Il blog di Luigi Accattoli Posts

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Passeggiata al Pincio oggi pomeriggio alla ricerca del busto di Giacomo Leopardi, che è tra i 228 “grandi italiani” che vi sono onorati. Nel primo commento la faccenduola istorica di cui Giacomo ed io abbiamo parlato.

Nella predicazione papale dei giorni di Pasqua spiccano due momenti nei quali Francesco chiama l’attenzione sulla pietra e sull’angelo che danno il primo annuncio del Risorto: una parola scolvolgente e incredibile che “nessun uomo avrebbe osato pronunciarla”. L’angelo il Papa l’ha messo in scena ora al “Regina Coeli”, la pietra l’aveva fatta parlare nell’omelia della veglia, sabato notte. Nei commenti i due passaggi e alcune parole “Urbi et Orbi”.

Oggi, Domenica di Risurrezione, completo il dono di Pasqua ai visitatori con la risposta degli alunni di una “Quarta C” di Roma alla straordinaria poesia dei doni di Borges, proposta dalla maestra nell’adattamento che ho riportato nel post di ieri. Il poeta ringraziava per il colore della rosa, del sole, delle strisce della tigre e uno dei bambini azzarda un ringraziamento “per il colore di ogni cosa”: metto nel titolo questa sua attitudine a colorare il mondo. In quarta elementare hanno sui nove anni e uno di loro ringrazia “per la vita che è lunghissima e sembra che non finisca mai”. E’ proprio vero che lo Spirito soffia. Un bacio di Pasqua a tutti i visitatori.

C’è nella vasta opera di Jorge Luis Borges un testo intitolato “Un’altra poesia dei doni” che una maestra romana ha proposto ai suoi alunni di quarta elementare invitandoli a darle un seguito. Per rendere accessibile ai piccoli il poema del maestro argentino la maestra ha cercato il testo spagnolo e l’ha ritradotto, abbreviato e adattato alla loro lingua dando poi a loro il compito di aggiungere ognuno un verso. Oggi metto qui il testo della maestra e domani quello degli scolari. E’ il mio dono di Pasqua ai visitatori perché gioiscano del poeta, della maestra e degli alunni.

“Vi consiglio: la mattina di Pasqua portate i bambini al rubinetto e fategli lavare gli occhi. Sarà un segno di come vedere Gesù Risorto”: così ieri Francesco ha concluso i suoi auguri di Pasqua ai cristianucci dell’udienza sulla piazza. Con quelle fresche parole faccio anch’io i miei auguri ai visitatori. Nei commenti il contesto del “consiglio” di Francesco e qualche spunto sulla giornata papale di oggi, Giovedì Santo, dalla Messa del Crisma a quella “nella Cena del Signore” con Lavanda dei piedi che sarà nel carcere di Regina Coeli.

Il nuovo presidente della Camera Roberto Fico rinuncia all’indennità di servizio che gli spetterebbe come presidente e io trovo buona questa decisione: benché non elettore cinquestelle e in calmo allarme sul domani politico, approvo, come a suo tempo approvai la rinuncia di Casini ai benefit previsti per gli ex presidenti. Nei commenti altre gioie e altri lamenti.

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Nel Rione Campo Marzio affollato di memorie trovo questa fantasia di muri degna della pop art. Nel primo commento, altra immagine e altra didascalia.

“Me lo fai un sorrisone?”: scritta in rosso letta ieri nel vicolo delle Orsoline, sulla destra, venendo io da via Vittoria. Dove siamo? Nel Tridente, verso Piazza del Popolo, in un budello incognito tra il Corso e il Babuino. Il punto interrogativo tradisce un’attesa eccessiva e credula: togliendolo, come ho fatto nel titolo del post, l’attesa si fa sorniona. Adatta a un’ammusata forse senza motivo. Do per certo che sia masculo lo scrivente.

Trovo esagerate le accuse a Viganò: non ammette le sue responsabilità, deve chiedere scusa. Stravaganti mi appaiono poi – anzi prima – le rimostranze verso Benedetto: dovrebbe restare in silenzio, si sfoga con chi lo contraddì. Nei commenti do conto di queste nobili affermazioni.