Il blog di Luigi Accattoli Posts

“Da trentasei lunghissimi anni si parla di eliminazione del bicameralismo alla luce del fatto che, nelle forme in cui è sopravvissuto nel nostro Paese, non esiste più quasi da nessun’altra parte del mondo occidentale. La seconda Camera non c’è in quindici (la maggioranza!) dei ventotto Paesi dell’Unione Europea. In otto dei rimanenti tredici (la maggioranza!), il Senato non è eletto direttamente dai cittadini. E i quattro che ancora seguono (parzialmente) il modello italiano – Spagna, Polonia, Romania e Repubblica Ceca – non offrono un modello istituzionale a cui sia, per così dire, obbligatorio fare riferimento”: parole di Paolo Mieli che condivido appieno come spiego nel primo commento.


Eccomi alle dieci di stamane alla Stazione Vaticana, con la mia faccia d’ordinanza, in attesa di salire sul “treno storico” trainato da una locomotiva a vapore che mi porterà – con altri duecento della stampa italiana ed estera – a Castel Gandolfo per l’apertura del Palazzo Apostolico ai visitatori. In serata ho scritto un commento da niente per il “Corriere Roma”. Magari domani lo linko ma intanto volevo farvi sapere che il fatterello non mi era sfuggito. Altre due foto nei commenti a documento del fattaccio.

Aggiornamento al 12 settembre. Qui il commento nel “Corriere Roma”.

“Sono don Gian Luca Carrega, biblista della Diocesi di Torino, incaricato dal Vescovo per l’accompagnamento delle persone omosessuali credenti. Desidero ringraziarla per i suoi interventi su Il Regno in merito alla veglia romana sull’omofobia e i confronti con alcuni partecipanti. Grazie per la delicatezza con cui ha affrontato l’argomento e per la disponibilità a mettersi in ascolto”: nel primo commento il resto della lettera. Un bel saluto a don Gian Luca.

“Chiara te so cresciute le tette”: comunicazione di dati sensibili tracciata a grandi lettere nere sulla fronte della stazione Garbatella della Metro B, uscita verso la Circonvallazione Ostiense.

“In totale sintonia con i voti della maggioranza dei miei fratelli nell’episcopato, riuniti nel recente Sinodo straordinario, ho deciso di dare con questo Motu proprio disposizioni con le quali si favorisca la celerità dei processi”: così dice la premessa papale alla riforma del processo matrimoniale promulgata oggi. L’ho commentata in due piccoli articoli per il “Corriere della Sera” che linkerò domani. Per ora dico che è una riforma di grande impegno, attesa da molti e da molto. La saluto anche come un risarcimento alla memoria del cardinale Pompedda, che soluzioni analoghe aveva sollecitato negli anni a cavallo del millennio, prima da giurista e poi da capo-dicastero. Nei commenti alcuni criteri della riforma che sono posti a premessa del “motu proprio”.

Visitatori belli, la prima settimana del nuovo corso del blog, con l’autorizzazione di ogni singolo commento, è andata bene. Continueremo così. Non vi sono state aggressioni verbali, né diatribe a due. Non ho cestinato commenti inaccettabili: vuol dire che i visitatori hanno saputo autoregolarsi. Ringrazio per la collaborazione e invito chi desideri intervenire a farlo senza timore di risse e dileggi: non vi saranno più. Invito anche a esprimere qui un parere sul nuovo corso.

“Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma. Anche le due parrocchie del Vaticano accoglieranno in questi giorni due famiglie di profughi”: così il Papa all’Angelus. Nei commenti l’intero appello.

“Credo che il Sinodo ordinario del prossimo ottobre voterà orientamenti innovatori su tutto l’arco della tematica familiare e mi auguro che il papa promulghi ciò che il Sinodo avrà approvato. Mi aspetto decisioni sostanzialmente rispondenti alle sollecitazioni venute dal papa in questi due anni, anche se più prudenti nella formulazione”: è un pezzo di una delle mie otto risposte a un’inchiesta di “Micromega” su Francesco. Nel primo commento l’elenco delle persone che hanno risposto alle stesse domande.

Sono stato a Borgo a Mozzano, Lucca, media valle del Serchio, a parlare della strage di Farneta: lì vive Alberto Palazzi, unico rimasto tra i presenti in Certosa al momento dell’irruzione dei tedeschi. Ho rivisto il Ponte del Diavolo – che in verità si chiama “della Maddalena” – e ho conosciuto un’altra meraviglia: un convento francescano restato vuoto e donato alla Misericordia di Borgo che vi ha realizzato un ospizio per anziani che ho visto e ammirato. Nei commenti, dettagli e divagazioni.

Un momento inaspettato della vita? Quando sentii il capitano annunciare: «Sotto di noi a destra il monte Olimpo». E uno non crede a quello che vede.