Il blog di Luigi Accattoli Posts

Oggi Francesco ha battuto due colpi, uno leggero e uno forte. Quello forte riguarda la pena di morte: “E’ in sé stessa contraria al Vangelo perché viene deciso volontariamente di sopprimere una vita umana che è sempre sacra agli occhi del Creatore e di cui Dio solo in ultima analisi è vero giudice e garante”. Quello leggero è sull’idea che la fede cristiana comporti rassegnazione ai mali della vita e del mondo: “La rassegnazione non è una virtù cristiana”. Nei commenti le parole del Papa e infine un mio inutile commento.

Un giorno ero in taxi con Luigi Sandri, venivamo dal convegno antibergogliano “Fare chiarezza” e andavamo al funerale di Renzo Giacomelli. Dicevamo del terrorismo, del degrado di Roma e Luigi: “E’ difficile governare. Io non sarei capace e prego ogni giorno per Gentiloni, per la Raggi, per i parlamentari”. Nei commenti la mia approvazione, qualche ragguaglio sulla corsa in taxi, il rimando a un testo recente di Francesco sul pregare per i governanti.

L’utopia del “neutro” rimuove ad un tempo sia la dignità umana della costituzione sessualmente differente, sia la qualità personale della trasmissione generativa della vita: parole dette da Francesco giovedì 5 all’Accademia per la vita. Le riprendo oggi perché sono importanti ma io quel giorno mi occupavo di carceri. Nei commenti i passaggi da mettere in archivio e il richiamo a uscite precedenti.

Torno da Padova [vedi post dell’altro ieri] e riprendo la conduzione del blog chiedendo ai visitatori d’aiutarmi a indagare per “Il Regno” sui musulmani che si fanno cristiani anche per reazione al terrorismo islamista. Me ne hanno parlato persone che vivono in ambente musulmano in varie parti del mondo ed ecco che ne ha accennato ieri a Roma il patriarca copto cattolico di Alessandria Ibrahim Isaac Sidrak. Nel primo commento alcune parole del Patriarca, nel secondo altri riferimenti, nel terzo un’oscura minaccia.

Sono a Padova per l’annuale appuntamento con il mondo del carcere che quest’anno è al “Due Palazzi” di Padova. Ci risentiamo domenica. Ma salutando volevo dirvi che mi dispiace che il blog sia un luogo dove si parla male del Papa. Comunque vi voglio bene lo stesso. Nel primo commento dispiego il dispiacere, nel secondo dico che vado a fare in carcere.

La speranza nella risurrezione che impedisce al cristiano d’essere un profeta di sventura, il martirio affrontato nella speranza, il maligno, il rosario sono argomenti trattati da Francesco nella catechesi dell’udienza generale di oggi: ne riporto brani nei commenti. E’ una catechesi del tutto ordinaria, senza alcuna affermazione insolita: ne faccio un’antologia, come altre volte, per mostrare ai dubbiosi che ordinariamente il Papa parla della risurrezione e che non è vero che nella sua predicazione manchi il nome di Gesù e la dimensione verticale, o la Madonna, o il rosario, o Satana. Chi dice che parla solo dei migranti ha colto di Francesco quanto avevano colto di Benedetto quelli che l’accusavano di parlare solo del preservativo.

Fa rumore l’allontanamento diurno dei barboni dal Colonnato vaticano: alcuni facevano lì i loro bisogni. Si dice “che tempi” ma quasi sempre fu così: il Colonnato era il dormitorio dei pellegrini e la loro paglia veniva bruciata per disinfestare l’ambiente. Fare poi i bisogni accanto alle Basiliche era un’attrazione universale, come attesta Carlo Porta per il Duomo di Milano con il glorioso endecasillabo: “Se pò nò, se pò nò!… Ma mì la foo” (1819).

Figlio con patente fresca esce per la prima volta da solo. “L’hai detto a papà?” chiede la mamma. “No ma tanto la sua benedizione mi arriva lo stesso”.

Visita del Papa a Cesena e Bologna nella prima “Domenica della Parola”, ricapitolata da Francesco nell’omelia della celebrazione allo Stadio Dall’Ara di Bologna con il trinomio “Parola, Pane, Poveri”. Nei commenti brani dei discorsi del Papa senza miei commenti se non uno solo, alla fine.