Chi ama di più? Una mamma: l’afferma Francesco citando Tommaso d’Aquino nell’esortazione che vado studiando. L’affermazione mi ha sedotto. Ho cercato il latino dell’Aquinate e nei commenti vi faccio dono di queste meraviglie.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
“Nessuno può pensare che indebolire la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio sia qualcosa che giova alla società”: così al paragrafo 52 dell’esortazione Amoris laetitia. L’altro ieri ho raccolto in un post 12 brani di quel documento interpretabili come cantico alla gioia dell’amore. Ora ne segnalo altri 12 che suonano come denuncia e protesta nei confronti della post modernità. Questa partita doppia della lettura del documento sta a dire che non sono accettabili interpretazioni funzionali a questa o a quell’ideologia, ma che è necessario un discernimento severo di ogni sua pagina.
Ricorderete che in un commento al post del 24 marzo sulla lavanda dei piedi chiedevo aiuto per interpretare un brano di Ambrogio di Milano sul battesimo, curioso di capire se lavasse i piedi anche alle donne appena battezzate: un cultore del patrono di Milano mi ha segnalato un testo nel quale Ambrogio afferma che il rito dell’effatà lo compie toccando con le dita la bocca degli uomini e le narici delle donne. Mi è piaciuta la distinzione – come m’attira ogni stacco di maschile e femminile – e ve la propongo nei commenti.
“La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa”: questo è l’attacco dell’esortazione Amoris Laetitia. Rientrato dal viaggio in Spagna che per me è coinciso con la pubblicazione del documento, ho riletto e ho deciso di trattarne ancora, a complemento di quanto già detto nel post di venerdì 8: La misericordia di Francesco per le famiglie ferite. Svolgerò due approfondimenti: questo sullo sguardo in positivo che il Papa rivolge all’amore umano e un altro sulle insidie del mondo d’oggi a quell’amore. L’approfondimento consisterà – secondo il metodo che ho sempre usato – nella proposta di un’antologia di brani che a me serve di promemoria e può essere utile a chi non leggerà per intero il documento.

Il mio sogno di Montserrat ha 33 anni, nato il 7 novembre 1982: quel giorno vi andò Papa Wojtyla che io stavo seguendo per tutta la Spagna, ma c’era tempesta sulla santa montagna e noi giornalisti dovemmo accontentarci della televisione. Si aprirono le cateratte del cielo e vi morirono due ragazze. I fulmini impedirono all’elicottero del Papa di atterrare. Dissi “ci torno” ma solo ieri ci sono tornato.
Visitatori belli vi mando un festoso saluto da Barcellona, dove sono da ieri per due incontri alla Fundació Joan Maragalla e all’Università Raimondo Lullo: ho letto la “Amoris Laetitia” di notte e in aereo, ho tenuto lectio e scritto articoli alla rinfusa, domani vado a Monserrat. Non ci sono mai stato: sono felice di poterci andare e sono contento dell’esortazione papale e del dibattito che qui si è sviluppato. Buenas noches e buen domingo. Vi voglio bene.
Francesco detta le regole della “misericordia pastorale” per le famiglie ferite, indicando come possibile “in certi casi” l’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati. L’esortazione pubblicata oggi con il titolo “Amoris laetitia” (La gioia dell’amore), a riepilogo dei due Sinodi sulla famiglia del 2014 e del 2015, fa segnare un passo alla sua “riforma della Chiesa in uscita”, in quanto esce per un momento dalla logica delle affermazioni categoriche sulle “situazioni oggettive di peccato” e apre al “discernimento” del caso per caso.

Come promesso con le puntate del 2 e del 4 aprile, ecco le foto della mia spericolata esplorazione del castello rupestre di Gagliano Castelferrato. Qui sono in raccoglimento prima della partenza: a metà della rupe e più in alto si vedono buie aperture e tettoie che segnalano gli ambienti dove entrerò, da qui l’adeguato abbigliamento e la seria considerazione dell’impresa.
“Il significato di questo incontro è dare una risposta cristiana ad un problema che sconvolge in questo momento non solo l’Europa ma tutto il mondo. Queste persone trovano il primo approdo nell’isola di Lesbo per questo l’incontro avverrà qui”: così un portavoce del Patriarcato di Costantinopoli, Nikos Tzoitis, a Tv2000, confermando la notizia della visita di Papa Francesco nell’isola di Lesbo dove sarà ricevuto dall’arcivescovo di Atene, Ieronymos II e dal Patriarca Bartolomeo. Straordinario gesto ecumenico e di carità e di appello al mondo, o forse di conflitto con il mondo. Di sicuro sarà conflitto. Devo correre a un appuntamento e – per approfondire – mi affido all’aiuto dei visitatori.
Aggiornamento al 7 aprile: l’annuncio vaticano della visita a Lesbo la fissa al sabato 16 aprile.

Ieri ho visto un battesimo per immersione nella chiesa madre di Gagliano Castelferrato, Enna. Lì è un parroco che propone segni antichi e nuovi e li spiega per completo, don Pietro Antonio Ruggiero: “E tu Gagliano non sei davvero l’ultima delle città di Giuda”. Nei commenti il come e il perchè della mia andata a Gagliano, nel cuore della Sicilia, di cui già avevo detto in un post di sabato 2 aprile.
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