E’ il primo incidente tra la Curia di Francesco e il Papa emerito. Più ampiamente: il primo incidente nella stagione dei due Papi. Uno può mettersi le mani nei capelli, un altro può dire: “Che straordinario: in cinque anni un solo incidente”. Io sto con la seconda esclamazione. E’ il commento che ho fatto ieri, nel dibattito con Rusconi. L’interrogante non ha fatto domande su questo e Rusconi nulla ne ha detto. Nessuno del pubblico ci è tornato sopra. Con questo link a Radio Radicale potete ascoltare e vedere il dibattito che aveva il titolo: “Francesco eretico o riformatore?” Nei commenti le dieci domande di Giuseppe di Leo e gli appunti per le risposte che avevo con me.
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Domani decimo mio dibattito con Rusconi su Francesco, organizzato dalla Fondazione Einaudi con il titolo eccessivo “Papa Francesco eretico o riformatore?”. Nei commenti la logistica, la nuova formula, l’invito a esserci. L’incontro potrà essere seguito sia in audio sia in video su Radio Radicale.
Interrogato in un libro che esce domani sulla chiamata di Francesco all’uscita missionaria, affermo che quella chiamata in Italia ha avuto “esiti non grandi e non tutti buoni” e più in là argomento che questo Pontificato è una provocazione ad avvertire l’urgenza dell’uscita: “Non gli attribuirei altri ruoli: i cambiamenti che sollecita non sono realizzabili in tempi brevi”. Nei commenti i due brani e il rimando al libro al quale abbiamo posto mano in tredici.

Con questa foto di Francesco nella stanza di Padre Pio richiamo la visita fatta ieri dal Papa nei luoghi del Santo: “Nel Centenario dell’apparizione delle stimmate e nel 50.mo della morte”. Nei commenti alcune parole del Papa.
Finalmente il Vaticano pubblica l’intera lettera del Papa emerito al prefetto della Segreteria per la comunicazione, che fino a oggi pomeriggio si conosceva solo in parte e ciò che contiene il nuovo paragrafo è istruttivo: Benedetto – come sapevamo da quanto già pubblicato – difende sì Francesco dallo “stolto pregiudizio” che sia scarso in teologia ma anche protesta per la presenza tra gli autori chiamati a illustrare “La teologia di Papa Francesco” del teologo tedesco Hünermann, che fu suo tenace accusatore. Nei commenti, la lettera di Benedetto, il comunicato di Viganò, una mia chiosa.
Amici belli, il gruppo biblico che si riunisce a casa mia torna lunedì 19 marzo sul discorso di Paolo agli anziani di Efeso, che è nel capitolo 20 degli “Atti degli Apostoli” e che abbiamo già scorso in prima lettura nell’ultimo incontro. Gli diamo due serate perché è importante. Ci sono le parole “vi affido a Dio e alla parola della sua grazia” e altre che è bene memorizzare. Nei commenti una scheda di introduzione e il testo che leggeremo.

Insolita e più istruttiva targa del monnezzaro che ho fotografato ieri in via Antonio Canova, sul muro di destra della chiesa di Santa Maria Portae Paradisi. Si comanda contro paglia fieno e cavalli – come trascrivo nel primo commento – tant’è che a leggerla li udivo sfrociare e nitrire.
“Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi”: così Benedetto in una lettera al Prefetto della Segreteria per la Comunicazione, Dario Edoardo Viganò, da questi letta ieri alla stampa presentando la collana ‘La Teologia di Papa Francesco’, della Libreria Editrice Vaticana. Nei commenti il resto della lettera del Papa emerito e una mia noticina.
Un ragazzo del Gambia è ospite della parrocchia di San Gelasio a Rebibbia. In visita alla comunità, Francesco entra nella sua stanza e gli chiede come si chiami. “Il mio nome è Abdullaj – fa il ragazzo – e sono musulmano”. “Io rispetto la tua religione: tu rispetti la mia?” chiede ancora il Papa. “La rispetto moltissimo e ringrazio dell’ospitalità” risponde Abdullaj. “Allora possiamo pregare insieme” conclude il Papa: “Io prego per te e tu prega per me”.

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