Il blog di Luigi Accattoli Posts

Nicola Lamanna, falegname, via Urbana 31: gli abbiamo dato l’ultimo saluto stamattina nella chiesa di San Lorenzo in Fonte, a 50 metri dalla sua bottega: incredibile bottega, quasi un antro delle favole, dove mangiava con gli amici sul bancone, scansando i trucioli e le pialle, e dove dava da bere a tutti. E’ morto il 5 giugno: era andato al mare e si è preso un infarto sulla sabbia. Gli amici lo chiamavano al cellulare e hanno risposto i carabinieri. Qui un video del Corriere TV che l’ha tra i personaggi: è il terzo dei falegnami della via a entrare in scena, baffoni da tricheco, occhiali, vaga somiglianza a Lino Banfi. Nei commenti altri ricordi di un uomo buono che diceva “io vado d’accordo con tutti”. Parola di uno che aveva simpatia per l’universo.

“Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna ci manderà alle quattro del pomeriggio? E vivono di questo. Ma questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama Gesù e niente di più”: così il Papa ieri mattina nell’omelia al Santa Marta. Vedi qui un mio pomposo commento pubblicato oggi dal Corsera.

Domenica ero all’Expo, come dicevo nel post dell’altro ieri. La sorpresa più gradita è stata quella di trovare su una panchina il mio amico Lucio Dalla. Mi sono seduto per abbracciarlo ma un vigilante ambrosianamente severo mi ha detto “è proibito toccare la statua”. Nei commenti altri patetici momenti della mia visita alla straordinaria commedia del consumo e della fame che è l’Expo 2015: “Nutrire il pianeta energie per la vita”.

In Atti 10 ci sono le straordinarie parole di Pietro: “Dio mi ha mostrato che non si deve chiamare profano o impuro nessun uomo”. Chiedo ai visitatori se trovano sensata l’applicazione di quelle parole alle persone omosessuali. Sto lavorando a un articolo sulle veglie di preghiera degli omosessuali cristiani e mi rivolgo ai visitatori per un aiuto informativo e d’intelligenza: che ne sanno, che ne pensano. Nel primo commento un altro spunto o spinta.

Sono stato all’Expo, non mi sono perso e non sono neanche svenuto per il caldo. Ne ho da raccontare, ma per ora mi fermo al Padiglione Zero, il più bello a mio sentore. E alla scritta che campeggia sulla parete d’ingresso, presa da Plinio il Vecchio: Divinus halitus terrae, che vuol dire “il divino respiro della terra”. Tra gli effetti speciali delle sue sette sale mi hanno divertito quelli della giara che puoi attraversare al centro di un allestimento dedicato alla “conservazione del cibo”. C’era fila ma ho voluto andarci in omaggio a Zi’ Dima Li Casi che in una giara del Pirandello s’imprigionò da solo. Dopo entrato vedi precipitarti addosso, dall’alto, una cascata di olive, o lupini, o lenticchie e i bimbi gridano e un gruppo di Down ne sono felici e non vogliono più uscire. Anche i custodi del padiglione ridono e ridono.

Noi, discendenti di Abramo secondo la fede in Te, unico Dio,
ebrei, cristiani e musulmani,
umilmente siamo davanti a Te
e con fiducia Ti preghiamo
per questo Paese, la Bosnia ed Erzegovina,
affinché possano abitarvi in pace e armonia
uomini e donne credenti di diverse religioni, nazioni e culture.
Ti preghiamo, o Padre, perché ciò avvenga
in tutti i Paesi del mondo!

Così il Papa oggi pomeriggio a Sarajevo, a conclusione di un incontro ecumenico. Nei primi commenti l’intera invocazione di pace.

Alle elezioni per il Comune di Roma votai per Marino e in forza di quel voto ora dico che se fossi al suo posto mi dimetterei. Sono sicuro che lui e Zingaretti sono estranei a Mafia Capitale, anzi nemici di quel mondo. Ma sta di fatto che sono stati supportati da un Pd fortemente inquinato. Vedo dunque bene un loro gesto forte di appello all’elettorato: votateci per completare la pulizia che già stavamo facendo. Senza l’azzeramento dell’intera rappresentanza uscita da una campagna elettorale collusa e senza una ripartenza trasparente, resterà un sospetto di fondo che limiterà l’appoggio dell’opinione pubblica al loro impegno risanatore. “Ma le elezioni potrebbero essere perse”: meglio perdere facendo chiarezza che vincere restando promiscui.

“Tra poco, mentre cammineremo lungo la strada, sentiamoci in comunione con tanti nostri fratelli e sorelle che non hanno la libertà di esprimere la loro fede nel Signore Gesù. Sentiamoci uniti a loro: cantiamo con loro, lodiamo con loro, adoriamo con loro. E veneriamo nel nostro cuore quei fratelli e sorelle ai quali è stato chiesto il sacrificio della vita per fedeltà a Cristo: il loro sangue, unito a quello del Signore, sia pegno di pace e di riconciliazione per il mondo intero”: così Francesco poco fa nell’omelia del Corpus Domini a piazza San Giovanni. Nel primo commento altre parole del Papa da memorizzare.

Rientro a Roma in automobile da Santa Maria di Leuca, dove sono stato per una conferenza. Sto arrivando ad Alessano con il cuore a don Tonino Bello che qui è nato è sepolto e un ragazzo con parole e gesti a scatti mi si butta contro il cofano, ci bussa sopra, viene al finestrino e dice “mi porti ad Alessano?” Gli faccio cenno di salire. Sale e fa “mi dai due euro?” Rispondo che sì, ma dopo, quando saremo arrivati. “Mi porti a Tricase?” Mi pare una parabola: a Tricase fu parroco don Tonino. Dico che non è quella la mia strada, lo porterò ad Alessano. Rilancia: “Mi dai dieci euro che oggi è il mio compleanno, mi compro qualcosa?” Intanto siamo al centro di Alessano, gli chiedo dove vuole scendere e gli do cinque euro. Scende veloce e dice “grazie – prego per te a Sant’Antoni e a San Luigi”. Mi tornano alla mente i poverelli che popolavano le giornate di don Tonino e dico al santo vescovo: “Pensaci tu”.