Il blog di Luigi Accattoli Posts

“Cari fedeli armeni, oggi ricordiamo con cuore trafitto dal dolore, ma colmo della speranza nel Signore Risorto, il centenario di quel tragico evento, di quell’immane e folle sterminio, che i vostri antenati hanno crudelmente patito. Ricordarli è necessario, anzi, doveroso, perché laddove non sussiste la memoria significa che il male tiene ancora aperta la ferita; nascondere o negare il male è come lasciare che una ferita continui a sanguinare senza medicarla!”: così Francesco poco fa in San Pietro. Nei primi commenti altre parole del Papa sui genocidi del 20° secolo.

“Nella Quaresima di questo Anno Santo ho l’intenzione di inviare i Missionari della Misericordia. Saranno un segno della sollecitudine materna della Chiesa per il Popolo di Dio, perché entri in profondità nella ricchezza di questo mistero così fondamentale per la fede. Saranno sacerdoti a cui darò l’autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica, perché sia resa evidente l’ampiezza del loro mandato. Saranno, soprattutto, segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in ricerca del suo perdono”: sono le parole più nuove che ho letto nella bolla con cui Francesco oggi pomeriggio ha indetto il Giubileo della Misericordia. Non ne avevo presentimento e sono interessato a intenderle. Nei primi commenti altri passi della bolla sugli inattesi missionari.

E’ un ottonario niente male che mi è venuto verso Arezzo, andando stamane da Roma a Mantova per una conferenza. Felice di guardare.

“Cristiani pronti a partire per soccorrere i più bisognosi in semplicità e povertà, esercitando l’arte di farsi accogliere e portando la gioia del Signore: uno dirà che sono i motti di papa Francesco, ma sono anche tutti in Francesco Canova (1908-1990). Persino la convinzione di non poter giudicare un gay che cerchi Dio”: sono le prime promettenti righe di un mio laborioso articolo pubblicato dalla rivista “Il Regno” riguardante la straordinaria attualità della lezione cristiana del fondatore di “Medici con l’Africa Cuamm”.

Salvini, leader in ascesa, spara sui campi Rom come una volta Bossi sui gommoni dei migranti. “Gli do la possibilità di vivere come gli altri” dice a dimostrazione della sua larghezza di vedute. Ma quella possibilità gliel’hanno data sempre tutti, compreso Hitler, senonché loro non sanno e non possono e non vogliono vivere come gli altri e occorre trovare un compromesso tra la loro gelosa identità e il nostro acuto disagio. A tale scopo le ruspe per “radere al suolo i campi Rom” non servono. Servirebbe che il Salvini ascendente perdesse anche solo un voto – rispetto alla precedente consultazione – in ognuna delle regioni che stanno per votare. Lo vedo improbabile, ma se ciò accadesse – come capitò a Bossi dopo gli spari sui gommoni – farei la stessa festa che feci allora. La farei anche a nome degli intrattabili Rom.

“Rispettare le tradizioni è un modo per rispettare se stessi. Per una donna avere coscienza di sé significa saper dominare il proprio fascino e la forza che la femminilità può avere anche nelle sedi decisionali. Toccando le note giuste, una voce morbida può dirigere l’intera sinfonia”: parole di Maryam Matar, sottosegretario a Dubai, che ho letto il 29 marzo in un’intervista al “Corriere della Sera” intitolata Io, medico con il velo, così concilio Islam e libertà. Voglio bene a Maryam. Le parole che apprezzo di più: “Dominare il proprio fascino”.

“Pace chiediamo per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi che guadagnano con il sangue degli uomini e delle donne”: rientrato a Roma dalla visita pasquale ai parenti delle Marche, risaluto i visitatori con le giuste parole di Papa Francesco dette a mezzogiorno dalla Loggia di San Pietro. Mondo sottomesso ai trafficanti: il sistema in cui siamo prevede il libero commercio delle armi. Da qui grandi affari e grandi stragi. Noi italiani niente male in quel traffico nel quale si guadagna con il sangue.

Dai parenti per Pasqua, finalmente ho visto le Grotte di Osimo. Sono nato da queste parti (a Recanati) e conosco bene l’Osimo di sopra, so del decumano e del cardo che s’incrociavano dov’è la piazza del Comune e di Cesare che nella “Guerra civile” dice che Auximun proficiscitur, marcia su Osimo. Ma la vecchia guida del Touring che ho in casa (ed. 1962) neanche le nomina, queste grotte del mistero, che sono studiate da 15 anni e che pare abbiano uno sviluppo di più di nove chilometri. Conservano tracce dei piceni, dei romani, del Medioevo francescano, dei Templari, della Massoneria. Ho visto quella “del Cantinone” e mi è venuta voglia delle altre e della cisterna che è sotto la piazza del comune e ancora non è visitabile. Se fate mare sulla riviera del Conero, andatele a vedere. Danno un’idea di quanto abbiamo vissuto e non sappiamo.