Il blog di Luigi Accattoli Posts

“Un atto di brutalità insensata”: così il Papa ha definito la strage compiuta ieri all’Università di Garissa, in Kenya con un bilancio finora di 147 morti, uccisi dai fondamentalisti somali al Shabaab. Francesco esprime profondo dolore per questa “immensa e tragica perdita di vite”, prega “per una conversione del cuore” degli attentatori e invita tutti a “raddoppiare gli sforzi per porre fine alla violenza e accelerare l’alba di una nuova era di fratellanza, giustizia e pace”.

“E io laverò, oggi, i piedi di dodici di voi, ma in questi fratelli e sorelle siete tutti voi: tutti, tutti. Tutti quelli che abitano qui. Voi rappresentate loro. Ma anche io ho bisogno di essere lavato dal Signore, e per questo pregate durante questa Messa perché il Signore lavi anche le mie sporcizie, perché io diventi più schiavo di voi, più schiavo nel servizio della gente, come è stato Gesù”: così poco fa ha parlato Francesco nella chiesa del carcere di Rebibbia. Ha lavato i piedi a sei donne e sei uomini. Chi piange e dice “grazie”, chi gli stringe il braccio, uno china la testa a toccare quella di colui che lo lava, una piange e basta. Una donna nera ha in braccio un bimbo e il Papa bacia lei e lui abbracciandoli in un sorriso.

“Si vedevano i piedini, il naso, una mano che toccava la bocca e tutto il villaggio era immobile e a bocca aperta. Vedevano per la prima volta la vita crescere dentro una donna”: parole di Giovanni Dall’Oglio, medico Cuamm volontario in Sud Sudan, riportate da Mario Calabresi nel libro Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa [Mondadori, pp. 118, euro 17.00]. Nei primi commenti l’intero brano e le informazioni utili a intenderlo.

Condivido le opinioni del senatore Giorgio Tonini e del costituzionalista Stefano Ceccanti che trovano strumentali le obiezioni della sinistra del Pd alla riforma elettorale ora ora blindata da Renzi. Altro che precipitazione: siamo in grave ritardo. Rischi di dittatura? Ma guardare agli altri paesi mai eh? Nei primi due commenti il rinvio ai testi di Ceccanti e Tonini.

Vengo dalla Sacrestia del Borromini, presso la chiesa di Sant’Agnese in Agone, dove ho partecipato alla presentazione di un libretto del cardinale Gerhard Ludwig Müller che leggerò nei giorni della Resurrezione: La Croce è Vita. Meditazioni sulla Passione e sulla Pasqua di Gesù, Edizioni Ares, pp. 143, euro 14.00. Ho salutato il tenace Cesare Cavalleri che coordinava la presentazione: ha sette anni più di me e ne mostra sette di meno. “Ho deciso di non invecchiare” è la sua spiegazione. Gli ho detto che così a occhio mi pareva una buona decisione. Ma perchè non si facesse idee ho aggiunto che ero andato, nell’ordine, per il Borromini – la Sacrestia è sempre chiusa e in tanti anni che vado per Roma mai l’avevo vista – per il cardinale e per lui. Nel primo commento un’immagine della Sacrestia, nel secondo un brano del libro nel quale il cardinale rende omaggio al martire Romero.

Al Mercato di piazza Vittorio ieri in mattinata. Avvistate l’ostriche rugose munite di cartellino con nome e cognome, l’autore [questo è un blog d’autore] domanda con garbo “come si chiamano”. “So’ ostriche signo'”. Ma il secondo nome? “Quello è latino. Semo tenuti a mettèllo ma non so che vordì”. Mi pare di leggere “conciapila”. “Lo scrive mi’ moje ma non lo sa neppure lei”. Nel primo commento un antefatto di trent’anni addietro, quando il latino dei pescivendoli ancora sopravviveva alla messa in italiano.

Ieri sera Via Crucis del Rione Monti guidata da don Francesco su testi di don Primo Mazzolari: “Adoriamo la tua benedetta e straziata umanità che ci riappare quaggiù in ogni povero”. Partenza dalla chiesa di Santa Maria ai Monti, stazioni per le vie Madonna dei Monti, Tor de’ Conti, Baccina, Sant’Agata dei Goti, Panisperna. Eravamo forse duecento. Presenti i due pope della vicina chiesa degli Ucraini cattolici e il pope dei Georgiani ortodossi, con sosta nella Chiesa di San Bernardino in uso ai cattolici cinesi e davanti a tre case di suore che avevano posto sulla soglia un altare con croce, conclusione nella chiesa di Sant’Agata dei Goti affidata agli Stimmatini. Nel primo commento altre immagini della modesta e viva Via Crucis monticiana.

Essere anticonformisti allunga la vita? E’ la domanda del collega Mario Pappalardo in un’intervista a Umberto Veronesi pubblicata mercoledì dal Corriere della Sera e questa è la risposta: “Certo. Il mio modo di essere e di pensare mi ha fatto spostare le età della vita. Ho creato l’Istituto europeo di oncologia a 65 anni, quando i miei coetanei andavano in pensione, poi la mia Fondazione per il progresso delle Scienze a 78 anni, e oggi a 89 ho nuovi progetti da realizzare”. Mi piacciono gli anziani vitali. Ho incontrato due volte Veronesi, in momenti per me difficili e ricordo con gratitudine le sue parole e i suoi occhi. Nei primi commenti altri tre brani dell’intervista.

Per un’improvviso bisogno di manutenzione il blog è restato buio per una mezza giornata: chiedo scusa a chi ha bussato.

Sono stato al Quirinale nel Salone dei Corazzieri per la mostra Il principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino. Ho letto Genesi 37-50 cercando nei venti arazzi Giuseppe, Beniamino, le scimmie, i cagnolini. Poi sono andato avanti e indietro in mezzo al Salone fino alla chiusura, figurandomi d’essere un Medici e avendo cura di non perdere nulla della luce gialla e rossa degli arazzi che mi veniva intorno. Qui – nell’episodio “Giuseppe perdona i fratelli” – la scimmia è sotto al piede destro di Giuseppe.