“Una nazione può essere considerata grande quando difende la libertà, come ha fatto Lincoln; quando promuove una cultura che consenta alla gente di “sognare” pieni diritti per tutti i propri fratelli e sorelle, come Martin Luther King ha cercato di fare; quando lotta per la giustizia e la causa degli oppressi, come Dorothy Day ha fatto con il suo instancabile lavoro, frutto di una fede che diventa dialogo e semina pace nello stile contemplativo di Thomas Merton”: così ha parlato questo pomeriggio Francesco al Congresso degli USA. Nei commenti riporto alcune delle parole che ha detto, facendole seguire da brani del discorso che aveva tenuto ieri ai vescovi cattolici del paese.
Il blog di Luigi Accattoli Posts
Nel volo dall’Avana a Washington il Papa ha parlato con i giornalisti. In risposta a Gian Guido Vecchi [mio successore al Corsera] ha commentato le accuse d’essere comunista e acattolico: “Un Cardinale amico mi ha raccontato che è andata da lui una signora, molto preoccupata: molto cattolica, un po’ rigida, la signora, ma buona, buona, cattolica, e gli ha chiesto se era vero che nella Bibbia si parlava di un Anticristo. E lui le ha spiegato. E poi, se era vero che si parlava di un antipapa … “Ma perché mi fa questa domanda?”, ha chiesto il Cardinale. “Perché io sono sicura che Papa Francesco è l’antipapa”. “E perché? – chiede quello – Perché ha questa idea?”. “Perché non usa le scarpe rosse”.
“I pubblicani erano malvisti, considerati anche peccatori, e per questo vivevano isolati e disprezzati dagli altri. Con loro non si poteva mangiare, né parlare e né pregare. Per il popolo erano dei traditori, che prendevano dalla loro gente per dare ad altri. E Gesù si fermò, non passò oltre frettolosamente, guardò Matteo senza fretta, lo guardò in pace. Lo guardò con occhi di misericordia[…]. Egli sa vedere oltre le apparenze, al di là del peccato, al di là del fallimento o dell’indegnità. Sa vedere oltre la categoria sociale a cui apparteniamo. Egli vede quella dignità di figli, che tutti abbiamo, a volte sporcata dal peccato, ma sempre presente nel profondo della nostra anima. Egli è venuto proprio a cercare tutti coloro che si sentono indegni di Dio, indegni degli altri. Lasciamoci guardare da Gesù”: così il Papa ieri nell’omelia di Holguín, in Cuba. Nei commenti altre parole di Francesco nei giorni cubani.
Stamane sono andato a vedere la piazza Martin Lutero che il Comune di Roma ha dedicato al “teologo tedesco della Riforma (1483-1546)” come dice la targa. E’ al Colle Oppio, tra pini, pinastri e lecci, cornacchie, piccioni, mamme con bambini. Un poco fuori contesto? Ma in prospettiva, guardando verso Sud, da lì si vede la via che sale al Celio, alla Navicella e a Santo Stefano Rotondo, passando accanto al caro vecchio San Clemente. Dai, mi sono detto, qui intorno Martino qualche amico lo rimedia.
Visitatori belli siamo a venti giorni del nuovo corso del blog, da quando ho introdotto la regola dell’approvazione dei singoli commenti e ringrazio tutti per la bonifica che insieme abbiamo realizzato. Continueremo così ma con minori attese per l’ingresso dei commenti: come ho fatto per i tre giorni nei quali ero in viaggio, ripristinerò l’accesso automatico ogni volta che mi allontano da casa. Un rischio calcolato che credo di poter correre stante il buon livello di autocontrollo che si è realizzato. Se nelle mie vacanze dal desco dovessero entrare pesci cattivi, li caccerò al rientro. Buona domenica.
Parente inopportuna mi avvicina mentre accompagniamo un cugino al cimitero e mi dice: “E’ tanto che non ci vediamo, che dici di questo falso Papa?” – “Non è falso per nulla ma ora più che parlare dovremmo pregare”. “Che vuoi che ci facciamo con un’Ave Maria? Piuttosto dimmi: se era un Papa vero si presentava dicendo ‘buonasera’, invece di dire ‘sia lodato Gesù Cristo’ come facevano gli altri Papi?” – Continua nel primo commento.
Il boccino della riforma del Senato – e di tutta l’avventura riformatrice della legislatura – è al momento nelle mani di Renzi e di tre siciliani: la presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama Anna Finocchiaro, il presidente del Senato Pietro Grasso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un pivello etrusco e tre lungimiranti e retropensanti siculi. Ci vedo un significato e forse anche un presagio.
Il 18 dicembre Papa Francesco aprirà la “Porta Santa della carità” all’Ostello della Caritas romana di via Marsala: l’ha detto il vicario di Roma Agostino Vallini durante la sessione conclusiva del Convegno diocesano che si è tenuta ieri sera in San Giovanni. Un’altra Porta Santa, oltre a quelle delle quattro basiliche, sarà aperta al santuario del Divino Amore. Nel primo commento qualche dettaglio su questa Porta Santa che conduce ai bisognosi.
Visitatori belli, sono in viaggio fino a tutto giovedì 17 e per questi tre giorni è sospesa la regola dell’approvazione di ogni singolo commento, introdotta il 31 agosto. Si torna momentaneamente al vecchio sistema dell’ingresso automatico dei commenti tranne il caso del primo accesso di un nuovo iscritto. Così farò, senza darne avviso, ogni volta che sarò in viaggio. Confido che l’autocontrollo collaudato in queste due settimane tenga per la durata di questa breve vacanza della legge.
Che faranno le parrocchie per accogliere i profughi e come si comporteranno con il fisco i conventi trasformati in alberghi: sono due insegnamenti dati da Francesco con un’intervista a Radio Renascença. E’ una Radio del Portogallo, ma quegli insegnamenti appaiono appropriati per Roma, che rigurgita di conventi divenuti alberghi e dove le parrocchie non sanno come muoversi con i profughi. Nei commenti le indicazioni venute dal Papa.
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