etna innevato che è sempre un’immagine da poema epico e ho conosciuto il giovane sindaco reggino Giuseppe Falcomatà che mi è caro a motivo del papà Italo Falcomatà, che è uno dei personaggi dei miei fatti di Vangelo. Nel primo commento i link per leggere di più su Lucio e su Italo, grandi figli di una città tribolata.
“In virtù del Battesimo ricevuto ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario […]. La nuova evangelizzazione deve implicare un nuovo protagonismo di ciascuno dei battezzati”: sono due affermazioni dell’esortazione “La Gioia del Vangelo” che ho commentato in una conversazione con gli operatori della libreria romana “Paoline multimedia”. Qui è possibile leggere l’intera conversazione. Nei primi otto commenti riporto la traccia degli esercizi che ho proposto ai miei uditori.

Passeggiata al Pincio oggi pomeriggio alla ricerca del busto di Giacomo Leopardi, che è tra i 228 “grandi italiani” che vi sono onorati. Nel primo commento la faccenduola istorica di cui Giacomo ed io abbiamo parlato.
Nella predicazione papale dei giorni di Pasqua spiccano due momenti nei quali Francesco chiama l’attenzione sulla pietra e sull’angelo che danno il primo annuncio del Risorto: una parola scolvolgente e incredibile che “nessun uomo avrebbe osato pronunciarla”. L’angelo il Papa l’ha messo in scena ora al “Regina Coeli”, la pietra l’aveva fatta parlare nell’omelia della veglia, sabato notte. Nei commenti i due passaggi e alcune parole “Urbi et Orbi”.
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